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# Il nostro modello: il Kansas diventa un testa a testa, il Texas si sposta verso i democratici
- URL: https://focusamerica.it/il-nostro-modello-il-kansas-diventa-un-testa-a-testa-il-texas-si-sposta-verso-i-democratici/
- Published: 2026-09-21T19:30:00.000Z
- Updated: 2026-09-21T19:30:00.000Z
- Description: I democratici hanno 91 possibilità su 100 di conquistare la Camera e 67 su 100 di ottenere il Senato: una settimana fa erano 84 e 63. Il Kansas diventa un testa a testa
- Author: Lorenzo Ruffino
- Tags: Elezioni, USA 2026, Midterm, Il modello predittivo, Senato, Camera

I democratici hanno **91 possibilità su 100** di conquistare la Camera e **67 su 100** di ottenere il Senato, secondo l'aggiornamento di oggi del nostro modello: una settimana fa, nell'ultimo aggiornamento di lunedì 14 settembre, erano 84 e 63\. Per la seconda settimana di fila è il passo avanti più ampio da quando il modello pubblica le probabilità, in una settimana con undici sondaggi nazionali, tutti con i democratici avanti di almeno 5 punti, e ventisei sondaggi statali per il Senato.

La proiezione dei seggi, quella in cui i collegi in bilico vengono assegnati al partito oggi in vantaggio, alla Camera dà **230 seggi ai democratici e 205 ai repubblicani** (erano 225 a 210), mentre al Senato resta ferma su **52 seggi contro 48**. Sotto i totali si muovono otto gare per il Senato e venti collegi della Camera: il Kansas diventa un testa a testa, il Texas si sposta dalla parte dei democratici e il Nebraska fa il percorso opposto.

Mancano 43 giorni alle elezioni di metà mandato di martedì 3 novembre, quando si rinnovano tutti i 435 seggi della Camera e 35 dei 100 del Senato. I numeri completi sono sulla [pagina](https://focusamerica.it/midterm-2026/) del modello. Nel pezzo di [lunedì scorso](https://focusamerica.it/il-nostro-modello-ohio-e-alaska-escono-dai-testa-a-testa-il-new-hampshire-si-stringe-dopo-le-primarie/), il 14 settembre, il Senato era a 60 su 100; gli aggiornamenti successivi della stessa giornata lo avevano già portato a 63 ed è da lì che misuriamo la settimana.

### Che cosa è cambiato nel nostro modello

Partiamo dal Senato. Il movimento più ampio è in Kansas, dove il democratico Adam Hamilton sfida il repubblicano uscente Roger Marshall in uno stato che non elegge un senatore democratico dal 1932\. Un sondaggio di Emerson College per Nexstar dà Hamilton avanti di 1,5 punti, 44,8 contro 43,3\. Il margine stimato scende da 4,1 a 1,6 punti per Marshall, Hamilton sale da 24 a 38 possibilità su 100 e la gara passa da lean R a tossup, cioè da repubblicani favoriti a testa a testa. Una settimana fa il vicepresidente JD Vance era andato lì a fare [campagna](https://focusamerica.it/vance-fa-campagna-in-kansas-dove-i-democratici-puntano-al-seggio-di-roger-marshall/) per l'uscente.

Si muove anche la Florida, dove la democratica Angie Nixon sale da 17 a 23 su 100 contro la repubblicana uscente Ashley Moody. Pesa un sondaggio di St. Pete Polls per Florida Politics che vede i due quasi alla pari, 45,2 contro 44,8 per Moody, e che si aggiunge ai [segnali](https://focusamerica.it/dai-sondaggi-arrivano-segnali-dallarme-per-i-repubblicani-in-florida-kansas-e-texas/) arrivati in settimana per i repubblicani in Florida, Kansas e Texas. Il margine stimato scende da 5,3 a 3,9 punti e la gara resta lean R, con Moody favorita ma non più al riparo.

In Texas sono entrati altri quattro sondaggi e tutti danno avanti il democratico James Talarico sul repubblicano Ken Paxton, da 1 punto (Emerson College) a 6 (Siena Research Institute con ReconMR). Talarico sale da 69 a 73 su 100 e la gara passa da tossup a lean D. Nello stesso senso vanno l'Ohio, dove il democratico Sherrod Brown sale da 74 a 78 contro l'uscente repubblicano Jon Husted dopo due sondaggi che lo danno avanti di 3 e di 3,9 punti, e il Michigan, dove il democratico Abdul El-Sayed sale da 64 a 69 contro il repubblicano Mike Rogers.

Due gare vanno in direzione opposta. In Minnesota la democratica Peggy Flanagan scende da 79 a 75 contro la repubblicana Michele Tafoya dopo due sondaggi più stretti della media, tra il pareggio e un punto di vantaggio. In Nebraska l'indipendente Dan Osborn, che sfida il repubblicano uscente Pete Ricketts, scende da 47 a 40 su 100 dopo un sondaggio di Wedgewood Polls che dà Ricketts al 52 per cento. Il 14 settembre avevamo scritto 30 su 100, poi gli aggiornamenti della sera lo avevano portato a 47.

Nel complesso i democratici partono favoriti in 50 seggi, i repubblicani in 45 e le gare in bilico restano cinque: Michigan, Maine, Iowa, Nebraska e Kansas. Ai democratici servono 51 seggi, perché con un 50 pari la maggioranza resta ai repubblicani grazie al voto del vicepresidente. Nella proiezione di oggi ne ottengono 52, vincendo in Michigan e in Maine, dove il democratico Troy Jackson sfida la repubblicana uscente Susan Collins, e perdendo gli altri tre testa a testa. L'Iowa, con il democratico Josh Turek a 48 su 100 contro la repubblicana Ashley Hinson, resta la gara più incerta delle 35.

Alla Camera il generic ballot, la media nazionale dei sondaggi che chiedono agli americani per quale partito voteranno, sale di sei decimi: i democratici sono avanti di 6,5 punti, 48,5 contro 41,9 (il 14 settembre erano 5,9). Gli undici sondaggi nazionali della settimana vanno da un vantaggio democratico di 5 punti (Hart Research per NBC News) a uno di 13 (Marquette Law School). Confermano quello che avevamo visto nei [sondaggi](https://focusamerica.it/i-sond/) di venerdì. Il modello considera già orientati 410 collegi, 222 verso i democratici e 188 verso i repubblicani, con 25 testa a testa (erano 26). I seggi attesi per i democratici, cioè la media di tutte le simulazioni, salgono da 231 a 234.

Venti collegi hanno cambiato classificazione, tutti tranne uno verso i democratici. I salti più grandi vengono da sondaggi commissionati da comitati democratici. NE-01, il primo collegio del Nebraska, del repubblicano Mike Flood, passa da solid R, sicuro per i repubblicani, a tossup, da 4 a 46 su 100, dopo un sondaggio di Global Strategy Group che vede avanti il democratico di 4 punti. In North Carolina NC-01, il collegio del democratico uscente Don Davis, sale da 48 a 72 e diventa lean D dopo un sondaggio di GBAO che lo dà avanti di 7 punti, mentre NC-11, del repubblicano Chuck Edwards, scende da 42 a 22\. In altri tre collegi, TX-28 di Henry Cuellar in Texas, MN-02 di Angie Craig in Minnesota e PA-08 di Rob Bresnahan in Pennsylvania, il modello non conta più l'unico sondaggio che aveva: la stima torna a poggiare sul generic ballot e sulla storia del collegio. Tutti e tre si spostano verso i democratici. TX-28 passa da 51 a 94 su 100, da tossup a likely D, cioè con i democratici nettamente favoriti.

Come sempre la proiezione è il punto centrale di una forchetta larga: nel 90 per cento delle simulazioni i democratici prendono tra 213 e 257 seggi alla Camera e tra 46 e 57 al Senato. E un 91 su 100 non è una certezza. Se questa elezione si potesse ripetere 100 volte nelle stesse condizioni, in 9 casi la Camera resterebbe ai repubblicani; al Senato succederebbe in 33.

### Il confronto con gli altri modelli

Per la seconda settimana il consenso dei sette modelli che seguiamo è unanime in entrambe le camere. Alla Camera tutti e sette danno i democratici favoriti, in media con 88 possibilità su 100, in una forchetta da 70 a 97\. Al Senato tutti e sette li vedono avanti, con una media di 60 su 100 e una forchetta da 52 a 67.

Alla Camera il nostro modello, con 91 su 100, sta esattamente a metà del gruppo, alla pari con Split Ticket. Al Senato invece, con 67, questa settimana è il più favorevole ai democratici dei sette, poco davanti a Silver Bulletin e a 50+1\. Nella nostra probabilità pesano i sondaggi della settimana in Texas, Ohio e Kansas, che hanno spostato tre gare verso i democratici.

Quasi tutti i modelli sono saliti in settimana. Il movimento più netto è ancora quello del modello di Nate Silver, nella versione Deluxe di [Silver Bulletin](https://www.natesilver.net/p/nate-silver-2026-midterm-election-polls-model?ref=focusamerica.it), che al Senato passa da 57 a 65 possibilità su 100 e alla Camera da 86 a 90\. [50+1](https://fiftyplusone.news/forecast/house?ref=focusamerica.it), il sito di G. Elliott Morris, resta il più sicuro della vittoria democratica alla Camera, da 96 a 97, e al Senato sale da 62 a 64\. L'[Economist](https://www.economist.com/interactive/2026-us-midterms?ref=focusamerica.it) sale da 89 a 92 alla Camera e da 56 a 58 al Senato. L'unico a scendere è [Split Ticket](https://split-ticket.org/?ref=focusamerica.it), il modello pubblicato da The Argument, che al Senato passa da 59 a 57 mentre alla Camera sale da 89 a 91.

I più cauti restano [VoteHub](https://votehub.com/2026-forecast/?ref=focusamerica.it), che sale da 81 a 84 alla Camera e da 51 a 55 al Senato, e [Decision Desk HQ](https://votes.decisiondeskhq.com/forecast/2026/senate?ref=focusamerica.it), fermo a 52 al Senato e salito da 68 a 70 alla Camera. Sono gli unici due che oltre ai sondaggi incorporano i mercati predittivi, ed è la differenza di metodo che più li tiene sotto il resto del gruppo.

Le distanze tra i sette sono di 27 punti alla Camera e di 15 al Senato, ma la lettura resta la stessa per tutti: Camera molto probabilmente democratica, Senato con i democratici avanti ma lontani dalla sicurezza. Ogni modello parte da input in parte diversi, dai sondaggi interni ai mercati e alla raccolta fondi, e li combina con un metodo proprio: le differenze stanno lì, non in fatti diversi.