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# L'aggiornamento finale del modello: Camera a 98 su 100 per i democratici, Senato a 80
- URL: https://focusamerica.it/laggiornamento-finale-del-modello-camera-a-98-su-100-per-i-democratici-senato-a-80/
- Published: 2026-11-02T20:00:00.000Z
- Updated: 2026-11-02T20:00:00.000Z
- Description: Alla vigilia del voto i democratici hanno 98 possibilità su 100 di conquistare la Camera e 80 su 100 di ottenere il Senato: una settimana fa erano 97 e 74. Tutti i modelli li danno favoriti
- Author: Lorenzo Ruffino
- Tags: Elezioni, USA 2026, Midterm, Il modello predittivo, Senato, Camera, #ig-pubblicato

I democratici hanno **98 possibilità su 100** di conquistare la Camera e **80 su 100** di ottenere il Senato, secondo l'aggiornamento finale del nostro modello prima delle elezioni di metà mandato di domani, martedì 3 novembre. Una settimana fa, lunedì 26 ottobre, erano 97 e 74\. Il 24 agosto, quando abbiamo cominciato questi aggiornamenti settimanali, erano 80 e 53: in poco più di due mesi la Camera è passata da probabile a quasi certa e il Senato da testa a testa a vantaggio democratico.

Nella proiezione, in cui le gare in bilico vanno al partito oggi in vantaggio, alla Camera i democratici ottengono **243 seggi contro 192** e al Senato **54 contro 46**. Rispetto a una settimana fa guadagnano tre seggi alla Camera e uno al Senato. A spingere il modello negli ultimi giorni sono stati 90 sondaggi statali sulle gare per il Senato, fra cui quelli del New York Times e del Siena College in undici stati. Anche il generic ballot è salito ancora.

Le probabilità vanno lette così: 80 su 100 vuol dire che, se l'elezione si ripetesse 100 volte nelle condizioni di oggi, i democratici vincerebbero il Senato 80 volte e lo perderebbero 20, cioè una volta su cinque. I numeri gara per gara sono sulla [pagina](https://focusamerica.it/midterm-2026/) del modello. Nell'aggiornamento di [lunedì scorso](https://focusamerica.it/il-nostro-modello-la-camera-sale-a-97-su-100-osborn-recupera-in-nebraska/), il 26 ottobre, avevamo raccontato la rimonta dell'indipendente Dan Osborn in Nebraska, che in questa settimana si è invece fermata.

### Che cosa dice il nostro modello alla vigilia del voto

Al Senato si votano 35 seggi. Ai democratici ne servono 51, perché con un 50 pari la maggioranza resta ai repubblicani grazie al voto del vicepresidente JD Vance. Oggi partono favoriti in 50 seggi e i repubblicani in 44, mentre sei gare sono in bilico. Ai democratici basta quindi vincerne una delle sei, a patto di tenere tutte quelle in cui sono avanti. In quattro di queste il vantaggio non è ampio.

La più solida delle quattro è il Minnesota, dove la democratica Peggy Flanagan ha 93 possibilità su 100 contro la repubblicana Michele Tafoya per un seggio lasciato libero. In Michigan il democratico Abdul El-Sayed sale a 87 contro il repubblicano Mike Rogers, con un margine stimato di 4,9 punti. Il sondaggio del New York Times lo dà avanti di 11 punti. Il modello non registra l'appoggio a Rogers della deputata democratica Haley Stevens, che per Nate Silver può costare a El-Sayed [un punto](https://focusamerica.it/haley-stevens-passa-con-rogers-in-michigan-per-nate-silver-puo-costare-un-punto-a-el-sayed/). In Ohio l'ex senatore democratico Sherrod Brown ha 82 possibilità su 100 contro il repubblicano uscente Jon Husted. In Texas il democratico James Talarico passa da 70 a 76 contro il repubblicano Ken Paxton per un seggio lasciato libero e la gara esce dai testa a testa. Dei 14 sondaggi nuovi sullo stato, 12 lo danno avanti, fra cui quello del New York Times con 7,1 punti, in un Texas dove il voto anticipato è [cresciuto](https://focusamerica.it/texas-il-voto-anticipato-cresce-del-41-talarico-favorito-su-paxton-per-il-senato/) del 41% rispetto al 2022.

Poi ci sono i sei testa a testa. In Alaska la democratica Mary Peltola ha 70 possibilità su 100 contro il repubblicano uscente Dan Sullivan. In Maine il democratico Troy Jackson sale da 61 a 69 contro la repubblicana uscente Susan Collins: tutti e sette i sondaggi nuovi lo danno avanti, da 2 punti per Marist a 9 per l'Università del New Hampshire. Il movimento più ampio è in Kansas: il democratico Adam Hamilton, il [pastore metodista](https://focusamerica.it/in-kansas-un-pastore-metodista-potrebbe-decidere-chi-controllera-il-senato/) che sfida il repubblicano uscente Roger Marshall, passa da 45 a 57\. Cinque sondaggi su cinque lo danno avanti, da un punto per YouGov a 10 per il Washington Post. In Iowa il democratico Josh Turek sale a 57 contro la repubblicana Ashley Hinson. Kansas e Iowa sono le due gare più incerte, con un margine stimato di 0,8 punti. Il South Carolina entra fra le gare in bilico: la democratica Annie Andrews ha 30 possibilità su 100 contro la repubblicana uscente Darline Graham, nominata a luglio al posto del fratello Lindsey, dopo un sondaggio del New York Times che la dà indietro di 0,7 punti. In Nebraska invece l'indipendente Dan Osborn scende da 33 a 27 contro il repubblicano uscente Pete Ricketts: tutti e quattro i sondaggi nuovi danno Ricketts fra il 47 e il 49%.

Nella proiezione i democratici vincono Alaska, Maine, Kansas e Iowa e arrivano a 54 seggi. I seggi attesi, cioè la media delle simulazioni, sono 53, fra 48 e 57 in nove casi su dieci. Lo scenario più probabile, 80 volte su 100, è che i democratici vincano entrambe le camere. In 18 casi su 100 conquistano la Camera ma non il Senato, mentre i repubblicani tengono entrambe le camere solo 2 volte su 100.

Alla Camera il generic ballot, la media nazionale dei sondaggi che chiedono per quale partito si voterà senza nominare i candidati, dà i democratici avanti di 8,5 punti, con il 51,1% contro il 42,5%. Una settimana fa era di 8,1 punti, a fine giugno di 5,1\. I 19 sondaggi nazionali arrivati in settimana vanno da un vantaggio democratico di 3 punti, in quello di Targoz Market Research, a uno di 14,1, in quello di AtlasIntel. I democratici partono favoriti in 229 collegi, 11 più dei 218 che servono per la maggioranza, i repubblicani in 175 e i testa a testa sono 31\. I seggi attesi sono 245 e, in nove simulazioni su dieci, restano fra 224 e 266: anche il limite basso dell'intervallo è sopra la soglia della maggioranza.

Nell'ultima settimana gli spostamenti sono piccoli e quasi tutti verso i democratici. Il più netto è in CA-22, il ventiduesimo collegio della California: un sondaggio della University of Southern California dà il democratico avanti di 10 punti sul repubblicano uscente David Valadao, che ora ha 9 possibilità su 100 di tenere il seggio. Come avevamo [spiegato](https://focusamerica.it/come-i-dem-vinceranno-la-camera/), il margine dei democratici regge anche se perdessero buona parte delle gare in bilico.

Il Senato resta invece esposto a un errore dei sondaggi. Abbiamo calcolato che se i sondaggi sbagliassero [come nel 2020](https://focusamerica.it/se-i-sondaggi-sbagliassero-come-nel-2020-i-repubblicani-terrebbero-il-senato/) i democratici vincerebbero il Senato solo 11 volte su 100\. Basta anche un errore di 3 punti a loro favore in tutti gli stati per portarli a 40 su 100\. Delle otto gare con un margine stimato di 4 punti o meno, sette si giocano in stati che il presidente ha vinto nel 2024 con più di dieci punti: l'unica eccezione è il Maine.

### Che cosa dicono gli altri modelli

Tutti e sette i modelli che seguiamo danno favoriti i democratici in entrambe le camere. Alla Camera la media è di 93 possibilità su 100, in una forchetta da 84 a 99\. Al Senato la media è di 72 su 100, da 53 a 81.

Arriviamo al voto fra i più ottimisti per i democratici in tutte e due le camere. Alla Camera, con 98 su 100, siamo dietro soltanto a [50+1](https://fiftyplusone.news/forecast/house?ref=focusamerica.it), il sito di G. Elliott Morris, a 99\. Seguono la versione Deluxe del modello di Nate Silver su [Silver Bulletin](https://www.natesilver.net/p/nate-silver-2026-midterm-election-polls-model?ref=focusamerica.it) con 96 e l'[Economist](https://www.economist.com/interactive/2026-us-midterms?ref=focusamerica.it) con 94\. Al Senato, con 80, siamo secondi dietro a Silver Bulletin, che ha 81\. Anche i nostri 245 seggi democratici attesi alla Camera sono il valore più alto del gruppo, che scende fino ai 235 dell'Economist. Al Senato i modelli che pubblicano i seggi stanno fra 51 e 53, appena sopra la soglia della maggioranza.

Nell'ultima settimana al Senato sono saliti sei modelli su sette: Split Ticket, il modello pubblicato da [The Argument](https://www.theargumentmag.com/p/split-ticket-2026-midterms-model?ref=focusamerica.it), passa da 64 a 77, [VoteHub](https://votehub.com/2026-forecast/?ref=focusamerica.it) da 60 a 68, [Decision Desk HQ](https://votes.decisiondeskhq.com/forecast/2026/house?ref=focusamerica.it) da 57 a 65, Silver Bulletin da 75 a 81 e 50+1 da 72 a 77\. L'unico che scende è l'Economist, da 56 a 53\. Alla Camera Decision Desk HQ sale da 79 a 84, mentre l'Economist cala da 96 a 94.

Le differenze più grandi restano al Senato. L'Economist è il più prudente e lo considera quasi un testa a testa, con 51 seggi democratici attesi. Decision Desk HQ e VoteHub, a 65 e 68, sono gli unici due che oltre ai sondaggi usano i mercati predittivi, dove si scommette sull'esito del voto. Sono anche i più cauti alla Camera, con 84 e 89 su 100.

Il quadro è lo stesso per tutti: la Camera molto probabilmente ai democratici, il Senato con i democratici avanti ma legati a gare che si decidono per pochi punti in stati che il presidente aveva vinto largamente. A separarli sono ingredienti che non coincidono del tutto e il peso che ciascuno gli assegna: alcuni usano i mercati predittivi, altri i fondi raccolti o i sondaggi interni che non vengono pubblicati. Da domani sera a contare saranno i voti: seguiremo i risultati della notte elettorale in [diretta](https://focusamerica.it/la-notte-delle-midterm-in-diretta-con-focus-america-da-martedi-3-novembre-alle-23/) da martedì alle 23.