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# I Dem hanno perso la battaglia delle mappe
- URL: https://focusamerica.it/i-dem-hanno-perso-la-battaglia-delle-mappe/
- Published: 2026-05-12T10:00:41.000Z
- Updated: 2026-05-12T12:46:27.000Z
- Description: L'analisi di Nate Silver mostra che la Corte Suprema e quella della Virginia hanno ribaltato la situazione. Ora i repubblicani hanno un vantaggio strutturale tra 2,5 e 3,9 punti.
- Author: Lorenzo Ruffino
- Tags: Elezioni, Giustizia, USA 2026, Corte Suprema

I democratici americani hanno perso la guerra del ridisegno dei collegi elettorali in vista delle elezioni di metà mandato del novembre 2026\. Lo sostiene Nate Silver, statistico e fondatore della newsletter Silver Bulletin, in un'[analisi](https://www.natesilver.net/p/on-redistricting-democrats-are-playing?publication%5Fid=1198116&post%5Fid=197240205&isFreemail=false&triedRedirect=true&ref=focusamerica.it) pubblicata l'11 maggio. Fino a tre settimane fa lo scontro sembrava finito in pareggio o addirittura con un leggero vantaggio democratico, ma due decisioni giudiziarie hanno cambiato il quadro.

Negli Stati Uniti i confini dei collegi elettorali della Camera dei rappresentanti vengono solitamente ridisegnati ogni dieci anni, dopo il censimento nazionale. Da alcuni anni però i singoli stati hanno cominciato a modificarli anche a metà decennio per favorire il proprio partito, una pratica nota come *gerrymandering*. Il partito che controlla il parlamento di uno stato può tracciare i confini in modo da concentrare gli elettori avversari in pochi collegi e distribuire i propri in tanti collegi a maggioranza risicata ma sicura.

La prima sconfitta per i democratici è arrivata due settimane fa con la sentenza *Callais* della Corte Suprema federale, che ha indebolito il *Voting Rights Act*, la legge sui diritti di voto che tutela le minoranze etniche. La seconda è arrivata venerdì scorso, quando la Corte Suprema della Virginia ha invalidato per motivi procedurali un referendum approvato dagli elettori dello stato per ridisegnare i collegi in senso più favorevole ai democratici. Nel frattempo altri stati a guida repubblicana, come la Florida, hanno modificato le proprie mappe elettorali.

Dopo l'approvazione del referendum in Virginia il collegio mediano risultava più repubblicano del paese nel suo complesso di appena 0,1 punti percentuali, un dato leggermente migliore per i democratici rispetto alla mappa del 2024\. Ora invece il vantaggio repubblicano a novembre si colloca tra 2,5 e 3,9 punti percentuali, in attesa di ulteriori azioni legali e legislative. I democratici hanno presentato ricorso contro la decisione della Virginia alla Corte Suprema federale e starebbero valutando un piano per costringere i giudici dello stato al pensionamento anticipato, una mossa che Silver definisce piuttosto radicale.

La nuova mappa firmata dal governatore Ron DeSantis in Florida crea diversi collegi a tendenza repubblicana ma non sicuri, che in caso di forte ondata democratica o di inversione dello spostamento conservatore dello stato potrebbero non essere conquistati. Anche in Virginia, dove il referendum era stato presentato come un guadagno di quattro seggi per i democratici, il calcolo realistico parlava di 2,5 o 3 seggi.

Per ottenere la maggioranza alla Camera ora i democratici hanno bisogno di un margine sufficiente nel voto popolare. Attualmente sono avanti di 6,1 punti nel sondaggio aggregato sulla scelta del partito alla Camera. Una vittoria di sei punti sarebbe molto probabilmente sufficiente per conquistare l'aula anche con una mappa sfavorevole di tre o quattro punti. Tuttavia un errore di sondaggio simile a quello del 2024, quando i repubblicani superarono le previsioni, basterebbe a rimettere in bilico il risultato. Mancano ancora sei mesi alle elezioni e i sondaggi attuali sono condotti tra gli elettori registrati, senza tenere conto di un possibile vantaggio democratico nell'affluenza.

Il mercato delle previsioni Polymarket dava ai democratici l'87 per cento di probabilità di conquistare la maggioranza alla Camera qualche settimana fa, una stima ora scesa al 78 per cento.

Il problema strutturale per i democratici riguarda le corti. La Corte Suprema federale ha una maggioranza conservatrice di sei giudici contro tre, che nelle decisioni sul ridisegno dei collegi vota quasi sempre lungo linee partitiche. Anche la Corte Suprema della Virginia tende a essere repubblicana, perché tre dei sette giudici sono stati eletti dal parlamento statale quando il partito repubblicano controllava entrambe le camere.

Secondo un'analisi condotta nel 2020 dal sito Ballotpedia, fino a quell'anno le corti statali tendevano a essere prevalentemente repubblicane. Questo rifletteva una maggiore attenzione storica del partito repubblicano sulla magistratura e due tornate elettorali di metà mandato molto negative per i democratici nel 2010 e nel 2014\. Da allora alcune cose sono cambiate: i democratici hanno conquistato la corte del Wisconsin nel 2023, ma hanno perso quella del North Carolina.

Tra i sette stati in bilico alle presidenziali del 2024 i democratici hanno un vantaggio di 4 a 3 nelle corti supreme statali, compresi i tre stati del cosiddetto *Blue Wall*, ovvero Michigan, Pennsylvania e Wisconsin. I repubblicani compensano con le corti conservatrici di Virginia e New Hampshire.

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Elezioni · USA

Orientamento ideologico delle Corti Supreme Statali

Le Corti Supreme Statali nel 2026 · 261 voti elettorali ai repubblicani, 255 ai democratici, 22 in bilico

Caricamento mappa…

Forte repubblicana 229 EV · 22 stati 

Lieve repubblicana 32 EV · 4 stati 

Incerta 22 EV · 3 stati 

Lieve democratica 47 EV · 7 stati 

Forte democratica 208 EV · 15 stati 

261

Voti elettorali in stati con corti repubblicane

22

Voti elettorali in stati con corti incerte

255

Voti elettorali in stati con corti democratiche

Focus America su dati di Nate Silver (Silver Bulletin) · Stime basate sul comportamento delle Corti Supreme Statali nel 2026

I democratici potrebbero ancora ridisegnare in modo più aggressivo i collegi in stati come Colorado e New York, dove le corti statali probabilmente approverebbero mappe più partigiane. I parlamentari democratici di New York hanno però espresso scetticismo su una nuova revisione. La vera ragione della riluttanza in stati come New York e Maryland, secondo Silver, è la volontà dei deputati in carica di proteggere i propri seggi.

Resta il rischio della compiacenza. Nel 2022 i democratici ottennero un risultato accettabile alle elezioni di metà mandato considerando l'impopolarità del presidente Biden, ma persero comunque il controllo della Camera. Quel risultato bastò a convincere il partito che tutto andava bene con Biden, e l'allora governatore della California Gavin Newsom abbandonò la sua campagna informale per sostituirlo nel ticket del 2024.

Se i democratici vincessero a novembre con un margine di soli sei o sette punti nel voto popolare, la loro maggioranza non sarebbe affatto sicura nel 2028, quando tutti i 435 seggi della Camera saranno di nuovo in palio, alcuni con nuovi confini. Nelle elezioni presidenziali la corsa per la Camera tende a essere più equilibrata rispetto alle elezioni di metà mandato.