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# Obama difende Ilhan Omar e accusa Trump di perseguitarla per motivi politici
- URL: https://focusamerica.it/obama-difende-ilhan-omar-e-accusa-trump-di-perseguitarla-per-motivi-politici/
- Published: 2026-10-19T21:00:52.000Z
- Updated: 2026-10-19T21:00:52.000Z
- Description: L’ex presidente contesta l’indagine sull’acquisizione della cittadinanza americana da parte della deputata democratica. Homan e Mullin difendono invece la solidità delle accuse ed il secondo evoca anche la legge RICO contro la criminalità organizzata.
- Author: Redazione
- Tags: Giustizia, Immigrazione, Barack Obama, Donald Trump, USA 2026, Midterm, #ig-pubblicato

Barack Obama ha accusato l'Amministrazione Trump di voler usare l'indagine penale federale su Ilhan Omar per punire la deputata democratica del Minnesota per le sue critiche al presidente. In un lungo [post](https://x.com/BarackObama/status/2111819687524774170?ref=focusamerica.it) pubblicato ieri su X, l'ex presidente ha sostenuto che l'inchiesta mira a [privare Omar della cittadinanza americana](https://focusamerica.it/lindagine-su-ilhan-omar-punta-a-toglierle-la-cittadinanza-e-a-espellerla/?utm%5Fsource=chatgpt.com) e, potenzialmente, a espellerla dagli Stati Uniti. "È un principio fondamentale della democrazia americana che il governo non possa colpire selettivamente le persone per le loro convinzioni politiche o per ciò che dicono", ha scritto. "Ma è esattamente quello che l'Amministrazione Trump sta tentando di fare alla deputata Ilhan Omar del Minnesota".

> It is a basic principle of American democracy that the government can’t selectively target individuals simply because of their political beliefs or what they say. But that’s exactly what the Trump Administration is doing to Congresswoman Ilhan Omar of Minnesota.  
>  
> To understand…
> 
> — Barack Obama (@BarackObama) [October 18, 2026](https://x.com/BarackObama/status/2111819687524774170?ref%5Fsrc=twsrc%5Etfw&ref=focusamerica.it)

Lunedì 12 ottobre gli agenti della *Homeland Security Investigations*, la struttura investigativa del Dipartimento per la Sicurezza interna, hanno [perquisito la casa di Omar a Washington](https://focusamerica.it/ilhan-omar-pirro-annuncia-una-seconda-indagine-il-giorno-dopo-la-perquisizione/?utm%5Fsource=chatgpt.com) sulla base di un mandato autorizzato da un giudice e le hanno sequestrato il telefono. Gli investigatori stanno cercando di stabilire se la deputata o suo padre abbiano fornito informazioni false nei documenti relativi all'acquisizione della cittadinanza. Diversi familiari, tra cui il fratello e la sorella, sono stati convocati a testimoniare davanti a un gran giurì, l'organo che dovrà valutare se vi siano elementi sufficienti per un'incriminazione.

Al momento, però, Omar non è stata incriminata, nega qualsiasi illecito e sostiene di essere vittima di una persecuzione politica. Le accuse di frode nelle pratiche di immigrazione erano state rilanciate nei mesi scorsi da Trump e da altri esponenti repubblicani. La perquisizione è avvenuta a poco più di tre settimane dalle elezioni del 3 novembre, nelle quali la deputata si è ricandidata per un quinto mandato alla Camera.

### **Il nodo dell'età e i precedenti citati da Obama**

Al centro dell'inchiesta c'è l'età di Omar al momento dell'acquisizione della cittadinanza. Nata in Somalia, la deputata è arrivata negli Stati Uniti con il padre nel 1995, a 12 anni, dopo aver trascorso diversi anni in un campo profughi in Kenya. Secondo la ricostruzione di Obama, Omar ha acquisito automaticamente la cittadinanza nel 2000, a 17 anni, quando il padre è stato naturalizzato. L'ex presidente accusa l'Amministrazione di perseguire una "teoria infondata", secondo cui la deputata all'epoca avrebbe già compiuto 18 anni e avrebbe quindi dovuto presentare una domanda autonoma.

La distinzione è rilevante, ma la minore età, da sola, non bastava: la normativa in vigore nel 2000 subordinava l'acquisizione automatica della cittadinanza anche ad altri requisiti, relativi alla residenza e alla situazione dei genitori. La naturalizzazione di un solo genitore poteva essere sufficiente, per esempio, se l'altro era deceduto. "Tutto il peso del governo federale si sta abbattendo su una parlamentare rispettosa della legge solo perché ha osato criticare il presidente", ha scritto Obama.

Da parte sua, Donald Trump nega qualsiasi coinvolgimento. Il giorno della perquisizione aveva detto ai giornalisti che la questione era di competenza del Dipartimento di Giustizia. "Personalmente l'ho sempre trovata totalmente disonesta, ma questo non ha niente a che fare con me", aveva dichiarato. Obama ha richiamato invece le indagini federali sulla procuratrice generale dello Stato di New York, Letitia James, e sull'ex direttore dell'FBI James Comey, sostenendo che quei procedimenti si siano arenati o siano stati archiviati. A suo giudizio, anche l'inchiesta su Omar avrà lo stesso esito.

Nel novembre 2025 un giudice federale aveva annullato le incriminazioni di entrambi perché la procuratrice che le aveva ottenute, Lindsey Halligan, era stata nominata illegittimamente. In seguito, due gran giurì hanno rifiutato di incriminare nuovamente James. Comey, invece, è stato incriminato di nuovo ad aprile, in un procedimento distinto relativo a un post su Instagram che, secondo l'accusa, conteneva una minaccia contro Trump.

"Ma non prima che la vita della deputata Omar sia stata stravolta, che le sue spese legali si siano accumulate e che sia stata costretta a passare il tempo a difendersi da accuse infondate invece di servire i cittadini del Minnesota", ha scritto Obama. "Se questa diventa la nuova normalità, non c'è motivo di credere che si fermerà a lei, o che i futuri presidenti, di entrambi i partiti, non faranno lo stesso".

### **L'Amministrazione Trump difende l'inchiesta**

L'Amministrazione Trump, da parte sua, respinge le accuse di strumentalizzazione politica e sostiene che l'indagine poggi su prove solide. Sabato 17 ottobre Tom Homan, responsabile della Casa Bianca per il controllo delle frontiere e le espulsioni, ha [dichiarato a *Fox News*](https://thehill.com/homenews/administration/6156445-homan-omar-immigration-fraud-probe/?ref=focusamerica.it) di essere stato informato che gli investigatori hanno un caso "solido", precisando però di non volerne anticipare le conclusioni.

"Se ha violato la legge, ne risponderà", ha detto, aggiungendo che Omar sarà sottoposta agli stessi criteri applicati a chiunque altro. Homan ha anche affermato che la revoca della cittadinanza e l'espulsione sono esiti possibili, qualora le prove dimostrino una frode nel percorso di acquisizione della cittadinanza.

Anche il Segretario alla Sicurezza interna, Markwayne Mullin, ha negato che l'inchiesta abbia motivazioni politiche. Venerdì 16 ottobre, in un'intervista ad Andrew Kolvet, conduttore del "*Charlie Kirk Show*", ha dichiarato: "Non saremmo andati avanti, e nemmeno il presidente Trump voleva andare avanti, senza essere certi che l'indagine non fosse dettata da ragioni politiche". "Questa persona vuole spostare tutta l'attenzione su di sé. Si tratta, ancora una volta, di far rispettare le leggi del nostro Paese. Ed è un caso solido", ha aggiunto.

Nella stessa intervista Mullin ha evocato anche il *Racketeer Influenced and Corrupt Organizations Act*, noto come *RICO*, ovvero la legge federale introdotta nel 1970 per contrastare la criminalità organizzata. Non ha però annunciato che i procuratori intendano contestare a Omar una violazione di questa legge. Il Segretario ha invece descritto uno scenario ipotetico: una persona presenta documenti di immigrazione falsi, dichiarando un'identità o una storia personale non veritiere, e altre persone riescono a entrare negli Stati Uniti attraverso la stessa pratica fraudolenta.

"Allora può essere considerato un caso *RICO*, giusto?", ha detto Mullin. "Perché in tal caso ci sarebbe stata una cospirazione per ingannare il governo americano e quindi anche tutto ciò che ne è seguito potrebbe essere esaminato nell'ambito dello stesso procedimento".