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# Jon Ossoff esclude una candidatura alla presidenza nel 2028
- URL: https://focusamerica.it/jon-ossoff-esclude-una-candidatura-alla-presidenza-nel-2028/
- Published: 2026-10-14T08:30:11.000Z
- Updated: 2026-10-14T08:30:11.000Z
- Description: Nel secondo dibattito in Georgia contro il repubblicano Mike Collins il senatore democratico, tra i favoriti per la nomination, si è impegnato a completare l'intero mandato.
- Author: Redazione
- Tags: Elezioni, USA 2026, Midterm, USA 2028, Georgia, #ig-pubblicato

Il senatore democratico della Georgia Jon Ossoff ha detto che non si candiderà alla presidenza nel 2028 e che, se sarà rieletto a novembre, resterà al Senato per tutti i sei anni del mandato. "Non ho alcun interesse a candidarmi alla presidenza. Non mi candido alla presidenza. Mi candido per la rielezione al Senato", ha [detto](https://www.nbcnews.com/politics/2026-election/heated-georgia-senate-debate-jon-ossoff-says-wont-run-president-2028-rcna603300?ref=focusamerica.it) martedì sera durante il secondo dibattito contro lo sfidante repubblicano, il deputato Mike Collins.

Uno dei moderatori, il giornalista dell'*Atlanta Journal-Constitution* Greg Bluestein, gli ha chiesto se avrebbe completato il mandato in caso di vittoria. Ossoff ha [risposto](https://www.politico.com/news/2026/10/13/jon-ossoff-zero-interest-2028-georgia-01117546?ref=focusamerica.it): "Sì, lo farò". È il suo rifiuto più netto di una candidatura alla Casa Bianca, dopo mesi in cui la sua campagna ha cercato di spegnere le voci. Ossoff le aveva già [smentite](https://thehill.com/homenews/campaign/5845768-ossoff-not-running-2028/?ref=focusamerica.it) in passato, ma non si era mai impegnato in modo così esplicito. Se diventasse presidente dovrebbe infatti lasciare il seggio al Senato.

Il suo nome [circola](https://focusamerica.it/se-i-democratici-conquistano-il-senato-schumer-dovra-fare-i-conti-con-8-aspiranti-presidente/) da tempo tra i possibili candidati democratici alle prossime presidenziali. Nei primi sondaggi sulle primarie del partito, secondo i dati raccolti dal *New York Times*, ha circa l'8 per cento, lo stesso livello della deputata di New York Alexandria Ocasio-Cortez e dell'ex segretario ai Trasporti Pete Buttigieg. Davanti a loro ci sono solo il governatore della California Gavin Newsom e l'ex vicepresidente Kamala Harris, che è prima. Su Polymarket, un sito in cui si scommette denaro sull'esito di eventi futuri, Ossoff era arrivato al dibattito come favorito alla pari con Newsom, appena davanti a Ocasio-Cortez. Dopo le sue parole è [sceso](https://www.bloomberg.com/news/articles/2026-10-14/ossoff-pledges-he-won-t-run-for-president-despite-strong-polling?ref=focusamerica.it) al secondo posto.

Promesse come quella di Ossoff non hanno alcun valore vincolante e c'è un precedente noto. Nel 2006 Barack Obama, allora giovane e popolare senatore democratico dell'Illinois a cui Ossoff è stato a volte paragonato, disse a *Meet the Press*, il programma politico domenicale della NBC, che avrebbe completato il suo mandato di sei anni. Al conduttore Tim Russert, che gli chiedeva di confermare che non si sarebbe candidato alla presidenza o alla vicepresidenza nel 2008, rispose: "Non lo farò". Due anni dopo fu eletto presidente.

Ossoff ha 39 anni ed è favorito per la rielezione in uno Stato che nel 2024 ha votato per Donald Trump. Nel 2020 aveva vinto il primo mandato al ballottaggio, il secondo turno che in Georgia si tiene quando nessun candidato supera il 50 per cento dei voti. Nella media dei sondaggi di *Decision Desk HQ*, una società che raccoglie e analizza dati elettorali, è in vantaggio su Collins di quasi 10 punti. Il mese scorso il *Cook Political Report*, una delle newsletter di analisi elettorale più seguite negli Stati Uniti, ha spostato la sfida verso i democratici. Collins è sostenuto dal presidente, che venerdì [andrà](https://thehill.com/homenews/campaign/6146926-ossoff-senate-2028-president-bid-speculation/?ref=focusamerica.it) in Georgia a fare campagna per lui, nell'ambito di un giro negli Stati repubblicani in vista di midterm che si annunciano difficili per il suo partito.

Subito dopo la risposta sul 2028, Ossoff ha attaccato Collins per il suo sostegno ai dazi del presidente, il tema centrale della sua campagna e anche del primo dibattito della settimana scorsa. Collins ha replicato che Ossoff in realtà punta alla presidenza e che sarà "il vostro candidato DSA", cioè dei *Democratic Socialists of America*, l'organizzazione socialista-democratica che rappresenta l'ala più a sinistra della politica americana. Il dibattito, organizzato dall'Atlanta Press Club, è durato un'ora e ha toccato anche i data center, l'economia sotto il presidente, il cui indice di approvazione è ai minimi, e la guerra in Iran.

Lo scambio più duro ha riguardato il genero di Collins, che ha diffuso sui social messaggi di nazionalisti bianchi. Ossoff ha chiesto direttamente a Collins se si considera un "nazionalista bianco". Collins ha risposto di condannare "ogni forma di discorso d'odio" e ha chiesto a sua volta a Ossoff di prendere le distanze da Reid Hoffman, un grande finanziatore dei democratici e di comitati vicini allo stesso Ossoff, il cui nome compare nei documenti sul caso Epstein. Ossoff non ha risposto e ha insistito sul genero: "Quanto bisogna essere deboli per non riuscire a impedire a qualcuno che vive sotto il proprio tetto di diffondere propaganda neonazista mentre ci si candida al Senato?". Ha aggiunto che, secondo quanto riportato dal giornale, quei messaggi continuano ancora oggi.

Collins non ha risposto nel merito. Ha detto invece che la retorica di Ossoff ha spinto all'azione un uomo di New York, oggi in carcere, accusato di averlo [minacciato](https://www.cbsnews.com/atlanta/news/new-york-man-accused-of-threatening-to-kill-georgia-rep-mike-collins-lawmakers-son-in-law/?ref=focusamerica.it) di morte. "Sono un po' stanco di questa storia, Jon. Questo pazzo è in carcere proprio a causa della tua retorica", ha detto.

Collins non ha nemmeno risposto, ancora una volta, alla domanda se Joe Biden abbia vinto le presidenziali del 2020\. I moderatori gli hanno ricordato la telefonata in cui, dopo quelle elezioni, Trump chiese al segretario di Stato della Georgia Brad Raffensperger, il repubblicano responsabile dell'organizzazione del voto nello Stato, di "trovare 11.780 voti" per ribaltare il risultato. "Sapete, Joe Biden è entrato in carica e i georgiani l'hanno pagata cara", ha risposto Collins.