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# I repubblicani puntano sul ritorno di John Sununu per strappare il New Hampshire ai Dem
- URL: https://focusamerica.it/i-repubblicani-puntano-sul-ritorno-di-john-sununu-per-strappare-il-new-hampshire-ai-dem/
- Published: 2026-10-07T20:30:36.000Z
- Updated: 2026-10-07T20:30:36.000Z
- Description: L'ex senatore, fratello dell'ex governatore Chris, insegue il democratico Chris Pappas nei sondaggi e prova a smarcarsi da Trump senza perdere gli elettori MAGA.
- Author: Redazione
- Tags: Elezioni, USA 2026, Midterm, Senato, New Hampshire, #ig-pubblicato

I repubblicani contano su uno dei cognomi più noti della politica del New Hampshire per difendere la loro fragile maggioranza al Senato. John E. Sununu, eletto senatore nel 2002 dopo gli attentati dell'11 settembre e rimasto in carica per un solo mandato, è tornato in corsa quasi vent'anni dopo e una sua vittoria potrebbe bastare a far saltare i piani dei democratici. I sondaggi danno un leggero vantaggio al suo avversario, il deputato democratico Chris Pappas, in uno stato dove negli ultimi dieci anni i democratici hanno vinto quasi tutte le elezioni per le cariche federali.

Per vincere Sununu deve tenersi abbastanza lontano da Trump, in un clima difficile per il suo partito, senza però perdere gli elettori MAGA. Negli eventi elettorali dello scorso fine settimana si è presentato come una voce "forte e indipendente", concentrata sui problemi del New Hampshire e sul costo della vita. Ha ricordato di aver lavorato perfino con Hillary Clinton sulla sicurezza delle automobili. "Non ho mai incontrato il presidente. Se spinge per politiche che non sono buone per il New Hampshire, mi opporrò. Se spinge per politiche che ritengo giuste per il New Hampshire, le sosterrò", ha detto ai giornalisti durante una fiera a Deerfield. "Donald Trump resterà in carica per altri due anni e quando se ne andrà lascerà un grande vuoto. Voglio che il paese prenda una direzione buona per il New Hampshire."

Ai democratici servono quattro seggi in più per conquistare la maggioranza al Senato e sono sempre più ottimisti. Perdere il New Hampshire, o il Michigan, dove Abdul El-Sayed è in una sfida serrata con il repubblicano Mike Rogers per difendere un altro seggio democratico, complicherebbe molto i loro calcoli. I repubblicani rischiano a loro volta di perdere seggi in North Carolina, Alaska, Iowa, Ohio, Maine e Texas, stati che [controllano](https://focusamerica.it/i-democratici-avanti-in-texas-alaska-e-ohio-il-senato-si-gioca-negli-stati-di-trump/) da anni. Per questo vedono nel New Hampshire una delle poche occasioni per compensare le perdite.

Il partito sta infatti [investendo](https://focusamerica.it/la-spesa-in-tv-dei-repubblicani-e-molto-alta-ma-meno-efficace-di-quello-che-sembra/) molto in pubblicità nello stato. Secondo i dati di AdImpact, la società che monitora la spesa per gli spot elettorali, dall'inizio dell'anno ai primi di ottobre i repubblicani hanno speso in New Hampshire circa 39 milioni di dollari, contro i 23 milioni dei democratici. Per le settimane che mancano al voto hanno già prenotato altri 14,6 milioni di dollari di spazi televisivi, poco più dei 14,2 milioni dei democratici, una differenza che preoccupa il partito di Pappas. Il deputato chiede da mesi ai vertici nazionali di non sottovalutare la sfida e ha ricevuto l'aiuto di diversi possibili candidati alle presidenziali del 2028, tra cui l'ex segretario ai Trasporti Pete Buttigieg, che lo scorso fine settimana ha fatto campagna con lui. Il presidente della sezione statale dell'AFL-CIO, la principale confederazione sindacale americana, che sostiene Pappas, ha detto che tra gli elettori c'è una certa stanchezza: ogni spot dipinge l'avversario come il diavolo e nel New Hampshire si vota ogni due anni.

I democratici descrivono Sununu come un esempio delle "porte girevoli" di Washington, cioè del passaggio dalle cariche pubbliche al lavoro per le lobby, ricordando la sua carriera da lobbista dopo il Senato. Sostengono inoltre che una volta eletto approverebbe tutto ciò che vuole il presidente. "C'era già stato e non è finita bene per il New Hampshire. Questo è il momento di voltare pagina rispetto a Trump", ha dichiarato Pappas al [*Wall Street Journal*](https://www.wsj.com/politics/elections/rjohn-sununu-republican-new-hampshire-senate-election-f35f39eb?ref=focusamerica.it). I repubblicani hanno risposto con spot sui voti di Pappas su questioni per le quali suo marito ha svolto attività di lobbying.

Quando gli è stato chiesto su quali temi non è d'accordo con Trump, Sununu ha detto che gli Stati Uniti non dovrebbero essere in guerra commerciale con il Canada e che gli assegni da 5.000 dollari [promessi](https://focusamerica.it/gli-assegni-da-5-000-dollari-si-ritorcono-contro-trump-solo-il-13-crede-alla-promessa/) dal presidente in vista delle midterm non hanno "alcun senso dal punto di vista economico". Ha aggiunto: "Ho detto fin dall'inizio che è stato un errore entrare in Iran senza un piano per riaprire lo Stretto di Hormuz". La campagna di Pappas ricorda però che Sununu aveva detto che l'amministrazione faceva bene a voler eliminare il programma nucleare iraniano: a marzo aveva definito la missione in Iran "importante e cruciale" e a giugno aveva detto che l'amministrazione aveva "ottenuto un successo".

Nel 2024 Sununu sostenne Nikki Haley, ex governatrice della South Carolina, nelle primarie repubblicane contro Trump. A gennaio di quell'anno firmò un articolo di opinione intitolato "Donald Trump è un perdente". Oggi dice di non aver scelto lui il titolo, ma che la maggior parte del contenuto era "una valutazione corretta per quel momento".

Quello dei Sununu è probabilmente il marchio più noto della politica repubblicana del New Hampshire. John E. è il primo di otto figli di John H. Sununu, governatore negli anni Ottanta e poi capo di gabinetto alla Casa Bianca durante la presidenza di George H.W. Bush. Il fratello Chris, di circa dieci anni più giovane, è stato governatore per otto anni e ha concluso l'ultimo mandato nel 2025\. John E. fu eletto alla Camera nel 1996 e sei anni dopo sconfisse alle primarie il senatore uscente Bob Smith. Alle elezioni del 2002 batté poi Jeanne Shaheen, allora governatrice, e diventò senatore a 38 anni, il più giovane dell'aula. Nel 2008 perse però la rivincita proprio contro Shaheen.

Prima di lui i repubblicani avevano provato a convincere Chris Sununu, che oggi presiede l'associazione delle principali compagnie aeree americane, ma l'ex governatore ha rifiutato. Secondo il *Wall Street Journal*, il leader della maggioranza al Senato John Thune e l'ex senatore del Colorado Cory Gardner, che allora dirigeva un super PAC repubblicano dedicato al Senato, hanno incoraggiato John E. a candidarsi e gli hanno fornito dei sondaggi. I super PAC sono comitati che possono raccogliere e spendere somme illimitate a favore dei candidati, a patto di non coordinarsi direttamente con le loro campagne. Thune ha poi convinto Trump a sostenere Sununu nelle primarie contro Scott Brown, ex senatore del Massachusetts e candidato repubblicano al Senato del New Hampshire nel 2014\. Il presidente gli ha dato il suo appoggio già a febbraio.

I democratici insinuano che alcuni elettori credano che a candidarsi sia il fratello più giovane, ex governatore molto popolare. Sununu respinge l'idea: ha detto ai giornalisti che quasi tutte le persone incontrate alla fiera sapevano la differenza e che metà di loro lo ha chiamato per nome prima ancora che si presentasse. "C'erano perfino dei ragazzi del liceo che urlavano il mio nome", ha aggiunto.

Lou Gargiulo, che ha co-presieduto nel New Hampshire tutte e tre le campagne presidenziali di Trump, si aspetta che gli elettori MAGA votino per Sununu e ha detto che non sarebbe sorpreso se il presidente visitasse lo stato prima del voto. Spetterà al candidato decidere se partecipare a un evento con lui. "Se pensa che lo danneggi, è un problema. Ma credo che una visita si possa organizzare in modo da essere utile senza danneggiare nessuno", ha detto Gargiulo.