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# Il Texas non è più sicuro: i repubblicani investono milioni per salvare Paxton
- URL: https://focusamerica.it/il-texas-non-e-piu-sicuro-i-repubblicani-investono-milioni-per-salvare-paxton/
- Published: 2026-09-13T08:30:20.000Z
- Updated: 2026-09-13T08:30:20.000Z
- Description: Il Senate Leadership Fund entra nella corsa con 32 milioni di dollari in acquisti di spot. Grazie al supporto finanziario dei PAC di Trump e Musk, la destra prova a colmare il vantaggio nei sondaggi di Talarico.
- Author: Redazione
- Tags: Elezioni, Senato, Texas, Ken Paxton, #ig-pubblicato

Il *Senate Leadership Fund*, il *super PAC* legato al leader della maggioranza repubblicana al Senato John Thune, è entrato nella corsa per il seggio al Senato del Texas a sostegno di Ken Paxton. *Texas PAC*, un nuovo gruppo collegato al fondo, venerdì ha [acquistato](https://www.texastribune.org/2026/09/11/senate-gop-leadership-ken-paxton-john-thune-texas-spending/?ref=focusamerica.it) una prima tranche di spot televisivi per circa 32 milioni di dollari nei mercati di Dallas-Fort Worth, Houston, San Antonio e Austin, secondo i dati della società di monitoraggio *AdImpact*.

È il primo grande investimento pubblicitario dei repubblicani del Senato in Texas dalle primarie e il primo dell'intera campagna per le elezioni generali nello Stato. Fino a questo momento i vertici del partito avevano evitato di spendere per questa corsa. Thune aveva invitato pubblicamente la struttura politica del presidente Donald Trump a investire in Texas, sottolineando quanto sia costosa la pubblicità politica in uno Stato con 20 mercati televisivi.

Nel fine settimana anche *MAGA Inc.*, il comitato vicino a Trump, ha acquistato spot per 10 milioni di dollari in Texas, il suo primo investimento in una corsa delle elezioni generali. La somma è stata divisa in parti uguali tra messaggi a favore di Paxton e spot contro il suo avversario. I due interventi mostrano quanto la corsa sia diventata difficile per i repubblicani in uno Stato che il partito controlla da decenni, dove i democratici non conquistano un seggio al Senato dal 1988 e che raramente, negli ultimi anni, aveva rappresentato una seria fonte di preoccupazione per i repubblicani a Washington.

### **Paxton insegue Talarico nei sondaggi**

In un ciclo elettorale già molto difficile per i repubblicani a livello nazionale, Paxton è dietro al democratico James Talarico nella maggior parte dei sondaggi resi noti pubblicamente. Una rilevazione dell'associazione dei pensionati *AARP*, diffusa giovedì, assegna a Talarico il 48% di preferenze tra gli elettori probabili, contro il 44% del procuratore generale, mentre l'8% degli intervistati resta ancora indeciso.

Fino alle primarie, la leadership repubblicana del Senato era stata fortemente schierata con John Cornyn, senatore uscente e formidabile raccoglitore di fondi, sostenendo che le vicende giudiziarie e i problemi etici che hanno coinvolto Paxton avrebbero potuto mettere a rischio il seggio e rendere molto più costosa la sua difesa. *OneNation*, un'organizzazione collegata al *Senate Leadership Fund* che non è tenuta a rendere pubblici i propri finanziatori, aveva speso milioni di dollari nell'estate del 2025 in spot a favore di Cornyn.

Dopo la vittoria di Paxton al ballottaggio delle primarie di fine maggio, Thune e gli altri dirigenti repubblicani si sono però allineati al candidato e durante l'estate hanno organizzato raccolte fondi per sostenerlo. Il *Senate Leadership Fund*, tuttavia, era rimasto fino a ora fuori dalla battaglia pubblicitaria.

Il fondo aveva inizialmente impegnato 342 milioni di dollari in otto sfide: cinque per difendere seggi repubblicani e tre per tentare di sottrarne altrettanti ai democratici. Gli spazi pubblicitari erano stati prenotati mesi fa in quasi tutti gli altri Stati contesi e successivamente sono arrivati nuovi investimenti in Michigan, Ohio e North Carolina. Il Texas finora era rimasto fuori da quella lista. Ora i gruppi legati ai repubblicani del Senato si preparano a superare i 50 milioni di dollari di spesa nella sola sfida texana.

### **La battaglia degli spot**

Talarico ha sfruttato il proprio vantaggio finanziario per occupare le televisioni, alternando spot di presentazione personale ad altri che attribuiscono ai repubblicani la responsabilità dell'aumento del costo della vita. Nelle ultime due settimane, però, sono entrati nella corsa tutti i principali finanziatori della destra americana: dalla macchina politica di Trump al comitato di Elon Musk, fino al fondo legato ai senatori repubblicani. Il divario di risorse si è così fortemente ridotto.

*America PAC*, finanziato da Musk, ha speso oltre 2,6 milioni di dollari in telefonate, messaggi e materiale pubblicitario a sostegno di Paxton e contro Talarico. Da quando la sfida è stata definita, i gruppi repubblicani hanno complessivamente investito 60,8 milioni di dollari in spot, comprese le prenotazioni di spazi pubblicitari fino alla fine di settembre, contro i 43,7 milioni dei democratici, provenienti quasi interamente dalla campagna di Talarico.

Il confronto tra le due cifre, però, può essere fuorviante. Le regole americane garantiscono infatti ai comitati elettorali dei candidati tariffe agevolate per gli spot televisivi e radiofonici, mentre i gruppi esterni pagano prezzi più elevati. A parità di spesa, quindi, i fondi della campagna di Talarico permettono di acquistare più spazi pubblicitari. La campagna di Paxton, che beneficia delle stesse tariffe agevolate, non ha invece ancora effettuato acquisti televisivi di rilievo.

Per i democratici, la mobilitazione repubblicana rappresenta perciò anche un'ammissione di debolezza. Paxton ha "costretto il *Senate Leadership Fund* a intervenire per salvare un seggio che avrebbe dovuto essere sicuro per il Partito repubblicano", ha dichiarato Christyna Thompson, portavoce del *Senate Majority PAC*, il fondo omologo dei democratici. "Fanno bene ad essere essere preoccupati", ha aggiunto. "Il *Senate Leadership Fund* ha passato la primavera a cercare di affossare la campagna di Paxton. Ora si ritrova a difendere il truffatore che Trump gli ha imposto".