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# Il nostro modello: il Kansas si apre, l'Alaska torna in bilico e il Missouri restituisce un seggio ai Dem
- URL: https://focusamerica.it/il-nostro-modello-il-kansas-si-apre-lalaska-torna-in-bilico-e-il-missouri-restituisce-un-seggio-ai-dem/
- Published: 2026-09-07T19:30:07.000Z
- Updated: 2026-09-07T19:30:07.000Z
- Description: I democratici hanno 80 possibilità su 100 di conquistare la Camera e 57 su 100 di ottenere il Senato: il 31 agosto erano 78 e 56. Sei testa a testa al Senato, con l'Iowa unico in mano repubblicana
- Author: Lorenzo Ruffino
- Tags: Elezioni, USA 2026, Midterm, Il modello predittivo, Senato, Camera, #ig-pubblicato

I democratici hanno **80 possibilità su 100** di conquistare la Camera e **57 su 100** di ottenere il Senato, secondo l'aggiornamento di oggi del nostro modello: una settimana fa, il 31 agosto, erano 78 e 56\. Piccoli passi avanti in entrambe le camere, in una settimana in cui i sondaggi nuovi hanno spinto in direzioni opposte e una sentenza in Missouri ha restituito ai democratici un seggio che la nuova mappa aveva cancellato.

La proiezione dei seggi, quella in cui i collegi in bilico vengono assegnati al partito oggi in vantaggio, alla Camera dà **223 seggi ai democratici e 212 ai repubblicani** (erano 222 a 213), mentre al Senato resta ferma su **52 seggi contro 48**. Sotto i totali si muovono quattro gare per il Senato, Kansas, Iowa, Michigan e Alaska, oltre a diciannove collegi della Camera.

Mancano 57 giorni alle elezioni di metà mandato di martedì 3 novembre, quando si rinnovano tutti i 435 seggi della Camera e 35 dei 100 del Senato. Il modello gira quattro volte al giorno e i numeri completi sono sulla sua [pagina](https://focusamerica.it/midterm-2026/); come nell'[aggiornamento](https://focusamerica.it/il-nostro-modello-i-dem-salgono-al-senato-e-lalaska-non-e-piu-un-testa-a-testa/) della settimana scorsa, prima il nostro modello e poi il confronto con gli altri sei.

### Che cosa è cambiato nel nostro modello

Partiamo dal Senato. Il movimento più ampio è in Kansas, dove il democratico Adam Hamilton, che sfida il repubblicano uscente Roger Marshall, sale da 14 a 23 possibilità su 100 e la gara passa da likely R a lean R, da vittoria repubblicana molto probabile a repubblicani solo leggermente favoriti. Pesa un sondaggio di Global Strategy Group, fatto per un comitato di parte democratica, che dà Hamilton avanti di un punto: il modello lo sconta come sondaggio di parte, ma con appena tre rilevazioni in tutto basta a ridurre il margine stimato da 7,8 a 4,5 punti. Il Kansas resta lontano dal testa a testa, ma non è più una gara chiusa.

In direzione opposta va l'Iowa, l'unico dei sei testa a testa in cui i repubblicani sono avanti. Il democratico Josh Turek, che corre per il seggio senza uscente contro la repubblicana Ashley Hinson, scende da 45 a 40 su 100 dopo il sondaggio di Emerson College per Nexstar che lo dà sotto di 4,4 punti; il distacco stimato passa da 0,7 a 1,3 punti. In Michigan, altro seggio senza uscente, il democratico Abdul El-Sayed sale invece da 56 a 60 contro il repubblicano Mike Rogers, sostenuto dalla rilevazione della Michigan State University che lo misura avanti di 5 punti; il margine si allarga da 0,8 a 1,3.

L'Alaska torna tra i testa a testa, una settimana dopo esserne uscita. La democratica Mary Peltola, opposta all'uscente repubblicano Dan Sullivan, scende da 72 a 69 su 100 e il margine stimato si restringe da 3,5 a 2,9 punti, sotto la soglia che separa i lean D dai tossup. È un movimento piccolo, che dice soprattutto quanto sia sottile il confine tra le due classificazioni. In Texas il democratico James Talarico, che [domina](https://focusamerica.it/texas-talarico-cresce-nei-sondaggi-mentre-i-soldi-di-trump-tardano-ad-arrivare/) la campagna pubblicitaria contro il repubblicano Ken Paxton, resta a 64 su 100 dopo un sondaggio di Overton Insights che fotografa un 50 pari.

Nel complesso i democratici partono favoriti in 47 seggi, i repubblicani in altri 47 e le gare in bilico salgono da cinque a sei: Alaska, Ohio, Texas, Michigan, Maine e Iowa. Ai democratici servono 51 seggi, perché con un 50 pari la maggioranza resta ai repubblicani grazie al voto del vicepresidente JD Vance. Nella proiezione di oggi ne ottengono 52, vincendo cinque dei sei testa a testa e perdendo solo l'Iowa. Il Nebraska resta un capitolo a parte: contro l'uscente repubblicano Pete Ricketts il candidato competitivo è l'indipendente Dan Osborn, fermo a 29 possibilità su 100 con un distacco stimato di 3,5 punti.

Alla Camera il generic ballot, la media nazionale dei sondaggi che chiedono agli americani per quale partito voteranno, è fermo: i democratici sono avanti di 5,5 punti, 47,5 contro 41,9 (il 31 agosto erano 5,6), con tre sondaggi nazionali nuovi che vanno da un vantaggio democratico di 2 punti (HarrisX per Harvard CAPS) a uno di 7,1 (Focaldata per il Financial Times). Il modello considera già orientati 411 collegi, 214 verso i democratici e 197 verso i repubblicani, con 24 testa a testa (erano 25); i seggi attesi per i democratici, cioè la media di tutte le simulazioni, restano a 228.

Diciannove collegi hanno cambiato classificazione e il caso più vistoso non dipende dai sondaggi ma da un tribunale. La Corte Suprema del Missouri ha [bloccato](https://focusamerica.it/la-corte-suprema-del-missouri-blocca-la-nuova-mappa-elettorale-voluta-da-trump/) la nuova mappa elettorale voluta dal presidente e a novembre si vota con i confini del 2022: MO-05, il quinto collegio del Missouri, quello di Kansas City difeso dal democratico Emanuel Cleaver, torna da solid R a solid D, da 5 a 100 possibilità su 100, mentre MO-02, il collegio della repubblicana Ann Wagner, riprende la sua forma precedente e passa da likely R a lean R, a 20 su 100\. Nel conto dello stato i democratici guadagnano un seggio atteso. In Florida due sondaggi di SEA Polling, di parte democratica, aprono altrettante gare: FL-16, il collegio del repubblicano Vern Buchanan, sale da 11 a 36 su 100 ed entra tra i testa a testa, mentre FL-09, difeso dal democratico Darren Soto, risale da 23 a 35\. In California CA-48, il collegio di Darrell Issa, scende da lean D a tossup nonostante un sondaggio di SurveyUSA che dà il democratico avanti di 3 punti, meno del margine stimato prima. In senso contrario cinque testa a testa, tra cui CO-05 in Colorado e IA-02 in Iowa, scivolano tra i lean R con aggiustamenti di due o tre punti, mentre MI-07, il collegio del repubblicano Tom Barrett in Michigan, si porta esattamente a metà, 50 su 100.

Come sempre la proiezione è il punto centrale di una forchetta larga: nel 90 per cento delle simulazioni i democratici prendono tra 207 e 251 seggi alla Camera e tra 46 e 56 al Senato. E un 80 su 100 non è una certezza. Se questa elezione si potesse ripetere 100 volte nelle stesse condizioni, in 20 casi la Camera resterebbe ai repubblicani.

### Il confronto con gli altri modelli

Oltre al nostro seguiamo altri sei modelli previsionali. Alla Camera il consenso è unanime: tutti e sette danno i democratici favoriti, in media con 82 possibilità su 100, in una forchetta da 67 a 93\. Al Senato cinque modelli su sette vedono avanti i democratici, uno vede avanti i repubblicani e uno è fermo esattamente a metà, con una media di 53 su 100.

Il nostro modello resta dove stava lunedì scorso: tra i più prudenti alla Camera con 80 su 100 e tra i più favorevoli ai democratici al Senato con 57\. In parte è una scelta di metodo: dopo il confronto con i cicli 2018 e 2022 abbiamo allargato l'incertezza delle nostre simulazioni, che tiene le probabilità più vicine al 50\. Al Senato la distanza tra i sette modelli è di undici punti, da 47 a 58: nessuno si allontana molto dal testa a testa.

La novità della settimana è il modello di Nate Silver, nella versione Deluxe di [Silver Bulletin](https://www.natesilver.net/p/nate-silver-2026-midterm-election-polls-model?ref=focusamerica.it), che al Senato scende da 56 a 51 possibilità su 100 e porta i seggi democratici attesi da 51 a 50: il movimento più netto tra i sette, in una settimana in cui gli altri si sono spostati di un punto o due. Alla Camera passa da 85 a 83\. Nella direzione opposta va [50+1](https://fiftyplusone.news/forecast/house?ref=focusamerica.it), il sito di G. Elliott Morris, che sale al Senato da 55 a 58 e alla Camera da 92 a 93 ed è il più sicuro della vittoria democratica in entrambe le camere. Subito sotto sta l'[Economist](https://www.economist.com/interactive/2026-us-midterms?ref=focusamerica.it), che alla Camera scende di un punto a 89 e al Senato resta a 54 con 51 seggi attesi ai democratici. [Split Ticket](https://www.theargumentmag.com/p/split-ticket-2026-midterms-model?ref=focusamerica.it), il modello pubblicato da The Argument, è fermo a 85 alla Camera e sale di un punto al Senato, a 56.

Sotto di noi alla Camera stanno solo [VoteHub](https://votehub.com/2026-forecast/?ref=focusamerica.it) a 76 e [Decision Desk HQ](https://votes.decisiondeskhq.com/forecast/2026/senate?ref=focusamerica.it), il più cauto a 67\. Sono anche gli unici due a non dare i democratici favoriti al Senato: il primo assegna ai repubblicani 53 possibilità su 100, il secondo è passato in una settimana da 49 a un 50 esatto. Sono anche gli unici che oltre ai sondaggi incorporano i mercati predittivi, le piattaforme dove si scommette sull'esito delle elezioni; i mercati sul Senato restano più scettici dei sondaggi.

Il promemoria finale vale ogni settimana: sette modelli costruiti in modo diverso raccontano la stessa elezione, Camera orientata verso i democratici e Senato in equilibrio. Le differenze tra un 67 e un 93 non nascono da letture opposte della campagna ma dagli ingredienti, quali sondaggi entrano e con che peso, quanto contano i fondamentali, i giudizi degli esperti o i mercati. Per questo li mettiamo in fila: più del numero di un singolo modello conta la direzione in cui si muovono. Questa settimana la direzione è la stessa, con il Senato che si conferma il vero campo di battaglia.