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# La Cina detta le condizioni alla Russia: il muro di Pechino sul gasdotto Power of Siberia 2
- URL: https://focusamerica.it/la-cina-detta-le-condizioni-alla-russia-il-muro-di-pechino-sul-gasdotto-power-of-siberia-2/
- Published: 2026-07-15T13:00:58.000Z
- Updated: 2026-07-15T13:00:58.000Z
- Description: Un'inchiesta del Wall Street Journal descrive una Russia sempre più subordinata a Pechino: impone condizioni durissime sul progetto energetico e avvia rapporti con l'élite che potrebbe guidare il Paese dopo la fine della presidenza di Putin.
- Author: Daniele John Angrisani
- Tags: Politica estera, Russia, Cina, #ig-pubblicato

La Russia di Vladimir Putin è ormai il partner minore della Cina di Xi Jinping, che ne orienta le scelte secondo i propri interessi, con cautela e senza mai ostentare pubblicamente la propria superiorità per non umiliare Mosca e il suo presidente. È il quadro tracciato da un'[inchiesta](https://www.wsj.com/world/x-putin-junior-partner-df611b88?ref=focusamerica.it) del *Wall Street Journal*, basata su colloqui con funzionari dei due Paesi e analisti. Secondo il quotidiano statunitense, Pechino non si sta limitando più a coltivare Putin e la sua cerchia più stretta: sta anzi già costruendo rapporti con i funzionari e gli esponenti dell'élite destinati a determinare il futuro della Russia dopo la sua uscita di scena.

L'esempio più significativo è il gasdotto *Power of Siberia 2*, il progetto con cui Gazprom spera di compensare almeno in parte la perdita del mercato europeo. Alla vigilia della visita di Stato di Putin a Pechino del 19 e 20 maggio 2026, la delegazione russa arrivata in anticipo, guidata dall'amministratore delegato di Gazprom Alexei Miller, si è scontrata con un muro. 

Secondo fonti citate dal *Wall Street Journal*, i funzionari cinesi hanno chiarito che daranno il via libera alla costruzione soltanto se Mosca venderà il gas allo stesso prezzo praticato sul mercato interno russo, che è in larga parte sussidiato dal bilancio pubblico russo. Avrebbero inoltre intimato alla delegazione di non sollevare nuovamente la questione fino a quando la Russia non sarà pronta ad accettare le condizioni di Pechino. Tra i 42 accordi e dichiarazioni firmati da Putin il giorno successivo non figurava infatti alcun documento sul gasdotto.

"Xi ha ricevuto Putin come un imperatore riceve un ospite nel proprio castello e poi lo ha rimandato a casa con la coda tra le gambe", ha dichiarato al quotidiano Jörg Wuttke, imprenditore tedesco con una lunga esperienza nei rapporti tra Cina e Russia. Secondo Wuttke, Pechino non ha alcun incentivo economico ad accettare le richieste russe: sul mercato mondiale vi è un'ampia disponibilità di gas naturale liquefatto e la domanda cinese di gas importato, anche grazie al gigantesco sviluppo delle energie rinnovabili, dovrebbe raggiungere il picco a metà degli anni Trenta. "Perché dovrebbe vincolarsi a un gasdotto che richiederà cinque o sei anni di lavori e aumenterà la sua dipendenza dalla Russia, quando può acquistare gas da qualsiasi altro Paese?", osserva.

Geopolitica · L’asse Mosca-Pechino

## Nel rapporto con la Cina, la Russia è ormai il *partner minore*

Xi Jinping orienta le scelte di Mosca senza mai umiliarla in pubblico: detta le condizioni sul gas, incassa concessioni finanziarie e coltiva già le élite del dopo-Putin. I numeri dello squilibrio secondo un’inchiesta del Wall Street Journal.

Grafica di FocusAmerica 

Lo squilibrio commerciale tra i due Paesi

Quanto pesa la Cina per Mosca

≈40%

vs

Quanto pesa la Russia per Pechino

<4%

dell’interscambio commerciale russo: nel 2013, al primo incontro tra Xi e Putin, era circa il 10%

del commercio estero cinese: Mosca resta un fornitore di petrolio e gas, a prezzi fortemente scontati

Un rapporto di dipendenza di circa **dieci a uno**, che rende il legame con Pechino ormai indispensabile alla sopravvivenza di Mosca.

Il dossier gas

### Power of Siberia 2, il gasdotto che Pechino continua a rinviare

Gazprom conta sul progetto per compensare almeno in parte la perdita del mercato europeo. Ma è la Cina a dettare tempi e condizioni. Tocca le tappe per i dettagli.

Settembre 2025 Gazprom annuncia un «memorandum vincolante»+ 

Durante una visita di Putin in Cina, l’amministratore delegato Alexei Miller presenta l’intesa come una svolta nei negoziati. L’annuncio però è rivolto solo ai giornalisti russi e non contiene alcun dettaglio sul punto decisivo, il prezzo del gas. Pechino non confermerà mai l’accordo.

19 maggio 2026 La delegazione russa si scontra con un muro+ 

Alla vigilia della visita di Stato di Putin, i funzionari cinesi pongono a Miller la loro condizione: il gas va venduto allo stesso prezzo praticato sul mercato interno russo, in larga parte sussidiato dal bilancio pubblico. E intimano di non sollevare più la questione finché Mosca non sarà pronta ad accettare.

20 maggio 2026 Putin firma 42 accordi. Nessuno riguarda il gasdotto+ 

Tra i documenti siglati a Pechino non figura alcun testo su Power of Siberia 2\. «Xi ha ricevuto Putin come un imperatore riceve un ospite nel proprio castello e poi lo ha rimandato a casa con la coda tra le gambe», ha dichiarato al quotidiano l’imprenditore tedesco Jörg Wuttke.

Il bilancio della visita di Stato

Due giorni di colloqui, una lunga lista di firme. E un’assenza che pesa più di tutto il resto.

42

accordi e dichiarazioni firmati da Putin a Pechino

0

documenti sul gasdotto Power of Siberia 2

Concessioni e porte chiuse

### Mosca cede sullo yuan, ma le banche cinesi che contano restano chiuse

L’isolamento finanziario costringe la Russia a rivedere posizioni difese per anni, senza ottenere in cambio l’accesso alle istituzioni guidate da Pechino.

SCO 

Banca di sviluppo della Shanghai Cooperation Organisation

Dopo oltre un decennio di opposizione, Putin dà il via libera allo yuan come valuta principale dell’istituto, destinato a finanziare progetti in Asia centrale: la regione che il Cremlino considera il proprio «estero vicino».

Mosca cede 

AIIB 

Asian Infrastructure Investment Bank

Per effetto delle pressioni occidentali, la Russia resta fuori dalla banca multilaterale con sede a Pechino.

Russia esclusa 

NDB 

New Development Bank (BRICS)

Mosca è esclusa anche dall’istituto dei BRICS, che ha sede a Shanghai.

Russia esclusa 

La strategia dell’attesa

### Perché Pechino può permettersi di lasciare Mosca in sospeso

Il tempo lavora per la Cina, su tutti i tavoli: dal gas alla successione al Cremlino.

1 

Il gas non manca

Sul mercato mondiale c’è ampia disponibilità di gas naturale liquefatto: Pechino può comprare da qualsiasi altro Paese, senza vincolarsi a un gasdotto che richiede cinque o sei anni di lavori e aumenta la sua dipendenza dalla Russia.

2 

La domanda cinese di gas ha già il picco in vista

Anche grazie al gigantesco sviluppo delle rinnovabili, la domanda cinese di gas importato dovrebbe raggiungere il picco a metà degli anni Trenta.

3 

Il dopo-Putin è già in agenda

Pechino costruisce rapporti con i funzionari e le élite destinati a guidare la Russia dopo l’uscita di scena di Putin. In Russia crescono intanto i casi di spionaggio cinese, che Mosca evita di rendere pubblici per non compromettere un rapporto ormai vitale.

«È meglio continuare a lasciare i russi in attesa. Aspettare che la loro situazione economica peggiori ulteriormente e che si ritrovino in ginocchio: a quel punto accetteranno condizioni ancora più vantaggiose per la Cina pur di vendere il proprio gas».Alexander Gabuev, direttore del Carnegie Russia Eurasia Center di Berlino

Fonte Elaborazione FocusAmerica su un’inchiesta del Wall Street Journal basata su colloqui con funzionari cinesi e russi e analisti, luglio 2026. 

### **Le promesse di Gazprom e il prezzo dell'isolamento**

Non è la prima volta che Power of Siberia 2 si rivela un miraggio. Nel settembre 2025, durante una precedente visita di Putin in Cina, Miller aveva annunciato la firma di un "memorandum giuridicamente vincolante" per la costruzione del gasdotto, presentandolo come una svolta nei negoziati. L'annuncio, tuttavia, era stato rivolto soltanto ai giornalisti russi e non conteneva alcun dettaglio sulle condizioni dell'intesa, a cominciare dalla questione decisiva del prezzo del gas. Pechino, inoltre, non ha mai confermato l'accordo.

Nel frattempo, la Cina continua a ottenere concessioni sostanziali dalla Russia. Per oltre un decennio Putin si era opposto all'adozione dello yuan come valuta principale della Banca di Sviluppo della *Shanghai Cooperation Organisation* (SCO), destinata a finanziare progetti in Asia centrale, una regione che il Cremlino considera parte del proprio "estero vicino". Nell'ultimo anno, però, riferiscono al *Wall Street Journal* consiglieri del governo cinese e diplomatici, Xi Jinping è riuscito a ottenere il via libera di Putin. 

L'isolamento finanziario ha costretto Mosca a rivedere la propria posizione e ora la Russia è pronta a dare il via libera, chiedendo in cambio garanzie affinché le sue operazioni non vengano ostacolate dalle sanzioni occidentali. Altre istituzioni a guida cinese restano però inaccessibili: per effetto delle pressioni occidentali, la Russia è stata esclusa sia dall'*Asian Infrastructure Investment Bank* di Pechino sia dalla *New Development Bank* dei BRICS, con sede a Shanghai.

Anche i numeri del commercio tra i due Paesi mostrano la portata dello squilibrio. Quando Xi incontrò Putin per la prima volta, nel 2013, la Cina rappresentava circa il 10% dell'interscambio commerciale russo; da allora quella quota è quadruplicata. La Russia, al contrario, vale meno del 4% del commercio cinese e rimane essenzialmente solo un fornitore di materie prime, soprattutto petrolio e gas venduti a prezzi fortemente scontati rispetto il resto del mondo.

### **Pechino si prepara già al dopo-Putin**

All'interno della Russia emergono sempre più casi di spionaggio cinese e tentativi di reclutamento di funzionari di medio livello. Mosca, tuttavia, evita di renderli pubblici o persino di discuterne apertamente con Pechino, per timore di compromettere un rapporto ormai indispensabile per la propria sopravvivenza. Ma la verità è che Pechino si sta già muovendo per capire chi potrebbe prendere il posto di Vladimir Putin e come sfruttare la situazione a proprio vantaggio.

"La Cina ha un'occasione davvero straordinaria per trasformare la Russia in una sorta di gigantesco Laos o Pakistan: un Paese molto più dipendente da Pechino, molto più legato a essa e sempre più incline a considerarla un modello", afferma Alexander Gabuev, sinologo e direttore del *Carnegie Russia Eurasia Center* di Berlino.

Anche sul gasdotto, secondo Gabuev, la strategia cinese è ormai evidente: "È meglio continuare a lasciare i russi in attesa. Aspettare che la loro situazione economica peggiori ulteriormente e che si ritrovino in ginocchio: a quel punto accetteranno condizioni ancora più vantaggiose per la Cina pur di vendere il proprio gas".