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# Iran, le forniture cinesi dietro i programmi di droni e missili
- URL: https://focusamerica.it/iran-le-forniture-cinesi-dietro-i-programmi-di-droni-e-missili/
- Published: 2026-09-25T22:30:11.000Z
- Updated: 2026-09-25T22:30:11.000Z
- Description: Un’inchiesta del Wall Street Journal documenta circa 1.300 spedizioni di componenti a duplice uso verso il Ministero della Difesa iraniano. Il sostegno di Pechino pesa sul vertice in corso tra Trump e Xi.
- Author: Redazione
- Tags: Politica estera, Iran, Cina, La guerra tra Stati Uniti e Iran, #ig-pubblicato

Il 17 giugno, mentre Stati Uniti e Iran firmavano una tregua temporanea, la Cina rivendicava il proprio ruolo di mediatrice. Il Ministero degli Esteri di Pechino affermava di aver compiuto decine di telefonate per favorire la pace e che il presidente Xi Jinping aveva avanzato personalmente proposte per fermare i combattimenti. Ma quello stesso giorno, secondo i registri doganali iraniani, un aereo proveniente dalla Cina è arrivato a Teheran con un carico destinato al Ministero della Difesa iraniano: componenti elettronici utilizzabili nella costruzione di droni e sistemi di guida per missili.

È uno degli episodi ricostruiti dal [*Wall Street Journal*](https://www.wsj.com/politics/china-iran-aid-xi-trump-summit-e6541ae8?utm%5Fsource=chatgpt.com) in un’inchiesta basata sui dati dei registri doganali iraniani. Secondo il quotidiano, dall’inizio dell’anno alla fine di giugno il Ministero della Difesa di Teheran ha ricevuto dalla Cina circa 1.300 spedizioni di materiali "a duplice uso", impiegabili cioè sia in ambito civile sia militare. Due giorni dopo l’arrivo dell’aereo sono giunte altre dieci spedizioni o più, contenenti componenti utilizzabili nei droni per un valore complessivo superiore a 6 milioni di dollari.

Xi si trova questa settimana a Washington per un [vertice](https://focusamerica.it/xi-da-trump-la-strategia-cinese-e-guadagnare-tempo/?utm%5Fsource=chatgpt.com) con il presidente Donald Trump. Tra i temi in programma figurano il commercio, la sicurezza dell’intelligenza artificiale e Taiwan. Il sostegno cinese all’Iran è però una delle questioni più difficili da affrontare. Nonostante le sanzioni americane, la Cina è ormai l’unico grande acquirente di petrolio iraniano e quest’anno ha garantito a Teheran entrate per miliardi di dollari. Secondo funzionari statunitensi e persone informate sulle transazioni citate dal *Wall Street Journal*, società di facciata cinesi riciclano i proventi delle vendite, mentre le banche regolano i pagamenti in yuan all’interno del sistema finanziario cinese, sottraendoli ai controlli di Washington.

Il ponte aereo tra Cina e Iran 

Mentre parlava di pace, la Cina spediva all’Iran *i pezzi per droni e missili*

Secondo i registri doganali iraniani analizzati dal Wall Street Journal, nel primo semestre del 2026 il Ministero della Difesa di Teheran ha ricevuto dalla Cina circa 1.300 spedizioni di materiali a duplice uso. Da quando la Marina americana blocca il commercio marittimo iraniano, i voli dalla Cina sono diventati una via di rifornimento cruciale.

Grafica di FocusAmerica

17 giugno Stati Uniti e Iran firmano una tregua di 60 giorni 

A Pechino

Cosa dice il governo cinese

Il Ministero degli Esteri rivendica decine di telefonate per favorire la pace. Xi Jinping, sostiene Pechino, ha avanzato di persona proposte per fermare i combattimenti.

Lo stesso giorno

A Teheran

Cosa dicono i registri doganali

Un aereo arrivato dalla Cina consegna al Ministero della Difesa iraniano componenti elettronici per costruire droni e sistemi di guida dei missili.

Spedizioni dalla Cina al Ministero della Difesa iraniano, gennaio–giugno 2026

circa1.300

Materiali **a duplice uso**, impiegabili sia in ambito civile sia militare, registrati dalla dogana iraniana in sei mesi.

Ogni pacco equivale a 10 spedizioni. **Nel pacco rosso c’è il carico atterrato a Teheran il 17 giugno**, il giorno della tregua (posizione nella sequenza indicativa).

Il ponte aereo

Con il commercio marittimo bloccato, Teheran si rifornisce in Cina con gli aerei della Mahan Air

Voli settimanali dalla Cina a Teheran della compagnia iraniana Mahan Air, sanzionata dagli Stati Uniti. Scegli un periodo per vederlo sulla mappa.

Prima settimana di settembre 

39voli a settimana

Circa il doppio di prima della guerra. Diversi voli non erano prenotabili: sembrano destinati al solo trasporto merci.

CINAIRANINDIAMONGOLIAKAZAKISTANARABIA SAUDITAPechinoShanghaiCantonTeheranMuwaffaq Salti3 militari USA uccisiBlocco navaleUSA

Prima della guerra

Inizio marzoMarzo4

Fine aprileAprile27

Inizio settembreSettembre39

Rotte indicative dagli aeroporti di Pechino, Shanghai e Canton all’aeroporto Imam Khomeini di Teheran; la ripartizione dei voli tra le tre città è illustrativa. La linea tratteggiata segna il livello di prima della guerra, circa la metà dei voli di settembre.

I carichi

Nei carichi arrivano i pezzi per costruire droni e missili balistici

Una parte compare nei registri doganali iraniani; un’altra emerge da documenti e da fonti del governo americano.

19 giugno6mln $

Fine febbraio300tonnellate

Oltre 6 milioni di dollari di componenti per droni, in più di una dozzina di spedizioni arrivate due giorni dopo la tregua.

Circa 300 tonnellate di composti chimici consegnate al Ministero della Difesa pochi giorni prima della guerra.

OrigineCina

DestinatarioMinistero della Difesa

ArrivoAeroporto Imam Khomeini

01Componenti elettroniciper droni e sistemi di guida dei missili

02Localizzatori GPS

03Motori elettrici

04Componenti di motori aeronautici

Molte registrazioni citano l’articolo 119 del regolamento doganale iraniano, che esenta dai dazi gli armamenti e le importazioni destinate alla Difesa.

ART. 119Esente da dazi

Secondo un documento esaminato dal WSJ Componenti chimici Forniti da aziende cinesi, servono a produrre il tipo di missile balistico usato nell’attacco del 17 luglio in Giordania. 

Secondo funzionari americani Immagini satellitari Ottenute da soggetti cinesi e usate dall’Iran per preparare l’attacco alla base di Muwaffaq Salti, costato la vita a tre militari statunitensi. 

Alcuni componenti offerti dai fornitori cinesi servono a costruire i **droni Shahed**, che hanno causato gravi danni alle basi americane, spiega Kate Koren del Center for Strategic and International Studies.

Il petrolio

Il petrolio iraniano va in Cina, il denaro torna a Teheran in yuan

Nonostante le sanzioni americane, la Cina è ormai l’unico grande acquirente di greggio iraniano. Secondo funzionari statunitensi, i pagamenti restano dentro il sistema finanziario cinese, fuori dai controlli di Washington.

**Petrolio:** dall’Iran alla Cina, unico grande acquirente.

**Pagamenti in yuan:** dalla Cina all’Iran, tramite banche cinesi e società di facciata.

In rosa, il percorso del denaro: resta dentro il sistema finanziario cinese, **fuori dai controlli di Washington**.

circa4milioni di barili

di greggio iraniano arrivati in Cina nella settimana successiva al lancio di «Operation Economic Outcast», il piano americano contro le fonti di sostegno economico al regime (stima Kpler).

Cronologia

Dalla guerra al vertice con Xi, sette mesi di sostegno cinese a Teheran

28 febbraio**Inizia la guerra.** Da allora Washington impone centinaia di sanzioni legate all’Iran, anche contro aziende e persone in Cina.

AprileGli Stati Uniti annunciano il **blocco navale**. Teheran aumenta i voli della Mahan Air dalla Cina.

17 giugno**Tregua tra Stati Uniti e Iran.** Pechino si presenta come mediatrice; a Teheran atterra un carico per il Ministero della Difesa.

19 giugnoArrivano **più di una dozzina di spedizioni** con componenti per droni, per oltre 6 milioni di dollari.

17 luglioL’attacco iraniano alla base di **Muwaffaq Salti**, in Giordania, uccide tre militari americani.

LuglioNell’amministrazione Trump circolano due versioni, a pochi giorni di distanza. Pete Hegseth, al CongressoCina e Russia sostengono l’Iran «a diversi livelli» Donald Trump, su Xi e Putin«Mi fido di loro» 

Fine agostoTrump e Bessent lanciano **«Operation Economic Outcast»**: colpite una petroliera di proprietà cinese e una rete di aziende e persone cinesi, ma nessuna grande impresa del Paese.

Inizio settembreIn una settimana la Mahan Air effettua **39 voli** dalla Cina all’Iran.

SettembreLa senatrice democratica **Elissa Slotkin** scrive a Trump: ci sono «prove sempre più numerose» che aziende cinesi aiutino l’Iran a colpire i militari americani.

Questa settimana**Xi Jinping a Washington** per il vertice con Trump. Marco Rubio annuncia «una conversazione molto franca» sul sostegno cinese all’Iran.

**Fonte:** Wall Street Journal, su registri doganali iraniani (banca dati ImportGenius), dati Flightradar24 e stime Kpler; U.S. Central Command.

**Note:** rotte tracciate come percorso più breve tra gli aeroporti. Il livello dei voli prima della guerra è ricavato dal «circa il doppio» indicato dal Wall Street Journal per settembre.

### **Il ponte aereo tra Cina e Iran**

Secondo funzionari americani, l’Iran avrebbe utilizzato immagini satellitari ottenute da soggetti cinesi per preparare l’attacco del 17 luglio contro la base aerea di Muwaffaq Salti, in Giordania, nel quale sono morti tre militari statunitensi. Un documento esaminato dal quotidiano statunitense, nonché persone informate dei fatti, indicano che aziende cinesi hanno fornito componenti chimici utilizzati per produrre il tipo di missili balistici impiegato nell’attacco.

Ufficialmente, Pechino afferma invece di rispettare le regole internazionali e respinge i "tentativi di diffamare la Cina associandola al conflitto". In passato ha sostenuto di controllare rigorosamente le esportazioni di materiali a duplice uso e ha definito le sanzioni unilaterali americane come contrarie al diritto internazionale.

Con la Marina statunitense che blocca il commercio marittimo iraniano, i voli dalla Cina sono diventati una via di rifornimento cruciale per i programmi iraniani di droni e missili balistici, secondo gli esperti di difesa interpellati dal quotidiano. I carichi arrivano all’aeroporto internazionale Imam Khomeini di Teheran e comprendono localizzatori GPS, motori elettrici e componenti di motori aeronautici, stando ai registri doganali forniti dalla banca dati commerciale *ImportGenius*. Molte registrazioni richiamano l’articolo 119 del regolamento doganale iraniano, che esenta dai dazi gli armamenti e le importazioni destinate alla difesa.

Dopo l’annuncio del blocco navale, ad aprile, Teheran ha aumentato i voli della *Mahan Air*. La compagnia iraniana è sottoposta a sanzioni statunitensi ma, secondo il Dipartimento del Tesoro americano, ha trasportato denaro contante, armi e personale per conto del regime. Stando ai dati di *Flightradar24*, i collegamenti dalla Cina a Teheran sono passati da quattro alla settimana all’inizio di marzo a circa 27 alla fine di aprile. Nella prima settimana di settembre, *Mahan Air* ha effettuato 39 voli dalla Cina all’Iran, circa il doppio rispetto al periodo precedente alla guerra. Diversi voli di settembre non erano più prenotabili sul sito della compagnia e sembrano essere stati destinati al solo trasporto merci.

Kate Koren, vicedirettrice del programma di economia del *Center for Strategic and International Studies* (CSIS) di Washington, ha spiegato al *Wall Street Journal* che alcuni dei componenti offerti dai fornitori cinesi sono usati per costruire i famigerati droni Shahed, che hanno causato gravi danni alle basi americane.

### **Le sanzioni e il vertice con Xi**

Dall’inizio della guerra, il 28 febbraio, Washington ha imposto centinaia di sanzioni legate all’Iran, colpendo anche aziende e persone in Cina. Le restrizioni al commercio hanno contribuito alla forte contrazione dell’economia iraniana. La Casa Bianca, però, si è mostrata riluttante ad aumentare ulteriormente la pressione su Pechino. Trump considera, infatti, prioritario migliorare i rapporti con Xi, soprattutto dopo che la guerra dei dazi dell’anno scorso ha mostrato quanto la Cina possa danneggiare l’economia americana, per esempio limitando l’accesso alle terre rare. 

Secondo persone informate sulle discussioni, alla vigilia del vertice con il presidente cinesi il presidente ha ribadito ai collaboratori l’importanza di preservare quei rapporti. I funzionari dell’amministrazione hanno quindi minimizzato il sostegno cinese all’Iran. Le posizioni all’interno dell'Amministrazione Trump divergono. A luglio il Segretario alla Difesa Pete Hegseth disse al Congresso che Cina e Russia sostenevano l’Iran "a diversi livelli". Pochi giorni dopo Trump ha sostenuto invece che Xi gli aveva assicurato personalmente che la Cina non avrebbe fornito armi a Teheran. "Mi fido di loro", disse riferendosi a Xi e al presidente russo Vladimir Putin.

A fine agosto Trump e il Segretario al Tesoro Scott Bessent hanno avviato "*Operation Economic Outcast*", un programma volto a interrompere le fonti di sostegno economico al regime iraniano. Le nuove sanzioni hanno colpito una petroliera di proprietà cinese e una rete di aziende e persone cinesi, ma nessuna grande impresa del Paese. Quando gli è stato chiesto se l’Amministrazione avrebbe inasprito le misure contro banche e aziende cinesi, Bessent ha evitato di nominare la Cina: "Ogni Paese", ha detto, deve prepararsi ad affrontare le sanzioni americane. Nella settimana successiva al lancio del programma, secondo le stime della società di analisi *Kpler*, circa quattro milioni di barili di petrolio iraniano sono arrivati in Cina.

Venerdì scorso la senatrice democratica del Michigan Elissa Slotkin ha scritto a Trump che esistono "prove sempre più numerose" del fatto che aziende cinesi stiano aiutando l’Iran a colpire e uccidere militari americani, a mantenere attivi i programmi di droni e missili e a sostenere la sua economia. Nella lettera, condivisa con il *Wall Street Journal*, ha chiesto al presidente di mettere la questione al centro dei colloqui con Xi. Mercoledì il Segretario di Stato Marco Rubio ha detto che al vertice ci sarà "una conversazione molto franca" questo argomento.