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# I giovani americani sono i più pessimisti al mondo sul lavoro
- URL: https://focusamerica.it/i-giovani-americani-sono-i-piu-pessimisti-al-mondo-sul-lavoro/
- Published: 2026-05-17T13:00:43.000Z
- Updated: 2026-05-17T13:00:43.000Z
- Description: Solo il 43% degli americani tra 15 e 34 anni pensa che sia un buon momento per trovare lavoro, contro il 64% degli over 55. Il divario di 21 punti non ha eguali nei 141 Paesi misurati da Gallup.
- Author: Redazione
- Tags: Economia

Negli Stati Uniti i giovani guardano al mercato del lavoro con molto più pessimismo dei loro genitori. Secondo il sondaggio annuale di *Gallup*, nel 2025 solo il 43% degli americani tra i 15 e i 34 anni ha dichiarato che nella propria zona fosse un buon momento per trovare lavoro. Tra gli over 55 la quota sale invece al 64%.

La distanza è di 21 punti percentuali: il divario generazionale più ampio tra i 141 Paesi e territori misurati. Differenze a doppia cifra emergono solo in altri 5 casi: Cina, con 12 punti, Serbia, Emirati Arabi Uniti, Hong Kong e Norvegia. Nel resto del mondo, però, la dinamica è in genere opposta: la mediana globale registra uno scarto di 10 punti, ma a essere più pessimisti sono gli adulti.

Mercato del lavoro · Sondaggio Gallup 2025 

# Il *paradosso americano*:  
giovani più scoraggiati dei loro genitori

Negli Stati Uniti la fiducia nelle prospettive di lavoro segue una geografia capovolta rispetto al resto del mondo. Gli over 55 sono più ottimisti dei 15-34enni: 21 punti di distanza, il divario generazionale più ampio tra tutti i 141 Paesi misurati.

Fonte Gallup \~1.000 interviste per Paese 

Giovani 15-34

43%

Dicono che è un buon momento per trovare lavoro

vs

Over 55

64%

Mantengono una fiducia molto più solida

Divario generazionale: 21 punti · il più alto al mondo

Esplora l'analisi

1 Il divario 2 Nel mondo 3 Le cause 

Stati Uniti vs Mondo

### L'anomalia statunitense: dove la dinamica si inverte

Nella mediana globale lo scarto generazionale è di 10 punti, ma con segno opposto: a essere più pessimisti sono gli adulti. Negli Stati Uniti accade il contrario, in misura senza precedenti.

20% 35% 50% 65% 80% Stati Uniti Divario record 43% 64% ↔ 21 punti Mediana globale 141 Paesi · segno inverso \~40% \~50% ↔ 10 punti (inverso) 

Stati Uniti divario record 

21 punti 

43%

Giovani

64%

Over 55

↑ Gli **over 55** sono più ottimisti dei giovani: l'anomalia statunitense 

il quadro nel resto del mondo

Mediana globale 141 Paesi 

10 punti 

\~40%

Over 55

\~50%

Giovani

↓ Nel resto del mondo accade il contrario: i **giovani** sono più ottimisti 

Giovani **15-34 anni**

Adulti **over 55**

Negli Stati Uniti i giovani sono oggi **il gruppo più pessimista del Paese** sul mercato del lavoro. Una posizione che nella grande maggioranza dei Paesi misurati appartiene invece agli over 55.

Confronto internazionale

### Solo 5 Paesi mostrano una distanza a doppia cifra. Nessuno arriva ai 21 punti americani

Tra i 141 Paesi e territori misurati da Gallup, lo scarto a due cifre tra giovani e over 55 compare in soli 6 casi. Gli Stati Uniti guidano la classifica con un margine quasi doppio rispetto al secondo Paese.

87°

Posizione USA su **141 Paesi** per ottimismo dei giovani

6

Paesi con un divario generazionale **a doppia cifra**

Paesi con divario over 55 → giovani 15-34

Differenza in punti percentuali tra la quota di over 55 e quella di 15-34enni che giudica positivo il momento per cercare lavoro. In tutti i Paesi elencati **sono gli adulti a essere più ottimisti dei giovani**: una dinamica che inverte la mediana globale, dove invece accade il contrario.

Stati Uniti

21

Cina

12

Serbia

11

Emirati Arabi Uniti

11

Hong Kong

10

Norvegia

10

Da tenere a mente

Negli altri Paesi in classifica il divario segue la stessa direzione degli Stati Uniti. Nel resto del mondo, però, il quadro è opposto: i giovani **restano più ottimisti degli adulti**, con una mediana globale di 10 punti a loro favore.

Cosa c'è dietro

### Due fattori convergenti: l'intelligenza artificiale e il ruolo del capitale sociale

Gallup individua nel calo dei laureati senza impiego a tempo pieno il segnale più netto. Analisti e ricercatori indicano due cause strutturali che si rinforzano a vicenda.

01

L'intelligenza artificiale erode i ruoli entry-level

Le posizioni storicamente occupate dai neolaureati — il primo gradino delle carriere — sono i ruoli più esposti alla rivoluzione dell'intelligenza artificiale generativa.

Stiamo tagliando la scala della carriera dall'inizio. — Sam Hiner, Young People's Alliance, ad Axios 

02

Il capitale sociale pesa più delle qualifiche

Secondo Hiner il mercato del lavoro statunitense premia sempre più le reti di relazioni rispetto al titolo di studio, un meccanismo che svantaggia chi entra ora.

03

Il segnale più netto arriva dai laureati senza lavoro

L'analisi di Benedict Vigers (Gallup) individua tra i giovani con istruzione superiore non ancora impiegati a tempo pieno il calo di fiducia più marcato.

È probabile che in questo calo ci sia una buona dose di intelligenza artificiale. — Benedict Vigers, senior news writer Gallup, ad Axios 

Da non perdere di vista

Nonostante il pessimismo interno, i giovani americani restano **più ottimisti di molti coetanei** nel resto del mondo. In Corea del Sud, per esempio, solo il **28%** dei 15-34enni indica il 2025 come un buon momento per cercare lavoro.

Fonte Gallup World Poll 2025\. Interviste in circa 140 Paesi, \~1.000 persone per Paese, tra il 27 marzo e il 5 dicembre 2025\. Margine di errore ±2,2 – ±5,5 punti, livello di confidenza 95%. 

### **Il paradosso americano**

Il dato, pubblicato da *Axios*, avvicina le due maggiori economie del pianeta. Alla vigilia del nuovo incontro tra Donald Trump e Xi Jinping, previsto a Pechino, Stati Uniti e Cina condividono almeno un elemento: in entrambi i Paesi i giovani sono molto più scoraggiati dei loro genitori sulle prospettive occupazionali.

I giovani americani avevano già attraversato fasi di pessimismo sul lavoro, ricorda *Axios*. La novità del 2025 è che oggi sono loro il gruppo più cupo del Paese, mentre gli over 55 conservano una fiducia molto più solida.

I numeri ridimensionano anche un'immagine consolidata dei giovani americani. Sono i più delusi rispetto alle generazioni più anziane del proprio Paese, ma restano più ottimisti di molti coetanei nel resto del mondo: si collocano all'87esimo posto su 141 Paesi. In Corea del Sud, per esempio, solo il 28% dei giovani ha indicato il 2025 come un buon momento per cercare lavoro, una quota quasi identica al 25% registrato tra gli over 55.

### **L'effetto dell'intelligenza artificiale**

Il calo più netto della fiducia riguarda una fascia precisa: i giovani americani con istruzione superiore che non hanno ancora un impiego a tempo pieno. Lo segnala Benedict Vigers, senior news writer di *Gallup*, che ha analizzato i dati. "È probabile che in questo calo ci sia una buona dose di intelligenza artificiale", ha dichiarato ad *Axios*.

Sam Hiner, cofondatore e direttore esecutivo della *Young People's Alliance*, indica due fattori convergenti: l'intelligenza artificiale, che sta comprimendo i ruoli *entry-level*, storicamente il primo gradino delle carriere, e un mercato del lavoro statunitense che premia sempre più il capitale sociale rispetto alle qualifiche formali. "Stiamo tagliando la scala della carriera dall'inizio", ha detto Hiner ad *Axios*.

La rilevazione di *Gallup* si basa su campioni rappresentativi a livello nazionale in circa 140 Paesi, con interviste a circa mille persone per Paese, condotte tra il 27 marzo e il 5 dicembre 2025\. Il margine di errore varia tra ±2,2 e ±5,5 punti percentuali, con un livello di confidenza del 95%.