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# La guerra interna ai socialisti americani tra chi vuole vincere le elezioni e chi non vuole compromessi
- URL: https://focusamerica.it/la-guerra-interna-ai-socialisti-americani-tra-chi-vuole-vincere-le-elezioni-e-chi-non-vuole-compromessi/
- Published: 2026-09-16T17:30:04.000Z
- Updated: 2026-09-16T17:30:04.000Z
- Description: Dopo la migliore stagione elettorale della sua storia, il DSA si divide tra chi punta a vincere le primarie democratiche e chi considera ogni compromesso con i democratici un tradimento.
- Author: Redazione
- Tags: Politica interna, Democratici, Alexandria Ocasio-Cortez, New York, USA 2026, #ig-pubblicato

I due copresidenti della sezione di New York dei Democratic Socialists of America, la principale organizzazione socialista americana, si sono fatti approvare uno stipendio da 95.000 dollari l'anno. La proposta è passata a larga maggioranza a fine agosto, ma la riunione che l'ha preceduta in un bar di Park Slope, a Brooklyn, ha mostrato quanto sia profonda la frattura che attraversa il gruppo. Una militante ha detto di non essere sicura di voler restare iscritta dopo aver visto i dirigenti locali difendere posizioni che non condivide. Un altro ha fatto notare che nessuno dei due copresidenti viene dalla classe lavoratrice. Un terzo ha chiesto come si possa controllare l'operato di dirigenti stipendiati in una sezione che non ha un vero processo di bilancio e si riunisce in spazi presi in prestito. La registrazione dell'incontro è stata ottenuta dalla [*Free Press*](https://www.thefp.com/p/the-civil-war-inside-the-dsa?ref=focusamerica.it).

Il DSA arriva a questo passaggio dopo la migliore stagione elettorale della sua storia. L'organizzazione conta di mandare al Congresso un gruppo di parlamentari socialisti abbastanza numeroso da strappare concessioni all'establishment democratico e da cambiare il volto del partito. Il segnale più recente del suo peso è arrivato lunedì dal governatore della California Gavin Newsom, considerato un probabile candidato alla presidenza nel 2028, che ha dichiarato a [*Politico*](https://www.politico.com/newsletters/playbook/2026/09/07/newsom-offers-hugs-in-south-carolina-01066839?ref=focusamerica.it) di non essere "allarmato" dalla crescita del socialismo e che è lì che si trova "molta dell'energia del partito".

Il successo ha però riacceso una disputa interna che dura da anni. I marxisti-leninisti vogliono smantellare il Pentagono e rifiutano di condannare Hamas. I socialisti più pragmatici considerano invece l'abolizione della polizia e delle carceri una priorità sbagliata per chi vuole conquistare consenso elettorale.

L'ala pragmatica scommette sulla conquista delle primarie del Partito Democratico, cioè le consultazioni interne con cui negli Stati Uniti si scelgono i candidati di ciascun partito. Chi vince la primaria si presenta poi alle elezioni generali con il simbolo democratico. Questo permette ai socialisti di correre senza dover costruire da zero un partito nuovo. La strategia richiede però di accettare che i candidati facciano compromessi occasionali e di convivere con figure non sempre in linea, come la deputata Alexandria Ocasio-Cortez, un tempo il modello del parlamentare socialista e negli anni allontanatasi dal DSA. Dentro l'organizzazione questa linea è chiamata "dirty break", rottura sporca: si collabora con i democratici nel breve periodo con l'obiettivo di sostituirli nel lungo. "I nostri iscritti vogliono continuare a fare quello che funziona", ha detto al [*Time*](https://time.com/article/2026/08/20/inside-dsa-reshape-democratic-party/?ref=focusamerica.it) il copresidente nazionale Ashik Siddique, "cioè candidarsi come democratici".

L'ala purista considera qualunque saldatura con il Partito Democratico un tradimento delle radici rivoluzionarie. Il suo obiettivo non è entrare nel sistema bipartitico ma abbatterlo, ed entrarci significa correre il rischio di esserne corrotti. La piattaforma del Red Star Caucus, una delle correnti più a sinistra, sostiene che i socialisti non possono cercare alleati contro il presidente Donald Trump nell'ala sinistra di un partito capitalista e devono invece costruire un consenso per il DSA stesso attraverso la lotta di classe nei quartieri. Il Liberation Caucus, che si definisce marxista-leninista-maoista, ha condannato quello che chiama il ritiro di Ocasio-Cortez dalla politica socialista e ha respinto l'ipotesi di presentarla come candidata alla presidenza del movimento.

Cliff Connolly, membro eletto del comitato politico nazionale del DSA e vicino al Marxist Unity Group, la componente comunista dell'organizzazione, ha spiegato alla Free Press che l'obiettivo è costruire una maggioranza socialista negli Stati Uniti. Dei democratici dice che non hanno una visione coerente del cambiamento politico e che si limitano a lanciare idee sperando che qualcuna attecchisca. Connolly prevede che le decine di migliaia di americani che hanno votato per candidati apertamente socialisti in questo ciclo diventeranno milioni. Sta lavorando perché i vincitori delle primarie formino un gruppo socialista compatto alla Camera dei rappresentanti, capace di portare avanti il programma dell'organizzazione anche quando non è popolare tra i colleghi.

Quel programma, intitolato "Workers Deserve More!" e adottato al congresso di quest'estate, ha messo nero su bianco una serie di impegni: abolizione della polizia e delle carceri, chiusura di tutte le basi militari americane all'estero, taglio dei fondi al Pentagono, abolizione del Senato e sanatoria per tutti gli immigrati irregolari. L'approvazione di un testo così netto è stata una vittoria degli intransigenti.

La radicalizzazione ha spiazzato molti socialisti della vecchia guardia, convinti che l'organizzazione non somigli più a quella immaginata da Michael Harrington, che l'aveva fondata nel 1982 puntando a occupare "l'ala sinistra del possibile". Lo statuto scritto allora prevedeva l'espulsione degli iscritti che rispondessero alla disciplina di un'organizzazione centralista-democratica, una clausola pensata proprio per impedire che i marxisti-leninisti conquistassero il gruppo dall'interno. Quella regola risulta abrogata di recente.

L'estate ha portato al DSA anche il tipo di attenzione che accompagna il successo. Il copresidente della sezione di New York, Gustavo Gordillo, 38 anni e laureato a Yale, non ha completato l'apprendistato sindacale che rivendicava e ha raccontato in modo non veritiero le proprie origini familiari. Vive in una casa a schiera di pregio a Bedford-Stuyvesant, acquistata e ristrutturata dai genitori senza ricorrere a manodopera sindacalizzata. Lo ha rivelato il [New York Post](https://nypost.com/cover/august-19-2026/?ref=focusamerica.it). A New York il responsabile dei supermercati pubblici voluti dal sindaco Zohran Mamdani ha poi ammesso che la città sta valutando incentivi e contributi per i negozi privati che non riescono a reggere la concorrenza dei nuovi punti vendita comunali, cioè un rimedio pagato dai contribuenti a un problema creato dal Comune.

Il caso più discusso ha riguardato Megan Romer, copresidente nazionale, che nel podcast del New Yorker ha detto a David Remnick che probabilmente avrebbe partecipato alla manifestazione filo-Hamas dell'8 ottobre a New York se si fosse trovata in città e che non aveva riflettito a fondo su cosa comporti davvero l'impegno della sua organizzazione a tassare pesantemente i milionari. Romer, iscritta al Red Star Caucus, ha poi detto a Fox News che l'abolizione delle carceri deve restare un obiettivo di lungo periodo.

Per una parte dei socialisti il problema non è la scarsa dimestichezza con i media ma la sostanza politica di quelle risposte. "Quando alcuni portavoce del DSA vanno sulle grandi piattaforme mediatiche e si prendono la responsabilità di ogni idea massimalista, impopolare e poco meditata sorta nel nostro movimento, confermando allegramente che sì, la vogliamo, è un modo facile per guadagnare punti di lealtà e di impegno radicale nella cerchia dei già convertiti", ha scritto Ben Burgis, editorialista di [*Jacobin*](https://jacobin.com/2026/08/dsa-media-attention-rhetoric-program?ref=focusamerica.it). "Ma è una pessima strategia per convincere un pubblico più ampio". Il Red Star Caucus ha replicato in un comunicato del 31 agosto sostenendo che rinunciare a difendere il programma approvato rende impossibile il percorso del socialismo scientifico e che lo si fa solo per compiacere persone che comunque non lo sosterrebbero mai.

Il precedente che i pragmatici citano come monito è la decisione del DSA nazionale, nel 2024, di ritirare l'appoggio condizionato a Ocasio-Cortez per il suo voto a favore del finanziamento di Iron Dome, il sistema israeliano di difesa antimissile, e per la sua partecipazione a un panel sull'antisemitismo. La speranza di quest'ala è che l'arrivo di giovani attratti da Mamdani, da Bernie Sanders e dalla stessa Ocasio-Cortez, meno interessati ai test di purezza ideologica, riporti le correnti massimaliste ai margini alla prossima elezione della dirigenza nazionale. Nel frattempo il rischio è che siano quelle correnti a far saltare la coalizione: nell'agosto 2024 il Red Star Caucus rivendicava che quasi metà dei membri del comitato politico nazionale si dichiarava apertamente comunista.

La sezione di New York, la più grande e la più efficace dal punto di vista elettorale, è considerata il modello dell'ala pragmatica e dovrebbe compattarsi dietro una eventuale candidatura di Ocasio-Cortez alla presidenza nel 2028\. Le correnti orientate alla politica di massa, come i caucus Socialist Majority e Groundwork, ritengono che i socialisti debbano usare il simbolo democratico per aiutare la sinistra nel suo complesso. Buona parte del confronto interno si svolge in un forum riservato agli iscritti, ma molto finisce su X, dove anche una critica moderata alla dirigenza nazionale o a Hamas può essere ridicolizzata pubblicamente da altri militanti.

Il modo in cui questa tensione si scioglierà nei prossimi mesi dirà se il DSA riuscirà a occupare uno spazio stabile nella sinistra americana o tornerà a essere quello che è stato a lungo: un movimento minoritario più interessato alla purezza ideologica che alla conquista del potere. Le sezioni locali continuano intanto a [reclutare](https://focusamerica.it/caffe-softball-e-picnic-come-i-socialisti-americani-reclutano-nuovi-militanti/) nuovi militanti con un calendario fitto di eventi sociali, mentre alle urne i risultati restano diseguali: in Nevada la sinistra democratica ha [perso](https://focusamerica.it/in-nevada-la-sinistra-democratica-perde-le-sfide-principali-ma-vince-i-seggi-rimasti-liberi/) le sfide principali e vinto soltanto nei collegi rimasti liberi.