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# I democratici avanti in Texas, Alaska e Ohio: il Senato si gioca negli Stati di Trump
- URL: https://focusamerica.it/i-democratici-avanti-in-texas-alaska-e-ohio-il-senato-si-gioca-negli-stati-di-trump/
- Published: 2026-10-05T13:15:59.000Z
- Updated: 2026-10-05T13:15:59.000Z
- Description: Nei sondaggi pubblicati da New York Times/Siena i democratici sono avanti in Texas, Alaska e Ohio, pari in Kansas e indietro di un solo punto in Iowa. Secondo l'analisi di Nate Cohn, pesano l'impopolarità di Trump e candidati democratici più apprezzati dei rivali repubblicani.
- Author: Redazione
- Tags: Sondaggi, USA 2026, Midterm, Senato, Texas, Analisi, #ig-pubblicato

I democratici sono in vantaggio in Texas, Alaska e Ohio, alla pari in Kansas e indietro di un solo punto in Iowa: si tratta di 5 Stati in cui Donald Trump aveva vinto nel 2024 con margini compresi tra 11 e 16 punti. È il risultato degli ultimi sondaggi del [New York Times](https://www.nytimes.com/2026/10/03/upshot/polls-midterms-senate-times-siena.html?ref=focusamerica.it) e del [Siena College](https://sri.siena.edu/2026/10/03/nytimes-siena-poll-of-likely-voters-senate-races/?utm%5Fsource=chatgpt.com). In Texas James Talarico è avanti su Ken Paxton di 6 punti, 51% a 45%, in Alaska Mary Peltola è avanti sul senatore Dan Sullivan di 7 punti, 50% a 43%, mentre in Ohio Sherrod Brown ha 3 punti di vantaggio, 49% a 46%, sul senatore Jon Husted, [nominato](https://focusamerica.it/in-ohio-gli-elettori-non-sanno-chi-e-il-senatore-uscente/?utm%5Fsource=chatgpt.com) nel gennaio 2025 al posto di JD Vance. In Kansas il democratico Adam Hamilton e il senatore uscente Roger Marshall sono entrambi al 45%, con il libertario David Graham al 3%. Infine, in Iowa la repubblicana Ashley Hinson è avanti di 1 punto sul candidato democratico Josh Turek, 48% a 47%. 

Sulla carta, la strada dei democratici verso la maggioranza al Senato resta in salita: per ottenerla, devono conquistare almeno 2 seggi in Stati vinti da Trump nel novembre 2024 con un margine di almeno 11 punti. Un'impresa che, osserva il *New York Times*, nessun partito riesce più a compiere dal 2008\. Dal *Labor Day*, la festa del lavoro americana di inizio settembre, i democratici sono però alla pari o in vantaggio in quasi tutti i sondaggi indipendenti condotti in questi 5 Stati.

Per conquistare la maggioranza, i democratici dovrebbero conservare tutti i propri seggi e strapparne altri 4 ai repubblicani. Se vincessero in Texas e Alaska e conquistassero anche il North Carolina, dove diversi gruppi repubblicani hanno appena [ritirato](https://focusamerica.it/i-repubblicani-si-arrendono-in-north-carolina-e-spostano-i-soldi-sul-kansas/) i propri investimenti pubblicitari, basterebbe loro ottenere un'altra vittoria, in Maine, Ohio, Iowa, Kansas o altrove.

L'analisi di Nate Cohn sul *New York Times* invita tuttavia alla cautela: essere in testa nei sondaggi a fine settembre non significa necessariamente vincere a novembre, soprattutto negli Stati repubblicani, dove le rilevazioni hanno spesso sopravvalutato i democratici in passato. Ma anche se questa volta i sondaggi fossero corretti, ai repubblicani potrebbe bastare riconquistare il sostegno dei propri elettori abituali nell'ultimo mese di campagna, per tornare in testa di poco. Nel clima politico attuale non sarebbe semplice, ma avranno tutte le risorse finanziarie necessarie per provarci.

In tutti e cinque gli Stati, secondo Cohn, i democratici hanno seguito la stessa strategia: approfittando dell'impopolarità di Trump, hanno schierato candidati apprezzati e relativamente moderati contro avversari repubblicani che invece raccolgono giudizi sorprendentemente negativi.

Sondaggio New York Times/Siena 

In cinque Stati vinti nettamente da Trump la corsa al Senato è diventata *una sfida aperta*

In Alaska, Texas e Ohio i candidati democratici sono in vantaggio, in Kansas sono alla pari e in Iowa inseguono di un solo punto. Nel 2024 Trump aveva vinto questi Stati con margini compresi tra 11 e 16 punti.

Grafica di FocusAmerica 4 ottobre 2026 

**Alaska**Peltola (D) 50%, Sullivan (R) 43%

**Texas**Talarico (D) 51%, Paxton (R) 45%

**Ohio**Brown (D) 49%, Husted (R) 46%

**Kansas**Hamilton (D) 45%, Marshall (R) 45%

**Iowa**Turek (D) 47%, Hinson (R) 48%

Dal voto del 2024 al sondaggio di oggi

Per ogni Stato, il vantaggio in punti tra i due candidati: alle presidenziali del 2024 e nel sondaggio sul Senato di fine settembre.

Vantaggio di Trump nel 2024 Sondaggio di oggi sul Senato 

Rivedi l'animazione

Stato per StatoGli Stati Il simulatoreSimulatore I temi a confrontoI temi 

Le cinque sfide 

I democratici sono avanti in tre Stati, ma nessun vantaggio è al riparo dal margine di errore

Scegli uno Stato per vedere le intenzioni di voto, il giudizio sui candidati e quello su Trump.

E se cambiasse l'elettorato? 

I democratici sono avanti anche grazie a una parte degli elettori di Trump

Elettori di Trump passati ai democratici che tornano a votare repubblicano

NessunoTutti

Affluenza degli elettori di Trump rispetto alla stima del sondaggio

Più bassaPiù alta

Sondaggio di oggi Scenario simulato 

seggi democratici su 100

Aggiungi una vittoria democratica in uno Stato non compreso nel sondaggio:

Esercizio aritmetico di FocusAmerica sui dati del sondaggio, divisi per voto alle presidenziali del 2024: non è una previsione. Si assume che i democratici conservino i 47 seggi attuali. La maggioranza è a quota 51 perché sul 50 a 50 decide il voto del vicepresidente Vance.

Di chi si fidano gli elettori 

I democratici convincono di più su sanità e costo della vita, i repubblicani sull'immigrazione

Quale candidato al Senato farebbe meglio su ciascun tema: vantaggio in punti percentuali. Tocca una cella per leggere le percentuali.

Avanti il democratico (D) Avanti il repubblicano (R) Pari 

I vantaggi sono calcolati dal New York Times sui valori non arrotondati: possono differire di un punto dalla differenza tra le due percentuali.

Fonte Sondaggi New York Times/Siena condotti dal 21 settembre al 1° ottobre 2026 su 2.946 probabili elettori in cinque Stati. Margine di errore: 4,5 punti in Texas e Ohio, 4,6 in Iowa e Kansas, 5,1 in Alaska. Margini del 2024: risultati ufficiali delle presidenziali, arrotondati. Simulatore: elaborazione FocusAmerica. 

### **Trump in difficoltà e il peso dei candidati**

Secondo l'analisi di Cohn, nei cinque Stati che nel 2024 avevano assegnato a Trump in media il 56% dei voti, il presidente registra ora mediamente un indice di approvazione del 40%, contro il 57% di giudizi negativi. È un risultato appena migliore di quello dei sondaggi nazionali e inferiore di 5 punti rispetto alle rilevazioni di giugno in 4 di questi Stati.

Cohn propone due possibili spiegazioni: la popolarità di Trump potrebbe essere diminuita in tutto il Paese dall'ultimo sondaggio nazionale, anche per l'aumento del prezzo della benzina e del costo dei mutui, oppure il presidente potrebbe star perdendo più terreno proprio negli Stati repubblicani: per il rincaro del gasolio nella fascia agricola del Midwest, per esempio, o per il crescente distacco degli elettori repubblicani tradizionali, che lo hanno votato pur senza apprezzarne lo stile e le posizioni su dazi e immigrazione. Tutti e cinque gli Stati in questione, ricorda Cohn, avevano preferito altri candidati a Trump nelle combattute primarie repubblicane del 2016.

Il secondo fattore individuato da Cohn è il profilo dei candidati. I democratici sembrano riuscire a raccogliere consensi personali anche tra elettori che giudicano il loro partito troppo a sinistra. L'analista interpreta questo divario come un possibile vantaggio nelle sfide a livello statale: il giudizio sul singolo candidato può, infatti, essere più favorevole di quello sulla forza politica a cui appartiene. Il Texas è uno dei casi più significativi. Cohn descrive un presidente in difficoltà, un candidato repubblicano impopolare e un elettorato ispanico che si sta spostando con decisione verso i democratici. Nonostante le ingenti somme spese dai repubblicani per attaccarlo, Talarico continua a mostrare una forte capacità di attrazione.

Per i repubblicani resta però aperta una possibilità di recupero legata all'affluenza. Il vantaggio rilevato tra gli elettori che probabilmente andranno a votare dipende anche dalla composizione dell'elettorato stimata dal sondaggio. Secondo Cohn, una minore partecipazione di alcuni gruppi che avevano sostenuto Trump, soprattutto giovani e ispanici, insieme all'arrivo di nuovi elettori di orientamento democratico, potrebbe favorire proprio Talarico. Il risultato di novembre dipenderà quindi anche da chi si presenterà effettivamente alle urne.

In Alaska il vantaggio di Peltola sorprende meno. Lo Stato tiene primarie comuni a tutti i partiti, con un'unica scheda: i primi quattro classificati accedono alle elezioni di novembre. Il vincitore viene poi scelto con un sistema di voto in cui gli elettori ordinano i candidati secondo le proprie preferenze. Nelle primarie di agosto Peltola ha [concluso](https://www.adn.com/politics/2026/08/19/whats-next-as-democrat-mary-peltola-solidly-leads-incumbent-us-sen-dan-sullivan-in-alaskas-primary/?ref=focusamerica.it) con 8 punti di vantaggio su Sullivan. Sulla scheda di novembre comparirà anche un altro candidato repubblicano di nome Dan Sullivan. Per evitare confusioni, il sondaggio ha specificato che chiedeva un giudizio sul "senatore in carica", la stessa indicazione riportata sulla scheda elettorale.

### **I data center in Ohio e il pastore del Kansas**

In Ohio l'intelligenza artificiale pesa sul voto più che negli altri Stati: secondo l'analisi di Cohn, il 3% degli elettori la indica come il tema più importante per la propria scelta, contro circa lo 0,3% altrove. In Ohio la sua rilevanza è dunque paragonabile a quella di questioni come l'aborto o la sanità.

Lo Stato è, infatti, al centro della protesta contro i data center, i grandi impianti che ospitano i server, e il candidato democratico Brown è stato tra i primi a usare il tema contro il rivale repubblicano Husted. Un [documento](https://tiffinohio.net/posts/leaked-gop-memo-data-centers-husted-liability/?utm%5Fsource=chatgpt.com) interno del comitato repubblicano che coordina le campagne per il Senato, datato 18 agosto e inviato anche alle aziende dell'IA, avvertiva che "più di qualsiasi altra cosa in questa corsa, i data center sono l'ancora appesa al collo di Husted". Su intelligenza artificiale e data center, il sondaggio del *New York Times* attribuisce oggi a Brown un vantaggio di dieci punti rispetto all'avversario: il suo margine più ampio tra tutti i temi considerati.

In Kansas il sondaggio indica invece un pareggio, ma il candidato democratico potrebbe avere ancora spazio per crescere. Adam Hamilton, pastore e fondatore della *Church of the Resurrection*, la più grande congregazione della Chiesa metodista unita negli Stati Uniti, è alla sua prima candidatura e dichiara di volersi battersi contro il socialismo e allo stesso tempo contro i tagli alla sanità.

Cohn lo presenta come un candidato in grado di ottenere un giudizio personale migliore di quello riservato al Partito Democratico, ma ancora poco conosciuto da una parte dell'elettorato. Ma questa è una possibile ulteriore vulnerabilità per i repubblicani: se Hamilton riuscisse, infatti, a farsi conoscere da più elettori e a convincerli delle proprie posizioni, potrebbe persino ampliare il sostegno alla sua candidatura.