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# Il potere di Elon Musk finisce sotto i riflettori nel nuovo documentario di Alex Gibney
- URL: https://focusamerica.it/il-potere-di-elon-musk-finisce-sotto-i-riflettori-nel-nuovo-documentario-di-alex-gibney/
- Published: 2026-09-07T21:00:02.000Z
- Updated: 2026-09-07T21:00:02.000Z
- Description: Il documentario in arrivo alla Mostra di Venezia ricostruisce l'ascesa del fondatore di Tesla e SpaceX, mentre negli Stati Uniti il Cybercab finisce sotto esame delle autorità federali.
- Author: Daniele John Angrisani
- Tags: Tecnologia, Media, Elon Musk, DOGE, Istituzioni e Agenzie, #ig-pubblicato

Il nuovo documentario su Elon Musk diretto da Alex Gibney sarà presentato in prima mondiale l’8 settembre alla [Mostra del Cinema di Venezia](https://www.labiennale.org/en/cinema/2026/venice-open-out-competition/musk?ref=focusamerica.it), fuori concorso. Successivamente approderà al Festival di Toronto, per poi uscire nelle sale statunitensi con *Bleecker Street* dal 16 ottobre. Nel 2027 arriverà infine su HBO in una versione estesa di 4 ore. Il montaggio presentato a Venezia dura 225 minuti, ai quali si aggiunge un intervallo di 10 minuti. È il film più lungo e forse anche il più ambizioso e rischioso di una carriera costruita indagando le strutture del potere. Gibney, 72 anni, ha già dedicato documentari a Enron, Scientology, alle torture commesse dagli Stati Uniti in Afghanistan, a Wall Street e a Vladimir Putin. Di questo nuovo lavoro dice che rappresenta "una distillazione del suo percorso".

La tesi è esplicita fin da subito. Musk, 55 anni, viene descritto come un venditore il cui potere dipende in larga misura dal mercato azionario e potrebbe svanire nel nulla nel momento in cui il pubblico smettesse di credere alle sue promesse. Nella prima metà, come racconta un lungo reportage dell'[*Hollywood Reporter*](https://www.hollywoodreporter.com/movies/movie-features/elon-musk-alex-gibney-documentary-1236686790/?ref=focusamerica.it) dalla sala di montaggio, il film accusa l'imprenditore di essersi appropriato del merito di Martin Eberhard, uno dei fondatori originari di Tesla, quindi di aver costretto a firmare un accordo di riservatezza una donna dalla quale aveva avuto un figlio e infine di aver sostenuto il titolo Tesla con annunci su Marte e sulla guida completamente autonoma, alla quale il regista collega oltre 60 morti. Un capitolo è dedicato anche alle scimmie impiegate nei test di *Neuralink*, che secondo le associazioni animaliste avrebbero subito sofferenze inutili.

Nella seconda metà il film cambia scala. *Starlink*, il sistema satellitare di *SpaceX*, viene presentato come uno strumento capace di attribuire a Musk un potere politico enorme per il ruolo assunto in Ucraina e in altri teatri di guerra. Gibney fa notare che la NASA è diventata fortemente dipendente da *SpaceX* per alcuni dei suoi principali programmi spaziali, mentre Twitter, poi ribattezzato X, sarebbe stato utilizzato da Musk per coltivare rapporti e ottenere favori da leader stranieri come Narendra Modi e Javier Milei. Al centro di tutto c'è però il DOGE, il Dipartimento per l'Efficienza Governativa di cui Musk è stato il volto per circa 4 mesi ad inizio 2025 e alla quale il documentario attribuisce il taglio di 270.000 posti di lavoro nel governo federale e la cancellazione di miliardi di dollari di aiuti internazionali.

Il passaggio più delicato riguarda i dati. Una fonte di Gibney, che dirigeva i sistemi informatici di una grande agenzia federale, sostiene che gli uomini del DOGE disponessero di privilegi di amministratore e che, sul piano tecnico, in quel contesto copiare interi archivi verso sistemi esterni sarebbe stato semplice quanto spostare un file da una cartella all'altra. L'ipotesi trova un riscontro parziale nella denuncia presentata da Charles Borges, responsabile dei dati della *Social Security Administration*, secondo cui una copia dell'intero archivio previdenziale americano sarebbe finita in un ambiente cloud privo di adeguate protezioni.

Geoffrey Hinton, premio Nobel e tra i pionieri dell’intelligenza artificiale contemporanea, sostiene nel film che per influenzare le elezioni di metà mandato attraverso strumenti di IA basterebbe disporre di informazioni estremamente dettagliate sugli elettori americani. Ed è proprio questo, secondo Hinton, il tipo di patrimonio informativo al quale DOGE sembra aver avuto accesso. Ashley St. Clair, ex compagna di Musk e figura centrale del documentario, racconta inoltre che, prima delle elezioni del novembre 2024, Musk le avrebbe detto di voler scatenare "l’anomalia nella matrice". Nel film compare anche un suo messaggio in cui afferma di avere "diecimila laser nello spazio". Gibney lascia entrambe le frasi senza una spiegazione definitiva, mantenendo volutamente aperta l’ambiguità tra provocazione, millanteria e possibile ammissione.

### **Chi ha accettato di distribuire il film**

Musk aveva liquidato il progetto come un "pezzo su commissione" già tre anni fa, quando il documentario era stato annunciato per la prima volta, e ha poi rifiutato di concedere un’intervista, chiudendo lo scambio con un insulto pubblico su X. Il rifiuto ha spinto Gibney a costruire il film attraverso decine di fonti esterne e a ricorrere anche a una soluzione visiva insolita: la produzione ha raccolto registrazioni della voce di Musk e le ha utilizzate per creare un avatar in stile videogioco che, in due sequenze, attraversa lo schermo come un personaggio controllato in prima persona, completo di barre dell’energia e indicatore delle vite residue.

Hollywood ha spesso evitato di attaccare direttamente Musk, per convenienza o per timore di contenziosi: un adattamento della biografia pubblicata da Ashlee Vance nel 2015 si arenò proprio a *HBO* nel 2023\. Questa volta anche *Netflix* si è fatta avanti. Alla fine *Bleecker Street* ha acquisito i diritti per la distribuzione cinematografica negli Stati Uniti, *HBO* i diritti televisivi e streaming in Nord America e *Universal Pictures Content Group* quelli internazionali, un pacchetto particolarmente ampio per un documentario politico, che di norma viene venduto territorio per territorio.

Tra i finanziatori del documentario c'è *Black Bear*, di Teddy Schwarzman, figlio del fondatore di *Blackstone* Stephen Schwarzman, che in passato ha definito Musk una "brava persona". La variabile più grande resta però la proprietà di *HBO*. *Paramount Skydance* ha concordato l'acquisizione di *Warner Bros. Discovery* per circa 110 miliardi di dollari: l'operazione ha ricevuto il via libera del Dipartimento di Giustizia e delle altre principali autorità di regolamentazione, ma il suo perfezionamento è attualmente bloccato da una causa promossa da dodici procuratori generali statali e da un provvedimento cautelare di un giudice federale. Larry Ellison, che sostiene finanziariamente il figlio David, compare nel film in alcuni messaggi nei quali si dice pronto a mettere due miliardi di dollari nell'acquisto di *Twitter* senza fare domande.

Gibney e *HBO* sono assicurati e un gruppo di legali ha passato al setaccio ogni affermazione contenuta nel documentario, ma Musk ha una lunga storia di cause contro persone e organizzazioni che ritiene lo abbiano danneggiato. Resta anche il precedente della Chiesa di *Scientology*, che nel 2015 rispose a un altro documentario di Gibney comprando una pagina del *New York Times* per contestarne le conclusioni, contribuendo però ad aumentarne enormemente l'attenzione.

### **L'auto senza volante finisce sotto i riflettori**

Mentre il film si prepara a uscire, una delle promesse più ambiziose di Musk è finita sotto l'esame di un'autorità federale. Il 3 settembre Tesla ha aperto al pubblico di Austin, in Texas, le corse a bordo del *Cybercab*, una due posti senza volante, pedali né specchietti, prenotabile attraverso l'app *Robotaxi*. Poche ore dopo la *National Highway Traffic Safety Administration* (*NHTSA*),l'agenzia federale che vigila sulla sicurezza stradale, ha [aperto](https://www.wsj.com/business/autos/nhtsa-opens-probe-into-teslas-cybercab-06aa6eac?ref=focusamerica.it) una indagine sul processo con cui Tesla ha certificato il nuovo modello.

Negli Stati Uniti non esiste un'autorità federale che approvi preventivamente ogni automobile prima della sua produzione: sono le stesse case automobilistiche a certificare che i propri veicoli rispettino gli standard federali di sicurezza, molti dei quali sono stati scritti decenni fa attorno all'idea che al posto di guida ci sia una persona. Tesla ha comunicato all'agenzia che il *Cybercab* rispetta "tutti gli standard applicabili". Ora la *NHTSA* vuole esaminare il procedimento e i dati sui quali si basa quella dichiarazione, a partire dalle norme che l'azienda ha ritenuto non applicabili a un'auto priva di comandi manuali. Se dovesse accertare una violazione, l'agenzia potrebbe imporre un richiamo e, in caso di mancata collaborazione, sanzioni rilevanti a carico di Tesla.

Un precedente già esiste. Nel 2022 *Zoox*, società di guida autonoma controllata da *Amazon*, seguì la stessa strada dell'autocertificazione, ma la *NHTSA* contestò le conclusioni dell'azienda e accertò la violazione di alcuni standard. A luglio *Zoox* ha ottenuto una deroga per operare commercialmente, con il divieto di circolare sotto pioggia intensa o neve e sulle strade con limiti superiori a 45 miglia orarie. *Tesla*, invece, non ha chiesto alcuna deroga.

In Texas l'azienda ha registrato 45 *Cybercab* all'interno di una flotta autonoma complessiva di 420 veicoli, mentre *Waymo* ne conta 988, tutti però dotati di volante e pedali. La capacità produttiva installata del *Cybercab* supera i 125.000 esemplari l'anno e Musk ha annunciato per la futura vendita al pubblico un prezzo inferiore a 30.000 dollari.