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# Il nostro modello: Ohio e Alaska escono dai testa a testa, il New Hampshire si stringe dopo le primarie
- URL: https://focusamerica.it/il-nostro-modello-ohio-e-alaska-escono-dai-testa-a-testa-il-new-hampshire-si-stringe-dopo-le-primarie/
- Published: 2026-09-14T20:08:10.000Z
- Updated: 2026-09-14T20:08:10.000Z
- Description: I democratici hanno 84 possibilità su 100 di conquistare la Camera e 60 su 100 di ottenere il Senato: il 7 settembre erano 80 e 57. Quattro testa a testa al Senato, tutti i modelli danno i Dem avanti
- Author: Lorenzo Ruffino
- Tags: Elezioni, USA 2026, Midterm, Il modello predittivo, Senato, Camera

I democratici hanno **84 possibilità su 100** di conquistare la Camera e **60 su 100** di ottenere il Senato, secondo l'aggiornamento di oggi del nostro modello: una settimana fa, il 7 settembre, erano 80 e 57\. È il passo avanti più ampio da quando il modello pubblica le probabilità, in una settimana con trentotto sondaggi nuovi quasi tutti nella stessa direzione.

La proiezione dei seggi, quella in cui i collegi in bilico vengono assegnati al partito oggi in vantaggio, alla Camera dà **224 seggi ai democratici e 211 ai repubblicani** (erano 223 a 212), mentre al Senato resta ferma su **52 seggi contro 48**. Sotto i totali si muovono nove gare per il Senato e diciassette collegi della Camera: l'Ohio e l'Alaska escono dai testa a testa, il New Hampshire si stringe dopo le primarie e la Florida si apre.

Mancano 50 giorni alle elezioni di metà mandato di martedì 3 novembre, quando si rinnovano tutti i 435 seggi della Camera e 35 dei 100 del Senato. Il modello gira quattro volte al giorno e i numeri completi sono sulla sua [pagina](https://focusamerica.it/midterm-2026/); come [lunedì scorso](https://focusamerica.it/il-nostro-modello-il-kansas-si-apre-lalaska-torna-in-bilico-e-il-missouri-restituisce-un-seggio-ai-dem/), prima il nostro modello e poi il confronto con gli altri sei.

### Che cosa è cambiato nel nostro modello

Partiamo dal Senato. Il movimento più ampio è in Florida, dove la democratica Angie Nixon, che sfida la repubblicana uscente Ashley Moody, sale da 7 a 17 possibilità su 100 e la gara passa da likely R a lean R, da vittoria repubblicana molto probabile a repubblicani solo favoriti. Pesano due sondaggi nuovi che dicono cose diverse, un 47 pari di Change Research per un comitato progressista e un vantaggio di 7,4 punti per Moody secondo Quantus Insights: il margine stimato scende da 9,7 a 5,3 punti, ma la Florida resta lontana dal testa a testa.

In direzione opposta va il New Hampshire, dove le [primarie](https://focusamerica.it/pappas-e-sununu-vincono-le-primarie-in-new-hampshire-e-si-sfideranno-per-il-senato/) di martedì 8 settembre hanno scelto il democratico Chris Pappas e il repubblicano John E. Sununu per il seggio lasciato libero da Jeanne Shaheen. Fino a lunedì scorso il modello stimava il seggio con i soli fondamentali, un vantaggio democratico di 9,9 punti; con le primarie sono entrati sedici sondaggi sulla sfida tra i due e il margine si è ridotto a 4,7 punti. Pappas scende da 87 a 80 su 100 e la gara passa da likely D a lean D. Non è un calo dei democratici, è il modello che ha finalmente i dati giusti.

Due gare escono dai testa a testa. In Ohio il democratico Sherrod Brown, ex senatore, sale da 69 a 74 su 100 contro il repubblicano uscente Jon Husted dopo il sondaggio di InsiderAdvantage che lo dà avanti di 5,4 punti: il margine stimato passa da 2,6 a 3,3 punti e la gara torna lean D. In Alaska la democratica Mary Peltola, opposta all'uscente repubblicano Dan Sullivan, sale da 69 a 71 senza sondaggi nuovi, con il margine da 2,9 a 3,2 punti, di nuovo sopra la soglia dei 3 punti che separa i lean D dai tossup.

In Texas sono arrivati quattro sondaggi in una settimana e tutti danno avanti il democratico James Talarico sul repubblicano Ken Paxton, da 1,5 punti (InsiderAdvantage) a 5 (YouGov per Univision e SoCal Strategies). Talarico sale da 64 a 69 su 100, con un margine stimato di 2,5 punti, nella settimana in cui i repubblicani hanno iniziato a [spendere](https://focusamerica.it/il-texas-non-e-piu-sicuro-i-repubblicani-investono-milioni-per-salvare-paxton/) decine di milioni di dollari per difendere il seggio. In Iowa il democratico Josh Turek risale da 40 a 46 contro la repubblicana Ashley Hinson dopo due sondaggi che lo danno avanti di 2 punti (YouGov) e di 4 (Global Strategy Group, per i democratici): il margine stimato è mezzo punto per i repubblicani, la gara più incerta delle 35\. In Michigan il democratico Abdul El-Sayed sale da 60 a 63 contro il repubblicano Mike Rogers, mentre in Minnesota la democratica Peggy Flanagan scende da 82 a 78 contro la repubblicana Michele Tafoya dopo due sondaggi che la danno avanti di 2,1 e 3,5 punti, meno del margine stimato prima.

Nel complesso i democratici partono favoriti in 49 seggi, i repubblicani in 47 e le gare in bilico scendono da sei a quattro: Texas, Michigan, Maine e Iowa. Ai democratici servono 51 seggi, perché con un 50 pari la maggioranza resta ai repubblicani grazie al voto del vicepresidente JD Vance. Nella proiezione di oggi ne ottengono 52, vincendo tre dei quattro testa a testa e perdendo solo l'Iowa. Il Nebraska resta un capitolo a parte, con l'indipendente Dan Osborn a 30 possibilità su 100 contro l'uscente repubblicano Pete Ricketts.

Alla Camera il generic ballot, la media nazionale dei sondaggi che chiedono agli americani per quale partito voteranno, sale di tre decimi: i democratici sono avanti di 5,8 punti, 48,1 contro 42,2 (il 7 settembre erano 5,5), con otto sondaggi nazionali nuovi che vanno da un vantaggio democratico di 4,1 punti (Morning Consult) a uno di 11 (Quinnipiac University). Il modello considera già orientati 411 collegi, 218 verso i democratici e 193 verso i repubblicani, con 24 testa a testa come una settimana fa: è la prima volta che i collegi già orientati verso i democratici raggiungono da soli la maggioranza. I seggi attesi per i democratici, cioè la media di tutte le simulazioni, salgono da 228 a 230.

Diciassette collegi hanno cambiato classificazione. Il più mosso è TN-09, il nono collegio del Tennessee, quello di Memphis del democratico Steve Cohen, che i confini attuali danno per sicuro ai repubblicani: un sondaggio di Hart Research per due comitati democratici lo vede sotto di soli 4 punti e la probabilità sale da 3 a 19 su 100, da solid R a lean R. Quattro collegi entrano tra i testa a testa dai lean R con aggiustamenti di due o tre punti, tra cui IA-02 in Iowa e VA-01 in Virginia, e quattro ne escono verso i lean D, tra cui CA-22 in California e WI-03 in Wisconsin. In Texas TX-28, il collegio di Henry Cuellar a Laredo, si porta esattamente a metà, 50 su 100, nella settimana in cui abbiamo misurato con un nuovo [strumento](https://focusamerica.it/il-ritorno-degli-ispanici-ai-dem-rimette-in-gioco-la-nuova-mappa-del-texas/) quanto vale il ritorno degli ispanici ai democratici sulla nuova mappa dello stato.

Come sempre la proiezione è il punto centrale di una forchetta larga: nel 90 per cento delle simulazioni i democratici prendono tra 209 e 253 seggi alla Camera e tra 46 e 56 al Senato. E un 84 su 100 non è una certezza. Se questa elezione si potesse ripetere 100 volte nelle stesse condizioni, in 16 casi la Camera resterebbe ai repubblicani.

### Il confronto con gli altri modelli

Oltre al nostro seguiamo altri sei modelli previsionali e questa settimana il consenso è unanime in entrambe le camere. Alla Camera tutti e sette danno i democratici favoriti, in media con 85 possibilità su 100, in una forchetta da 68 a 96\. Al Senato, dove lunedì scorso un modello vedeva avanti i repubblicani e uno era fermo a metà, oggi tutti e sette danno i democratici avanti, con una media di 57 su 100 e una forchetta da 51 a 62.

Il nostro modello si è spostato verso il centro del gruppo alla Camera, dove con 84 su 100 sta appena sotto la mediana, e resta tra i più favorevoli ai democratici al Senato, dove con 60 è secondo solo a 50+1\. In parte è una scelta di metodo: dopo il confronto con i cicli 2018 e 2022 abbiamo allargato l'incertezza delle nostre simulazioni, che tiene le probabilità più vicine al 50.

Tutti i modelli sono saliti in settimana. Il movimento più netto è quello del modello di Nate Silver, nella versione Deluxe di [Silver Bulletin](https://www.natesilver.net/p/nate-silver-2026-midterm-election-polls-model?ref=focusamerica.it), che al Senato recupera quello che aveva perso la settimana prima e passa da 51 a 57 possibilità su 100; alla Camera sale da 83 a 86, con 233 seggi attesi. [50+1](https://fiftyplusone.news/forecast/house?ref=focusamerica.it), il sito di G. Elliott Morris, resta il più sicuro della vittoria democratica in entrambe le camere e sale da 93 a 96 alla Camera e da 58 a 62 al Senato. Subito sotto sta l'[Economist](https://www.economist.com/interactive/2026-us-midterms?ref=focusamerica.it), fermo a 89 alla Camera con 235 seggi attesi e in salita da 54 a 56 al Senato. [Split Ticket](https://split-ticket.org/?ref=focusamerica.it), il modello pubblicato da The Argument, sale da 85 a 89 alla Camera e da 56 a 59 al Senato.

Sotto di noi alla Camera stanno solo [VoteHub](https://votehub.com/2026-forecast/?ref=focusamerica.it), che sale da 76 a 81, e [Decision Desk HQ](https://votes.decisiondeskhq.com/forecast/2026/senate?ref=focusamerica.it), il più cauto a 68\. Sono anche i due che al Senato hanno cambiato favorito: VoteHub passa da 47 a 51 possibilità su 100 per i democratici, Decision Desk HQ dal 50 esatto a 52\. Sono gli unici due che oltre ai sondaggi incorporano i mercati predittivi, dove il Senato viene scambiato più vicino alla parità: è questo a tenerli più prudenti del gruppo.

Le distanze tra i sette sono di 28 punti alla Camera e di 11 al Senato, ma la lettura è la stessa per tutti: Camera molto probabilmente democratica, Senato in bilico con i democratici leggermente avanti. Ogni modello parte da input in parte diversi, dai sondaggi interni ai mercati, e li combina con un metodo proprio: le differenze stanno lì, non in fatti diversi.