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# La rabbia degli elettori può rimettere l'Ohio tra gli Stati in bilico
- URL: https://focusamerica.it/la-rabbia-degli-elettori-puo-rimettere-lohio-tra-gli-stati-in-bilico/
- Published: 2026-08-25T16:00:08.000Z
- Updated: 2026-08-25T16:00:08.000Z
- Description: A meno di 75 giorni dal voto, le corse per governatore e Senato sono in equilibrio e bastano pochi seggi alla Camera per ribaltare la maggioranza. Pesano il carovita e i data center.
- Author: Redazione
- Tags: Elezioni, USA 2026, Midterm, Ohio, Economia, #ig-pubblicato

L'Ohio, uno Stato che negli ultimi anni si era spostato sempre più a destra, potrebbe tornare in bilico alle elezioni di midterm del prossimo novembre, il voto di metà mandato che negli Stati Uniti rinnova il Congresso. A meno di 75 giorni dal voto la corsa per il governatore e quella per un seggio al Senato sono in equilibrio e i seggi in gioco alla Camera bastano a entrambi i partiti per conquistare la maggioranza.

A muovere gli elettori è soprattutto un'insofferenza economica che si [moltiplica](https://www.nytimes.com/2026/08/23/us/politics/ohio-politics-voter-anger.html?ref=focusamerica.it) in ogni angolo dello Stato. Nei supermercati i clienti si lamentano di quanto poco riescano a comprare, nelle campagne gli agricoltori sono in ansia per i costi che salgono e nelle assemblee pubbliche monta la protesta contro i data center. Le spese quotidiane sono diventate care e molti dubitano che la situazione migliori a breve.

Per anni l'Ohio si è vantato di anticipare il risultato nazionale, poi si è allontanato dai campi di battaglia elettorali diventando sempre più repubblicano. Ora quella traiettoria sembra essersi fermata e a novembre lo Stato scoprirà se sta davvero tornando verso il centro.

La rabbia più visibile riguarda i data center, i grandi centri per l'elaborazione e l'archiviazione dei dati che consumano enormi quantità di energia e acqua. A Millersport, un paese vicino a Columbus, una mensa scolastica si è riempita per un'assemblea su una centrale elettrica che dovrebbe alimentare un progetto di data center da 2,1 miliardi di dollari in costruzione nelle campagne circostanti. I presenti erano quasi tutti contrari.

In tutto lo Stato le assemblee [raccolgono](https://focusamerica.it/tutti-contro-i-datacenter-in-americani/) cittadini che denunciano gli effetti sui corsi d'acqua locali, l'ingiustizia degli sgravi fiscali concessi alle aziende e l'inquinamento vicino alle case. Dietro le proteste c'è la convinzione che soggetti esterni decidano sulle loro comunità senza il loro consenso.

La corsa per il Senato, la più seguita a Washington, oppone l'ex senatore Sherrod Brown, un democratico che punta al ritorno, all'attuale senatore repubblicano Jon Husted. Nei suoi spot Brown ha definito Husted "il volto dei data center in Ohio", mentre quelli di Husted attaccano i lunghi anni del rivale al Senato con lo slogan "Sherrod Brown è Washington".

Il malcontento sui data center preoccupa i vertici repubblicani. In un promemoria inviato alle aziende tecnologiche, rivelato da [Axios](https://www.axios.com/2026/08/19/gop-data-center-memo-ai-election?ref=focusamerica.it), il National Republican Senatorial Committee, l'organismo che coordina le campagne repubblicane per il Senato, ha avvertito che i democratici stanno sfruttando la protesta contro i data center nella corsa dell'Ohio e che lo fanno "perché funziona". Il documento definiva i data center "l'àncora appesa al collo di Husted".

Il candidato repubblicano per il governatore è Vivek Ramaswamy, un miliardario che ha fatto fortuna nella farmaceutica, nella finanza e nella tecnologia. La sfidante democratica è Amy Acton, un medico che guidò la politica sanitaria dello Stato nei primi mesi della pandemia di Covid, un incarico che oggi le pesa in un clima di scarsa fiducia. Ramaswamy affronta però un problema più immediato: rappresenta il partito al governo davanti a un elettorato scontento.

In un sondaggio del New York Times e del Siena College condotto a giugno tra gli elettori probabili dell'Ohio, quasi il 30% degli intervistati (e il 40% degli indipendenti) ha indicato l'economia o il costo della vita come il tema più importante per decidere il voto al Congresso. Nello stesso sondaggio gli elettori bocciavano la gestione del carovita da parte del presidente con un rapporto di quasi due a uno.

Il carovita pesa soprattutto sul partito del presidente, le cui promesse economiche non [tornano](https://focusamerica.it/le-promesse-economiche-di-trump-non-tornano-piu/) più secondo diversi conti. Nelle zone rurali la lista delle preoccupazioni comprende anche i costi dei fertilizzanti e dei macchinari agricoli, aumentati dal conflitto con l'Iran e dalla guerra commerciale. Pochi, nell'area profondamente conservatrice, sono inclini a incolpare Trump, ma alcuni allevatori ammettono che le condizioni per gli affari stanno peggiorando. E tutto questo prima che venerdì il presidente annunciasse di voler abbassare i dazi sulle importazioni di carne bovina straniera.

L'ex sindaca di Dayton Nan Whaley, candidata governatrice nel 2022, ha detto che i democratici stanno facendo breccia con un messaggio semplice: "Odiate tutto e non potete prendervela con i democratici, che non sono al governo". Sullo stesso umore concorda anche una parte dei repubblicani. L'ex deputato Jim Renacci, anche lui candidato governatore quattro anni fa, ha avvertito i suoi che l'Ohio è nel profondo uno Stato di indipendenti dall'orientamento conservatore, elettori che vanno riconquistati mentre hanno molti motivi per restare a casa. I temi che più li preoccupano, ha scritto, sono la guerra con l'Iran, il prezzo della benzina, quello del cibo, le bollette e gli affitti.

Alcuni repubblicani ritengono l'ottimismo democratico mal riposto. Anni di investimenti e di controllo del partito nello Stato, sostengono, hanno costruito un argine difficile da superare. I vantaggi radicati sul territorio sono complicati da ribaltare in un solo ciclo anomalo, ha detto Mark Weaver, consulente repubblicano ed ex vice procuratore generale dell'Ohio.

Lorain County, a ovest di Cleveland, è l'unica contea dell'Ohio ad aver votato nel 2024 sia per Trump sia per Brown, un segnale di uno Stato che può ancora muoversi. Il voto di novembre dirà se l'Ohio, che un tempo anticipava il risultato nazionale, è tornato davvero contendibile.