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# Il Segretario al Tesoro non esclude il delisting delle azioni di aziende cinesi dalle Borse americane
- URL: https://focusamerica.it/il-segretario-al-tesoro-non-esclude-il-delisting-delle-azioni-di-aziende-cinesi-dalle-borse-americane/
- Published: 2025-04-10T13:30:49.000Z
- Updated: 2025-04-10T13:30:49.000Z
- Description: Scott Bessent dichiara che "tutto è sul tavolo" nella guerra commerciale tra Stati Uniti e Cina.
- Author: Redazione
- Tags: Economia, Politica estera, Dazi, Cina

Il Segretario al Tesoro degli Stati Uniti, **Scott Bessent**, ha dichiarato in un’intervista a *Fox Business Network* che il governo americano **non esclude la possibilità di delistare** le aziende cinesi dalle borse statunitensi. 

Rispondendo alla conduttrice Maria Bartiromo, Bessent ha affermato: “Credo che tutto sia sul tavolo”, lasciando così intendere che la guerra commerciale con Pechino potrebbe intensificarsi ben oltre i dazi già imposti.

### **Esportazioni, capitali e la decisione finale**

Il Segretario ha inoltre fatto riferimento a possibili **controlli sulle esportazioni** verso la Cina, non solo di beni ma anche di **capitali finanziari**, sottolineando che la decisione ultima spetterà al presidente Donald Trump:

> “Alla fine, il presidente Trump e il presidente Xi hanno un ottimo rapporto personale e sono fiducioso che la questione verrà risolta ai massimi livelli.”

### **I numeri delle aziende cinesi a Wall Street**

Secondo gli ultimi dati disponibili al **7 marzo**, risultano **286 aziende cinesi** quotate nelle borse statunitensi, per una **capitalizzazione complessiva di 1.100 miliardi di dollari**. 

Sebbene il numero delle società sia leggermente aumentato rispetto all’anno precedente, la loro capitalizzazione ha subito un calo nell’ultimo mese.

Le dichiarazioni di Bessent potrebbero avere un **effetto deterrente** sull’arrivo di **nuovi emittenti cinesi** nei mercati americani. 

Anche se le minacce non dovessero concretizzarsi, il clima di incertezza potrebbe spingere le aziende verso altre piazze finanziarie.

### **Shein guarda a Londra: effetto domino sulle IPO**

Un esempio emblematico è **Shein**, il colosso cinese della moda low-cost, che ha spostato l’attenzione verso la **Borsa di Londra** per la sua offerta pubblica iniziale. 

La scelta sarebbe legata alle **difficoltà normative** incontrate negli Stati Uniti, accentuate dalla decisione dell’Amministrazione Trump di revocare l’esenzione “**de minimis**”, che consentiva alle aziende di spedire beni a basso costo negli USA con minori controlli.

Shein era stata valutata **66 miliardi di dollari** dai venture capitalist, ma si trova ora in una posizione delicata proprio a causa del nuovo contesto normativo.

### **Tensione crescente e retorica infuocata**

Dopo l’intervista televisiva, Bessent ha inasprito ulteriormente i toni durante un intervento all’**American Bankers Association**, lanciando un monito agli alleati degli Stati Uniti:

> “Chiunque si allinei con la Cina sul commercio si sta **tagliando la gola da solo**.”

Il segretario ha definito la Cina “**il più grande trasgressore nel sistema commerciale globale**”, utilizzando una metafora curiosa per descrivere il modello economico cinese:

> “Per chi ricorda quel film Disney con le scope che portano secchi d’acqua, **quello è il modello di business cinese**. Non si ferma mai: continuano a produrre e produrre, a dumping e dumping.”

### **Verso un disaccoppiamento economico completo?**

Secondo Bessent, la Cina è finora **l’unico Paese ad aver intensificato** la risposta ai dazi imposti da Trump. 

Ironia della sorte, poco dopo il suo intervento è giunta la notizia che anche l’**Unione Europea** ha approvato la sua prima serie di **misure ritorsive** contro Washington.

Il quadro che si delinea è sempre più netto: la prospettiva di un **disaccoppiamento economico tra Stati Uniti e Cina** si fa concreta, con la possibilità che la guerra commerciale si estenda **ben oltre le tariffe doganali**, arrivando a coinvolgere **mercati finanziari e investimenti transnazionali**.