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# Il nostro modello dà ai Dem 80 possibilità su 100 alla Camera e 53 al Senato
- URL: https://focusamerica.it/il-nostro-modello-da-ai-democratici-80-possibilita-su-100-alla-camera-e-54-al-senato/
- Published: 2026-08-24T19:00:22.000Z
- Updated: 2026-08-24T19:12:06.000Z
- Description: L'aggiornamento settimanale: dopo le primarie l'Alaska si avvicina ai democratici e la Florida si allontana, il vantaggio nazionale scende a 5,4 punti. E il confronto con gli altri sei modelli.
- Author: Lorenzo Ruffino
- Tags: Elezioni, USA 2026, Midterm, Il modello predittivo, Senato, Camera, #ig-pubblicato

I democratici hanno **80 possibilità su 100** di conquistare la Camera e **53 su 100** di ottenere la maggioranza al Senato, secondo l'aggiornamento di oggi del nostro [modello](https://focusamerica.it/midterm-2026/) sulle elezioni di metà mandato del 3 novembre, a 71 giorni dal voto. Una settimana fa erano 83 e 56\. Alla Camera il vantaggio si è ridotto perché la media nazionale dei sondaggi è scesa da 5,9 a 5,4 punti, mentre al Senato la settimana delle primarie ha ridisegnato due sfide in direzioni opposte: l'Alaska si è avvicinata ai democratici, la Florida si è allontanata. 

Alla Camera la proiezione assegna oggi **224 seggi ai democratici e 211 ai repubblicani**, con 24 collegi in bilico attribuiti al partito in vantaggio; la maggioranza è a 218\. La media delle 50.000 simulazioni è di 229 seggi democratici, con un intervallo tra 207 e 254 nel 90 per cento degli scenari. Al Senato, assegnando le sei gare in bilico a chi è avanti, i democratici arrivano a **52 seggi contro 48**, mentre una settimana fa la stessa conta dava 50 a 50\. Una parte delle differenze alla Camera (una settimana fa i seggi proiettati erano 227 e i collegi in bilico 20) viene dall'[aggiornamento](https://focusamerica.it/aggiornamento-modello-previsione-midterm-2026-le-probabilita-di-vittoria/) del modello introdotto mercoledì, che ha ricalibrato l'incertezza, non dai sondaggi.

### Che cosa è cambiato nel nostro modello

Il movimento più grande è in Alaska. Martedì le primarie hanno confermato la sfida tra la democratica Mary Peltola e il senatore uscente repubblicano Dan Sullivan, che a novembre [avrà](https://focusamerica.it/in-alaska-sara-peltola-contro-i-due-sullivan/) sulla scheda anche un omonimo repubblicano. Da quel momento il modello ha agganciato ai due candidati i 14 sondaggi disponibili sulla gara, che prima restavano fuori in attesa dei nomi definitivi. Il risultato è che Peltola è avanti di 2,5 punti nella media e vince in 66 scenari su 100, contro i 52 di una settimana fa, quando la stima si reggeva solo sui dati strutturali dello Stato. La gara resta classificata in bilico.

In Florida è successo il contrario. La vittoria a sorpresa di Angie Nixon nella primaria democratica ha [fissato](https://focusamerica.it/una-socialista-dem-vince-a-sorpresa-la-primaria-per-il-senato-in-florida/) la sfida con la senatrice uscente Ashley Moody e ha fatto entrare nel modello quattro sondaggi, la cui media dà Moody avanti di quasi dieci punti. Le possibilità democratiche sono scese da 22 a 8 su 100 e la gara è classificata come probabilmente repubblicana.

In Minnesota, dove il seggio è aperto, un sondaggio di SurveyUSA per l'emittente KSTP dà la democratica Peggy Flanagan avanti di 5 punti su Michele Tafoya. È meno di quanto indicassero i dati strutturali dello Stato, così la media è scesa da 11,4 a 5,7 punti e le possibilità democratiche da 89 a 82 su 100, anche se Flanagan resta la favorita. In Arkansas due sondaggi molto diversi tra loro, uno di Hendrix College con la democratica Hallie Shoffner avanti di 3 punti sul senatore uscente Tom Cotton e uno di J.L. Partners con Cotton avanti di 16, hanno ristretto il margine medio da 13,5 a 8,5 punti, ma Cotton resta nettamente favorito, con 92 possibilità su 100\. In Michigan tre nuovi sondaggi, tra cui quello di Susquehanna che [rilancia](https://focusamerica.it/in-michigan-un-sondaggio-rilancia-le-speranze-di-el-sayed/) Abdul El-Sayed con 7 punti di vantaggio, hanno riportato il candidato democratico davanti al repubblicano Mike Rogers di mezzo punto nella media, con 54 possibilità su 100 contro le 50 di una settimana fa.

Le gare in bilico restano sei. In Ohio Sherrod Brown ha 66 possibilità su 100 contro il senatore uscente Jon Husted; in Alaska Peltola 66; in Texas James Talarico 62 contro Ken Paxton; in Maine Troy Jackson 54 contro la senatrice uscente Susan Collins; in Michigan El-Sayed 54; in Iowa, l'unica delle sei in cui è avanti il repubblicano, Josh Turek ha 45 possibilità su 100 contro Ashley Hinson. Ai democratici servono 51 seggi, perché in caso di 50 a 50 decide il voto del vicepresidente JD Vance. Oggi il modello li vede favoriti in cinque delle sei sfide in bilico, oltre che in Minnesota e in North Carolina, dove Roy Cooper è a 86 su 100\. In Nebraska l'indipendente Dan Osborn ha 25 possibilità su 100 di battere il senatore uscente Pete Ricketts. Nel complesso i democratici conquistano il Senato in 53 scenari su 100 e in 51 su 100 ottengono entrambe le camere; i repubblicani tengono tutto in 18 scenari su 100.

Alla Camera il quadro si muove soprattutto con la media nazionale dei sondaggi. Il generic ballot, la domanda su quale partito si voterebbe per il Congresso senza indicare i candidati, vede i democratici al 47,3 per cento e i repubblicani al 41,8, un vantaggio di 5,4 punti, mezzo punto meno di una settimana fa. Sono entrati nel modello 15 sondaggi nazionali. Emerson dà i democratici avanti di 7,6 punti tra i probabili elettori, YouGov per l'Economist di 7, Echelon Insights di 6, Noble Predictive Insights di 5, mentre la serie settimanale di Morning Consult, con campioni di circa 30.000 intervistati, resta intorno ai 4 punti. Un vantaggio estivo di questa ampiezza, come abbiamo [raccontato](https://focusamerica.it/il-vantaggio-estivo-dei-dem-nei-sondaggi-non-e-per-forza-unillusione/) sabato, non è per forza destinato a sgonfiarsi entro novembre.

Tra i 435 collegi, 19 hanno cambiato classificazione in una settimana. Il caso più vistoso è AR-02, il secondo collegio dell'Arkansas, dove un sondaggio di Hendrix College dà lo sfidante democratico avanti di 4 punti sul deputato uscente French Hill. La gara è passata da probabilmente repubblicana a in bilico, con la media in sostanziale parità e le possibilità democratiche da 6 a 49 su 100, sulla base però di un solo sondaggio. Simile il caso di MD-01, l'unico collegio repubblicano del Maryland: un sondaggio commissionato dai democratici dà il loro candidato avanti di un punto sul deputato uscente Andy Harris e la gara, che pareva sicura, ora è solo leggermente repubblicana, con le possibilità democratiche salite da 5 a 30 su 100\. In direzione opposta il ventunesimo collegio di New York, il seggio lasciato da Elise Stefanik: un sondaggio di J.L. Partners dà il repubblicano Anthony Constantino avanti di 13 punti su Blake Gendebien e da in bilico la gara è diventata leggermente repubblicana, con i democratici scesi da 51 a 26 su 100\. Altri due collegi repubblicani, OH-15 in Ohio e VA-05 in Virginia, sono diventati più contendibili dopo sondaggi commissionati dai democratici che danno gli uscenti Mike Carey e John McGuire avanti di 3 o 5 punti, mentre sette collegi già sicuri per i repubblicani, dalla Florida allo Stato di Washington, sono passati alla categoria più solida.

Resta il promemoria di sempre: 80 possibilità su 100 non sono una certezza. In 100 elezioni svolte nelle condizioni di oggi, i democratici conquisterebbero la Camera 80 volte e la perderebbero 20, cioè una su cinque.

### Il confronto con gli altri modelli

Tutti e sette i modelli pubblici che seguiamo danno i democratici favoriti alla Camera, con una media di 82 possibilità su 100 e una forchetta che va dalle 67 di Decision Desk HQ alle 90 di 50+1\. Al Senato la forchetta è stretta intorno alla parità. Cinque modelli su sette vedono favoriti i democratici, la media è di 52 su 100, dalle 46 di VoteHub alle 56 di Silver Bulletin.

Il nostro modello è tra i più prudenti alla Camera, con 80 su 100, meno del modello di [Nate Silver](https://www.natesilver.net/p/nate-silver-2026-midterm-election-polls-model?ref=focusamerica.it) nella versione Deluxe (84), dell'[Economist](https://www.economist.com/interactive/2026-us-midterms?ref=focusamerica.it) (88), di [Split Ticket](https://www.theargumentmag.com/p/split-ticket-2026-midterms-model?ref=focusamerica.it), il modello pubblicato da The Argument (89) e di [50+1](https://fiftyplusone.news/forecast/house?ref=focusamerica.it), il sito di G. Elliott Morris (90); più di [VoteHub](https://votehub.com/2026-forecast/?ref=focusamerica.it) (76) e di [Decision Desk HQ](https://votes.decisiondeskhq.com/forecast/2026/senate?ref=focusamerica.it) (67). Sui seggi le distanze sono piccole e si va dai 229 seggi democratici attesi del nostro modello e di Decision Desk HQ ai 236 dell'Economist, con Silver, 50+1 e VoteHub tra 230 e 232\. Al Senato siamo nel mezzo, con 53 su 100 come l'Economist e Split Ticket, sotto le 56 di Silver e le 55 di 50+1, sopra le 46 di VoteHub e le 47 di Decision Desk HQ. Tutti proiettano 50 o 51 seggi democratici, cioè la soglia esatta della maggioranza. Per questo basta uno spostamento minimo per cambiare il favorito.

Decision Desk HQ e VoteHub includono tra gli ingredienti anche i mercati predittivi, dove si scommette con denaro vero sull'esito del voto; il nostro modello ha allargato l'incertezza dopo i test sulle elezioni del 2018 e del 2022 e questo spinge le probabilità verso il centro. Soprattutto, ogni modello stima a modo suo quanto gli errori dei sondaggi siano correlati tra uno Stato e l'altro, ed è questa scelta a decidere quanto un vantaggio nella media si traduca in sicurezza. Nell'ultima settimana l'Economist ha alzato le possibilità democratiche di 4 punti alla Camera e di 5 al Senato, Decision Desk HQ di 1 e di 2, VoteHub le ha limate di un punto alla Camera. Il modello di Silver, che avevamo [presentato](https://focusamerica.it/il-modello-di-nate-silver-da-i-democratici-molto-favoriti/) l'11 agosto a 87 su 100 alla Camera, è sceso a 84, mentre al Senato è passato da 57 a 56.

Sette modelli, conclusioni vicine: la Camera va ai democratici, il Senato si decide in cinque o sei Stati. Torneremo a confrontarli lunedì prossimo.