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# Per gli elettori americani il costo della vita ora conta più che nel 2024
- URL: https://focusamerica.it/per-gli-elettori-americani-il-costo-della-vita-ora-conta-piu-che-nel-2024/
- Published: 2026-08-11T16:00:55.000Z
- Updated: 2026-08-11T16:00:55.000Z
- Description: Il 36 per cento indica i prezzi come il problema più importante del paese, contro il 24 di ottobre 2024. Sull'inflazione il presidente ha il giudizio peggiore fra tutti i temi monitorati.
- Author: Lorenzo Ruffino
- Tags: Sondaggi, USA 2026, Midterm, Inflazione, Donald Trump, #ig-pubblicato

Oggi il 36% degli americani indica l'inflazione e i prezzi come il problema più importante del Paese. Nell'ottobre 2024, poche settimane prima del voto che ha riportato Donald Trump alla Casa Bianca, a dare la stessa risposta era il 24%. La quota è cresciuta con regolarità nell'ultimo anno: a maggio era al 30% ed è [salita](https://yougov.com/en-us/trackers/most-important-issues-facing-the-us?ref=focusamerica.it) al 36% nell'ultima rilevazione diffusa questa settimana dal sondaggio periodico di YouGov e dell'*Economist* sulle priorità degli americani.

A maggio il prezzo medio della benzina negli Stati Uniti ha raggiunto i 4,48 dollari al gallone, poco meno di quattro litri. Nello stesso mese l'inflazione è salita al livello più alto degli ultimi tre anni, spinta soprattutto dalla guerra con l'Iran, che si trascina da mesi e ha [interrotto](https://www.dallasfed.org/research/economics/2026/0417?ref=focusamerica.it) le rotte delle forniture. Dal 2022 gli americani considerano l'inflazione uno dei problemi più gravi del Paese e ne hanno tenuto conto anche nelle urne. Nel 2024 il carovita e le condizioni dell'economia sono stati tra i principali fattori che hanno favorito l'elezione di Trump.

Più della metà degli intervistati in un sondaggio Ipsos del 2 e 3 giugno ha dichiarato di aver [tagliato](https://www.ipsos.com/sites/default/files/ct/news/documents/2026-06/Topline%20Ipsos%20Consumer%20Tracker%20Wave%20142.pdf?ref=focusamerica.it) le spese non essenziali dopo l'aumento del prezzo della benzina e del costo della vita. Più di un terzo ha rinviato gli acquisti più costosi o scelto marche meno care. Proprio sull'inflazione e sul costo della vita Trump registra il giudizio peggiore tra tutti i temi monitorati: il saldo tra chi approva e chi disapprova il suo operato su questo fronte è quasi 20 punti inferiore al suo saldo complessivo ed è peggiorato di oltre 40 punti dall'inizio del mandato, secondo la media dei sondaggi raccolta da [FiftyPlusOne](https://blog.fiftyplusone.news/p/affordability-concerns-are-even-more?ref=focusamerica.it) e calcolata da G. Elliott Morris.

Il prezzo politico del carovita 

## L’inflazione presenta *il conto* a Trump

Prezzi e costo della vita sono tornati in cima alle preoccupazioni degli americani e stanno ridisegnando la corsa alle elezioni di metà mandato.

Grafica di FocusAmericaDati al 6 agosto 2026

La salita 

### Un problema che cresce da un anno

Quota di americani che indica l’inflazione e i prezzi come il problema più importante del Paese (YouGov/The Economist).

4,48 $

Prezzo medio della benzina al gallone a maggio, quando l’inflazione ha toccato il massimo degli ultimi tre anni

1 su 2

Più di un americano su due ha tagliato le spese non essenziali dopo i rincari (Ipsos, giugno)

Il punto debole 

### Sull’inflazione Trump riceve il giudizio più severo

Saldo fra chi approva e chi disapprova la gestione del carovita da parte del presidente (media dei sondaggi FiftyPlusOne).

Oltre

−40punti

Il calo del saldo dall’inizio del mandato: nessun altro tema è peggiorato così tanto.

Sul carovita il giudizio è quasi **20 punti più severo** di quello complessivo sul presidente.

Il sorpasso 

### Per la prima volta in dieci anni l’economia premia i Democratici

«Di quale partito ti fidi di più sull’economia?» — Ipsos/Reuters, 29 luglio–3 agosto 2026.

**37%**DemocraticiDem.

**27%**Né l’uno né l’altroNessuno

**36%**RepubblicaniRep.

Un solo punto separa i due partiti — e oltre un quarto degli americani non ne sceglie nessuno

Dall’insediamento di Trump il vantaggio democratico su questo tema è cresciuto di **oltre 20 punti**.

La posta in gioco 

### A novembre i Democratici partono avvantaggiati

Intenzioni di voto per la Camera e gradimento del presidente, medie FiftyPlusOne al 6 agosto.

Generic ballot — elettori probabili

Democratici 49,0%+6,5 

In lieve calo dal 49,4% del 31 luglio, ma il distacco resta ampio.

Repubblicani 42,5% 

In discesa dal 43,5% del 31 luglio.

Gradimento del presidente — adulti

Approva 36,8% 

In lieve risalita dal minimo del 36,1% toccato il 31 luglio.

Disapprova 59,9% 

Era al 61% una settimana fa.

Fonti: YouGov/The Economist; Ipsos (2–3 giugno 2026); Ipsos/Reuters (29 luglio–3 agosto 2026); FiftyPlusOne, media dei sondaggi elaborata da G. Elliott Morris.

### **L'economia diventa un problema politico per i Repubblicani**

Per la prima volta in dieci anni, più americani si fidano dei Democratici che dei Repubblicani sulla gestione dell'economia. Nell'ultimo sondaggio Ipsos per Reuters, condotto tra il 29 luglio e il 3 agosto, il 37% ha indicato i Democratici e il 36% i Repubblicani. Da quando Trump si è insediato, il vantaggio democratico su questo tema è [cresciuto](https://focusamerica.it/per-la-prima-volta-in-quasi-dieci-anni-gli-americani-preferiscono-i-dem-sulleconomia/) di oltre 20 punti.

I deputati democratici hanno [scelto](https://apnews.com/article/house-midterms-election-affordability-trump-d1d9d0cd0c3ed3b53a7f812a6bd2e7a6?ref=focusamerica.it) il carovita come tema centrale della campagna per le elezioni di metà mandato. Alcuni parlamentari repubblicani [temono](https://thehill.com/homenews/senate/5738150-republicans-affordability-midterms/?ref=focusamerica.it) invece che il loro partito non stia facendo abbastanza per contrastare l'aumento dei costi. I candidati di entrambi gli schieramenti cercano così di presentarsi come i migliori difensori del portafoglio degli elettori.

Nel 2024 i Democratici avevano cercato di prendere le distanze dai giudizi negativi sull'economia dell'allora presidente Joe Biden e dall'inflazione che aveva segnato gran parte del suo mandato, senza riuscirci: persero la presidenza e il Senato. Per i Repubblicani il compito potrebbe essere ancora più difficile, perché dovrebbero prendere le distanze da un presidente in carica mentre il giudizio sulla sua gestione dell'inflazione continua a peggiorare.

Non tutti gli elettori, naturalmente, decidono il proprio voto sulla base di un solo tema. Nei sondaggi restano ai primi posti anche la sanità, la previdenza sociale e lo stato della democrazia. E chi disapprova la gestione dell'inflazione non voterà necessariamente per i Democratici a novembre. Il vantaggio democratico nel *generic ballot* — la domanda con cui i sondaggisti chiedono quale partito si voterebbe alle elezioni per la Camera senza indicare i nomi dei candidati — è comunque arrivato a circa 7 punti. La quota di elettori probabili intenzionati a votare repubblicano è scesa dal 43,5% del 31 luglio al 42,5%, mentre quella democratica è passata dal 49,4% al 49%. I dati sono aggiornati alle 13 del 6 agosto sulla costa orientale degli Stati Uniti, le 19 in Italia.

### **Gli altri segnali dai sondaggi**

L'indice di gradimento del presidente tra gli adulti americani è leggermente risalito dopo il minimo della settimana scorsa: il 31 luglio era al 36,1%, con il 61% di giudizi negativi; ora è al 36,8%, contro il 59,9% di disapprovazione. La popolarità di Trump è [crollata](https://focusamerica.it/pe/) molto più di quanto siano cresciuti i Democratici nel *generic ballot*, che tende comunque a spostarsi verso il partito all'opposizione negli ultimi mesi della campagna elettorale.

Il 55% degli americani ritiene che l'Amministrazione si sia spinta troppo oltre nell'inviare agenti federali dell'immigrazione nelle città, in calo rispetto al 62% di febbraio, secondo un sondaggio AP-NORC condotto dal 23 al 27 luglio. La quota di chi pensa che il governo abbia ecceduto nel limitare l'immigrazione legale è [scesa](https://apnorc.org/projects/trumps-approval-on-immigration-remains-steady/?ref=focusamerica.it) dal 54% al 51%, mentre quella di chi ritiene eccessive le espulsioni degli immigrati che vivono illegalmente nel Paese è passata dal 52% al 47%.

Il 68% degli americani [ritiene](https://globalaffairs.org/research/public-opinion-survey/7-10-americans-say-iran-war-not-worth-fighting?ref=focusamerica.it) che la guerra in Iran non sia valsa i costi sostenuti, secondo un sondaggio Ipsos per il Chicago Council on Global Affairs, centro studi di politica estera, condotto dal 10 al 21 luglio. Lo pensa il 91% dei Democratici e il 76% degli indipendenti. Tra i Repubblicani, invece, il 63% ritiene che la guerra sia valsa i suoi costi e il 36% che non lo sia stata. Nel complesso, la quota di americani che considera il programma nucleare iraniano una minaccia critica è scesa al 49%, mentre tra i Repubblicani è salita dal 56% del 2023 al 68% di oggi.

Infine, il 16% degli americani dichiara di aver vissuto almeno un periodo da [senzatetto](https://focusamerica.it/quanti-sono-gli-americani-senzatetto/), secondo un sondaggio YouGov condotto dal 28 al 30 luglio. Il 61% considera il fenomeno un problema molto serio e un altro 29% abbastanza serio. Il 77% chiede che il governo federale faccia di più, mentre il 70% rivolge la stessa richiesta agli Stati e alle amministrazioni locali. Solo l'11% ritiene che il problema sia al di fuori del controllo della politica.