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# La Casa Bianca inizia a temere di perdere tutto alle midterm
- URL: https://focusamerica.it/la-casa-bianca-inizia-a-temere-di-perdere-tutto-alle-midterm/
- Published: 2026-10-01T09:15:59.000Z
- Updated: 2026-10-01T09:15:59.000Z
- Description: Trump è convinto che i repubblicani possano sorprendere, i suoi collaboratori no: e si preparano già a difendersi dalle indagini di un Congresso a guida democratica.
- Author: Redazione
- Tags: Elezioni, USA 2026, Midterm, Casa Bianca, Donald Trump

Alla Casa Bianca, per la prima volta, si prende in considerazione l'ipotesi di perdere sia la Camera sia il Senato alle elezioni di metà mandato del 3 novembre. Lo ha raccontato [*Wired*](https://www.wired.com/story/the-white-house-is-starting-to-panic-over-the-midterms/?ref=focusamerica.it) nella newsletter *Inner Loop* del giornalista Hugo Lowell: in privato i collaboratori del presidente Donald Trump ammettono che i sondaggi nazionali sono pessimi e da qualche settimana hanno spostato l'attenzione su un altro problema, cioè come difendersi dalle indagini che il Congresso potrebbe aprire nel caso di una vittoria democratica.

Il presidente, invece, continua a dire ai suoi che i repubblicani potrebbero andare meglio del previsto. Il suo ottimismo si basa in parte su sondaggi interni che, nelle singole sfide per la Camera, mostrano i candidati repubblicani in svantaggio meno ampio rispetto ai dati nazionali. Chi lavora con lui è meno convinto. Un consulente vicino da anni al mondo trumpiano, che settimane prima delle presidenziali del 2024 aveva previsto correttamente la vittoria di Trump in tutti gli Stati in bilico, ha riassunto così la situazione a *Wired*: "Oh, sì, ci faranno a pezzi".

In un [sondaggio](https://www.wsj.com/politics/elections/trump-is-predicting-midterms-success-but-republicans-are-starting-to-panic-439edf97?ref=focusamerica.it) del Wall Street Journal l'approvazione di Trump è scesa al 37 per cento. È il dato più basso registrato per un presidente alla vigilia delle elezioni di metà mandato da quando il giornale ha iniziato queste rilevazioni, nel 1990\. Il portavoce della Casa Bianca Davis Ingle ha risposto a *Wired* che il presidente ha costruito con il movimento MAGA "una delle coalizioni più solide della storia politica" e che la scelta per gli elettori è tra la sua agenda e le "politiche estreme" dei democratici.

Per contrastare un clima così sfavorevole, il mese scorso lo staff di Trump ha cercato successi in politica estera da presentare agli elettori, con l'obiettivo di mobilitare la base MAGA. Il presidente ha così firmato in fretta un [accordo](https://www.nytimes.com/2026/09/22/us/politics/trump-greenland-denmark-agreement.html?ref=focusamerica.it) con la Danimarca che consente una maggiore presenza di soldati americani in Groenlandia, anche se l'intesa non arriva al passaggio dell'isola agli Stati Uniti che Trump desidera da tempo. Ha anche [annunciato](https://www.axios.com/2026/08/29/trump-venezuela-oil-deal?ref=focusamerica.it) un accordo petrolifero con il Venezuela, che però dovrà probabilmente essere rinegoziato: prevede una concessione di cento anni sulla produzione di petrolio, una durata che la legge venezuelana sugli idrocarburi non consente.

Gli elettori, intanto, guardano soprattutto ai problemi interni, a partire dai prezzi della spesa e del carburante. A settembre il gasolio ha toccato il prezzo più alto di sempre e la benzina normale è [arrivata](https://gasprices.aaa.com/?ref=focusamerica.it) a una media nazionale di 4,43 dollari al gallone (circa 3,8 litri). Trump è inoltre su posizioni opposte a quelle della maggioranza degli americani su temi tecnologici come le regole sull'intelligenza artificiale e la costruzione di nuovi data center. È lo stesso contesto che spiega perché il presidente stia facendo [campagna](https://focusamerica.it/trump-fa-campagna-negli-stati-repubblicani-sicuri-un-pessimo-segnale-per-il-suo-partito/) soprattutto negli Stati repubblicani considerati sicuri.

Con le possibilità di vittoria ridotte, nell'entourage di Trump ci si concentra sulla risposta a quella che con ogni probabilità sarà un'ondata immediata di mandati di comparizione da parte dei democratici, che con la maggioranza in Congresso potrebbero obbligare i collaboratori del presidente a testimoniare e a consegnare documenti. La Casa Bianca prevede una difesa su due binari: il privilegio esecutivo, cioè la facoltà del presidente di mantenere riservate le comunicazioni interne della sua amministrazione, e il segreto professionale tra avvocato e cliente, il principio che protegge le conversazioni confidenziali con i propri legali.

Il secondo strumento è diventato molto più forte quando riguarda gli avvocati del governo. Nel 2024 la Corte Suprema, nella sentenza sull'immunità di Trump, ha [stabilito](https://www.theguardian.com/us-news/ng-interactive/2024/jul/01/supreme-court-decision-trump-immunity-ruling?ref=focusamerica.it) che nemmeno i tribunali federali possono esaminare le discussioni che riguardano decisioni centrali della presidenza. A questo si aggiunge una caratteristica del secondo mandato: molti avvocati personali di Trump sono diventati avvocati del governo, creando una rete di protezioni legali che si sovrappongono intorno al presidente e ai suoi collaboratori più stretti.

Todd Blanche, ex avvocato personale di Trump, è oggi procuratore generale, cioè il ministro della Giustizia. Molti collaboratori del presidente erano assistiti in passato da Stanley Woodward, che ha lavorato come avvocato per la campagna del 2024 ed è ora il numero tre del dipartimento di Giustizia. Will Scharf, che seguiva i ricorsi di Trump in appello, è appena passato dall'incarico di segretario dello staff a quello di consigliere legale della Casa Bianca, al posto di un altro ex avvocato di Trump, David Warrington.

I collaboratori del presidente sperano che questa doppia protezione blocchi i democratici per anni. Un precedente c'è: Don McGahn, consigliere legale della Casa Bianca nel primo mandato, ha testimoniato davanti al Congresso sull'indagine del procuratore speciale Robert Mueller sui rapporti con la Russia solo [dopo](https://www.nytimes.com/2021/06/04/us/politics/mcgahn-trump-russia-testimony.html?ref=focusamerica.it) che Trump aveva già lasciato la Casa Bianca. Per la maggior parte degli americani le midterm finiranno il 3 novembre. Per la Casa Bianca, in caso di sconfitta, sarebbe l'inizio di una lunga battaglia con il Congresso.