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# Il Pentagono disattiva i tracker pubblicitari sui dispositivi militari
- URL: https://focusamerica.it/il-pentagono-disattiva-i-tracker-pubblicitari-sui-dispositivi-militari/
- Published: 2026-09-06T13:15:13.000Z
- Updated: 2026-09-06T13:15:13.000Z
- Description: Dati di localizzazione acquistabili sul mercato erano stati usati per individuare personale statunitense in Medio Oriente. Wyden e Harrigan chiedono un'indagine sulle misure di sicurezza adottate dal Dipartimento della Difesa.
- Author: Redazione
- Tags: Sicurezza e Difesa, Pentagono, Tecnologia, Intelligence, La guerra tra Stati Uniti e Iran

Le Forze Armate statunitensi hanno disattivato gli identificativi pubblicitari su una parte dei telefoni e dei computer in dotazione, dopo che alcuni resoconti avevano rivelato che dati di localizzazione liberamente acquistabili sul mercato erano stati usati per individuare la posizione di militari americani in Medio Oriente. È quanto emerge dalle lettere diffuse venerdì dal senatore Ron Wyden e dalle risposte fornite a [*Reuters*](https://www.reuters.com/business/media-telecom/us-military-turns-off-ad-trackers-devices-amid-middle-east-targeting-reports-2026-09-04/?ref=focusamerica.it)dai singoli comandi.

Le tempistiche, però, variano. L'aeronautica ha scritto a Wyden di aver disattivato gli identificativi su computer e telefoni due mesi fa, mentre lo *Special Operations Command*, che coordina le forze speciali americane, ha dichiarato in una lettera separata di averlo fatto "di recente" sui propri dispositivi Windows. Più articolata la risposta dell'Esercito: gli identificativi legati ai telefoni sono disattivati dall'inizio dell'anno, sui computer Windows il blocco era già in vigore "prima del 2021", mentre sui dispositivi Android e Apple l'impostazione predefinita risale "almeno a febbraio 2026". Anche la Marina ha comunicato a Wyden di aver rimosso gli identificativi, senza però precisare quando. 

I *MAID*, gli identificativi pubblicitari dei dispositivi mobili, sono codici unici associati a un singolo apparecchio che permettono di collegarne l'attività tra diverse applicazioni e, quando vengono raccolti anche dati di geolocalizzazione, di ricostruirne gli spostamenti. Queste informazioni, raccolte dall'industria pubblicitaria e rivendute dai *data broker*, aziende che aggregano e commerciano dati personali, possono confluire in grandi pacchetti acquistabili sul mercato. In questo modo possono diventare uno strumento per seguire e potenzialmente colpire personale militare schierato in una zona di guerra.

### **Come l'Iran ha individuato gli alberghi dei soldati americani**

Il rischio non è teorico. Durante il conflitto con l'Iran, attori legati a Teheran hanno usato archivi commerciali per individuare gli alberghi che ospitavano personale statunitense e appaltatori privati nel Kurdistan iracheno. Hanno incrociato quei dati con richieste di localizzazione inviate in massa alle reti mobili della regione, in modo da capire a quali ripetitori si collegassero i telefoni americani in *roaming*. Per farlo erano sufficienti alcuni numeri di telefono statunitensi e una carta di credito.

Il Dipartimento della Difesa era stato avvertito per un decennio dai propri appaltatori, dagli analisti e dall'intelligence che i broker commerciali vendevano dati di localizzazione abbastanza precisi da consentire di seguire gli spostamenti di un soldato, come ha rivelato *Wired* lo scorso maggio. Wyden, democratico dell'Oregon, incalza da mesi il Pentagono sulla questione. Venerdì ha firmato insieme al deputato repubblicano della North Carolina Pat Harrigan una lettera in cui i due chiedono un'indagine sulle misure adottate per contrastare il commercio dei dati di localizzazione, allegando gli aggiornamenti ricevuti dalle diverse branche delle Forze Armate. 

"Gli sforzi compiuti non sono stati efficaci nel neutralizzare questa minaccia", ha detto Wyden. Harrigan è stato più diretto: i nemici degli Stati Uniti "non dovrebbero poter tirare fuori una carta di credito e comprare informazioni che li aiutano a seguire i soldati americani". Le nuove restrizioni sui dati di localizzazione arrivano mentre i vertici militari valutano limiti sempre più severi all'uso dei telefoni e il Dipartimento [ha ristretto](https://focusamerica.it/guerra-alliran-il-pentagono-limita-laccesso-al-registro-degli-ordini-militari/) l'accesso interno alle proprie informazioni operative. A luglio *Reuters* aveva riferito che ad alcuni militari schierati in Medio Oriente potrebbe essere ordinato di consegnare i propri dispositivi, per il timore che i video pubblicati online stessero aiutando l'Iran a individuare le basi americane nella regione.

Zach Edwards, cofondatore di *Decryptads*, società di tecnologia pubblicitaria orientata alla tutela della privacy, ha definito la disattivazione dei *MAID* sui dispositivi militari "senz'altro una cosa positiva", perché dovrebbe impedire che la posizione di quel personale finisca nei pacchetti di dati venduti all'ingrosso da numerosi fornitori. Ha però avvertito che i militari potrebbero comunque essere localizzati attraverso le applicazioni con metodi più complessi, per esempio incrociando le caratteristiche tecniche del dispositivo con i dati della rete o con altre informazioni sulla posizione.