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# Trump vuole togliere la cittadinanza a una deputata Dem di origini somale e espellerla
- URL: https://focusamerica.it/lindagine-su-ilhan-omar-punta-a-toglierle-la-cittadinanza-e-a-espellerla/
- Published: 2026-10-16T13:15:34.000Z
- Updated: 2026-10-16T13:15:34.000Z
- Description: Secondo il Wall Street Journal gli investigatori vogliono dimostrare che la deputata ottenne la cittadinanza mentendo sulla propria età. Sotto Biden un'ipotesi simile era stata già archiviata per mancanza di prove.
- Author: Redazione
- Tags: Giustizia, Immigrazione, Donald Trump, USA 2026, Midterm, #ig-pubblicato

L’indagine dell’Amministrazione Trump su Ilhan Omar, deputata democratica del Minnesota, punta a raccogliere gli elementi necessari per chiedere ad una corte di revocarle la cittadinanza americana e, in seguito, espellerla dagli Stati Uniti. Lo ha rivelato il [*Wall Street Journal*](https://www.wsj.com/politics/policy/ilhan-omar-investigation-aims-to-build-case-for-stripping-her-citizenship-6adf1edc?ref=focusamerica.it)⁠, citando funzionari statunitensi e altre persone a conoscenza dell’inchiesta. Gli investigatori stanno ricostruendo come Omar abbia ottenuto la cittadinanza ed esaminano anche il ruolo del padre, Nur Omar Mohamed, morto nel 2020\. 

Omar, 44 anni secondo la data di nascita da lei indicata, è nata a Mogadiscio nel 1982 in una famiglia benestante ed è cresciuta con il padre, che negli Stati Uniti ha lavorato come tassista e impiegato delle poste dopo che nel 1995 l’uomo aveva portato la figlia e altri familiari negli Stati Uniti da un campo profughi in Kenya, dove si erano rifugiati dopo aver lasciato la Somalia.

Uno dei punti centrali dell’inchiesta è proprio l’età della deputata. Secondo le fonti del quotidiano, gli investigatori cercano di stabilire se Omar o il padre abbiano dichiarato un’età falsa nei documenti di immigrazione, facendola risultare diciassettenne anziché diciottenne al momento della naturalizzazione del padre. Essere ancora minorenne le avrebbe consentito, in presenza degli altri requisiti previsti dalla legge, di acquisire automaticamente la cittadinanza attraverso il genitore, senza una procedura autonoma.

Omar è invece diventata cittadina americana nel 2000\. Secondo quanto riferito dal *Wall Street Journal* e ripreso da altre testate, durante l’Amministrazione Biden la *Homeland Security Investigations*, la struttura investigativa del Dipartimento per la Sicurezza interna, aveva già esaminato una segnalazione sulla sua età, decidendo di non procedere per mancanza di prove. 

La casa di Omar a Washington è stata [perquisita](https://focusamerica.it/ilhan-omar-pirro-annuncia-una-seconda-indagine-il-giorno-dopo-la-perquisizione/)⁠ all’alba di lunedì 12 ottobre, a 22 giorni dalle elezioni di metà mandato, nelle quali la deputata si è ricandidata. Gli agenti hanno portato via il suo cellulare, alcuni quaderni, i computer personali e il passaporto. In casa erano presenti soltanto Omar e il marito. Le autorità hanno inoltre emesso oltre una decina di ordini di comparizione, anche nei confronti di alcuni parenti, chiamati a testimoniare davanti a un gran giurì del Minnesota: l’organo composto da cittadini che valuta se vi siano elementi sufficienti per un’incriminazione. L’inchiesta riguarda anche i documenti di immigrazione della famiglia.

“Il presidente Trump vorrebbe eliminare una delle voci progressiste più efficaci del Congresso. Non c’è alcun fondamento in questa indagine”, ha dichiarato mercoledì l’ufficio della deputata. In un’intervista al *Wall Street Journal* all’inizio dell’anno, Omar aveva negato di aver mai commesso frodi in materia di immigrazione.

Hakeem Jeffries, leader dei democratici alla Camera, l’ha definita “profondamente inquietante”. Jamie Raskin, il principale esponente democratico della commissione Giustizia della Camera, ha sottolineato la vicinanza dell’operazione al voto. Trump ha invece [detto](https://time.com/article/2026/10/12/Ilhan-omar-home-raid-federal-agents-immigration-allegations-democrats-response/?ref=focusamerica.it)⁠ di non avere “niente a che fare” con la perquisizione, sostenendo che la questione fosse di competenza del Dipartimento di Giustizia. 

### **Gli ostacoli alla revoca della cittadinanza**

Per ottenere la revoca della naturalizzazione attraverso una causa civile, il Dipartimento di Giustizia dovrà rivolgersi a un tribunale federale. La legge consente di procedere quando la cittadinanza è stata acquisita senza i requisiti necessari oppure attraverso l’occultamento di fatti rilevanti o dichiarazioni deliberatamente false: non è quindi sempre necessario dimostrare una menzogna personale dell’interessato. 

Nel caso di Omar, la questione riguarda però una cittadinanza acquisita attraverso il padre. Secondo Leon Fresco, già alto funzionario del Dipartimento di Giustizia per le questioni migratorie durante l’Amministrazione Obama, trovare prove concrete che sia stata la deputata a mentire sulla propria età, anziché il padre per suo conto, renderebbe il caso molto più facile da sostenere. Rimarrebbe comunque un percorso giuridico poco battuto, ha spiegato al *Wall Street Journal*. 

Se il governo dovesse comunque procedere, il caso Omar potrebbe diventare il più noto e controverso della campagna dell’amministrazione contro persone naturalizzate. Secondo il *Wall Street Journal*, nel secondo mandato di Trump sono state presentate oltre 200 cause per ottenere la revoca della cittadinanza. Prima del suo ritorno alla Casa Bianca, il governo ne avviava meno di una decina l’anno, secondo i dati del *Transactional Records Access Clearinghouse* citati dal quotidiano.

I funzionari dell’Amministrazione descrivono la attuale campagna di denaturalizzazione come la più ampia nella storia del Dipartimento di Giustizia. Il 5 ottobre il Dipartimento ha annunciato un nuovo gruppo di 40 cause, depositate tra il 21 agosto e il 2 ottobre contro persone accusate di aver ottenuto illegalmente la naturalizzazione o di aver nascosto informazioni rilevanti, anche su gravi reati. Una condanna penale, da sola, non comporta automaticamente la perdita della cittadinanza. 

### **Le altre indagini e gli attacchi di Trump**

Jeanine Pirro, procuratrice federale di Washington, sta indagando anche sulle dichiarazioni patrimoniali della deputata. “Ci sono diverse indagini in corso”, ha detto martedì a *Fox News*. “Se è stato commesso un reato, sarà perseguito”.

Pirro ha affermato che “non importa” quale conclusione abbia raggiunto l’organismo indipendente della Camera che esamina le presunte violazioni etiche dei deputati. A settembre, l’*Office of Congressional Conduct* aveva raccomandato alla Commissione Etica della Camera di archiviare le accuse relative alle dichiarazioni in cui Omar aveva indicato un patrimonio molto superiore a quello effettivo. 

La deputata aveva infatti corretto i documenti ad aprile. Il suo staff aveva poi attribuito la discrepanza a errori contabili nelle valutazioni delle partecipazioni societarie del marito, che inizialmente non tenevano conto delle passività.

Trump chiede da anni l’espulsione di Omar e ne ha fatto uno dei principali bersagli della propria retorica contro gli immigrati e i musulmani. Lunedì sera, durante un comizio in Ohio, il pubblico ha scandito “*deport*”, cioè “espellila”, dopo che il presidente aveva parlato della deputata e della comunità somala. “Imbrogliano su tutto”, ha detto Trump. “Non lo tollereremo più”.

Ad alimentare gli attacchi ha contribuito anche lo scandalo delle frodi sui sussidi pubblici in Minnesota, nel quale molti imputati sono di origine somala. Il mese scorso il Segretario alla Sicurezza interna, Markwayne Mullin, ha dichiarato a un autore conservatore di podcast che Omar avrebbe “sposato suo fratello per cercare di portarlo negli Stati Uniti”. È un’altra accusa che Trump ripete spesso e che la deputata respinge da oltre dieci anni.