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# Il mercato del lavoro Usa torna a correre, 162mila nuovi posti di lavoro ad agosto
- URL: https://focusamerica.it/il-mercato-del-lavoro-usa-torna-a-correre-162mila-nuovi-posti-di-lavoro-ad-agosto/
- Published: 2026-09-04T14:30:53.000Z
- Updated: 2026-09-04T14:48:43.000Z
- Description: Occupazione molto sopra le attese e disoccupazione ferma al 4,1%. Il dato rafforza però le chance di un rialzo dei tassi della Federal Reserve a settembre.
- Author: Redazione
- Tags: Economia, Occupazione

L'economia americana ha creato 162mila posti di lavoro ad agosto, molto più delle attese degli economisti, che a seconda dei sondaggi indicavano un aumento compreso tra 53mila e 65mila unità. Il tasso di disoccupazione è invece rimasto stabile al 4,1%, secondo i [dati](https://www.bls.gov/news.release/empsit.nr0.htm?ref=focusamerica.it) diffusi oggi dal Dipartimento del Lavoro.

Si tratta dell'incremento mensile più consistente da maggio e di un dato superiore di oltre cinque volte alla media dei dodici mesi precedenti, pari a circa 31mila nuovi posti al mese. Il Dipartimento del Lavoro ha inoltre rivisto al rialzo i dati dei due mesi precedenti, aggiungendo complessivamente 55mila posti rispetto alle stime iniziali. Luglio, che un mese fa [risultava](https://www.wsj.com/economy/jobs/july-jobs-report-unemployment-0d7c08a7?ref=focusamerica.it) essersi chiuso con una perdita di 23mila posti, mostra ora un aumento di 21mila. La crescita di giugno è stata invece rivista da 20mila a 31mila posti.

Tra i settori che hanno contribuito maggiormente all'aumento dell'occupazione ci sono ristoranti e bar, con 59mila nuovi posti, e l'istruzione pubblica locale, con 42mila, recuperando gran parte delle perdite registrate il mese precedente. È aumentato anche il tasso di partecipazione alla forza lavoro, cioè la quota della popolazione che lavora o cerca attivamente un impiego: dal 61,4% di luglio al 61,6% di agosto. Rimane comunque mezzo punto percentuale sotto il livello di gennaio.

Stati Uniti · Mercato del lavoro

L’America ha creato *162mila posti* ad agosto. Il punto è quanti ne servivano

Il mese migliore da marzo arriva in un mercato del lavoro che si è rimpicciolito. Per tenere ferma la disoccupazione oggi bastano tra i 15mila e gli 87mila posti al mese, secondo la Federal Reserve di St. Louis. Nella primavera del 2025 la stessa stima era di 153mila.

Grafica di FocusAmerica 4 settembre 2026 

Agosto 2026

162.000

posti di lavoro creati in un mese

3×le attese degli economisti, ferme a **53.000**

5×la media dei dodici mesi precedenti, **31.000**

+141.000rispetto a luglio: il mese migliore da **marzo**

Posti di lavoro non agricoli, dato destagionalizzato del **Dipartimento del Lavoro**. Nessuna delle stime raccolte da Bloomberg arrivava così in alto.

Scala di riferimento: zona di pareggio tra 15.000 e 87.000 posti al mese; media degli ultimi dodici mesi 31.000; attese 53.000; ritmo medio dal 1995 al 2020 119.000; agosto 2026 162.000.

4,1%

Tasso di disoccupazione, invariato rispetto a luglio

61,6%

Tasso di partecipazione, in risalita dal 61,4% ma mezzo punto sotto il livello di gennaio

7,0 mln

Persone senza lavoro che ne stanno cercando uno

La soglia che crolla

In un anno i posti necessari per tenere ferma la disoccupazione sono scesi da 153mila a meno di 90mila

Stime della Federal Reserve di St. Louis del numero di posti al mese sufficiente a non far salire il tasso di disoccupazione, con le ipotesi di immigrazione netta mensile su cui si basano. Valori in posti al mese.

Aprile 2025: 153.000 posti al mese, con un’immigrazione netta prevista di 168.000 persone al mese. Agosto 2025: tra 32.000 e 82.000\. Marzo 2026: tra 15.000 e 87.000, con un’immigrazione compresa tra un calo di 77.000 e un aumento di 48.000 persone al mese. La media reale degli ultimi dodici mesi è di 31.000 posti.

Il punto

L’asticella non si è abbassata perché l’economia è più forte, ma perché entrano **meno lavoratori**: la stretta sull’immigrazione e i baby boomer che arrivano all’età della pensione riducono l’offerta di lavoro. Con 31.000 posti al mese, per un anno, la disoccupazione non è salita.

Ventiquattro mesi

Due anni di alti e bassi che si annullano a vicenda

Variazione mensile dei posti di lavoro non agricoli da settembre 2024 ad agosto 2026, con la media mobile degli ultimi tre mesi. Trascina il dito o passa il mouse sul grafico per leggere ogni singolo mese.

Agosto 2026

Il mese migliore da marzo

+162.000

media 3 mesi: +71.000

Nei ventiquattro mesi da settembre 2024 il saldo mensile ha oscillato tra i 237.000 posti di dicembre 2024 e i 156.000 persi a febbraio 2026\. La media degli ultimi tre mesi è di 71.000 posti.

Mesi in crescita Mesi in calo Stima precedente, prima della revisione Media mobile a tre mesi 

Le revisioni

Giugno e luglio sono stati corretti al rialzo di **55.000 posti complessivi**. Luglio, che un mese fa risultava chiuso con una perdita di 23.000 posti, ora ne registra 21.000 in più; giugno passa da 20.000 a 31.000\. Le revisioni ribaltano il segno di luglio, non la direzione dell’anno: la media trimestrale risale a 71.000, ma resta sotto i 142.000 di marzo.

Come si arriva a 162mila

Ristoranti e scuole hanno prodotto quasi due terzi dei posti

Contributo di ogni settore al saldo di agosto 2026\. Le barre si sommano da sinistra a destra fino al totale. Valori in migliaia di posti.

Ristorazione e locali pubblici +59.000, istruzione pubblica locale +42.000, sanità e assistenza sociale +28.000, costruzioni +22.000, manifattura +16.000, altri settori +29.000, attività finanziarie −11.000, informazione −23.000\. Totale: 162.000.

Il punto

Due soli comparti, **ristorazione e istruzione pubblica locale**, valgono 101.000 posti sui 162.000 totali: il primo ha fatto cinque volte la sua media mensile, il secondo ha recuperato i 50.000 posti persi a luglio. La sanità, motore dell’ultimo anno, rallenta. L’informazione perde 23.000 posti, quasi il triplo della sua perdita media mensile.

Il paradosso

Il mercato del lavoro tiene, ma chi cerca un impiego non se ne accorge

I dati aggregati restano solidi. Le buste paga e i sondaggi raccontano un’altra storia.

Salari contro prezzi, variazione sui dodici mesi

Le retribuzioni orarie medie crescono del 3,1%, i prezzi al consumo del 3,4%.

Il segno sulla prima barra indica dove dovrebbero arrivare i salari per stare al passo con i prezzi: il potere d’acquisto arretra di **tre decimi di punto**. A pesare è soprattutto l’energia, salita del 14,7% in un anno.

Lavoratori convinti che sia un buon momento per trovare un lavoro di qualità

A metà 2022 lo pensava il 70% dei lavoratori. Nell’autunno 2025 il 28%.

Tra chi ha una laurea la quota scende al **19%**. Sondaggio Gallup su 22.368 lavoratori, 30 ottobre – 13 novembre 2025.

In sintesi

Si licenzia poco e si assume ancora meno. È un mercato favorevole a chi un impiego ce l’ha già, molto meno a chi lo cerca: **neolaureati e lavoratori che vogliono cambiare posto**.

Fonte Bureau of Labor Statistics, *The Employment Situation – August 2026* (USDL-26-1435, 4 settembre 2026) e serie CES0000000001 per la variazione mensile e la media mobile; media 1995–2020 calcolata da FocusAmerica sulla stessa serie; «altri settori» è il saldo dei comparti non elencati. Federal Reserve Bank of St. Louis, *Breakeven Employment Growth*, aprile e agosto 2025, marzo 2026, su proiezioni di immigrazione CBO, AEI-Brookings e Goldman Sachs. Consenso degli economisti Dow Jones. Indice dei prezzi al consumo BLS, luglio 2026\. Gallup, sondaggio su 22.368 lavoratori, 30 ottobre – 13 novembre 2025. 

### La Fed torna a concentrarsi sull'inflazione

Il rapporto sul lavoro arriva a pochi giorni dalla riunione della *Federal Reserve* del 15 e 16 settembre, quando la banca centrale dovrà decidere se modificare i tassi di interesse. Prima delle dichiarazioni rilasciate ieri dal governatore Christopher Waller, i mercati attribuivano circa due probabilità su tre a un rialzo dei tassi a settembre. L'inflazione resta infatti elevata: a luglio i prezzi al consumo erano aumentati del 3,4% rispetto a un anno prima, ancora molto al di sopra dell'obiettivo del 2% della Fed.

Il nuovo presidente della *Federal Reserve*, Kevin Warsh, in carica da maggio, la settimana scorsa a Jackson Hole, durante il simposio annuale dei banchieri centrali, ha [descritto](https://www.axios.com/2026/08/28/kevin-warsh-federal-reserve-jackson-hole?ref=focusamerica.it) il mercato del lavoro come compatibile con una situazione di “piena occupazione”, indicando invece nell'inflazione il principale problema per la politica monetaria. Una crescita dell'occupazione più contenuta, ha osservato, è naturale in una fase in cui anche l'offerta di nuovi lavoratori aumenta poco.

Waller ha adottato una posizione più prudente. Ieri ha [definito](https://www.axios.com/2026/09/03/rates-waller-jobs-inflation-policy?ref=focusamerica.it) il mercato del lavoro “stabile” e l'occupazione vicina al suo massimo sostenibile, condizioni che, a suo giudizio, riducono il peso del mercato del lavoro nelle decisioni sui tassi. Ha inoltre detto che sarebbe disposto a sostenere il mantenimento dei tassi ai livelli attuali se il dato sull'inflazione della prossima settimana confermasse un rallentamento dei prezzi.

Dopo le sue dichiarazioni, la probabilità di un rialzo a settembre stimata dai mercati era scesa intorno al 55%. Il dato sull'occupazione pubblicato oggi, molto più forte delle attese, l'ha però riportata intorno al 65%. Nel frattempo, i salari continuano a crescere meno dei prezzi. Le retribuzioni orarie medie sono aumentate del 3,1% rispetto a un anno fa, contro un'inflazione del 3,4%.

A pesare sui bilanci delle famiglie è soprattutto il rincaro della benzina. Ad agosto il prezzo medio nazionale si è attestato intorno a 4,07 dollari al gallone, circa 3,8 litri, contro i 3,95 dollari di luglio. Oggi è salito fino a circa 4,15 dollari. L'aumento è legato soprattutto al prezzo del petrolio, tornato sopra i 90 dollari al barile in seguito alle nuove tensioni nello Stretto di Hormuz.

### Un mercato del lavoro più piccolo e meno dinamico

Il dato di agosto è particolarmente forte se confrontato con il ritmo di crescita dell'occupazione oggi necessario per mantenere stabile il tasso di disoccupazione. Gli economisti di *Bank of America* stimano che possano bastare circa 20mila nuovi posti al mese per evitare un aumento della disoccupazione, una delle valutazioni più basse tra quelle disponibili. La *Federal Reserve di St. Louis* colloca invece la soglia in un intervallo compreso tra 15mila e 87mila posti, mentre altre stime si attestano intorno ai 60mila.

Nel quarto di secolo precedente alla pandemia, la crescita necessaria era molto più elevata e si aggirava in media intorno ai 120mila posti al mese. La soglia si è abbassata soprattutto per ragioni demografiche. La popolazione americana sta [invecchiando](https://www.axios.com/2026/08/13/labor-market-demographics-boomers?ref=focusamerica.it) e quest'anno i più giovani tra i baby boomer raggiungeranno i 62 anni, l'età minima alla quale è possibile iniziare a ricevere la pensione della *Social Security*, seppure con un assegno ridotto.

Allo stesso tempo, la stretta sull'immigrazione introdotta dall'Amministrazione sta limitando l'ingresso di nuovi lavoratori. Il risultato è un mercato del lavoro che può mantenere stabile la disoccupazione anche creando molti meno posti rispetto al passato. Le richieste iniziali di sussidi di disoccupazione restano vicine ai minimi degli ultimi decenni, segnale che i licenziamenti sono ancora contenuti. Ma i dati diffusi questa settimana mostrano anche che le nuove assunzioni rimangono deboli.

Ne emerge un mercato nel quale le aziende licenziano poco, ma assumono altrettanto poco: una situazione relativamente favorevole per chi ha già un impiego, molto meno per i neolaureati e per chi cerca di cambiare lavoro.

Non sorprende quindi che, in un recente sondaggio Gallup, soltanto il 34% degli intervistati abbia dichiarato di considerare questo un buon momento per trovare un lavoro di qualità.