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# Il Mar Nero come Hormuz: il blocco minaccia il mercato mondiale del grano
- URL: https://focusamerica.it/il-mar-nero-come-hormuz-il-blocco-minaccia-il-mercato-mondiale-del-grano/
- Published: 2026-09-24T13:15:26.000Z
- Updated: 2026-09-24T13:15:26.000Z
- Description: Russia e Ucraina pesano per oltre un quarto del commercio globale di frumento. Gli attacchi ai porti stanno dimezzando le esportazioni e mettono a rischio anche il raccolto del 2027.
- Author: Daniele John Angrisani
- Tags: Economia, Ucraina, Russia, Inflazione, Unione Europea, #ig-pubblicato

Mentre il mondo guarda allo Stretto di Hormuz e al prezzo del petrolio, il blocco che rischia di provocare danni altrettanto gravi si trova a circa duemila km più a nord. Russia e Ucraina rappresentano, infatti, insieme più di un quarto del commercio mondiale di grano, un peso paragonabile a quello dello Stretto di Hormuz per il petrolio trasportato via mare. Da luglio le esportazioni dei due Paesi si sono fortemente rallentate: Mosca e Kyiv hanno intensificato gli attacchi reciproci contro porti e infrastrutture marittime, colpendo terminal cerealicoli, silos e navi.

"Possiamo considerare il Mar Nero importante per il commercio mondiale di grano, almeno quanto lo Stretto di Hormuz lo è per quello del petrolio", ha detto a [*Bloomberg*](https://finance.yahoo.com/markets/commodities/articles/other-hormuz-black-sea-blockade-230101888.html?ref=focusamerica.it) Caitlin Welsh, esperta di sicurezza alimentare del *Center for Strategic and International Studies*, un centro studi di Washington. "Il mondo sta sottovalutando l'impatto di questi attacchi".

Secondo le stime della società di ricerca *SovEcon*, nel trimestre luglio-settembre le esportazioni complessive di frumento di Russia e Ucraina dovrebbero fermarsi intorno alla metà dei livelli registrati un anno fa. I due Paesi rappresentano inoltre circa due terzi del commercio mondiale di olio di girasole e un decimo di quello di mais. I prezzi del grano sono saliti ai massimi da 3 anni, a differenza del 2022, non si intravede ancora un accordo simile al corridoio marittimo mediato allora dalla Turchia. Nel frattempo, alcuni Paesi europei vicini dell'Ucraina mantengono i divieti alle importazioni introdotti dopo le proteste degli agricoltori.

Crisi del grano

Il Mar Nero è diventato *l'altro Hormuz*: il grano di Russia e Ucraina non riesce più a partire

Da luglio Mosca e Kyiv si colpiscono a vicenda porti, silos e navi. Le esportazioni di frumento dei due Paesi si sono dimezzate e i Paesi che comprano, a partire dall'Egitto, cercano grano su rotte più lunghe e più care.

Grafica di FocusAmerica

Perché conta

Due Paesi riforniscono una parte enorme del mercato mondiale

Quota di Russia e Ucraina sul commercio mondiale

più di un quartodel frumento scambiato nel mondo

circa due terzidell'olio di girasole scambiato nel mondo

circa un decimodel mais scambiato nel mondo

Frumento esportato da Russia e Ucraina tra luglio e settembre (2025 = 100)

2025**100**

2026, stima SovEcon**circa 50**

Le rotte del grano

Come viaggiava il grano, dove si è fermato e quali strade cerca adesso

PrimaPrima Il bloccoBlocco Le vie di MoscaMosca Le vie di KyivKyiv Chi compraClienti 

RUSSIAUCRAINATURCHIAROMANIAMar NeroMar CaspioMar MediterraneoMar Baltico Porti dell'AzovTaman'NovorossijskTuapseOdesaBosforoStretto di HormuzEgittoTurchiaLibiaverso l'AsiaSud della RussiaPorti balticiAstrachan'verso l'Estremo OrienteDanubio: 80 navi in codaCostanzaUcrainaValichi con l'UeFranciaSudan 

Rotte del grano via mare Rotte interrotte Porto fermo Porto ancora aperto Nuove rotte via mare In treno Navi in coda 

La sequenza scorre da sola; tocca porti e Paesi per i dettagli 

Avanti

**Prima di luglio: il grano passava tutto dal Bosforo**Dai porti dell'Azov, da Novorossijsk e da Odesa partiva **oltre l'80% del frumento russo** esportato e **oltre il 90% di quello ucraino**. Le navi attraversavano il Bosforo verso Egitto, Turchia, Libia e, passando da Suez, l'Asia.

**Il blocco: i porti del Mar Nero sono quasi fermi**Da luglio Mosca e Kyiv si colpiscono a vicenda porti, silos e navi. In Russia **oltre il 90% della capacità** di esportazione del bacino è ferma e resta aperta solo Tuapse. Nei porti di Odesa l'attività è **vicina allo zero**.

**Le vie di Mosca: più lunghe e più care**Il grano russo va in treno fino ai porti baltici, e da lì le navi fanno **il giro dell'Europa** per arrivare in Turchia. Altro grano esce dal Caspio o viaggia in treno verso il Kazakistan e l'Estremo Oriente, per **migliaia di chilometri**. Lettonia e Lituania valutano già nuove restrizioni.

**Le vie di Kyiv: il Danubio e il treno**Con i porti di Odesa quasi fermi, l'Ucraina sposta il grano sul Danubio, dove **80 navi** sono in coda, e verso il porto romeno di Costanza, ma il fiume è basso. Ai valichi con l'Ue passano in treno circa **10.000 tonnellate al giorno**: «Non è niente», dice l'Associazione cerealicola ucraina. I magazzini potrebbero riempirsi entro inizio novembre.

**Chi compra cerca grano altrove**La Libia si rifornisce a Rouen per la prima volta in oltre dieci anni e la Francia ha caricato la prima nave di grano per il Sudan dopo 18 anni. Fuori dalla mappa, il Bangladesh compra da Romania, Argentina e India, e c'è chi si rivolge perfino all'Australia, dove il raccolto non è ancora stato mietuto.

Chi paga il blocco

Tre Paesi, tre modi di subire la chiusura del Mar Nero

Egitto Ucraina Russia 

L'Egitto, primo importatore di frumento al mondo, compra da Russia e Ucraina oltre quattro quinti del suo grano

Da dove arriva il frumento importato dall'Egitto, luglio 2025 - gennaio 2026 (8,8 milioni di tonnellate)

Russia 5,3 milioni di tonnellate; Ucraina 2,2; Ue 1,1; altri 0,2.

Gennaio-giugno 2026oltre82%

Nell'ultimo mese0

del frumento importato veniva da Russia e Ucraina

carichi di grano arrivati dal Mar Nero

Il conto alla rovescia del pane sovvenzionato

lugagosetottnovdicgenfebmarapr

Da luglio i porti vengono attaccati; da circa un mese non arriva grano dal Mar Nero e la farina rincara.

Grazie a un buon raccolto interno, le scorte per il pane sovvenzionato bastano fino a febbraio.

In primavera il rischio è una crisi alimentare: al Sisi ha chiesto a Putin forniture regolari.

Circa **due famiglie egiziane su tre** hanno diritto al pane sovvenzionato, il cui prezzo è fermo dal 2024.

Senza i porti di Odesa, i treni verso l'Ue portano fuori un decimo del grano che l'Ucraina esportava ogni giorno

103.000t al giorno

Media delle esportazioni di cereali nella stagione 2025/26

10.000t al giorno

Quanto passa oggi in treno verso l'Ue: circa 180 vagoni

80navi, in gran parte piccole, aspettano ai porti ucraini sul Danubio. Il fiume è basso e la rotta verso il porto romeno di Costanza è congestionata.

oltre il 90%del frumento esportato nel primo semestre 2026 era partito dai tre porti di Odesa

oltre metàdelle entrate ucraine da esportazione arriva dall'agricoltura

inizio novembrei magazzini potrebbero essere pieni: c'è già chi conserva il raccolto in grandi sacchi di plastica

La Russia ha un raccolto quasi record, ma non riesce a venderlo e i prezzi interni crollano

140milioni di t

Il raccolto di grano del 2026, secondo l'Unione russa dei cereali: quasi 140 milioni di tonnellate, mentre i magazzini si riempiono ogni giorno.

Prezzo del frumento di quarta classe in Russia, rubli per tonnellata

202515.000

202612.000

\-20% in un anno 

oltre l'80%del frumento russo esportato passava di norma dai porti dell'Azov e del Mar Nero

solo Tuapseresta aperta tra i porti russi del grano in acque profonde nel bacino, secondo SovEcon

dazi sospesiMosca ha tolto i dazi sull'export e paga parte del trasporto in treno verso altri porti

Il prossimo raccolto

Il blocco di quest'anno rischia di pesare anche sul grano del 2027

Meno campi seminatiIn Russia e Ucraina la semina è cominciata e le prime indicazioni mostrano superfici coltivate in calo.

Porti da ricostruireAnche con un accordo di pace domani, riparare i porti distrutti richiederebbe mesi, se non anni.

Il precedente del 2010Lo stop russo all'export fece salire il prezzo del pane e alimentò le tensioni che precedettero la primavera araba.

FonteSovEcon (stime su esportazioni e porti, agosto-settembre 2026); USDA FAS (importazioni dell'Egitto); ministero della Politica agraria ucraino (esportazioni 2025/26); Unione russa dei cereali (raccolto e prezzi, agosto 2026); Kpler e Bloomberg (navi in coda); Bloomberg. Mappa: Natural Earth.

### **Gli importatori cercano nuove rotte**

L'Egitto, il maggiore importatore mondiale di frumento, non riceve più grano dal Mar Nero da circa un mese. In condizioni normali Russia e Ucraina coprivano circa metà delle sue importazioni e nei primi 6 mesi del 2026 la loro quota era salita oltre l'82%. In un Paese dove circa due terzi delle famiglie hanno diritto al pane sovvenzionato e il prezzo non viene ritoccato dal 2024, il crollo delle forniture dal Mar Nero ha fatto impennare il costo della farina, secondo Tarek Saeed Hassanein, presidente della Camera dell'Industria Cerealicola della Federazione delle Industrie egiziane. Per fortuna, il raccolto interno di quest'anno è stato buono e le scorte destinate al pane sovvenzionato dovrebbero bastare fino a febbraio, ma il presidente Abdel Fattah al Sisi ha già chiesto a Vladimir Putin di garantire forniture regolari per evitare una crisi alimentare in primavera.

Più esplicito è stato Recep Tayyip Erdogan, che incontrando Putin in Kirghizistan questo mese ha dichiarato: "Dobbiamo risolvere questo problema, perché il danno che sta causando aumenta di giorno in giorno". Ankara, altro grande acquirente di grano russo, ha preparato una proposta per un nuovo accordo sul modello di quello del 2022 ed è in contatto con entrambe le parti.

Gli altri Paesi importatori, intanto, cercano fornitori alternativi. La Francia ha caricato la prima nave di grano diretta in Sudan dopo 18 anni, mentre la Libia si è rifornita al porto di Rouen per la prima volta in oltre un decennio. Turchia ed Emirati Arabi Uniti si sono invece rivolti a Lituania, Lettonia ed Estonia, mentre il Bangladesh a Romania e Argentina, oltre che all'India, che ha recentemente revocato un divieto alle sue esportazioni in vigore da anni. Alcuni acquirenti si stanno rivolgendo perfino all'Australia, dove il raccolto di quest'anno deve ancora essere mietuto.

"Ogni giorno riceviamo richieste da tutto il mondo", ha detto William Reid, responsabile delle vendite di frumento di *CBH Group*, uno dei principali operatori cerealicoli australiani. "È un periodo straordinariamente intenso. Dobbiamo razionare una parte della domanda, perché non possiamo continuare a perdere quei volumi di grano". Anche le disponibilità degli altri grandi esportatori sono limitate: la siccità ha ridotto le rese di grano e mais negli Stati Uniti, mentre le ondate di calore hanno danneggiato il raccolto europeo.

### **Le vie di fuga e il rischio per il raccolto del 2027**

Le alternative alle forniture provenienti dal Mar Nero esistono, ma non bastano. La Ministra russa dell'Agricoltura Oksana Lut ha assicurato a metà settembre che milioni di tonnellate di grano stanno raggiungendo i compratori attraverso il Baltico e il Mar Caspio, oltre che tramite il Kazakistan e, in misura crescente, l'Estremo Oriente. Ogni deviazione, però, ha un costo. I volumi russi in transito attraverso i Paesi baltici sono aumentati al punto che Lettonia e Lituania hanno iniziato a valutare nuove restrizioni, mentre la rotta orientale significa anche migliaia di km di trasporto ferroviario, molto più costoso di quello marittimo.

Mosca ha sospeso i dazi all'esportazione sui cereali e sovvenziona il trasporto ferroviario verso porti alternativi, ma dal bacino del Mar Nero passava oltre il 70% delle esportazioni russe di cereali. "Per il mercato del grano, questo blocco è anche più doloroso e più spaventoso di quanto un blocco dello Stretto di Hormuz lo sia per quello petrolifero", ha detto Yevgeny Karabanov, a capo del comitato analitico dell'Unione dei Cerealicoltori del Kazakistan. "Nessuno è in grado di aumentare abbastanza rapidamente la produzione di grano altrove da sostituire i volumi perduti in questo modo".

Per l'Ucraina la situazione è ancora più grave. I porti dell'area di Odesa, sottoposti a continui attacchi, movimentavano circa il 90% delle esportazioni di cereali del Paese. L'agricoltura genera inoltre più della metà delle entrate ucraine da esportazione, mentre il nuovo primo ministro Sergii Koretskyi ha definito questo mese la situazione delle finanze pubbliche come "vicina al limite critico".

In mancanza di porti di esportazione funzionanti, il nuovo raccolto sta riempiendo i magazzini, deprimendo i prezzi interni e mettendo sotto pressione i produttori. Ma la capacità di stoccaggio potrebbe esaurirsi entro i primi giorni di novembre e alcuni agricoltori stanno già ricorrendo a grandi sacchi di plastica per conservare il raccolto. Kyiv cerca di spostare più traffico verso il porto romeno di Costanza, ma il basso livello del Danubio complica le operazioni e intorno ai porti fluviali ucraini si è formata una coda di circa ottanta navi, in gran parte di piccole dimensioni.

Nemmeno le ferrovie sono in grado di colmare il divario: attraverso i valichi con l'Unione Europea transitano oggi solo circa 180 vagoni al giorno, pari a circa 10mila tonnellate. "Non è niente", ha detto Nikolay Gorbachov, presidente dell'Associazione cerealicola ucraina.

Rispetto al 2022, inoltre, i Paesi vicini sono molto meno disponibili ad assorbire il grano ucraino. In Polonia, dove le elezioni parlamentari sono previste nel 2027, la questione resta politicamente molto sensibile e le restrizioni sulle importazioni rimangono in vigore. "Il transito in sé è pericoloso per gli agricoltori polacchi quanto portare il grano ucraino sul mercato polacco", ha detto Michal Kolodziejczak, che nel 2023 guidò le proteste degli agricoltori contro le importazioni dall'Ucraina.

L'Unione Europea sostiene le rotte alternative, ma sostanzialmente non esiste, quindi, un sostituto per i volumi movimentati via mare. Anche per questo motivo, l'Alta Rappresentante per la Politica Estera Kaja Kallas ha avvertito del rischio di un nuovo "shock per la sicurezza alimentare globale". Per ora, comunque, l'inflazione alimentare resta contenuta, anche se è attesa in risalita entro la fine dell'anno. Le forniture erano già sotto pressione per l'aumento dei prezzi di fertilizzanti e carburanti provocato dalla guerra con l'Iran, a cui si aggiunge un El Niño sempre più intenso.

Il precedente più preoccupante risale al 2010, quando incendi e siccità spinsero la Russia a vietare le esportazioni di frumento. I prezzi aumentarono rapidamente e il rincaro del pane contribuì ad alimentare le tensioni sociali che precedettero la primavera araba. Oggi la dipendenza dal grano russo in Africa e Medio Oriente è ancora maggiore di allora e molti dei principali Paesi importatori mantengono programmi di sussidio per contenere il prezzo del pane ed evitare nuove rivolte.

Sui mercati, intanto, il prezzo del frumento è in calo dall'inizio del mese, sulla scommessa che una soluzione diplomatica possa riaprire le rotte del Mar Nero. Gli analisti di *Bloomberg Intelligence* avvertono però che il rischio potrebbe essere sottovalutato. Un primo segnale arriva dai campi: in Russia e Ucraina è già cominciata la semina del prossimo raccolto e le prime indicazioni mostrano una riduzione delle superfici coltivate. Il blocco di quest'anno rischia quindi di pesare anche sulla disponibilità di grano nel 2027\. E, anche se un accordo di pace arrivasse domani, riparare le infrastrutture portuali distrutte richiederebbe mesi, se non anni.