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# Il ridisegno dei collegi rischia di di essere un fallimento per Trump e i Repubblicani
- URL: https://focusamerica.it/il-ridisegno-dei-collegi-rischia-di-di-essere-un-fallimento-per-trump-e-i-repubblicani/
- Published: 2026-09-16T10:00:04.000Z
- Updated: 2026-09-16T10:00:04.000Z
- Description: Secondo Decision Desk HQ nei nove stati che hanno cambiato le mappe della Camera i democratici guadagnerebbero in media due seggi, anche se sette mappe su nove sono repubblicane.
- Author: Lorenzo Ruffino
- Tags: Elezioni, USA 2026, Midterm, Camera, Redistricting

La guerra delle mappe elettorali potrebbe non portare nulla ai repubblicani alle midterm di novembre. Secondo il modello previsionale di [Decision Desk HQ](https://decisiondeskhq.substack.com/p/redistricting-congress-republican-majority-2026-midterms-forecast-democrats-trump-gerrymander-california-texas-florida-ohio-north-carolina-callais), la società americana che raccoglie e analizza dati elettorali, nei nove stati che hanno ridisegnato i collegi della Camera i democratici guadagnerebbero in media due seggi. Sette di queste nove nuove mappe sono state disegnate dai repubblicani.

Negli Stati Uniti i confini dei collegi della Camera vengono ridisegnati di norma ogni dieci anni, dopo il censimento, e in molti stati è il parlamento locale a tracciarli. Il partito che controlla lo stato può così disegnare i confini in modo da massimizzare i propri seggi, una pratica chiamata *gerrymandering*. Lo scorso anno il presidente Donald Trump e i suoi alleati hanno spinto gli stati governati dai repubblicani a ridisegnare le mappe prima del voto, senza aspettare il prossimo censimento. I democratici hanno risposto dove potevano, ma con meno margini di manovra. La sentenza della Corte Suprema nel caso Louisiana v. Callais ha poi aperto ai repubblicani nuove possibilità di ridisegnare i collegi negli stati del profondo Sud.

A 50 giorni dal voto il vantaggio costruito con le mappe si scontra con un clima nazionale sfavorevole ai repubblicani. L'approvazione di Trump è intorno al 40 per cento nella media dei sondaggi di Decision Desk HQ e nel voto generico per il Congresso, cioè la domanda su quale partito si intende votare senza nominare i candidati, i democratici sono avanti 49 a 42\. Al 14 settembre il modello dà ai democratici il 68 per cento di probabilità di conquistare la Camera. Su un milione di simulazioni i democratici ottengono in media 229 seggi contro 206, un guadagno di 14 seggi rispetto all'attuale maggioranza repubblicana di 220 a 215 (contando i seggi vacanti per il partito che li occupava).

Quasi tutto il guadagno democratico arriva dai 41 stati che non hanno cambiato i confini: lì il partito passerebbe dagli attuali 137 seggi a quasi 150, con un guadagno medio di 13\. Nei nove stati ridisegnati passerebbe invece da 78 a circa 80\. Il Missouri è stato conteggiato tra gli stati invariati perché, dopo alcune decisioni dei tribunali sulla mappa approvata dai repubblicani nel 2025, dovrebbe usare gli stessi confini del 2022 e del 2024\. Decision Desk HQ ha però congelato le sue previsioni su quello stato finché la situazione non sarà chiarita: se la mappa attuale resterà in vigore, i democratici guadagnerebbero almeno un altro seggio, arrivando a 230.

Sulla carta le nuove mappe potevano valere ai repubblicani un guadagno netto massimo di 10 seggi. Con i democratici in guadagno di quasi due seggi, la distanza tra l'obiettivo e il risultato medio previsto è di quasi 12 seggi a sfavore dei repubblicani. In Texas, dove il ridisegno dell'estate 2025 ha dato inizio allo scontro, i repubblicani puntavano a strappare fino a cinque seggi democratici ma ne guadagnano in media 1,6\. In California i democratici hanno risposto con un emendamento alla costituzione dello stato, approvato con un referendum a novembre 2025, che prendeva di mira cinque seggi repubblicani: oggi ne guadagnano in media circa quattro. In Florida e Ohio le nuove mappe repubblicane miravano a conquistare fino a sette seggi in tutto, ma il saldo medio tra i due stati è praticamente nullo.

Le medie del modello vanno lette con cautela. Un seggio si vince o si perde e un partito con il 60 per cento di probabilità di vittoria ha comunque il 40 per cento di probabilità di perdere. Se si guarda solo a chi è favorito in ciascun collegio dei nove stati ridisegnati, i repubblicani otterrebbero un guadagno netto di due seggi, quattro in più rispetto alla media delle simulazioni. La differenza nasce dal fatto che i risultati dei diversi collegi tendono a muoversi insieme: se il clima è abbastanza buono per i democratici da vincere un collegio in bilico, spesso lo è anche per vincerne altri.

La North Carolina mostra bene il meccanismo. I repubblicani hanno scambiato territori tra un collegio in bilico e uno repubblicano nell'est dello stato per ottenere due collegi favorevoli. Il deputato democratico Don Davis si trova ora nel primo distretto, dove Trump avrebbe vinto con circa 12 punti di vantaggio nel 2024, eppure ha il 51 per cento di probabilità di essere rieletto. Nelle simulazioni in cui Davis vince, i democratici conquistano spesso anche l'undicesimo distretto, nell'ovest dello stato, dove Trump avrebbe vinto di 10 punti e dove hanno poco meno del 40 per cento di probabilità. Per questo in media i democratici guadagnano un seggio in North Carolina. Il candidato repubblicano in quel distretto, il deputato Chuck Edwards, si è ritirato dopo un'indagine della commissione etica sul suo comportamento nei confronti di giovani collaboratrici.

Le nuove mappe hanno comunque avuto un effetto. Senza il ridisegno i democratici avrebbero conservato un seggio in Tennessee e uno in Louisiana, che ora quasi certamente perderanno. In Louisiana i repubblicani sono praticamente sicuri di conquistare il nuovo sesto distretto. In Tennessee dovrebbero strappare il nono e tenere tutti gli altri, arrivando a nove seggi su nove. Anche i circa due seggi guadagnati in Texas sono seggi che senza la nuova mappa i repubblicani forse non avrebbero. In Utah, stato tradizionalmente repubblicano, una sentenza di un tribunale statale ha invece imposto una mappa con un collegio sicuro per i democratici intorno a Salt Lake City.

In California i democratici sono quasi certi di vincere il primo, il sesto e il trentottesimo distretto, tutti difesi o occupati da deputati repubblicani. Sono favoriti anche nel nuovo ventiduesimo, ma il deputato repubblicano David Valadao ha circa una possibilità su quattro di essere rieletto: in passato ha spesso ottenuto risultati migliori di quelli del candidato repubblicano alla presidenza e la nuova mappa lo ha lasciato in un collegio che Trump avrebbe vinto di poco nel 2024\. Le probabilità repubblicane, pur basse, nel tredicesimo, nel quarantacinquesimo e nel quarantottesimo distretto impediscono ai democratici di arrivare in media al guadagno pieno di cinque seggi.

In Texas a frenare i repubblicani sono i collegi a maggioranza ispanica del sud dello stato, che il ritorno degli elettori ispanici verso i democratici ha [rimesso](https://focusamerica.it/il-ritorno-degli-ispanici-ai-dem-rimette-in-gioco-la-nuova-mappa-del-texas/) in gioco. Il democratico Henry Cuellar, forse il deputato più conservatore rimasto nel suo partito, difficilmente perderà il ventottesimo distretto. Il suo collega Vicente Gonzalez ha due possibilità su tre di tenere il trentaquattresimo. I democratici hanno poi circa una possibilità su tre di mantenere il nuovo trentacinquesimo distretto intorno a San Antonio e altrettante di battere la repubblicana Monica De La Cruz nel quindicesimo, dove con i nuovi confini Trump avrebbe vinto di 18 punti nel 2024 ma solo di 2 nel 2020\. Nel ventitreesimo hanno circa una possibilità su cinque, anche per le polemiche suscitate da molte dichiarazioni del candidato repubblicano Brandon Herrera.

In Florida la nuova mappa prendeva di mira quattro seggi democratici, ma il saldo medio previsto è vicino a zero. Kathy Castor nel quattordicesimo distretto e Jared Moskowitz nel venticinquesimo si ricandidano in collegi vinti da Trump e sono leggermente favoriti. Darren Soto parte svantaggiato nel nono, che ora Trump avrebbe vinto di 18 punti, ma ha quasi due possibilità su cinque di essere rieletto. I democratici hanno qualche possibilità anche nel ventiduesimo, rimasto senza deputato uscente, e in almeno sei collegi oggi repubblicani. Nel settimo distretto aiuta invece i repubblicani la sconfitta alle primarie del deputato Cory Mills, coinvolto in diversi scandali.

Anche in Ohio la nuova mappa produce un saldo quasi nullo. La democratica Marcy Kaptur, rieletta di misura nel 2024, era il bersaglio principale, ma ha due possibilità su tre di battere di nuovo il repubblicano Derek Merrin nel nono distretto. Sono favoriti anche Emilia Sykes, il cui tredicesimo distretto è diventato un po' più democratico, e Greg Landsman, il cui primo distretto nell'area di Cincinnati è passato da tendenza democratica a in bilico. Nel settimo distretto il repubblicano Max Miller, accusato di violenza domestica nei confronti della moglie, ha trasformato un collegio favorevole al suo partito in un testa a testa.

In Alabama, dopo la sentenza Callais, lo stato ha adottato la mappa approvata nel 2023 e poi respinta dai tribunali federali. Il secondo distretto del democratico Shomari Figures è passato da un collegio con circa metà della popolazione nera e tendenza democratica a un collegio a maggioranza bianca che Trump avrebbe vinto di 14 punti. Il repubblicano Rhett Marques, deputato statale, ha circa tre possibilità su quattro di battere Figures.