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# La convention di Dallas non ha portato a Fox News spettatori in più
- URL: https://focusamerica.it/la-convention-di-dallas-non-ha-portato-a-fox-news-spettatori-in-piu/
- Published: 2026-09-12T16:00:59.000Z
- Updated: 2026-09-12T16:00:59.000Z
- Description: Due notti di televisione volute dal presidente, con 105 minuti di discorso mercoledì e altri 25 giovedì. Nessuna nomina, pochi ospiti famosi e su Fox News gli stessi spettatori di una sera qualunque.
- Author: Redazione
- Tags: Media, Convention Repubblicana, Donald Trump, USA 2026, Midterm, #ig-pubblicato

Il presidente Donald Trump ha parlato per 105 minuti mercoledì sera e per altri 25 giovedì, spezzando la sua stessa apparizione su due serate come se servisse un intervallo. Era il cuore della "convention di metà mandato" andata in scena a Dallas, due notti di televisione prodotte e interpretate da lui. Il risultato, secondo l'analisi del critico televisivo del [*New York Times*](https://www.nytimes.com/2026/09/11/arts/television/republican-midterm-convention-trump-notebook.html?ref=focusamerica.it) James Poniewozik, è stato uno spettacolo senza forza. Gli ascolti non hanno premiato lo sforzo: giovedì sono arrivati i dati della prima serata e Fox News non ha [registrato](https://www.nytimes.com/2026/09/10/us/politics/trump-republican-convention-speech-ratings.html?ref=focusamerica.it) numeri superiori a quelli di una normale serata feriale.

L'idea era del presidente. I suoi tassi di approvazione bassi, i prezzi in aumento e la guerra con l'Iran che si trascina preoccupano i repubblicani che corrono per conservare la maggioranza al Congresso. La risposta di Trump è stata più Trump in televisione. Il ragionamento è che il presidente abbia una presa sugli elettori a bassa propensione al voto, quelli che vanno alle urne solo per lui. L'obiezione riguarda tutti gli altri, che potrebbero andare a votare proprio contro i candidati che lo abbracciano.

Ne è uscito un evento costruito nella speranza contraddittoria di essere allo stesso tempo visto e non visto. La diretta integrale è andata su C-SPAN, il canale che trasmette senza commento i lavori del Congresso, e in buona parte su emittenti conservatrici come Fox News e Newsmax. Di fronte, in entrambe le serate, c'erano partite di football di cartello, il che poteva essere un problema oppure una fortuna: una parte dei repubblicani sarebbe stata più tranquilla se non l'avesse guardata nessuno.

Nella convention non c'era una convention. Negli Stati Uniti questi raduni servono a incoronare formalmente i candidati alla presidenza e alla vicepresidenza, con i delegati degli Stati che votano dalla sala. A Dallas non è stato nominato nessuno, non si è votato, non si è scelto alcun candidato. Sono rimasti i cartelli con i nomi degli Stati, i costumi bizzarri e ore su ore di discorsi. Dal palco il presidente ha salutato "Mr. Wall", un sostenitore che [indossava](https://www.dallasnews.com/news/politics/article/dallas-republican-convention-fashion-22417614.php?ref=focusamerica.it) un abito dipinto come un muro di mattoni. È il punto di arrivo di una tendenza lunga decenni, che ha trasformato le convention da appuntamenti politici veri in lunghissimi spot elettorali.

Gli ospiti famosi erano pochi. Oltre a Lee Greenwood, il cantante che accompagna da sempre gli eventi repubblicani e che si è esibito due volte, c'era il comico Adam Carolla. Il relatore non-Trump di maggior peso della prima serata è stato un democratico: il senatore John Fetterman, che ha registrato un video di presentazione per il suo collega della Pennsylvania Dave McCormick.

L'energia più forte è arrivata dalla parte negativa dei discorsi, più avvertimenti che promesse, con i fischi ai democratici che hanno superato gli applausi per i repubblicani. Gli elogi ai risultati dell'amministrazione sono stati accolti con educazione, molto meno rumorosamente degli allarmi su comunismo, confini aperti e transizione di genere.

Il pubblico si è acceso soprattutto sui nemici politici, in particolare il candidato democratico al Senato in Texas James Talarico, citato tante volte da diventare una specie di personaggio ricorrente. "Che ne dite se facciamo transitare lui e le sue idee folli fuori dal Texas?", ha detto il suo avversario Ken Paxton, tra le urla della sala. Mentre il senatore del Texas Ted Cruz attaccava Talarico, il sindaco di New York Zohran Mamdani e il candidato al Senato in Michigan Abdul El-Sayed, una voce dal pubblico ha [ripetuto](https://www.nytimes.com/live/2026/09/10/us/trump-rnc-midterm-convention-updates/e431d2cd-9814-55a0-b707-c4e632bca2f9?smid=url-share&ref=focusamerica.it) più volte quello che è sembrato un invito a sparare a uno di loro.

La seconda serata ha preso un tono commemorativo, con il ricordo degli attacchi dell'11 settembre e di Charlie Kirk, l'attivista conservatore ucciso un anno prima. Il vicepresidente JD Vance, che parlava nella fascia di massimo ascolto di giovedì, ha aperto con un omaggio a Kirk, a cui era legato. Anche qui il momento più vivo è nato da uno scontro: un contestatore ha interrotto il discorso agitando bandiere palestinesi e messicane e Vance gli ha [risposto](https://www.nytimes.com/live/2026/09/10/us/trump-rnc-midterm-convention-updates/9679bc7c-51e9-54cd-944a-cccf6236cd9e?smid=url-share&ref=focusamerica.it): "Se ami tanto il Messico, vattene laggiù. Ti pago io il biglietto aereo". Il vicepresidente non ha esattamente l'aria del guerriero allegro, ma davanti a un bersaglio si è animato. Nel resto dell'intervento ha definito i democratici il [partito](https://focusamerica.it/vance-chiama-i-dem-il-partito-dellodio-e-la-platea-lo-acclama-come-erede-di-trump/) dell'odio.

Il discorso di mercoledì del presidente è stato il più lungo e il più libero. Ha cominciato leggendo dal gobbo un elenco di risultati, poi si è messo a divagare, come preferisce fare. Ha imitato il presidente francese Emmanuel Macron con un accento caricaturale, ha lanciato l'idea di ribattezzare il New Mexico "New America", ha attaccato in anticipo i giornalisti perché non scrivessero che in sala c'erano posti vuoti e che gli spettatori se ne stavano andando, cosa che è comunque successa. Ha anche [promesso](https://focusamerica.it/trump-promette-5-000-dollari-a-ogni-americano-adulto-se-vincera-le-midterm/) assegni da 5.000 dollari agli americani se i repubblicani conserveranno il Congresso, per poi dire più tardi che "l'America non è in vendita". Giovedì ha esordito annunciando che sarebbe stato "un po' breve" e ha [parlato](https://focusamerica.it/trump-chiude-la-convention-repubblicana-con-un-giuramento-per-il-voto-a-novembre/) per altri 25 minuti.

Per chi ha guardato tutto c'era un'atmosfera da partita in casa, perché gran parte della copertura è stata affidata a reti amiche del presidente, mentre le altre emittenti si sono collegate a intermittenza. Quando Trump ha difeso preventivamente le dimensioni del suo pubblico, la telecamera di Fox ha inquadrato la parte più fitta della sala. Newsmax ha dato più spazio ai relatori che hanno preceduto il presidente, Fox si è concentrata sui propri commentatori. Per alcuni di loro la colpa politica del momento non è del presidente ma dei suoi elettori: "Gli elettori sono come bambini che hanno dormito male e mangiato poco e sono irritabili. Vogliono quello che vogliono e lo vogliono subito", ha detto Jesse Watters nel programma di Fox "The Five".

Quello che gli elettori volevano, a giudicare dai dati di ascolto, era il football. Trump, che per Fox News è stato a lungo un richiamo garantito, non ha portato al canale spettatori in più rispetto a una sera qualunque. La notizia vera della convention, semmai, arriverà dalle clip che circoleranno nei prossimi giorni.