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# La guerra con l'Iran svuota le scorte Patriot americane in Europa
- URL: https://focusamerica.it/la-guerra-con-liran-svuota-le-scorte-patriot-americane-in-europa/
- Published: 2026-08-28T13:00:38.000Z
- Updated: 2026-08-28T13:00:38.000Z
- Description: Gli intercettori disponibili sul continente sono scesi sotto il livello critico. Trump afferma di non essere preoccupato di un attacco russo alla NATO, proprio mentre gli alleati temono sempre di più di non avere munizioni sufficienti per sostenere una difesa prolungata.
- Author: Redazione
- Tags: Sicurezza e Difesa, NATO, Russia, La guerra tra Stati Uniti e Iran, Ucraina, #ig-pubblicato

Le Forze Armate statunitensi in Europa hanno una carenza di intercettori avanzati che avrebbe superato "il livello di guardia", in gran parte a causa della guerra di Donald Trump contro l'Iran. Lo hanno [riferito](https://apnews.com/article/patriot-missiles-iran-war-russia-ukraine-trump-09c7d8030a2e11fbd8ee3f7176b3f2d4?ref=focusamerica.it) all'*Associated Press* un funzionario della difesa statunitense in Europa e un funzionario della NATO. La situazione più preoccupante riguarda in particolare gli intercettori dei sistemi Patriot, tra le poche armi occidentali in grado di abbattere i missili balistici russi ad alta velocità.

Parte delle scorte americane presenti sul continente è stata infatti trasferita in Medio Oriente, dove Stati Uniti e Paesi alleati del Golfo hanno consumato grandi quantità di intercettori per fermare droni e missili iraniani, alcuni dei quali hanno ucciso o ferito militari americani. In caso di attacco balistico russo contro un quartier generale militare o una centrale elettrica, ha spiegato il funzionario statunitense, la NATO potrebbe ritrovarsi nella stessa situazione dell'Ucraina: con pochi Patriot disponibili e costretta "a prendere un pugno in bocca dopo l'altro".

Le forze americane in Europa "sicuramente" non dispongono di intercettori sufficienti per sostenere un attacco balistico prolungato e avrebbero una capacità "molto limitata" persino contro un singolo missile, compreso un ordigno russo finito fuori rotta. Un attacco di Mosca contro un Paese dell'Alleanza Atlantica non è, al momento, considerato imminente, ma il direttore della CIA John Ratcliffe è [andato a Mosca questa settimana](https://focusamerica.it/il-capo-della-cia-ha-avvertito-la-russia-di-non-attaccare-i-paesi-baltici/) proprio per avvertire la Russia di non attaccare la NATO e chiederle di ridurre il sostegno all'Iran, secondo il *Wall Street Journal*. Trump ha invece minimizzato il viaggio, definendolo "una specie di semi-routine". 

Funzionari europei e della NATO ritengono però che la Russia potrebbe essere in grado di attaccare l'Alleanza entro il 2030, proprio l'anno entro il quale le scorte di Patriot dovrebbero essere ricostituite. Il colonnello Martin O'Donnell, portavoce militare della NATO, ha però contestato questa ricostruzione. All'AP ha detto che "semplicemente non è vero" che le scorte di Patriot in Europa siano scese oltre il livello critico: l'Alleanza, ha assicurato, dispone di munizioni sufficienti sia per difendersi sia per continuare a fornirne all'Ucraina. 

Difesa aerea · NATO

## Sei mesi di guerra con l’Iran hanno consumato *due terzi* degli intercettori Patriot americani

Gli Stati Uniti avevano 2.330 intercettori Patriot in magazzino: ne hanno usati circa 1.500 per fermare droni e missili iraniani. Le scorte torneranno piene solo nel 2030, lo stesso anno entro cui, secondo i funzionari europei e della NATO, la Russia potrebbe essere in grado di attaccare l’Alleanza.

Grafica di FocusAmerica 27 agosto 2026 

L’inventario americano di intercettori Patriot: 2.330 pezzi

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Ipotesi più favorevole: tutta la produzione del 2026 destinata a rimpiazzare le scorte bruciate contro l’Iran. Nella realtà una parte va all’Europa e le forniture all’Ucraina continuano.

Prodotti

0

Consumati

0

In un anno intero di produzione

In sei mesi di guerra con l’Iran

Anche destinando tutta la produzione di un anno a rimpiazzare le scorte, resterebbero **900 intercettori scoperti**.

**La NATO contesta questa ricostruzione.** Il portavoce militare dell’Alleanza, il colonnello Martin O’Donnell, ha detto all’Associated Press che non è vero che le scorte di Patriot in Europa siano scese sotto il livello critico, e che le munizioni bastano sia per difendersi sia per continuare a rifornire l’Ucraina.

Tre cose da sapere

Il ritmo

### Le forniture a Kyiv sono durate quattro anni. Contro l’Iran è uscito due volte e mezzo tanto in sei mesi

Le consegne all’Ucraina erano pianificate e diluite nel tempo. Il consumo in Medio Oriente è arrivato tutto insieme, e nessuno lo aveva previsto.

Ogni rettangolo ha per **larghezza** la durata del periodo, per **altezza** il ritmo medio mensile e quindi per **area** il totale consumato: 600 e circa 1.500 intercettori, i numeri del CSIS. La distribuzione reale mese per mese non è pubblica.

Le due scadenze

### Le scorte torneranno piene nel 2030, lo stesso anno in cui la Russia potrebbe essere pronta ad attaccare la NATO

Quest’anno usciranno dalle linee circa 600 intercettori, compresi quelli destinati all’Europa. L’obiettivo dichiarato è arrivare a 2.000 pezzi l’anno entro il 2030\. Sullo stesso asse temporale corre la stima dei funzionari europei e della NATO sul rischio di un attacco russo.

I segnali

### Le ultime settimane hanno alzato la tensione. Ma anche Mosca ha dei limiti

Nessuno considera imminente un attacco russo a un Paese dell’Alleanza. Quello che è successo da luglio a oggi, però, ha spinto Washington a mandare un avvertimento diretto al Cremlino.

Alza la tensione Prova a contenerla 

Fonte Associated Press. Stime sul consumo di intercettori: Center for Strategic and International Studies (Mark Cancian). Analisi sulla capacità produttiva europea: Royal United Services Institute (Ed Arnold). Dati al 27 agosto 2026\. Il residuo di 830 intercettori, i 900 che resterebbero scoperti e i ritmi medi mensili sono elaborazioni di FocusAmerica sui numeri del CSIS. 

### **Millecinquecento intercettori consumati in sei mesi**

I numeri del *Center for Strategic and International Studies* (CSIS) descrivono intanto un consumo senza precedenti. Gli Stati Uniti hanno fornito all'Ucraina circa 600 intercettori durante l'Amministrazione Biden, ha detto all'AP Mark Cancian, colonnello dei Marines in pensione. Il consumo maggiore è arrivato tuttavia con l'Iran: il conflitto, che venerdì compie 6 mesi, avrebbe assorbito il 65% dei Patriot americani, circa 1.500 dei 2.330 presenti in inventario.

Quest'anno dovrebbero essere prodotti circa 600 intercettori, compresi quelli destinati all'Europa, con l'obiettivo di portare la capacità produttiva a 2.000 unità l'anno entro il 2030\. Secondo Ed Arnold, ricercatore del *Royal United Services Institute* di Londra, le forniture a Kyiv erano state pianificate e calibrate, mentre le scorte destinate al Medio Oriente si sono ridotte rapidamente e in modo imprevisto, mettendo in evidenza i limiti della capacità produttiva occidentale.

Il primo stabilimento europeo per la costruzione di missili intercettori Patriot, gestito da MBDA a Schrobenhausen, in Baviera, dovrebbe aprire a settembre, con le prime consegne previste all'inizio del prossimo anno a Germania, Paesi Bassi, Romania e Spagna, che hanno già effettuato ordini. Nel frattempo, ha detto Arnold, la Germania si trova nella situazione "ridicola" di aver acquistato costosi sistemi Patriot senza disporre delle munizioni necessarie per impiegarli.

### **Poche alternative, mentre Mosca aumenta la pressione**

Senza i Patriot, spiegano gli esperti sentiti dall'AP, restano poche opzioni contro i missili balistici russi. Questi ordigni precipitano sull'obiettivo a oltre cinque volte la velocità del suono, lasciano pochissimo tempo per reagire e possono essere impiegati insieme a sciami di droni relativamente economici per saturare le difese.

Il sistema franco-italiano *SAMP/T NG*, progettato secondo il produttore per migliorare la capacità di intercettare missili balistici e che la Francia ha promesso di fornire più rapidamente all'Ucraina, non è ancora stato provato in combattimento e la versione attualmente operativa ha una portata inferiore a quella del Patriot. Le navi da guerra possono offrire una difesa aerea mobile, ma rischiano di essere troppo lontane dall'obiettivo da proteggere o di diventare esse stesse bersagli. Scarseggiano anche i missili tattici *ATACMS*, utilizzabili per colpire dietro le linee nemiche, sebbene alcuni eserciti europei dispongano di propri missili a lungo raggio *Taurus* e *Storm Shadow*.

La carenza di intercettori si avverte soprattutto in Ucraina, dove i missili balistici russi riescono sempre più spesso a superare le difese aeree, come nel bombardamento della notte tra mercoledì e giovedì. Anche Mosca, tuttavia, deve fare i conti con limiti significativi: difficilmente potrebbe sostenere a lungo una campagna aerea contro la NATO mentre continua a colpire l'Ucraina quasi ogni notte, e i recenti attacchi ucraini in territorio russo hanno a loro volta esposto le vulnerabilità della contraerea di Mosca. 

I segnali di tensione, intanto, continuano. Il presidente ucraino Volodymyr Zelensky aveva detto ad Axios a luglio che Putin sta [preparando](https://focusamerica.it/la-russia-si-prepara-a-una-nuova-escalation-in-ucraina/) nei prossimi mesi una mobilitazione di 500.000 soldati per una nuova offensiva in Ucraina, stima che il 23 agosto ha rivisto ad "almeno 300.000", e che la Russia sta costruendo le infrastrutture necessarie ad accogliere altri 30.000 militari nordcoreani da inviare al fronte. Nelle ultime settimane, intanti, diversi droni russi entrati nello spazio aereo di diversi membri della NATO, tra cui Romania e Polonia, sono stati abbattuti: la sola Romania ne ha abbattuti 4 da luglio, l'ultimo il 16 agosto.

Ieri il Ministero degli Esteri russo ha inoltre accusato Regno Unito e Francia di "giocare con il fuoco" fornendo a Kyiv tecnologie che le consentono di condurre attacchi a lunga gittata in profondità nel territorio russo, dopo la decisione di Londra di condividere con l'Ucraina tecnologia classificata per produrre autonomamente i missili cruise Storm Shadow. La portavoce del Ministero russo, Maria Zakharova, ha minacciato attacchi contro obiettivi militari britannici dentro e fuori l'Ucraina in risposta all'assistenza militare di Londra.

### **Trump non è preoccupato di un attacco russo**

Trump, da parte sua, sostiene di non essere affatto preoccupato dalla possibilità di un attacco russo contro un Paese NATO. Lo ha detto ad [Axios](https://www.axios.com/2026/08/27/trump-nato-russia-ukraine-war?ref=focusamerica.it) in un'intervista telefonica ieri, anche se da settimane i leader europei avvertono pubblicamente che Mosca potrebbe presto mettere alla prova la tenuta dell'Alleanza e l'impegno del presidente americano sull'Articolo 5, la clausola di difesa collettiva, con un attacco limitato o altre provocazioni militari. "Non sono preoccupato... per niente. Non c'è nessun problema", ha risposto Trump.

Due ore più tardi, parlando con i giornalisti, il presidente è stato interpellato di nuovo sull'ipotesi che Washington avesse avvertito Vladimir Putin di non procedere con provocazioni di questo tipo. Trump ha detto di non voler commentare, ma ha ribadito: "Non attaccheranno il territorio della NATO". Anche Sergej Naryškin, direttore del servizio di intelligence estero russo, ha confermato giovedì l'incontro con Ratcliffe, descrivendo i colloqui come "una parte normale del loro lavoro", nella quale "non c'è stato nulla fuori dall'ordinario", e ha detto di aver discusso con l'omologo americano di non meglio precisate ì"questioni di intelligence".