> ## Content Index
> Fetch the complete content index at: https://focusamerica.it/llms.txt
> Use this file to discover other available public pages before exploring further.

# Il deficit commerciale degli Stati Uniti torna ai massimi da 16 mesi, grazie al boom dell'IA
- URL: https://focusamerica.it/il-deficit-commerciale-degli-stati-uniti-torna-ai-massimi-da-16-mesi-grazie-al-boom-dellia/
- Published: 2026-09-04T17:00:28.000Z
- Updated: 2026-09-04T17:00:28.000Z
- Description: A luglio il disavanzo è salito a 88,6 miliardi di dollari, il 24% in più rispetto a giugno, trainato dalle importazioni record di computer e semiconduttori. Lutnick promette di rimettere in vigore tutti i dazi.
- Author: Redazione
- Tags: Economia, Dazi, Donald Trump, Semiconduttori, Canada, Intelligenza Artificiale

Il deficit commerciale degli Stati Uniti in beni e servizi è salito a luglio al livello più alto degli ultimi 16 mesi, spinto dalle importazioni di elettronica necessarie ad alimentare il boom dell'intelligenza artificiale. Il disavanzo mensile, cioè la differenza tra importazioni ed esportazioni, ha raggiunto 88,6 miliardi di dollari, secondo i dati [pubblicati](https://www.bea.gov/news/2026/us-international-trade-goods-and-services-july-2026?ref=focusamerica.it) dal Dipartimento del Commercio: oltre il 24% in più rispetto a giugno. Le importazioni sono aumentate del 2,8%, a 399,3 miliardi, trainate da computer, accessori e semiconduttori; le esportazioni sono invece diminuite del 2,1%, a 310,7 miliardi, soprattutto per il calo delle vendite all'estero di oro e greggio.

Per l'Amministrazione Trump il dato è politicamente scomodo: il presidente ha imposto pesanti dazi in gran parte del mondo sostenendo che avrebbero ridotto il deficit commerciale e rilanciato la manifattura americana. Il disavanzo di luglio supera invece la media mensile dell'anno precedente all'elezione di Trump ed è il più elevato da quando, nell'aprile 2025, il presidente ha cominciato ad applicare su vasta scala la sua politica dei dazi. 

Ma il 20 febbraio la Corte Suprema ha annullato, con 6 voti contro 3, buona parte dei dazi globali introdotti facendo ricorso ai poteri di emergenza economica. La Casa Bianca ha quindi utilizzato altre leggi per sostituirli: a luglio l'Amministrazione ha imposto dazi tra il 10% e il 12,5% a oltre 80 Paesi accusati di non aver vietato le importazioni di prodotti realizzati con lavoro forzato, mentre altre misure sono ancora allo studio. La Casa Bianca ha comunque rivendicato il risultato complessivo, sottolineando che dall'inizio dell'anno il deficit è diminuito di quasi il 30%.

Stati Uniti / Commercio

Il deficit commerciale risale, e a spingerlo sono *i chip*

A luglio il disavanzo commerciale degli Stati Uniti è tornato al livello più alto degli ultimi sedici mesi. A gonfiarlo sono soprattutto le importazioni di computer e semiconduttori richiesti dai nuovi data center per l’intelligenza artificiale.

Grafica di FocusAmerica

Luglio 2026 / beni e servizi

88,6mld $

È la distanza tra quanto gli Stati Uniti hanno comprato all’estero e quanto hanno venduto. In un solo mese il divario è cresciuto di **17,4 miliardi di dollari**, il **24,4%** in più rispetto a giugno.

**399,3**miliardi di dollari di importazioni, il 2,8% in più rispetto a giugno

**310,7**miliardi di dollari di esportazioni, il 2,1% in meno rispetto a giugno

**\-29,6%**il calo del deficit commerciale nei primi sette mesi dell’anno rispetto al 2025

Da dove nasce il divario Tocca una barra per il dettaglio 

Importazioni 399,3 mld $ 

Esportazioni 310,7 mld $ 

88,6

**Il deficit commerciale vale il 22,2% delle importazioni di luglio.** La parte a strisce rosse misura la quota di importazioni che le esportazioni non riescono a coprire.

**Beni e servizi.** Il disavanzo dei soli beni sale a 119,6 miliardi di dollari, mentre l’avanzo dei servizi resta a 31 miliardi e attutisce in parte il conto finale.

Che cosa ha spinto il dato

Cinque forze dietro al salto di luglio

La domanda di elettronica per l’intelligenza artificiale, il calo delle vendite di oro e greggio, il sorpasso di Taiwan sulla Cina, la crisi di Hormuz e il nuovo fronte commerciale con il Canada.

1Chip e AI 2Oro e greggio 3I partner 4Hormuz 5Canada 

**Il dato è politicamente scomodo per la Casa Bianca.** Il disavanzo mensile cresce nonostante i dazi, ma nei primi sette mesi dell'anno resta più basso del 29,6% rispetto allo stesso periodo del 2025.

Dazi, sentenza, sostituzioni

La politica commerciale ha cambiato base legale, non direzione

A febbraio la Corte Suprema ha annullato i dazi fondati sui poteri di emergenza economica. La Casa Bianca li ha sostituiti nel giro di poche ore con altre leggi e ha aperto un nuovo fronte con il Canada.

Perché conta per la crescita

Il commercio entra nel PIL attraverso il saldo tra esportazioni e importazioni

Nel calcolo del prodotto interno lordo le importazioni vengono sottratte, perché misurano beni prodotti fuori dagli Stati Uniti. Tocca una componente della formula per vedere come agisce.

La formula del PIL, in forma semplificata

PIL\= C+ I+ G+ X−M 

C consumi · I investimenti · G spesa pubblica · X esportazioni · M importazioni

Esportazioni Importazioni Saldo netto 

Che cosa è cambiato il 3 settembre

4,7%stima della Federal Reserve di Atlanta  
sulla crescita del terzo trimestre

4,7 punti di crescita stimata

1,46 punti sottratti dal commercio estero

Dopo le ultime rilevazioni, il dato di luglio compreso, il freno del commercio estero è passato da 1,34 a 1,46 punti. Senza quel freno la stima salirebbe intorno al 6,2%.

**Howard Lutnick** collega alla sentenza della Corte Suprema sia l’aumento delle importazioni sia il rallentamento della crescita.

**Eswar Prasad** sostiene che il disavanzo rifletta anche la maggiore forza relativa dell'economia americana e la spinta dell'alta tecnologia.

Fonte: Bureau of Economic Analysis e Census Bureau, U.S. International Trade in Goods and Services, luglio 2026 (diffuso il 3 settembre 2026); Federal Reserve di Atlanta, GDPNow, aggiornamento del 3 settembre 2026\. Basi cartografiche: Natural Earth.

### **I chip che i dazi non fermano**

Molti economisti dubitano che i dazi siano uno strumento efficace per ridurre il deficit commerciale. Altri ritengono che abbiano frenato alcune categorie di importazioni, ma che l'effetto sia stato più che compensato dagli acquisti all'estero di chip e computer destinati ai nuovi *data center*. A luglio le importazioni di beni capitali, categoria che comprende i computer, hanno raggiunto il massimo storico, mentre il deficit con Taiwan, uno dei principali produttori mondiali di semiconduttori, è salito al record di 20,7 miliardi di dollari. 

Nella prima metà dell'anno le importazioni di beni da Taiwan hanno superato per la prima volta quelle dalla Cina; sono aumentati anche i disavanzi con Messico, Vietnam, Thailandia e Corea del Sud. Da oltre un anno l'Amministrazione esenta dai dazi smartphone e gran parte dell'elettronica di consumo ed è riluttante a ostacolare la costruzione di data center. Inoltre, dal 15 gennaio i chip più avanzati sono soggetti a un dazio del 25%, mentre l'estensione annunciata a server e computer portatili dovrebbe prevedere ampie eccezioni per le aziende che costruiscono impianti produttivi negli Stati Uniti.

La guerra con l'Iran ha reso il commercio internazionale ancora più volatile. La chiusura dello Stretto di Hormuz ha sconvolto le catene di fornitura di petrolio, fertilizzanti, imballaggi ed elio. Le esportazioni americane di prodotti petroliferi, cresciute all'inizio dell'anno, sono diminuite a luglio, mentre il greggio è [tornato](https://focusamerica.it/petrolio-sopra-i-95-dollari-hormuz-torna-a-pesare-sui-mercati/) sopra i 95 dollari.

Resta inoltre da capire quanto peserà il nuovo scontro commerciale con il Canada. Dopo il fallimento dei negoziati il mese scorso, l'Amministrazione ha imposto un dazio del 50% su una fascia di esportazioni canadesi stimata tra 20 e 28 miliardi di dollari. Ottawa ha promesso di colpire dall'8 settembre un valore equivalente di prodotti americani e Trump ha risposto minacciando, dal 1° gennaio, dazi del 50% su tutte le auto, i camion, i componenti e l'acciaio provenienti dal Canada.

### **L'effetto sul prodotto interno lordo**

Un deficit commerciale più ampio può tradursi in una crescita del PIL più debole nel terzo trimestre. Non perché le importazioni riducano di per sé l'attività economica, ma perché nel calcolo del prodotto interno lordo vengono sottratte le importazioni nette, così da evitare di conteggiare come produzione nazionale beni e servizi realizzati all'estero.

Il Segretario al Commercio Howard Lutnick, intervistato mercoledì dalla *CNBC*, ha attribuito alla sentenza della Corte Suprema sia l'aumento delle importazioni sia il rallentamento della crescita: "Nelle prossime due settimane saranno tutti di nuovo in vigore, vedrete le importazioni cominciare a scendere e il PIL tornare a salire". La stima in tempo reale della *Federal Reserve* di Atlanta indica per ora una crescita del 4,7% nel trimestre in corso. 

Eswar Prasad, professore di politica commerciale alla Cornell University, ha detto al [*New York Times*](https://www.nytimes.com/2026/09/03/business/economy/us-trade-defecit-july.html?ref=focusamerica.it) che il deficit riflette soprattutto la maggiore forza dell'economia americana rispetto alle altre grandi economie e contiene "più buone notizie che cattive". Il dinamismo dell'intelligenza artificiale e dell'alta tecnologia, ha spiegato, attira negli Stati Uniti sia esportazioni straniere sia investimenti dall'estero.