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# La California boccia la patrimoniale sui miliardari
- URL: https://focusamerica.it/la-california-boccia-la-patrimoniale-sui-miliardari/
- Published: 2026-11-07T09:30:00.000Z
- Updated: 2026-11-07T09:30:00.000Z
- Description: Il No è al 53,9 per cento con 9,7 milioni di voti contati. Hanno pesato i 300 milioni spesi dai contrari e le divisioni tra i democratici, con Newsom schierato contro.
- Author: Redazione
- Tags: Elezioni, USA 2026, Midterm, California, Fisco e tasse, #ig-pubblicato

Gli elettori della California hanno bocciato la Proposition 40, la tassa una tantum del 5 per cento sul patrimonio dei miliardari che sarebbe stata la prima imposta di questo tipo negli Stati Uniti. Secondo i dati del Secretary of State della California, aggiornati alla sera del 6 novembre con 9,7 milioni di schede conteggiate, il No è al 53,9 per cento e il Sì al 46,1 per cento: circa 760.000 voti di distacco. L'Associated Press non ha ancora ufficializzato il risultato, perché in California lo spoglio delle schede arrivate per posta dura settimane, ma Decision Desk HQ (una delle società che elaborano le proiezioni elettorali) ha già [assegnato](https://thehill.com/business/6185092-california-voters-reject-wealth-tax/?ref=focusamerica.it) la vittoria al No. Anche il sindacato che aveva promosso la misura ha ammesso in un post su X, poi cancellato, che la tassa "appare destinata a non passare".

La sconfitta arriva nella stessa tornata in cui i democratici hanno [stravinto](https://focusamerica.it/i-democratici-hanno-stravinto-le-midterm/) le midterm a livello nazionale. Il Sì è avanti soltanto in 9 contee su 58, quasi tutte sulla costa: a Los Angeles ha preso il 53,7 per cento, a San Francisco il 55,3 e nella contea di Alameda, quella di Oakland e Berkeley, il 56,2\. Il No ha vinto in tutto il resto dello stato, compresa la Silicon Valley, dove nella contea di Santa Clara si è fermato al 55 per cento. Nelle zone conservatrici dell'interno ha superato l'80 per cento (contea di Lassen).

Referendum · California

## *La California boccia la tassa sui miliardari* con quasi otto punti di scarto

Con 9,7 milioni di schede conteggiate, il 53,9 per cento degli elettori ha votato contro la Proposition 40, che avrebbe imposto una tassa una tantum del 5 per cento sul patrimonio dei circa 200 miliardari residenti nello stato. Lo spoglio delle schede arrivate per posta è ancora in corso e l’Associated Press non ha ufficializzato il risultato.

No 53,9% 

Contro la tassa · 5.237.385 voti

Sì 46,1% 

A favore della tassa · 4.475.560 voti

**9.712.945** voti conteggiati Spoglio in corso 

No in vantaggio Sì in vantaggio 

San Francisco San Jose Sacramento Fresno San Diego Los Angeles Margine in voti 150.000 50.000 10.000 

Il Sì è avanti in 9 contee su 58, quasi tutte sulla costa: Los Angeles (+196.780 voti), Alameda, San Francisco e Santa Cruz. Il No vince in 49, compresa la Silicon Valley di Santa Clara e San Mateo, con lo scarto più ampio nella contea di Orange (+192.850).

Fonte Secretary of State della California, dati aggiornati alle 19:34 del 6 novembre 2026 ora locale (le 4:34 del 7 novembre in Italia). Tutte le sezioni hanno trasmesso i dati, ma lo spoglio delle schede arrivate per posta continuerà nei prossimi giorni. 

La Proposition 40 avrebbe colpito una sola volta il patrimonio netto dei circa 200 miliardari residenti in California. Quasi tutti i proventi sarebbero andati ai programmi sanitari dello stato e il resto all'assistenza alimentare e all'istruzione. Il Legislative Analyst's Office, l'ufficio indipendente che analizza i conti pubblici per il parlamento statale, aveva stimato entrate per "decine di miliardi di dollari", distribuite su più anni, e una possibile perdita stabile di gettito per l'imposta sul reddito, inferiore al miliardo l'anno, dovuta ai miliardari che avrebbero lasciato lo stato.

Gli oppositori hanno speso più di 300 milioni di dollari contro la misura. Solo il gruppo Building a Better California ha raccolto oltre 333 milioni dai miliardari dello stato, molti dei quali dirigenti della Silicon Valley, e un'organizzazione guidata dal cofondatore di Google Sergey Brin ha finanziato altri referendum pensati per neutralizzare la tassa. La campagna per il Sì, sostenuta quasi solo dal sindacato dei lavoratori della sanità SEIU-UHW, ha usato la maggior parte dei fondi per raccogliere le firme necessarie a portare la misura sulla scheda e fino alla fine di ottobre aveva speso appena 16 milioni di dollari per la campagna vera e propria.

Il partito democratico della California, la California Labor Federation, i sindacati dell'AFL-CIO e i Teamsters erano a favore. Il governatore Gavin Newsom, che sostiene una tassa federale sui miliardari ma considera impraticabile una versione statale, si è schierato contro insieme al principale sindacato degli insegnanti, ai sindacati dei vigili del fuoco e a Planned Parenthood, l'organizzazione che gestisce cliniche per la salute riproduttiva. A giugno Newsom aveva scritto su Substack che la misura non prevedeva "niente per la casa, niente per l'assistenza all'infanzia, niente per chi deve rispondere alle chiamate al 911" e niente per le università pubbliche.

Secondo una ricostruzione di [Politico](https://www.politico.com/news/2026/11/06/what-a-waste-how-californias-billionaire-tax-campaign-fell-apart-01149704?ref=focusamerica.it), molti di questi contrasti risalgono al modo in cui la tassa è nata. Nella primavera del 2025 i principali sindacati dello stato avevano scelto come priorità per il 2026 la Proposition 3, che rende permanente l'aliquota più alta sui redditi elevati per finanziare scuole e sanità. Dopo che il presidente Trump ha firmato la legge di bilancio che taglia la spesa sanitaria federale, il leader di SEIU-UHW Dave Regan ha presentato da solo la tassa sui miliardari, senza il consenso nemmeno del consiglio statale del suo sindacato. Gli insegnanti l'hanno vissuta come uno sgarbo, perché quasi tutto il gettito andava alla sanità. "Il tema della tassa sui miliardari è ovviamente popolare tra gli elettori, ma questo non vuol dire che qualunque tassa sui miliardari vincerà", ha detto a Politico Gale Kaufman, storica consulente del sindacato degli insegnanti. La Proposition 3 è in vantaggio con il 59,9 per cento dei voti.

Il sostegno alla Proposition 40 è sceso a mano a mano che aumentavano gli spot contrari, che puntavano sull'ansia economica e sulla sfiducia verso il governo e avvertivano che il parlamento statale avrebbe potuto estendere la tassa a chi non è miliardario. Quando a metà ottobre sono state spedite le schede, diversi sondaggi davano già i contrari in vantaggio. "Ogni volta che il sindacato si divide e i democratici dell'establishment si sfilano, diventa più difficile realizzare un programma per la classe lavoratrice", ha detto a Politico Lorena Gonzalez, presidente della California Labor Federation.

La tassa avrebbe colpito le persone residenti in California al 1° gennaio 2026 con un patrimonio netto di almeno un miliardo di dollari, calcolato a livello familiare: una coppia sposata con un miliardo in due sarebbe stata tassata, due persone non sposate con poco meno di un miliardo a testa no. Il patrimonio sarebbe stato fotografato al 31 dicembre 2026 e il 5 per cento andava versato entro aprile 2027, insieme alla dichiarazione dei redditi, oppure in cinque rate annuali con una maggiorazione del 7,5 per cento l'anno sulla parte ancora da pagare, che avrebbe portato l'aliquota effettiva al 5,75 per cento. A calcolare il proprio patrimonio sarebbe stato il contribuente stesso, non il Franchise Tax Board, l'agenzia fiscale della California che avrebbe gestito l'imposta.

Le azioni quotate in borsa sarebbero state valutate al prezzo di mercato. Per le aziende non quotate il testo fissava una formula: il valore contabile più 7,5 volte gli utili medi annui, moltiplicato per la quota posseduta. Le perdite contavano come zero e non erano ammessi gli sconti abituali per le quote di minoranza o per la difficoltà di vendere partecipazioni in società private. Il valore non poteva poi essere inferiore a quello dell'ultimo aumento di capitale degli ultimi due anni. Chi avesse sottostimato il proprio patrimonio avrebbe pagato una sanzione del 20 per cento sull'imposta evasa, o del 40 per cento oltre certe soglie, e una multa fino al 4 per cento della differenza sarebbe toccata anche al perito che aveva firmato la stima.

Secondo un'analisi della [Tax Foundation](https://taxfoundation.org/research/all/state/california-wealth-tax-billionaires-proposal/?ref=focusamerica.it), un centro studi di centrodestra, in molti casi il prelievo avrebbe superato di molto il 5 per cento. Il caso più discusso riguardava i fondatori delle grandi aziende tecnologiche, che di solito possiedono azioni speciali con più diritti di voto delle altre. Il testo stabiliva che, per le quote che danno potere di controllo, la parte dell'azienda posseduta fosse presunta almeno pari alla quota dei voti. Larry Page e Sergey Brin possiedono insieme circa l'11,3 per cento di Alphabet, la società di Google, ma controllano il 52,3 per cento dei voti. Mark Zuckerberg ha il 13,6 per cento di Meta e il 61 per cento dei voti. Il fondatore di DoorDash Tony Xu possiede il 2,6 per cento della società e ne controlla il 57,6 per cento dei voti: avrebbe dovuto pagare 2,62 miliardi di dollari su una partecipazione che ne vale 2,41\. Contando le tasse sulle plusvalenze delle azioni vendute per saldare il conto, il totale sarebbe salito a 4,17 miliardi (il 173 per cento del valore delle sue quote). La stessa Tax Foundation riconosceva che in un caso così estremo Xu avrebbe quasi certamente ottenuto una valutazione diversa. Jensen Huang, il fondatore di Nvidia, ha invece il 3,8 per cento sia delle azioni sia dei voti e avrebbe pagato 8,5 miliardi su una quota da 170 miliardi, esattamente il 5 per cento. Gli autori del testo, tra cui l'economista Emmanuel Saez, hanno risposto che questa lettura della norma era sbagliata.

Per evitare che i miliardari svuotassero i loro patrimoni prima della data di riferimento, la misura conteggiava anche i beni trasferiti nel 2025 e nel 2026 a fondi fiduciari, i cosiddetti trust, e le vendite a prezzi inferiori a quelli di mercato fatte dopo il 15 ottobre 2025\. Secondo la Tax Foundation, le norme erano scritte in modo da tassare in alcuni casi l'intero valore del trust e non solo la parte trasferita. Chi non aveva abbastanza liquidità poteva aprire un conto di differimento: lo stato sarebbe diventato di fatto socio dei suoi beni non quotati, incassando il 5 per cento a ogni distribuzione di utili o vendita fino al saldo del debito. Page e Brin, come aveva rivelato a gennaio il [New York Times](https://www.nytimes.com/2026/01/09/technology/google-founders-california-wealth-tax.html?ref=focusamerica.it), avevano già lasciato la California prima del 1° gennaio 2026.

La Proposition 42, finanziata dagli stessi miliardari, è in vantaggio con il 52,6 per cento. Modifica la costituzione statale per vietare nuove imposte statali sul patrimonio e alcune tasse retroattive: se sarà confermata, per riproporre una tassa sui miliardari servirà prima un nuovo emendamento costituzionale. Regan ha comunque detto che potrebbe ripresentare la tassa nel 2028, sostenendo che centinaia di milioni di dollari "possono produrre molta confusione" tra elettori che "nel loro cuore sanno qual è la cosa giusta da fare".