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# L'accordo sul petrolio venezuelano passa da un imprenditore di Caracas
- URL: https://focusamerica.it/laccordo-sul-petrolio-venezuelano-passa-da-alejandro-betancourt/
- Published: 2026-09-04T20:45:00.000Z
- Updated: 2026-09-04T20:45:00.000Z
- Description: L'imprenditore avrà un ruolo centrale nella partnership con Washington dopo aver contribuito ai contatti che hanno portato alla caduta di Maduro.
- Author: Redazione
- Tags: Politica estera, Petrolio, Venezuela

La Casa Bianca ha diffuso lunedì sera i dettagli dell'accordo sul petrolio con il Venezuela, che il presidente Donald Trump aveva annunciato pochi giorni prima come il più grande della storia statunitense. Al centro dell'intesa c'è la figura di Alejandro Betancourt, imprenditore di Caracas di 46 anni, la cui compagnia entra in una partnership senza precedenti con il Pentagono e apre agli Stati Uniti l'accesso a circa un quinto delle riserve petrolifere venezuelane, in un momento in cui le scorte statunitensi sono basse.

### **I termini dell'accordo**

Gli Stati Uniti acquisiscono, grazie a questa intesa, una partecipazione del 35% in una società privata collegata alla *North American Blue Energy Partners*, già secondo operatore del Paese dopo *Chevron*. L'*Office of Strategic Capital*, l'ufficio del Pentagono che gestisce gli investimenti strategici, diventa così il detentore della quota, mentre il Dipartimento di Stato ottiene il diritto di acquistare il 20% del prodotto al costo di produzione. Da parte sua, la compagnia di Betancourt si impegna a investire 100 miliardi di dollari in nuove infrastrutture e ha ricevuto dalla presidente ad interim del Venezuela Delcy Rodríguez diritti di estrazione per 100 anni su 17 giacimenti con riserve provate per circa 65 miliardi di barili, molti dei quali, in precedenza, erano in mano a società russe o cinesi. L'accordo porta le firme del Segretario alla Difesa Pete Hegseth e del Segretario di Stato Marco Rubio.

Secondo la Casa Bianca, l'operazione non comporta costi per i contribuenti americani. Il governo statunitense avrà potere di veto sulla nomina dei membri del consiglio di amministrazione, composto in maggioranza da cittadini americani, mentre l'intesa sarà regolata dal diritto americano e sottoposta alla giurisdizione dei tribunali degli Stati Uniti. I funzionari coinvolti hanno spiegato ad [*Axios*](https://www.axios.com/2026/09/01/trump-venezuela-oil-baron?ref=focusamerica.it) che il Venezuela riceverà tra il 16% e il 40% della produzione, a seconda del giacimento, oltre alle imposte sul reddito. Il greggio destinato agli Stati Uniti costerà circa 30 dollari al barile, contro i circa 90 dollari a cui veniva scambiato lunedì. 

Petrolio e potere 

## L'accordo che apre agli Stati Uniti il petrolio del Venezuela

Il Pentagono acquisisce il 35% della società di Alejandro Betancourt, l'imprenditore che ha mediato la caduta di Maduro. In cambio Washington ottiene greggio a 30 dollari al barile e diritti di estrazione per 100 anni su 17 giacimenti.

Grafica di FocusAmerica

Il vantaggio per Washington

Prezzo per gli USA 30 dollari al barile 

−67%

Prezzo di mercato 90 dollari al barile 

Il greggio venezuelano destinato agli Stati Uniti costerà circa 30 dollari al barile: un terzo della quotazione a cui veniva scambiato lunedì. Il riempimento dei barili è proporzionale al prezzo.

I.L'intesa in numeriL'intesa II.Il protagonista dell'accordoIl protagonista 

I. L'intesa in numeri

65 miliardidi barili di riserve provate nei 17 giacimenti concessi

Circa un quinto delle riserve petrolifere del Venezuela. Molti giacimenti erano prima in mano a società russe o cinesi.

35%

la quota USA nella società, in mano all'Office of Strategic Capital del Pentagono

20%

del prodotto acquistabile a costo di produzione dal Dipartimento di Stato

100 mld $

di investimenti promessi in nuove infrastrutture

17

giacimenti con diritti di estrazione concessi da Caracas

100 anni

la durata dei diritti di estrazione

2º

operatore petrolifero del Paese dopo Chevron, il gruppo legato a Betancourt

Quanto resta al Venezuela

16%40%

0%50%100%

Caracas riceverà tra il 16% e il 40% della produzione a seconda del giacimento, oltre alle imposte sul reddito.

Le garanzie per Washington

- L'intesa è regolata dal diritto americano e sottoposta ai tribunali degli Stati Uniti.
- Il governo USA ha potere di veto sulle nomine nel consiglio di amministrazione, composto in maggioranza da cittadini americani.
- Secondo la Casa Bianca, l'operazione non comporta costi per i contribuenti.

II. L'uomo dell'accordo

2016

Negli Stati Uniti si apre un'indagine per riciclaggio da 1,2 miliardi di dollari che lambisce Alejandro Betancourt, senza mai portare a una sua incriminazione.

2019

Trump riconosce Juan Guaidó come presidente del Venezuela. Betancourt media per una transizione non violenta e porta a Mosca la lettera con cui Guaidó chiede alla Russia di scaricare Maduro.

2019

Il tentativo fallisce. Betancourt fugge dal Paese e Maduro gli confisca beni e compagnia petrolifera, la cui produzione crolla negli anni successivi.

2023

La vicepresidente Delcy Rodríguez convince Maduro a richiamarlo in patria come risanatore del settore petrolifero.

3 gennaio 2026

I militari americani catturano Maduro. Al telefono con Washington, Betancourt calma Rodríguez e la persuade a trattare con il Segretario di Stato Rubio.

Primavera 2026

Funzionari americani suggeriscono a Berna di sospendere l'indagine per riciclaggio: la richiesta svizzera di estradizione lo blocca intanto nel Regno Unito.

Giugno 2026

La Svizzera rinuncia a procedere: Betancourt torna libero di viaggiare tra Washington e Caracas per chiudere la trattativa.

Agosto 2026

La Casa Bianca diffonde i termini dell'accordo, firmato dal Segretario alla Difesa Hegseth e dal Segretario di Stato Rubio.

Fonte: Casa Bianca, Axios, Washington Post – agosto 2026

### **Il ruolo di Betancourt nella caduta di Maduro**

"Senza Betancourt non ci sarebbe stato alcun accordo sulla sicurezza energetica", ha detto un altro funzionario, aggiungendo che senza di lui Nicolás Maduro potrebbe essere ancora al potere. L'imprenditore ebbe un ruolo di intermediazione nella caduta del presidente venezuelano. Mentre Trump chiedeva insistentemente l'anno scorso l'uscita di scena di Maduro, Betancourt ha sondato Rodríguez, allora vicepresidente, per capire se fosse disposta a guidare il governo al suo posto, senza formularle una richiesta esplicita. Era in contatto regolare con Mauricio Claver-Carone, l'uomo a cui la Casa Bianca aveva affidato informalmente il dossier venezuelano, con il quale discuteva di come mantenere in funzione l'economia e garantire il flusso di greggio nel dopo Maduro.

Il 3 gennaio, quando i militari americani catturarono Maduro perché rispondesse davanti alla giustizia federale delle accuse di narcoterrorismo e traffico di droga, Claver-Carone era al telefono con Betancourt, che a sua volta comunicava con Rodríguez. In un primo momento la vicepresidente era convinta che gli Stati Uniti avessero ucciso Maduro e che lei fosse stata tradita. Betancourt riuscì a calmarla e infine la persuase a parlare con Rubio.

I rapporti di Betancourt con Washington risalivano al primo mandato di Trump, quando Claver-Carone dirigeva gli affari dell'emisfero occidentale al Consiglio per la sicurezza nazionale e l'Amministrazione Trump considerava Maduro un presidente illegittimo. Nel 2019 Trump riconobbe Juan Guaidó, allora presidente dell'Assemblea Nazionale venezuelana, come presidente del Paese. Betancourt fece da tramite tra l'opposizione, esponenti politici e alti ufficiali per costruire consenso interno attorno a una transizione non violenta e volò a Mosca per consegnare personalmente una lettera con cui il governo di Guaidó chiedeva alla Russia di smettere di sostenere Maduro.

Il tentativo però fallì. Betancourt fuggì dal Paese, Maduro ne ordinò l'arresto e gli confiscò beni e compagnia petrolifera, la cui produzione crollò negli anni successivi. Nel 2023 fu la stessa Rodríguez a chiedere a Maduro di richiamarlo, grazie alla reputazione che Betancourt si era costruito come risanatore nel settore petrolifero. Maduro pose però due condizioni: che restasse lontano dall'opposizione e che lavorasse con il petroliere di Palm Beach Harry Sargeant III, "l'unico americano di cui diceva di fidarsi". I due hanno interrotto di recente la loro collaborazione.

### **L'indagine svizzera e i dubbi sull'intesa**

Sul percorso di Betancourt pesa anche un'indagine internazionale per riciclaggio da 1,2 miliardi di dollari, avviata negli Stati Uniti nel 2016 e sfociata nel 2019, a Miami, nell'incriminazione di un suo cugino e di altri cittadini venezuelani. Betancourt però non è mai stato incriminato. Tra i suoi legali di allora figurava Rudy Giuliani, che incontrò i vertici del Dipartimento di Giustizia per sostenere l'estraneità del suo assistito ai fatti, secondo quanto raccontato dal *Washington Post*. L'incontro avvenne un mese dopo che Giuliani e due suoi collaboratori avevano soggiornato nel castello spagnolo di Betancourt, El Alamín, dove incontrarono un consigliere del presidente ucraino Volodymyr Zelensky per sollecitare un'indagine su Joe Biden, allora avversario politico di Trump.

Sei anni più tardi le autorità svizzere hanno ripreso il fascicolo e ottenuto dalla Spagna la perquisizione del castello e dell'ufficio di Betancourt a Madrid. Questa primavera alcuni funzionari americani, tra cui l'allora Procuratrice Generale Pam Bondi, hanno suggerito a Berna di sospendere l'indagine, citando l'importanza dell'imprenditore per la politica estera di Washington. La richiesta svizzera di estradizione gli impediva di lasciare la sua residenza nel Regno Unito e quindi di recarsi a Washington e Caracas per concludere l'accordo. La situazione si è sbloccata solo quando le autorità svizzere hanno comunicato al tribunale britannico di non essere pronte a procedere, restituendo così a Betancourt la libertà di viaggiare a giugno.

Gli analisti però restano scettici sull'intesa. Diversi esperti di energia ritengono che rilanciare la produzione venezuelana richiederà anni e che l'accordo difficilmente farà scendere in tempi brevi il prezzo della benzina. In Venezuela l'intesa è stata denunciata da alcuni critici come cleptocratica e Betancourt è stato definito un "bolichico", termine dispregiativo usato per indicare gli esponenti di un'élite arricchitasi rapidamente. Il suo avvocato, Jon Sale, sostiene invece che il suo cliente sia stato ingiustamente screditato, che le indagini svizzere e americane riguardino fatti molto risalenti e che Betancourt non sia mai stato né condannato né incriminato. L'imprenditore ha dichiarato che il Venezuela dispone di abbondanti risorse naturali e di un potenziale ancora inespresso che l'accordo, a suo giudizio, consentirà di liberare a beneficio sia dei venezuelani sia degli americani.