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# Le famiglie statunitensi sotto pressione economica
- URL: https://focusamerica.it/le-famiglie-statunitensi-sotto-pressione-economica/
- Published: 2025-08-11T17:00:02.000Z
- Updated: 2025-08-11T17:00:02.000Z
- Description: Un sondaggio della Century Foundation mostra che la maggioranza degli americani fatica ad arrivare a fine mese. Il 61% attribuisce all’amministrazione Trump l’aumento del costo della vita, mentre crescono debiti, pasti saltati e sfiducia nel futuro.
- Author: Redazione
- Tags: Sondaggi

Più di sei americani su dieci ritengono che l’amministrazione Trump abbia avuto un impatto negativo sul costo della vita, spingendoli verso soluzioni finanziarie rischiose come debiti, carte di credito e prestiti informali per coprire le spese di base. È quanto emerge da un [sondaggio](https://tcf.org/content/report/the-hidden-costs-of-trumps-economy-skipped-meals-rising-debt-and-the-impossible-choices-facing-american-families/?ref=focusamerica.it) condotto da *Morning Consult* per conto della *Century Foundation*, su un campione rappresentativo di 2.007 elettori registrati.

Il rapporto, pubblicato il 31 luglio 2025, sottolinea come le difficoltà economiche siano ormai quotidiane per molte famiglie statunitensi. Oltre il 40% ha dovuto attingere ai propri risparmi nell’ultimo anno, mentre il 37% ha fatto ricorso alla carta di credito per pagare bollette o spese impreviste. Un quarto degli intervistati riferisce che qualcuno in famiglia ha saltato pasti per risparmiare denaro.

Il disagio è trasversale, ma colpisce in particolare i più giovani, le minoranze, le donne e i lavoratori con redditi medio-bassi. Tra gli appartenenti alla Generazione Z, l’85% si dice preoccupato per i prezzi dei generi alimentari e il 61% afferma che sarebbe difficile far fronte a una spesa imprevista di 500 dollari senza indebitarsi. Percentuali simili emergono tra i Millennials e tra i lavoratori pubblici, colpiti anche da recenti licenziamenti nel settore federale.

![](https://focusamerica.it/content/images/2025/08/image-5.png)

Più in generale, l’83% degli intervistati è preoccupato per il prezzo del cibo, il 64% teme di non poter coprire una spesa medica d’urgenza e il 47% è in ansia per il pagamento dell’affitto o del mutuo. Il 24% dichiara di trascorrere almeno tre ore al giorno preoccupandosi delle proprie finanze; il 41% almeno un’ora. E non si tratta solo di redditi bassi: anche un terzo di chi guadagna più di 100.000 dollari l’anno spende almeno un’ora al giorno a riflettere su come pagare le spese.

Il timore che la situazione possa peggiorare è diffuso. Il 76% degli intervistati è preoccupato per una possibile recessione, e il 41% lo è in modo marcato. In caso di crisi economica, il 58% teme di non riuscire a sostenere i costi dell’assistenza sanitaria, il 55% teme di dover contrarre debiti, e il 53% teme di non riuscire a mettere il cibo in tavola.

La politica dei dazi imposta dal presidente Trump contribuisce a rafforzare queste preoccupazioni. Quasi l’80% degli intervistati, inclusi il 70% dei repubblicani, si dice preoccupato che i dazi facciano aumentare i prezzi di beni quotidiani come vestiti ed elettrodomestici. Il 49% degli americani, compreso oltre un terzo dei repubblicani, crede che i dazi faranno aumentare “molto” i prezzi dei beni importati. Il 70% teme un aumento anche per i prodotti realizzati negli Stati Uniti.

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Gli americani collegano direttamente le proprie difficoltà alla crescente concentrazione di potere economico. Il 51% degli intervistati ritiene che le corporation abbiano reso la vita più difficile negli ultimi venticinque anni. Solo il 20% pensa che l’abbiano resa più semplice. In rapporto alle proprie finanze personali, il 48% afferma che le imprese peggiorano la propria capacità di pagare le bollette, contro un 16% che invece ne beneficia.

I miliardari ricevono critiche ancora più nette. Il 52% degli intervistati sostiene che abbiano reso la vita più difficile, e solo il 14% che l’abbiano migliorata. Quattro volte più persone pensano che abbiano danneggiato la loro situazione finanziaria rispetto a chi ritiene che l’abbiano aiutata.

Anche il giudizio sui politici è fortemente negativo. Il 50% degli americani ritiene che i repubblicani al Congresso abbiano peggiorato la situazione negli ultimi 25 anni, contro un 27% che ne attribuisce loro un ruolo positivo. I democratici ottengono valutazioni più equilibrate, ma comunque negative: il 41% pensa che abbiano reso la vita più difficile, contro un 34% che ritiene il contrario.

Nel tentativo di affrontare queste difficoltà, molte famiglie americane ricorrono a strategie economiche precarie. Il 29% ha contratto debiti negli ultimi dodici mesi, mentre il 25% ha dovuto saltare pasti per contenere le spese. Il dato sale al 41% tra gli ispanici, al 29% tra i neri e al 38% tra i giovani tra i 18 e i 34 anni. Anche chi ha un reddito sotto i 50.000 dollari annui mostra segnali di forte disagio: il 39% ha saltato pasti e il 67% teme una spesa medica imprevista.

Oltre ai rincari su benzina e generi alimentari, gli americani guardano con crescente preoccupazione anche alle “infrastrutture” della vita economica: trovare un buon lavoro, accedere a un alloggio, sostenere i costi per crescere una famiglia. Il 73% degli intervistati ritiene che sia diventato più difficile acquistare una casa negli ultimi 25 anni, il 72% pensa lo stesso per l’università, il 69% per la cura dei figli, il 65% per pagare le bollette e il 62% per trovare un impiego ben retribuito.

Il sondaggio evidenzia infine una domanda diffusa di azione pubblica contro il potere delle corporation. Il 51% degli americani indica nell’influenza dei miliardari e delle imprese private il principale ostacolo alla realizzazione di progetti pubblici, contro il 33% che attribuisce la colpa alla burocrazia. Solo gli uomini repubblicani si distinguono da questa tendenza: per il 51% di loro è la burocrazia il vero problema.

Le priorità espresse dagli intervistati sono chiare. Il 60% vorrebbe vedere ridotto l’influsso del denaro nella politica e lo stesso numero sostiene che dovrebbero essere perseguite le aziende che truffano consumatori e lavoratori. Il 57% è favorevole ad aumentare le tasse sui ricchi. L’80% chiede un rafforzamento delle regole per proteggere i consumatori. Il 78% sostiene azioni legali contro le aziende che si accordano per aumentare i prezzi. Percentuali simili sostengono iniziative per aiutare i lavoratori derubati del salario e per spezzare i monopoli aziendali.