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# Il nostro modello: i Dem salgono al Senato e l'Alaska non è più un testa a testa
- URL: https://focusamerica.it/il-nostro-modello-i-dem-salgono-al-senato-e-lalaska-non-e-piu-un-testa-a-testa/
- Published: 2026-09-01T11:30:35.000Z
- Updated: 2026-09-01T11:30:35.000Z
- Description: I democratici hanno 78 possibilità su 100 di conquistare la Camera e 56 su 100 di ottenere il Senato: il 25 agosto erano 79 e 54. Sondaggi nuovi spostano Maine, Texas, Michigan e Ohio
- Author: Lorenzo Ruffino
- Tags: Elezioni, USA 2026, Midterm, Il modello predittivo, Senato, Camera, #ig-pubblicato

I democratici hanno **78 possibilità su 100** di conquistare la Camera e **56 su 100** di ottenere il Senato, secondo l'aggiornamento di oggi del nostro modello: una settimana fa, il 25 agosto, erano 79 e 54\. Il movimento della settimana sta tutto al Senato.

La proiezione dei seggi, quella in cui i collegi in bilico vengono assegnati al partito oggi in vantaggio, alla Camera dà **223 seggi ai democratici e 212 ai repubblicani** (erano 224 a 211), mentre al Senato resta ferma su **52 seggi contro 48**. Dietro la stabilità dei totali c'è però una settimana mossa, con sondaggi favorevoli ai democratici in Maine, Texas, Michigan e Ohio, mentre l'Alaska smette di essere un testa a testa.

Mancano 63 giorni alle elezioni di metà mandato di martedì 3 novembre, quando si rinnovano tutti i 435 seggi della Camera e 35 dei 100 del Senato. Il modello gira quattro volte al giorno e i numeri completi sono sulla sua [pagina](https://focusamerica.it/midterm-2026/); come nell'[aggiornamento](https://focusamerica.it/il-nostro-modello-da-ai-democratici-80-possibilita-su-100-alla-camera-e-54-al-senato/) della settimana scorsa, prima il nostro modello e poi il confronto con gli altri sei.

### Che cosa è cambiato nel nostro modello

Partiamo dal Senato, dove è successo di più. Il movimento più netto è nel Maine, dove il democratico Troy Jackson, che sfida la repubblicana uscente Susan Collins, sale da 55 a 60 possibilità su 100, con un margine stimato che passa da 0,7 a 1,4 punti. Pesa il sondaggio di Abacus Data di fine agosto che dà Jackson avanti di 8 punti, più di quanto stimiamo noi ma abbastanza da spostare la media. La gara resta un *tossup*, un testa a testa; il Maine è anche tra gli Stati dove il super PAC di Elon Musk ha appena lanciato i primi [spot](https://focusamerica.it/il-super-pac-di-elon-musk-riparte-con-spot-online-contro-il-socialismo/) della sua campagna.

L'Alaska invece esce dal gruppo dei testa a testa. La democratica Mary Peltola, opposta all'uscente repubblicano Dan Sullivan, sale a 70 su 100 (era 67) e la gara passa a *lean D*, cioè democratici leggermente favoriti. Non ci sono sondaggi nuovi, ma il margine stimato si è allargato da 2,6 a 3,1 punti, abbastanza per far scattare la soglia; della sorpresa Alaska avevamo parlato anche nella [diretta](https://focusamerica.it/che-cosa-ci-siamo-detti-nella-diretta-di-domenica-30-agosto/) di domenica sera.

Nella stessa direzione si muovono tre gare pesanti. In Texas James Talarico, il democratico che affronta il repubblicano Ken Paxton per un seggio senza uscente, sale da 62 a 66 su 100 dopo il sondaggio di Slingshot Strategies che lo dà avanti di 6 punti. In Michigan, altro seggio senza uscente, il democratico Abdul [El-Sayed](https://focusamerica.it/el-sayed-paragona-la-sharia-al-diritto-canonico-nellintervista-con-fox-news/) passa da 54 a 57 contro il repubblicano Mike Rogers, con la rilevazione di EPIC-MRA che lo misura avanti di 4\. In [Ohio](https://focusamerica.it/la-rabbia-degli-elettori-puo-rimettere-lohio-tra-gli-stati-in-bilico/) il democratico Sherrod Brown, che sfida l'uscente Jon Husted, sale a 69 su 100 (era 67), sostenuto da un altro sondaggio di Abacus Data che gli assegna 5 punti di vantaggio.

Nel complesso i democratici partono favoriti in 48 seggi e i repubblicani in 47, mentre le gare in bilico scendono da sei a cinque: Ohio, Texas, Maine, Michigan e Iowa. Ai democratici servono 51 seggi, perché con un 50 pari la maggioranza resta ai repubblicani grazie al voto del vicepresidente JD Vance. Nella proiezione di oggi ne ottengono 52, vincendo quattro dei cinque testa a testa; l'unico in cui restano dietro è l'Iowa, dove il democratico Josh Turek insegue la repubblicana Ashley Hinson di 0,7 punti e si ferma a 45 possibilità su 100.

Un capitolo a parte è il Nebraska, dove contro l'uscente repubblicano Pete Ricketts il candidato competitivo non è un democratico ma l'indipendente Dan Osborn, le cui possibilità salgono da 25 a 29 su 100 mentre il distacco si riduce da 4,8 a 3,5 punti. Infine il South Dakota passa da *solid R* a *likely R*, da vittoria repubblicana quasi certa a molto probabile. L'uscente Mike Rounds resta ampiamente favorito, con i democratici a 6 su 100, ma un sondaggio fatto per il fronte dell'indipendente Brian Bengs lo misura al 44 per cento e il margine stimato è sceso da 16,2 a 10,3 punti.

Alla Camera i movimenti sono più piccoli. Il *generic ballot*, la media nazionale dei sondaggi che chiedono agli americani per quale partito voteranno, dà i democratici avanti di 5,6 punti, 47,3 contro 41,7 (il 25 agosto erano 5,4), con otto sondaggi nazionali nuovi entrati in settimana. È lo stesso clima che da mesi si legge nelle elezioni [suppletive](https://focusamerica.it/le-elezioni-suppletive-stanno-andando-benissimo-per-i-democratici/). Il modello considera già orientati 411 collegi, 215 verso i democratici e 196 verso i repubblicani, mentre i testa a testa restano 24; i seggi attesi per i democratici, cioè la media di tutte le simulazioni, scendono di poco, a 228 (erano 229).

Quattordici collegi hanno cambiato classificazione, quasi tutti per aggiustamenti minimi. I casi sostanziali sono pochi. TX-34, il trentaquattresimo collegio del Texas, difeso dal democratico uscente Vicente Gonzalez, passa da *tossup* a *lean D* con il balzo più ampio della settimana, da 56 a 72 su 100, dopo il sondaggio del Barbara Jordan Public Policy Research and Survey Center che dà Gonzalez avanti di 5 punti; TX-35, il collegio del democratico Greg Casar, scivola invece tra i *lean R*, a 33 su 100\. In Michigan tre collegi difesi dai repubblicani si muovono in direzioni opposte. MI-04, quello di Bill Huizenga, crolla da 52 a 34 perché il sondaggio che lo dava in equilibrio è uscito per età dalla finestra del modello. MI-10, quello di John James, scende da 60 a 49 dopo una rilevazione di parte democratica che fotografa un 45 pari, mentre MI-07, quello di Tom Barrett, risale sopra la metà, a 51\. OH-01, il collegio del democratico Greg Landsman, passa da *likely D* a *lean D* dopo un sondaggio che gli lascia poco più di 3 punti di vantaggio, mentre WI-03 in Wisconsin e CO-05 in Colorado entrano tra i testa a testa.

Come sempre, la proiezione è solo il punto centrale di una forchetta larga: nel 90 per cento delle simulazioni i democratici prendono tra 206 e 251 seggi alla Camera e tra 46 e 55 al Senato. E un 78 su 100 non è una certezza. Se questa elezione si potesse ripetere 100 volte nelle stesse condizioni, in 22 casi la Camera resterebbe ai repubblicani.

### Il confronto con gli altri modelli

Oltre al nostro seguiamo altri sei modelli previsionali. Alla Camera il consenso è unanime: tutti e sette danno i democratici favoriti, in media con 82 possibilità su 100, in una forchetta da 66 a 92\. Al Senato invece cinque modelli su sette vedono avanti i democratici e due i repubblicani, con una media di 53 su 100.

Il nostro modello occupa posizioni opposte nelle due camere. Alla Camera, con 78 su 100, è tra i più prudenti; al Senato, a 56, è quello che vede meglio i democratici. In parte è una scelta di metodo: dopo il confronto con i cicli 2018 e 2022 abbiamo allargato l'incertezza delle nostre simulazioni, che tiene le probabilità più vicine al 50\. Al Senato, del resto, la distanza tra i sette modelli è di appena nove punti: siamo tutti attorno a un testa a testa.

Sotto di noi alla Camera stanno solo [VoteHub](https://votehub.com/2026-forecast/?ref=focusamerica.it) (77) e [Decision Desk HQ](https://votes.decisiondeskhq.com/forecast/2026/senate?ref=focusamerica.it), il più cauto a 66\. Sono anche gli unici due a dare i repubblicani leggermente favoriti al Senato (53 e 51 su 100) e gli unici che oltre ai sondaggi incorporano i mercati predittivi, le piattaforme dove si scommette sull'esito delle elezioni. Rispetto al 24 agosto pure loro si sono però spostati verso i democratici, con il vantaggio repubblicano al Senato che scende da 53 a 51 per il primo e da 54 a 53 per il secondo.

All'estremo opposto il più sicuro della vittoria democratica alla Camera è [50+1](https://fiftyplusone.news/forecast/house?ref=focusamerica.it), il sito di G. Elliott Morris, salito in una settimana da 90 a 92 possibilità su 100\. Subito sotto c'è [l'Economist](https://www.economist.com/interactive/2026-us-midterms?ref=focusamerica.it), che passa da 88 a 90 e al Senato dà i democratici a 54 (erano 53). In mezzo stanno la versione Deluxe del modello di [Nate Silver](https://www.natesilver.net/p/nate-silver-2026-midterm-election-polls-model?ref=focusamerica.it) (85 alla Camera, 56 come noi al Senato) e [Split Ticket](https://www.theargumentmag.com/p/split-ticket-2026-midterms-model?ref=focusamerica.it), il modello pubblicato da The Argument, che segna il movimento più netto della settimana scendendo alla Camera da 89 a 85 e salendo al Senato da 53 a 55.

Il promemoria finale vale ogni settimana: sette modelli costruiti in modo diverso raccontano la stessa elezione, Camera orientata verso i democratici e Senato in equilibrio. Le differenze tra un 66 e un 92 non nascono da letture opposte della campagna ma dagli ingredienti: quali sondaggi entrano e con che peso, quanto contano i fondamentali, i giudizi degli esperti o i mercati. Per questo li mettiamo in fila, perché più del numero di un singolo modello conta la direzione in cui si muovono.