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# Il controllo del Senato potrebbe restare in bilico per settimane
- URL: https://focusamerica.it/il-controllo-del-senato-potrebbe-restare-in-bilico-per-settimane/
- Published: 2026-10-31T10:30:00.000Z
- Updated: 2026-10-31T10:30:00.000Z
- Description: Il sistema di voto in Alaska e Maine, il conteggio delle schede postali in Kansas e un possibile riconteggio in Texas potrebbero ritardare l’esito delle sfide decisive fino a novembre inoltrato in caso di testa a testa.
- Author: Redazione
- Tags: Elezioni, USA 2026, Midterm, Senato, Congresso, #ig-pubblicato

Potrebbero servire fino ad alcune settimane per sapere chi controllerà il Senato dopo le elezioni di metà mandato del 3 novembre. Diverse sfide sono molto combattute e in alcuni Stati le regole elettorali allungano i tempi dello scrutinio, avverte infatti [*Axios*](https://www.axios.com/2026/10/27/senate-majority-democrats-republicans-schumer-thune?ref=focusamerica.it). Il leader della maggioranza repubblicana al Senato John Thune e quello della minoranza democratica Chuck Schumer potrebbero quindi dover attendere buona parte di novembre per conoscere gli equilibri finali del prossimo Congresso.

L’esito influenzerà anche le ultime settimane della legislatura uscente, prima dell’insediamento del nuovo Congresso a gennaio. Se i repubblicani dovessero mantenere il controllo del Senato, Thune avrebbe meno urgenza di far confermare le nomine presidenziali. Una vittoria democratica al Senato rafforzerebbe invece il potere negoziale di Schumer nella sessione di fine legislatura, la cosiddetta *lame duck*. Nel caso di un risultato di parità con 50 seggi per parte, i repubblicani conserverebbero il controllo del Senato grazie al [voto decisivo del vicepresidente](https://constitution.congress.gov/browse/article-1/section-3/clause-4/?ref=focusamerica.it) JD Vance. In tal caso i leader dei due partiti dovrebbero comunque negoziare le regole organizzative del Senato, a partire dal funzionamento delle Commissioni.

Midterm 2026 · Senato

Il Senato potrebbe restare *senza una maggioranza certa* per settimane

Alaska, Maine, Kansas e Texas contano i voti con regole che possono allungare lo spoglio ben oltre la notte del 3 novembre. Intanto il Congresso uscente corre verso la scadenza dell’11 dicembre. Trascina il cursore per vedere, giorno per giorno, che cosa resta ancora da decidere.

Grafica di FocusAmerica30 ottobre 2026

Quanto può durare l’attesa

34giorni

Dal 3 novembre al 7 dicembre: il tempo massimo previsto, senza ricorsi né riconteggi, prima che l’ultimo dei quattro Stati chiuda i conti.

Seggi del Senato con il risultato ancora in sospeso, giorno per giorno

Il tratteggio dopo il Texas indica che, con ricorsi o riconteggi, l’attesa può andare oltre. Il Maine è una stima: alle primarie di giugno lo spoglio a preferenze ha richiesto circa dieci giorni. Se i repubblicani perdessero Camera e Senato, il senatore Bernie Moreno vorrebbe tenere aperto il Congresso fino al 31 dicembre, feste comprese. Riproduci 

**Circa 13 novembre** · Maine: fine dello spoglio a preferenze ordinate (stima).

**16 novembre** · Kansas: le contee chiudono le verifiche.

**25 novembre** · Alaska: certificazione prevista.

**7 dicembre** · Texas: ultimo giorno per la certificazione statale.

**11 dicembre** · Finiscono i fondi della legge di spesa provvisoria.

**18 dicembre** · Il Congresso sospende i lavori per le feste.

I quattro Stati

Perché in questi quattro Stati il risultato può tardare

Dan Sullivan (R) contro Mary Peltola (D)

In Alaska si aspettano tutte le schede postali, poi si contano le seconde scelte

Distanze enormi, voto per posta e preferenze ordinate: in passato ci sono volute settimane per avere il risultato definitivo.

**3 nov**Si vota, si contano le prime scelte

**18 nov**Ultime schede e seconde scelte

**25 nov**Certificazione prevista

Come funziona il voto a preferenze ordinate

Primo conteggio

Gli elettori mettono i candidati in ordine di preferenza. Se nessuno supera il 50%, si elimina l’ultimo e le sue schede passano alla scelta successiva.

Elimina l’ultimo e trasferisci i voti Esempio con cifre di fantasia, su 100 schede 

Due Dan Sullivan sulla scheda

Estratto della scheda: compaiono anche gli altri candidati, tra cui Mary Peltola.

Sulla scheda c’è anche un omonimo del senatore, Daniel J. Sullivan Jr., senza indicazione di partito. Il Dipartimento della Giustizia sostiene che possa confondere gli elettori e chiede di bloccare la certificazione se Sullivan perde e i voti dell’omonimo risultano decisivi. Il 29 ottobre ha rafforzato la causa.

Susan Collins (R) contro Troy Jackson (D)

In Maine, se nessuno supera il 50%, le schede viaggiano fino ad Augusta

Anche il Maine vota a preferenze ordinate. Le prime scelte si conoscono la sera del voto; il secondo conteggio si fa solo nella capitale.

**Chi le porta**Agenti di polizia, guardiacaccia e pattuglie marittime ritirano schede e memorie elettroniche nei municipi.

**Quando si conta**Solo quando tutto è arrivato ad Augusta si rifanno i calcoli con le seconde scelte.

**Quanto si aspetta**Alle primarie di giugno lo Stato prevedeva di chiudere lo spoglio a preferenze in circa dieci giorni.

I comuni in mappa sono un esempio: le schede arrivano ad Augusta da tutto lo Stato.

Roger Marshall (R) contro Adam Hamilton (D)

In Kansas valgono anche le schede che arrivano fino a tre giorni dopo il voto

Contano le buste timbrate entro il 3 novembre e consegnate entro l’ultimo giro di posta di venerdì 6\. Se la sfida è molto combattuta, il risultato deve aspettarle.

Fino a quando può arrivare una scheda spedita il giorno del voto

Valgono solo le buste con il timbro postale del giorno del voto o precedente.

**Lo scontro in tribunale**Una legge del 2025 voleva valide solo le schede arrivate entro la chiusura dei seggi. Un tribunale l’ha sospesa e la Corte d’Appello ha respinto la richiesta del Segretario di Stato di bloccare quella decisione anche per il voto di novembre.

**Dopo le schede, le verifiche**Le contee controllano e approvano i risultati entro il 16 novembre.

Ken Paxton (R) contro James Talarico (D)

In Texas basta perdere di qualche punto per chiedere il riconteggio

Chi perde può chiederlo se il distacco è inferiore al 10% dei voti del vincitore. Secondo Axios è uno scenario probabile.

Prova tu: sposta il cursore

Esempio di una sfida a due, in percentuale dei voti validi: la soglia scatta sotto i 5,3 punti di distacco, circa.

**Chi paga**Il riconteggio è a carico di chi lo chiede, che deve versare un deposito prima dell’inizio delle operazioni.

**Le date**Le contee chiudono i conteggi entro il 17 novembre; il governatore certifica il risultato tra il 21 novembre e il 7 dicembre. Con un riconteggio in corso, il vincitore non riceve il certificato finché non è concluso.

La posta in gioco

I quattro seggi a spoglio lento sono tutti repubblicani, e sono proprio quanti ne servono ai democratici

DemocraticiIndipendenti, votano con i democraticiRepubblicani

Oggi i repubblicani hanno 53 seggi su 100; i democratici 45, più due indipendenti che votano con loro. I seggi di Alaska, Maine, Kansas e Texas sono tutti repubblicani.

FonteAxios; Alaska Division of Elections; Segretario di Stato del Maine; Segretario di Stato e Corte d’Appello del Kansas; Codice elettorale e Segretario di Stato del Texas; Congressional Research Service. Mappe: U.S. Census Bureau, Natural Earth. Dati al 30 ottobre 2026.

NotaLe fasi tratteggiate sono stime o eventualità. Il calendario dei lavori del Senato può cambiare.

### **I quattro Stati che potrebbero prolungare l’attesa**

In Alaska il senatore repubblicano Dan Sullivan affronta l’ex deputata democratica Mary Peltola. Per avere risultati definitivi potrebbero servire settimane: pesano le difficoltà di trasporto in uno Stato così vasto, i tempi di ricezione delle schede postali e il voto a preferenze ordinate, o *ranked choice voting*. Con questo [sistema](https://focusamerica.it/i-repubblicani-vogliono-cambiare-il-sistema-elettore-dellalaska/), gli elettori indicano, infatti, i candidati in ordine di preferenza. Se nessuno dei candidati ottenesse la maggioranza assoluta al primo scrutinio, si elimina il candidato meno votato e si trasferiscono i suoi secondi voti ai candidati ancora in corsa, seguendo le preferenze successive indicate sulle schede. Il procedimento continua finché uno dei candidati supera il 50% dei voti rimasti validi e viene eletto.

Il Dipartimento della Giustizia dell’amministrazione Trump ha inoltre [intentato una causa](https://www.axios.com/2026/10/23/trump-administration-sues-alaska-dan-sullivan?ref=focusamerica.it) per ottenere il rinvio della certificazione nell’eventualità che Sullivan perda e i voti raccolti da un candidato omonimo risultino potenzialmente decisivi. Il Dipartimento sostiene che la presenza sulla scheda di Daniel J. Sullivan Jr. possa confondere gli elettori e chiede di poter verificare se alcuni voti a lui attribuiti fossero invece destinati al senatore uscente.

Ma anche il Maine usa il voto a preferenze ordinate. Se né la senatrice repubblicana Susan Collins né il candidato democratico Troy Jackson dovessero ottenere la maggioranza assoluta al primo scrutinio, anche qui saranno necessari ulteriori conteggi, con un possibile allungamento dei tempi.

In Kansas, invece, saranno conteggiate anche le schede inviate per posta entro il giorno delle elezioni, come attestato dal timbro postale, purché arrivino agli uffici elettorali entro l’ultimo giro di consegna della posta di venerdì 6 novembre. Come [conferma l’ufficio del Segretario di Stato](https://sos.ks.gov/elections/advance-voting-information.html?ref=focusamerica.it), un tribunale ha imposto di accettare queste schede nonostante la legge statale preveda la ricezione entro la chiusura dei seggi. La Corte d’Appello ha poi respinto la richiesta di sospendere il provvedimento anche per le elezioni generali. L’attesa delle schede potrebbe ritardare l’esito del risultato della [sfida](https://focusamerica.it/in-kansas-un-pastore-metodista-potrebbe-decidere-chi-controllera-il-senato/) tra il senatore repubblicano Roger Marshall e il democratico Adam Hamilton, se dovesse risultare molto più combattuta del previsto.

In Texas, invece, potrebbe essere un riconteggio a prolungare l’incertezza. Un candidato può richiederlo se il distacco è inferiore al 10% dei voti ottenuti dal vincitore. Secondo *Axios*, è uno scenario probabile nella [corsa](https://focusamerica.it/lultima-settimana-di-talarico-in-texas-dove-i-dem-non-vincono-dal-1994/) tra il Procuratore Generale dello Stato, il repubblicano Ken Paxton, e il deputato statale democratico James Talarico. Chi chiede il riconteggio deve però sostenerne i costi e versare un deposito prima dell’avvio delle operazioni.

### **Le scadenze di fine legislatura**

Qualunque sia il risultato delle elezioni di martedì, il Congresso uscente dovrà affrontare una fitta agenda prima della fine dell’anno. La scadenza principale è l’11 dicembre, quando termineranno i finanziamenti previsti dalla legge di spesa provvisoria. Per evitare un’interruzione delle attività federali servirà un nuovo provvedimento. Sul tavolo ci sono anche stanziamenti d’emergenza per la Difesa e un possibile aumento del tetto del debito.

Tra gli altri dossier figurano il *National Defense Authorization Act*, la legge annuale che autorizza programmi e spese per la Difesa e ne definisce gli indirizzi, il *Farm Bill*, il pacchetto legislativo sull’agricoltura e la riforma delle procedure per autorizzare opere e infrastrutture. Restano inoltre da decidere il rinnovo della sezione 702 del *FISA*, che consente, a determinate condizioni, la sorveglianza senza mandato individuale di persone non statunitensi all’estero, e le conferme delle nomine presidenziali ancora in attesa del voto del Senato.

Il Congresso prevede attualmente di sospendere i lavori per le feste il 18 dicembre. Se però i repubblicani dovessero perdere la maggioranza sia alla Camera che al Senato, il senatore repubblicano dell’Ohio Bernie Moreno ha già fatto sapere che vorrebbe tenere i colleghi a Washington anche durante le festività, Giorno del Ringraziamento e Natale compresi, per approvare un ampio pacchetto di leggi con i soli voti repubblicani prima che sia troppo tardi, attraverso la cosiddetta ìprocedura di riconciliazione di bilancio. 

Questo meccanismo procedurale consente di approvare determinate misure fiscali e di spesa a maggioranza semplice al Senato, evitando così la soglia dei 60 voti normalmente necessaria per superare l’ostruzionismo (*filibuster*) dell'opposizione e quindi, se i repubblicani restassero compatti, approvare leggi di spesa senza il sostegno democratico. "Immagino che quest’anno sia una possibilità", ha ammesso ai giornalisti la senatrice repubblicana del Wyoming Cynthia Lummis martedì 27 ottobre, riferendosi all’ipotesi di lavorare a Washington durante la pausa festiva.