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# In Alaska i repubblicani temono che un omonimo costi il Senato a Dan Sullivan
- URL: https://focusamerica.it/in-alaska-i-repubblicani-temono-che-un-omonimo-costi-il-senato-a-dan-sullivan/
- Published: 2026-10-21T15:45:00.000Z
- Updated: 2026-10-21T15:45:00.000Z
- Description: Sulla scheda c'è anche un altro Dan Sullivan, insegnante in pensione: con il voto a preferenza ordinata potrebbe togliere al senatore voti decisivi nella sfida con Mary Peltola
- Author: Redazione
- Tags: Elezioni, USA 2026, Midterm, Senato, Alaska, #ig-pubblicato

In Alaska il senatore repubblicano Dan S. Sullivan, che cerca la rielezione, deve battere l'ex deputata democratica Mary Peltola ma anche un avversario che si chiama come lui. Sulla scheda c'è infatti Dan J. Sullivan Jr., un insegnante in pensione che corre senza partito e che, secondo alcuni strateghi repubblicani, potrebbe togliere al senatore i voti decisivi in una sfida molto combattuta. Il timore, raccontato da [*Politico*](https://www.politico.com/news/2026/10/20/republicans-senate-worries-alaska-voting-rules-01127619?ref=focusamerica.it), nasce dal particolare sistema elettorale dello stato.

In Alaska alle elezioni generali arrivano quattro candidati, che gli elettori possono mettere in ordine di preferenza. È il voto a preferenza ordinata, o *ranked choice voting*: se nessuno supera il 50% delle prime scelte, l'ultimo classificato viene eliminato e le sue schede passano al candidato indicato come seconda scelta e così via finché qualcuno non raggiunge la maggioranza. I repubblicani temono due cose: che una parte degli elettori dia la prima preferenza al Sullivan sbagliato e che chi vota per lo sfidante non indichi affatto il senatore tra le scelte successive. In quel caso, quando Dan J. Sullivan verrà eliminato, quelle schede non andranno al candidato repubblicano. Due sondaggi recenti che hanno [simulato](https://www.nytimes.com/interactive/polls/alaska-us-senate-election-polls-2026.html?ref=focusamerica.it) lo spoglio con le preferenze successive danno vincente Peltola.

Art Hackney, alleato di Sullivan che guida un *super PAC*, cioè un comitato esterno che raccoglie fondi e fa campagna a favore del senatore, ha detto a Politico che l'omonimo "prenderà una percentuale dei voti" e che questo potrebbe essere "significativo" per il risultato. Uno stratega repubblicano impegnato in altre sfide in Alaska è stato più netto: Sullivan può vincere, ma la presenza dell'omonimo rende tutto "molto più difficile". "Se perde, sarà di sicuro per questo. E se vince, sarà nonostante questo", ha aggiunto.

Per i repubblicani dell'Alaska è un paradosso. Da anni attaccano il voto a preferenza ordinata: lo definiscono "costoso" e "confuso" e sostengono che abbia danneggiato il partito. Il governatore uscente Mike Dunleavy e il presidente Donald Trump hanno chiesto agli elettori di abolirlo con il referendum che si terrà quest'autunno, dopo che un primo tentativo era fallito due anni fa. Durante il [comizio](https://focusamerica.it/trump-fa-campagna-negli-stati-repubblicani-dove-ora-anche-il-suo-partito-e-in-difficolta/) della settimana scorsa a Wasilla, il presidente ha parlato proprio di Dan J. Sullivan: "Anche se prende l'1, il 2 o il 3 per cento con questa finta storia della preferenza ordinata, non si sa mai cosa ne faranno". Secondo Trump potrebbe "fare la differenza".

I precedenti non rassicurano i repubblicani. Peltola aveva vinto il suo seggio alla Camera anche grazie a un campo repubblicano diviso, mentre nel 2022 la senatrice repubblicana Lisa Murkowski aveva respinto uno sfidante sostenuto da Trump in parte grazie alle seconde preferenze. Quest'anno il partito è preoccupato anche per l'elezione del governatore, dove i candidati repubblicani sono tre: agli elettori chiede di "mettere in fila i rossi", il colore associato ai repubblicani.

Sulla scheda i due Sullivan si distinguono per l'iniziale del secondo nome e per l'appartenenza politica: il senatore è indicato come repubblicano, lo sfidante come candidato senza partito. La campagna del senatore ha comunque ripreso alcune tattiche usate da Murkowski nel 2010, quando vinse con una candidatura *write-in*, in cui il nome non è stampato sulla scheda e gli elettori devono scriverlo a mano. Distribuisce braccialetti di gomma con il nome e il partito di Sullivan e trasmette alla radio un jingle realizzato con il comitato repubblicano per il Senato: "Dan S. è il tuo numero uno. Se non lo è, mettilo secondo, non buttare via il voto. Dan S., Daniel, Gerry: basta che non scegli Mary".

Nate Adams, portavoce del senatore, ha detto che Sullivan ha due avversari: Peltola e il sistema di voto che lei e i suoi alleati "hanno manipolato in modo ingannevole a suo vantaggio". Secondo Adams gli elettori non sono confusi e la campagna si sta assicurando che tutti trovino il nome giusto, con il fac-simile della scheda in ogni volantino, il porta a porta, le telefonate e il jingle.

I gruppi esterni che sostengono Sullivan, come *Americans for Prosperity Action* e *Club for Growth Action*, seguono una linea un po' diversa da quella della campagna. Invece di chiedere di mettere il senatore almeno al secondo posto, invitano a indicarlo come unica scelta. "Fate del repubblicano uscente Dan S. Sullivan la vostra prima e unica scelta", si legge in un volantino di Club for Growth Action visto da Politico. "In un'elezione combattuta non serve che si confondano in tanti per cambiare l'esito", ha detto Kevin Greene, consigliere di Americans for Prosperity Action in Alaska.

Chi vuole mantenere il voto a preferenza ordinata sostiene invece che il sistema riduca il cosiddetto effetto *spoiler*, cioè il rischio che un candidato minore tolga abbastanza voti a uno principale da consegnare la vittoria all'avversario. Il comitato che promuove il referendum per abolirlo ha detto che la sua iniziativa non è legata a un partito e punta solo a eliminare il sistema.