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# Il Canada vorrebbe diventare parte dell'Unione Europea
- URL: https://focusamerica.it/il-canada-vorrebbe-diventare-parte-dellunione-europea/
- Published: 2026-09-13T11:30:47.000Z
- Updated: 2026-09-13T11:30:47.000Z
- Description: Il primo ministro vuole agganciare il Canada al mercato unico europeo su energia, difesa e tecnologia dopo il fallimento dei negoziati commerciali con gli Stati Uniti
- Author: Redazione
- Tags: Politica estera, Canada, Unione Europea, Dazi, Donald Trump, #ig-pubblicato

Il primo ministro canadese Mark Carney sta cercando di trasformare il Canada in un "membro associato dell'Unione Europea". Lo ha rivelato il [*Wall Street Journal*](https://www.wsj.com/world/europe/canada-alliance-eu-carney-276f1778?ref=focusamerica.it), che ha parlato con funzionari di dodici governi coinvolti nei colloqui. Carney ha proposto il titolo direttamente ai leader europei e l'Unione, di solito rigida sulle regole di adesione, si è detta aperta all'idea. La mossa arriva mentre i negoziati commerciali con gli Stati Uniti sono falliti e i due paesi sono coinvolti nella peggiore guerra commerciale della loro storia recente, con nuovi [dazi](https://focusamerica.it/trump-apre-un-nuovo-fronte-commerciale-contro-il-canada/) annunciati dopo il Labor Day.

Da mesi Carney parla in privato con quasi tutti i principali leader europei, dalla Francia all'Italia, dalla Germania ai paesi scandinavi. Ha chiesto al suo inviato speciale per l'Europa, il diplomatico John Hannaford, di individuare le soluzioni più ambiziose possibili senza arrivare all'adesione piena all'Unione o al suo mercato comune. I dettagli sono ancora affidati a gruppi di lavoro tecnici. Ai suoi collaboratori Carney ha spiegato che l'obiettivo è riorientare un'economia e una società che da mezzo secolo dipendono dagli Stati Uniti.

L'idea è agganciare il Canada, e i suoi 41 milioni di abitanti, al mercato unico europeo, che vale 21.000 miliardi di dollari, in alcuni settori strategici: energia, intelligenza artificiale, minerali critici per batterie e semiconduttori e soprattutto difesa. In pratica beni, servizi e lavoratori canadesi di questi comparti potrebbero muoversi senza ostacoli tra il Canada e l'Europa. Nei colloqui con la Francia, il cui presidente Emmanuel Macron sente spesso Carney, si è parlato anche di permettere ai canadesi di vivere e lavorare in Europa senza visto.

Sul tavolo ci sono anche cavi sottomarini tra le due sponde dell'Atlantico, data center, servizi cloud e reti satellitari costruiti insieme e fuori dalla portata dei colossi tecnologici americani. Carney vuole costruire i gasdotti necessari a dirottare verso l'Europa il gas canadese che oggi va negli Stati Uniti, aiutando i paesi europei che faticano ancora a sostituire l'energia russa. Nei suoi piani le navi rompighiaccio aprirebbero una rotta artica lungo il Passaggio a nord-ovest per portare in Europa i fertilizzanti canadesi. Il Canada punta inoltre a collegare le proprie università e i centri di ricerca con quelli europei, per competere con il sistema universitario americano. Chiede di entrare nel programma europeo di scambi per gli studenti.

Alla Casa Bianca la portata dei colloqui è passata quasi inosservata. Il Canada vende agli Stati Uniti due terzi delle sue esportazioni e Washington scommette che questa dipendenza costringerà Ottawa a tornare al tavolo delle trattative con delle concessioni. Carney, che ha studiato in Europa, ha conosciuto la moglie nel Regno Unito e ha guidato per sette anni la Banca d'Inghilterra, scommette invece di poter riportare il paese verso il Vecchio continente. "Non sarebbe bello se il Canada fosse il 28° Stato dell'Unione Europea invece del 51° degli Stati Uniti?", ha detto il presidente finlandese Alexander Stubb, che parla regolarmente con Carney.

Gli ostacoli sono molti. Carney oggi è molto popolare, ma il consenso potrebbe calare quando i canadesi capiranno le conseguenze di un simile cambiamento. Con i separatisti attivi in Alberta e in Quebec, il governo potrebbe essere restio a cedere parte della sovranità. I paesi che commerciano liberamente con l'Unione di solito contribuiscono al suo bilancio, accettano i lavoratori europei e ne seguono le regole. L'economia europea inoltre cresce alla metà del ritmo di quella americana e difficilmente potrebbe sostituire il commercio con gli Stati Uniti. Dieci paesi europei non hanno ancora ratificato l'accordo commerciale con il Canada firmato dieci anni fa.

Anche a Bruxelles c'è cautela. I funzionari europei hanno cercato di capire se i canadesi li stiano usando come leva nei negoziati con Washington. Dopo la Brexit l'Unione non può offrire condizioni tanto generose da spingere altri paesi membri a uscire per chiedere un accordo simile. Alcuni funzionari però vedono nel Canada un banco di prova per capire se l'Unione possa offrire forme di adesione più flessibili alle democrazie che cercano partner affidabili. Nei giorni scorsi alti funzionari europei hanno spiegato agli ambasciatori dei paesi membri che, se i colloqui andranno a buon fine, il Canada diventerà il paese extraeuropeo più vicino all'Unione.

Giovedì Carney parlerà al Parlamento europeo per illustrare il suo progetto. Subito dopo un vertice tra Canada e Unione Europea annuncerà nuovi gruppi di lavoro per trasformare le idee in progetti concreti. Secondo il Wall Street Journal alcuni funzionari di entrambe le parti hanno smesso di usare piattaforme americane come Gmail e WhatsApp. "È un cambiamento tettonico fatto da gruppi di lavoro e burocrazia. Terribilmente poco attraente ma terribilmente importante", ha detto al quotidiano un funzionario canadese coinvolto nei colloqui.

Per il Canada si tratta di un ritorno al passato. Alla vigilia della Seconda guerra mondiale il paese commerciava più con l'Europa che con gli Stati Uniti. Dopo la guerra le imprese canadesi guardarono a sud e nel 1950 il 65 per cento delle esportazioni andava già negli Stati Uniti e solo il 15 per cento nel Regno Unito. Quando Richard Nixon impose dazi del 10 per cento su tutte le importazioni, il primo ministro Pierre Trudeau promise di aumentare gli scambi con il mercato comune europeo, ma con pochi risultati. Il suo successore conservatore Brian Mulroney avviò con Ronald Reagan il percorso che portò al Nafta, l'accordo di libero scambio nordamericano, che ha legato ancora di più i due paesi.

Carney è diventato governatore della Banca del Canada nel 2008\. La crisi finanziaria lo convinse che l'economia mondiale dipendeva troppo dagli Stati Uniti e dal dollaro e da governatore della Banca d'Inghilterra sostenne che i paesi di medie dimensioni dovessero trovare un'alternativa alla valuta americana. Quando si è candidato alla guida del governo, il suo Partito liberale era sotto di 25 punti nei sondaggi. La situazione si è ribaltata quasi subito dopo che il presidente ha iniziato a minacciare di trasformare il Canada nel 51° Stato americano. La settimana scorsa Trump ha pubblicato un'immagine generata con l'intelligenza artificiale in cui si trova in piedi sopra Carney con una mazza da hockey e la scritta "get up Governor!". Carney ha definito lo scontro con Washington "una rottura, non una transizione". Per Norman Hillmer, tra i principali studiosi dei rapporti tra Stati Uniti e Canada, è "la fine della storia" di oltre cento anni di stretta collaborazione tra i due paesi.

Pochi giorni dopo l'insediamento, lo staff di Carney ha studiato gli accordi che Regno Unito, Norvegia, Svizzera e Georgia hanno con l'Unione senza esserne membri. Ha stilato un elenco di 36 funzioni che i paesi svolgono l'uno per l'altro, come lo scambio di informazioni di intelligence o la condivisione delle regole. Poi ha segnato quelle in cui Europa e Canada possono collaborare di più. Alcune idee sono nate anche da un club del libro di Ottawa, frequentato da figure di spicco della finanza e della politica, molte delle quali hanno vissuto in Europa. Carney non ha più tempo di partecipare, ma alcuni membri sono diventati suoi consiglieri informali.

All'inizio l'Europa è stata lenta. Dopo la nomina di Hannaford, lo scorso ottobre, la presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen ha impiegato più di due mesi per nominare la sua controparte, l'olandese Joost Korte. Diversi leader, tra cui la presidente del Consiglio italiana Giorgia Meloni e il primo ministro britannico Keir Starmer, temevano di irritare gli Stati Uniti. Il tentativo di Trump di prendere il controllo della [Groenlandia](https://focusamerica.it/la-groenlandia-trasforma-le-minacce-di-trump-in-investimenti-europei/) e la guerra contro l'Iran hanno convinto più leader europei. Meloni all'inizio era prudente, ma ha cambiato linea dopo che a maggio il presidente ha pubblicato un'immagine di sé vestito da papa e ha poi sostenuto che lei lo avesse pregato di farsi una foto con lui. Secondo funzionari europei oggi Meloni parla con Carney più spesso che con Trump.

In estate i contatti si sono moltiplicati. A Tolosa, a margine delle riunioni preparatorie del G7, funzionari canadesi ed europei hanno individuato 11 punti su cui collaborare per ridurre la dipendenza da tecnologie, armamenti e commercio americani. Prima del vertice del G7 di Evian, Carney ha incontrato Macron a Parigi e i funzionari francesi sono rimasti colpiti dalla velocità con cui il Canada voleva procedere. Carney sente spesso anche il cancelliere tedesco Friedrich Merz, con cui ha chiuso l'acquisto di sottomarini tedeschi per 25 miliardi di dollari, presentato a luglio al vertice NATO di Ankara. Dopo il fallimento dei negoziati con gli Stati Uniti, mentre Trump firmava un ordine esecutivo per rinominare il lago Ontario "Lake America", i diplomatici canadesi erano a Berlino per una giornata di incontri sulla difesa.