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# La libertà di stampa peggiora negli Stati Uniti sotto Trump
- URL: https://focusamerica.it/la-liberta-di-stampa-peggiora-negli-stati-uniti-sotto-trump/
- Published: 2025-05-02T08:00:54.000Z
- Updated: 2025-05-02T08:00:54.000Z
- Description: Reporters sans frontières retrocede gli Stati Uniti al 57º posto nel suo indice annuale, denunciando ostilità crescente verso i media, tagli ai finanziamenti pubblici e smantellamento delle istituzioni d'informazione
- Author: Lorenzo Ruffino
- Tags: Media

Il ritorno del presidente Donald Trump alla Casa Bianca ha coinciso con un marcato peggioramento della situazione della libertà di stampa negli Stati Uniti, secondo quanto rilevato da *Reporters sans frontières* (RSF) nel suo [nuovo rapporto annuale](https://rsf.org/en/classement/2025/americas?ref=focusamerica.it). L’organizzazione colloca gli Stati Uniti al 57º posto su 180 paesi, una retrocessione di due posizioni rispetto all’anno precedente, ponendoli ora dietro alla Sierra Leone.

Secondo RSF, l'amministrazione Trump si è distinta per un’azione sistematica contro i media. La direttrice editoriale dell’organizzazione, Anne Bocandé, ha [dichiarato](https://www.lemonde.fr/international/article/2025/05/02/reporters-sans-frontieres-alerte-sur-une-degradation-inquietante-de-la-liberte-de-la-presse-aux-etats-unis-depuis-le-retour-de-donald-trump-a-la-maison-blanche%5F6602162%5F3210.html?ref=focusamerica.it) all’*Agence France-Presse* che "la situazione non era già rosea" dopo una perdita di dieci posizioni nel 2024, ma ha subito un ulteriore peggioramento dall’inizio del secondo mandato presidenziale, ufficializzato a gennaio. Tra le cause principali ci sono gli attacchi quotidiani contro la stampa, la politicizzazione delle istituzioni, la marginalizzazione dei giornalisti e il calo di fiducia da parte del pubblico nei confronti dei media.

Particolarmente critico è il bilancio relativo ai media pubblici statunitensi. RSF denuncia il tentativo di smantellare le principali emittenti pubbliche operanti all’estero, come [*Voice of America*](https://focusamerica.it/trump-mette-a-tacere-voice-of-america-piu-di-1-300-dipendenti-posti-in-ferie-amministrative/), con conseguenze per più di 400 milioni di persone che rischiano di perdere l’accesso a fonti d’informazione ritenute affidabili. A questo si aggiunge il decreto firmato giovedì dal presidente Trump che sopprime i finanziamenti federali a *NPR* e *PBS*, accusate di diffondere "propaganda woke".

Le ripercussioni si estendono anche alla dimensione internazionale. RSF segnala che il blocco dei fondi destinati all’aiuto internazionale tramite l’agenzia [*Usaid*](https://focusamerica.it/usaid-congedo-forzato-per-i-dipendenti-dellagenzia-2/) ha messo in ginocchio centinaia di media, in particolare in paesi come l’Ucraina, costringendoli a chiudere per mancanza di risorse. L’Ucraina, che occupa il 62º posto nel nuovo indice, perde a sua volta una posizione rispetto al 2024.

[Trump mette a tacere Voice of America: più di 1.300 dipendenti posti in ferie amministrativeIl direttore Michael Abramowitz: “Per la prima volta in 83 anni, la leggendaria emittente tace”.![](https://focusamerica.it/content/images/icon/logo_standard@2x-1-6.png)Focus AmericaRedazione![](https://focusamerica.it/content/images/thumbnail/Voice-of-America-01.jpg)](https://focusamerica.it/trump-mette-a-tacere-voice-of-america-piu-di-1-300-dipendenti-posti-in-ferie-amministrative/)

Il quadro generale delineato da RSF non riguarda solo gli Stati Uniti. A livello globale, la Norvegia mantiene la prima posizione per il nono anno consecutivo, seguita da altri paesi nordici. All’estremo opposto del ranking si trovano l’Eritrea, la Corea del Nord e la Cina, ultime tre nella classifica. Crolli significativi si registrano in Guinea, che scivola al 103º posto (-25), in seguito a una "forte restrizione della libertà di stampa", e in Argentina (87º, -21), dove RSF critica la gestione del presidente ultraliberale Javier Milei. In Palestina, che retrocede al 163º posto (-6), RSF denuncia invece la distruzione di redazioni giornalistiche e l’uccisione di circa 200 giornalisti da parte dell’esercito israeliano.

Il rapporto annuale di *Reporters sans frontières* si basa su due criteri principali: una raccolta quantitativa delle violazioni commesse contro i giornalisti (come arresti, aggressioni o omicidi) e un’analisi qualitativa fondata su un questionario rivolto a esperti del settore.