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# Kamala Harris ha buttato via un anno in vista del 2028
- URL: https://focusamerica.it/kamala-harris-ha-buttato-via-un-anno-in-vista-del-2028/
- Published: 2026-10-14T12:15:21.000Z
- Updated: 2026-10-14T12:15:21.000Z
- Description: L'ex vicepresidente è davanti nei sondaggi per il 2028, ma dopo aver lasciato intendere un cambio di rotta è rimasta sui temi di sempre, con poche proposte concrete e criticate.
- Author: Redazione
- Tags: Elezioni, Kamala Harris, USA 2028, Democratici, #ig-pubblicato

Kamala Harris è davanti a tutti nei primi sondaggi sulle presidenziali del 2028, ma in un anno non ha detto quasi nulla di concreto su come vorrebbe cambiare il Partito Democratico, che dopo un altro mandato di Donald Trump chiede di rinnovarsi. Lo sostiene un'analisi di [*Politico*](https://www.politico.com/news/2026/10/13/kamala-harris-wasted-year-01115183?ref=focusamerica.it) firmata da Melanie Mason e Jeremy B. White. L'ex vicepresidente ha detto di non aver ancora deciso se si candiderà e anche il marito Doug Emhoff ha [espresso](https://focusamerica.it/il-marito-di-kamala-harris-non-vuole-che-lei-si-ricandidi/) dubbi su una nuova corsa. Se sceglierà di provarci, partirà con il vantaggio di essere conosciuta da quasi tutti gli elettori.

Il successo del suo libro di memorie "107 Days", un bestseller dedicato alla campagna elettorale del 2024, dimostra che conserva la simpatia di larghe fasce della base democratica. Il libro poteva segnare una svolta. Da una parte le permetteva di ricordare quanto l'avesse penalizzata la campagna lampo ereditata da Joe Biden e di suggerire, senza dirlo apertamente, che in una nuova corsa non avrebbe avuto gli stessi limiti. Dall'altra era l'occasione per rinnovare la propria immagine politica. Durante la promozione del libro Harris ha lasciato intendere che la sconfitta l'aveva spinta a rimettere in discussione alcune convinzioni che aveva fin dall'inizio della sua lunga carriera nelle istituzioni.

Harris ha definito "rotto" il sistema politico e ha detto ai democratici che anche loro hanno la loro parte di colpa per uno "status quo pieno di difetti". Dopo che la Corte Suprema ha cancellato parti fondamentali del Voting Rights Act, la legge del 1965 che tutela il diritto di voto delle minoranze, ha invitato il partito ad accettare "una certa spietatezza" per cambiare le istituzioni democratiche del paese. I cambiamenti che ha indicato riguardano la Corte Suprema, il collegio elettorale, l'abbassamento a 16 anni dell'età per votare e la possibilità di trasformare in stati Porto Rico e il District of Columbia (dove si trova la capitale Washington). Il collegio elettorale è il sistema per cui il presidente non viene scelto dal voto popolare nazionale ma dai grandi elettori assegnati stato per stato.

Harris ha detto anche che gli elettori neri dovrebbero essere "elettori transazionali", cioè dichiarare apertamente che cosa si aspettano dai politici che cercano il loro sostegno. Ashley Etienne, stratega democratica ed ex direttrice della comunicazione di Harris durante la vicepresidenza, ha detto a Politico che non è "una posizione sicura", perché quella sicura è lo slogan "vote blue no matter who", cioè votare democratico chiunque sia il candidato. Secondo Etienne questa linea dà a Harris l'occasione di parlare a nome degli elettori neri e di rivolgersi direttamente a loro con un'onestà e una franchezza che nessun altro tra gli [aspiranti](https://focusamerica.it/se-i-democratici-conquistano-il-senato-schumer-dovra-fare-i-conti-con-8-aspiranti-presidente/) candidati userà.

Sui contenuti, però, Harris è rimasta sui temi di sempre: il costo della vita, l'intelligenza artificiale e il diritto di voto, questioni di cui si occupa da tutta la carriera. La disponibilità a ripensarsi che aveva mostrato dopo aver lasciato la vicepresidenza non si è mai tradotta in qualcosa di concreto. Nel suo entourage spiegano che per l'ex vicepresidente è più autentico costruire su temi che le stanno a cuore da tempo piuttosto che occuparsi di argomenti nuovi.

Le poche prese di posizione specifiche, poi, in alcuni casi le si sono ritorte contro. Harris ha elogiato una nuova iniziativa per orientare le politiche sull'intelligenza artificiale lanciata da Ron Conway, che investe in startup tecnologiche e finanzia un super PAC favorevole all'intelligenza artificiale sostenuto da dirigenti del settore. I super PAC sono comitati che possono raccogliere e spendere somme illimitate per influenzare le elezioni, a patto di non coordinarsi direttamente con i candidati. Sui social network il messaggio di Harris è stato molto criticato, perché considerato lontano dall'ansia con cui molti americani guardano a questa tecnologia.

Harris descrive il periodo successivo alla vicepresidenza come un tour di ascolto: incontra studenti, attivisti e cittadini comuni in contesti riservati per capire che cosa preoccupa gli americani. Etienne lo paragona allo *spring training*, la preparazione precampionato delle squadre di baseball. Secondo lei Harris sta allenando i muscoli per diventare più forte, prova nuovi messaggi e raccoglie più informazioni possibili sull'umore del paese, per poi ripresentarsi agli elettori. Aimee Allison, presidente di She The People, una rete nazionale che sostiene le donne appartenenti a minoranze etniche che si candidano, ha detto a Politico che i donatori con cui parla restano aperti a tutte le opzioni, Harris compresa.