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# Il Senato si deciderà negli stati repubblicani dove i Dem recuperano di più
- URL: https://focusamerica.it/il-senato-si-decidera-negli-stati-repubblicani-dove-i-dem-recuperano-di-piu/
- Published: 2026-09-29T19:30:25.000Z
- Updated: 2026-09-29T19:30:26.000Z
- Description: Secondo il modello di Decision Desk HQ in Alaska, Texas e Iowa i democratici recuperano oltre 14 punti rispetto al 2024. Il Maine va in controtendenza, in Michigan il recupero è più contenuto.
- Author: Lorenzo Ruffino
- Tags: Elezioni, USA 2026, Midterm, Senato, Sondaggi

Nelle sfide che decideranno la maggioranza al Senato, i democratici stanno recuperando più terreno negli stati vinti largamente da Donald Trump nel 2024 che in quelli in bilico. In Alaska, Texas e Iowa il modello di Decision Desk HQ, una delle principali società americane di raccolta ed elaborazione dei dati elettorali, prevede in media uno spostamento verso i democratici tra i 14 e i 16 punti rispetto alle presidenziali di due anni fa. È abbastanza per rendere contendibili stati che il presidente aveva vinto con margini a doppia cifra. L'analisi, firmata da Geoffrey Skelley sulla newsletter di [Decision Desk HQ](https://decisiondeskhq.substack.com/p/senate-swings-2026-midterms-alaska-texas-iowa-michigan-north-carolina-ohio-kansas-south-carolina-minnesota-new-hampshire-georgia-nebraska), confronta il margine medio di un milione di simulazioni del modello con il risultato di Trump nello stesso stato.

Nelle elezioni di metà mandato il partito che non controlla la Casa Bianca guadagna quasi sempre voti rispetto alle presidenziali precedenti. Nel 2024 Trump aveva vinto il voto popolare di circa 1,5 punti e i candidati repubblicani alla Camera avevano raccolto nel complesso quasi 3 punti in più dei democratici. Oggi nella media di Decision Desk HQ sul voto generico, cioè la domanda dei sondaggi su quale partito si voterebbe alla Camera senza fare i nomi dei candidati, i democratici sono avanti di 8 punti, 49 a 41 per cento. Rispetto al 2024 sarebbe uno spostamento di circa 10 punti verso sinistra. L'approvazione del presidente è intorno al 39 per cento (59 per cento i giudizi negativi). Tra gli ispanici scende al 37 per cento, con il 62 per cento di contrari. È un problema per i repubblicani in Florida e Texas, dove avevano ridisegnato i collegi contando sui voti latinoamericani conquistati da Trump nel 2024.

Uno spostamento nazionale non si distribuisce in modo uniforme. Il vantaggio di chi è già in carica, la qualità dei candidati, la composizione demografica e i temi locali possono amplificarlo o ridurlo. All'inizio del ciclo i repubblicani avevano 53 seggi su 100 e partivano favoriti: 23 dei 35 seggi in palio erano in stati vinti da Trump, 20 dei quali con almeno 10 punti di margine. Ora il modello di Decision Desk HQ dà ai democratici 54 possibilità su 100 di conquistare la maggioranza, in crescita rispetto a luglio, quando erano i repubblicani ad avere un vantaggio piccolo ma concreto.

Tra i nove seggi repubblicani più competitivi, in sei lo spostamento medio verso i democratici supera i 10 punti. Il più ampio è in Alaska, quasi 16 punti, dove l'ex deputata Mary Peltola è leggermente favorita contro il senatore repubblicano Dan Sullivan, nonostante le [tensioni](https://focusamerica.it/scatti-dira-insulti-e-licenziamenti-la-campagna-dem-in-alaska-e-un-subbuglio/) dentro la sua campagna. In Texas il deputato statale democratico James Talarico vince in media di 1,5 punti, con uno spostamento di oltre 15 punti rispetto al 2024\. Le debolezze del candidato repubblicano Ken Paxton, procuratore generale dello stato, potrebbero dare ai democratici la prima vittoria in un'elezione statale in Texas dal 1994\. In Iowa il deputato statale democratico Josh Turek vince di un soffio contro la deputata repubblicana Ashley Hinson, con uno spostamento di 14 punti (la sfida è apertissima).

In Ohio e in North Carolina lo spostamento medio è di circa 11 punti. In Ohio il senatore repubblicano Jon Husted, nominato e non eletto, è avanti in media di meno di un punto sull'ex senatore democratico Sherrod Brown. Il North Carolina è invece il seggio che i democratici hanno più probabilità di strappare: l'ex governatore Roy Cooper vince in media di circa 7 punti contro Michael Whatley, ex presidente del Comitato nazionale repubblicano, ed è avanti di quasi 10 punti nella media dei sondaggi per gran parte del 2026\. È uno dei due stati in cui i repubblicani sembrano essersi [arresi](https://focusamerica.it/i-repubblicani-si-stanno-arrendendo-in-georgia-e-north-carolina-per-il-senato/).

Il Maine è l'unico seggio repubblicano competitivo in controtendenza. La senatrice Susan Collins ha vinto per la prima volta nel 1996 e da allora ha sempre superato l'avversario di almeno 8,6 punti, di solito del doppio, in uno stato che vota di norma per i democratici. Il modello la dà avanti di appena 0,1 punti sul democratico Troy Jackson, ex presidente del Senato statale, in una sfida in perfetta parità.

Il modello vede spostamenti ampi anche in tre stati dove i repubblicani restano più favoriti. In South Carolina la senatrice repubblicana Darline Graham, nominata e non eletta, ottiene risultati peggiori dell'orientamento dello stato contro la democratica Annie Andrews, con uno spostamento medio di 13,5 punti. In Kansas il senatore Roger Marshall affronta una sfida più combattuta del previsto contro il democratico Adam Hamilton, pastore di una megachiesa, con uno spostamento di circa 8 punti. La Florida aveva dato a Trump un margine simile a quello di Alaska, Iowa e Texas, ma appare meno contendibile: la candidata democratica, la deputata statale Angie Nixon, ha posizioni più di sinistra e parte sfavorita contro la senatrice repubblicana Ashley Moody, nominata anche lei.

I recuperi più ampi negli stati repubblicani sollevano il dubbio che i sondaggi sottostimino il voto conservatore. Iowa e Ohio hanno registrato grandi errori dei sondaggi nelle ultime elezioni, soprattutto nelle presidenziali. Secondo un'analisi di Patrick Ruffini, sondaggista di Echelon Insights, sono anche tra gli stati in cui la sua società fa più fatica a raggiungere gli elettori che si definiscono fortemente repubblicani. Il Texas, uno degli stati più sorprendentemente in bilico, è invece tra quelli con meno difficoltà su questo fronte.

Nei quattro seggi democratici più importanti lo spostamento verso sinistra è quasi sempre più piccolo che negli stati repubblicani. I democratici sono favoriti in Georgia, Minnesota, New Hampshire e, in misura minore, Michigan, ma fuori dalla Georgia il recupero medio è di soli 5-7 punti. La sfida più delicata è quella del Michigan, dove le posizioni più di sinistra del progressista Abdul El-Sayed sembrano averlo reso un candidato più debole e dove i repubblicani stanno [puntando](https://focusamerica.it/in-michigan-i-repubblicani-provano-a-vincere-dipingendo-i-democratici-come-estremisti/) proprio su questo. L'ex deputato repubblicano Mike Rogers è di poco dietro nella media dei sondaggi e ha 30 possibilità su 100 di conquistare il seggio, nonostante il clima favorevole ai democratici.

In Minnesota la vicegovernatrice Peggy Flanagan è nettamente favorita per tenere il seggio ai democratici, ma i pochi sondaggi disponibili le danno solo un piccolo vantaggio sulla repubblicana Michele Tafoya, ex giornalista sportiva. Su Flanagan, anche lei progressista, pesa lo scandalo delle frodi su Medicaid, il programma sanitario pubblico per chi ha redditi bassi, che ha colpito l'amministrazione del governatore Tim Walz, a cui è strettamente legata. In New Hampshire i repubblicani hanno un candidato più forte: l'ex senatore John Sununu, esponente della famiglia repubblicana più nota dello stato, corre per riprendersi il suo vecchio seggio contro il deputato democratico Chris Pappas. Pappas è avanti nei sondaggi, ma alcune rilevazioni mostrano una sfida molto stretta.

La Georgia fa eccezione. Il senatore democratico Jon Ossoff è il più solido tra gli uscenti del suo partito: il modello prevede uno spostamento di circa 12 punti, anche se lo stato ha un orientamento politico simile a quello del Michigan, dove la sfida è molto più aperta. Nella media dei sondaggi Ossoff è avanti di circa 8 punti sul deputato repubblicano Mike Collins e la corsa è diventata sempre meno competitiva con l'avvicinarsi del voto.

In quattro stati più repubblicani molti democratici sostengono candidati indipendenti contro quello repubblicano. La sfida più competitiva di questo tipo è in Nebraska, dove il senatore Pete Ricketts ha più di 80 possibilità su 100 di battere l'indipendente Dan Osborn. Nel 2024 Osborn aveva perso di circa 7 punti contro la senatrice repubblicana Deb Fischer, mentre Trump vinceva lo stato di quasi 21\. Il modello dà Ricketts avanti in media di circa 11 punti: uno spostamento di 9 punti verso sinistra, ma inferiore a quanto Osborn aveva ottenuto due anni fa rispetto al voto presidenziale. In Montana lo schema poteva essere lo stesso, ma la candidata democratica Alani Bankhead si è rifiutata di ritirarsi e corre insieme all'indipendente Seth Bodnar, che ha molti più fondi. Il risultato è che il repubblicano Kurt Alme è nettamente favorito. In Idaho e South Dakota ci sono stati pochi sondaggi e in entrambi uno ha mostrato l'indipendente vicino o davanti, ma finché non arriveranno altri dati Decision Desk HQ non li considera stati davvero contendibili.