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# Il blocco di Starlink colpisce i russi in Ucraina: a rischio comunicazioni e attacchi con droni
- URL: https://focusamerica.it/il-blocco-di-starlink-colpisce-i-russi-in-ucraina-a-rischio-comunicazioni-e-attacchi-con-droni/
- Published: 2026-02-07T10:00:54.000Z
- Updated: 2026-02-07T10:00:54.000Z
- Description: SpaceX ed il Ministero della Difesa ucraino hanno disattivato i terminali non registrati sul territorio ucraino. Mosca perde così un elemento chiave della sua catena di comando e del sistema di attacco con droni a lungo raggio, ma anche Kyiv affronta difficoltà nella transizione.
- Author: Daniele John Angrisani
- Tags: Politica estera, Ucraina, Elon Musk

La sera del 4 febbraio i blogger militari filorussi — i cosiddetti Z-blogger — hanno iniziato a segnalare con preoccupazione la disattivazione su larga scala dei terminali di comunicazione satellitare *Starlink* utilizzati dalle Forze Armate russe al fronte. Tale episodio segna una svolta significativa: per la prima volta, *SpaceX* e le autorità ucraine sono intervenute in modo coordinato per tagliare fuori dal sistema gli utenti russi non autorizzati, cercando al tempo stesso di preservare l’accesso per le Forze Armate di Kyiv.

I terminali, introdotti di contrabbando attraverso canali di importazione secondaria passanti per i Paesi del Golfo Persico e dell’Asia centrale a partire dal 2023, non sono mai stati ufficialmente adottati dal Ministero della Difesa russo, ma si sono diffusi capillarmente al fronte grazie a reti di volontari. Il loro impiego principale consisteva nella trasmissione video in tempo reale dai droni ai posti di comando nelle retrovie, spesso tramite il servizio *Discord* — formalmente bloccato in Russia, ma che continua ad essere accessibile via satellite. Questo sistema era diventato il pilastro della tattica russa di infiltrazione con piccoli gruppi d’assalto: i comandanti potevano guidare i singoli soldati quasi come in un videogioco, osservando il campo di battaglia attraverso le immagini aeree in diretta.

### **La svolta dei droni con antenna satellitare**

La decisione di bloccare i terminali arriva in un momento critico. Nell’autunno 2025, il centro russo per i sistemi senza equipaggio *Rubikon* aveva sviluppato un sistema che sfruttava proprio *Starlink* per colmare una lacuna operativa storica dell’esercito di Mosca, ovvero la capacità di colpire bersagli mobili nella retrovia ucraina, nella fascia tra i 20 e gli 80 km dal fronte.

Droni economici di tipo *Molnija-2* sono stati così equipaggiati su larga scala con antenne *Starlink*, motori supplementari e batterie aggiuntive. Anche parte dei droni *Geran* è stata dotata della stessa tecnologia per condurre attacchi contro obiettivi militari e infrastrutture di trasporto.

Nelle ultime settimane le forze russe avevano intensificato l’uso di questi droni con collegamento satellitare contro il traffico lungo la direttrice Dnipro-Pokrovsk, vitale per il rifornimento delle truppe ucraine nel Donbass. Sono stati segnalati anche tentativi di attacco contro aerei negli aeroporti ucraini — in un caso un drone avrebbe colpito una sagoma che riproduceva un F-16 — oltre che contro sistemi di difesa aerea e, secondo fonti russe, anche lanciamissili HIMARS di fabbricazione americana.

### **Come funziona il blocco e le difficoltà per entrambi**

Il Ministro ucraino per la Trasformazione Digitale, Mykhailo Fedorov, ha così chiesto direttamente ad Elon Musk, il proprietario di SpaceX, di bloccare sul territorio ucraino tutti i terminali non collegati direttamente alle strutture ufficiali. Il sistema prevede due misure principali: un limite alla velocità di spostamento dei terminali — se il dispositivo supera i 90 km/h per oltre due minuti si riavvia automaticamente — e soprattutto la disattivazione di tutti i terminali non inseriti in una “lista bianca” (*white list*) tramite registrazione su una piattaforma elettronica civile o militare.

Chi possiede un solo terminale può registrarlo da remoto; chi ne ha più di uno deve recarsi fisicamente in un centro servizi. La misura è pensata per impedire che cittadini ucraini filorussi registrino dispositivi destinati all’esercito di Mosca. L’operazione, tuttavia, non è priva di problemi anche per la parte ucraina. Gran parte dei terminali in dotazione alle Forze Armate ucraine non proviene infatti dai canali ufficiali, ma da donazioni di volontari o da acquisti personali dei militari. Molti temono che la registrazione equivalga a una forma di espropriazione, e si segnalano già difficoltà nel riattivare alcuni dispositivi dopo la procedura.

### **Le alternative russe: un orizzonte ancora lontano**

Per le Forze Armate russe le conseguenze appaiono però ancora più gravi. Il blocco non colpisce soltanto la possibilità di equipaggiare i droni con antenne satellitari, ma anche l’intera rete di comunicazione e comando dei reparti che si affidavano ai terminali di contrabbando. Prima della diffusione di *Starlink*, i comandi russi nelle zone occupate si collegavano alle reti civili in fibra ottica o costruivano catene di ripetitori radio: soluzioni molto più laboriose e decisamente meno efficienti rispetto alla comunicazione satellitare commerciale.

Purtroppo per Mosca, le alternative a *Starlink* restano limitate. Il progetto russo *Rassvet*, una costellazione di centinaia di satelliti in orbita bassa concepita come equivalente nazionale di *Starlink*, si trova ancora in fase embrionale: i satelliti non sono nemmeno in costruzione, nonostante il piano originale prevedesse la loro operatività entro il 2027\. I sistemi satellitari russi esistenti, civili e militari, non offrono neanche lontanamente la velocità, la bassa latenza o la capacità di banda necessarie per sostituire *Starlink*.

Anche il più promettente progetto cinese, *Qianfan* (“Mille vele”), ha subito ritardi significativi nel 2025, con lanci interrotti per mesi, rendendo improbabile una copertura globale entro il 2027 come inizialmente previsto.