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# I dazi di Trump non li pagano i governi stranieri, ma gli importatori (e i consumatori) americani
- URL: https://focusamerica.it/i-dazi-di-trump-non-li-pagano-i-governi-stranieri-ma-gli-importatori-e-i-consumatori-americani/
- Published: 2025-08-10T10:30:18.000Z
- Updated: 2025-08-10T10:30:18.000Z
- Description: Anche il Segretario al Tesoro, Scott Bessent, riconosce in una intervista che i “miliardi” derivanti dai dazi vengono pagati dagli importatori e, in ultima analisi, dei consumatori statunitensi, non dagli Stati esteri.
- Author: Redazione
- Tags: Economia, Dazi

Nel corso di una recente intervista televisiva, anche il Segretario del Tesoro, Scott Bessent, ha ammesso che i dazi imposti dall’Amministrazione Trump — definiti dal presidente come flussi monetari in entrata — sono in realtà “pagati dagli importatori negli Stati Uniti e non dai governi esteri”.

Alla domanda diretta su chi effettivamente ”firmi questo assegno” alla dogana, Bessent ha ammesso: “L’assegno viene firmato dalla persona che lo riceve, negli Stati Uniti”.

Pur ammettendo che alcuni esportatori—come quelli brasiliani—potrebbero ridurre i prezzi all’origine per mantenere quote di mercato, resta quindi il fatto che è l’importatore statunitense che paga il dazio, con la possibilità, in ultima istanza, di scaricarne il costo sui consumatori. 

### **Effetti economici e reazioni**

Un’analisi recente del *Yale Budget Lab* stima che i dazi introdotti il 7 agosto 2025 possano finire per costare in media 2.400 dollari all’anno in più alle famiglie americane, considerando un dazio medio del 18,3% sul valore dei beni importati — la percentuale più alta dagli anni Trenta del Novecento in poi. 

Nonostante ciò, Bessent ha minimizzato l’impatto inflazionistico, sostenendo che i produttori e i rivenditori potrebbero finire per assorbirne una buona parte.

Sta di fatto che, al momento, si stima che le entrate da dazi raccolte finora superino i 150 miliardi di dollari per l’anno fiscale in corso, un valore che potrebbe raggiungere i 300 miliardi entro fine anno. 

Secondo il Segretario al Commercio Howard Lutnick, i dazi potrebbero generare entrate fino a 50 miliardi al mese, potenzialmente salendo fino a mille miliardi di dollari se estesi a settori come semiconduttori e farmaceutica. 

Piaccia o meno, dunque, ben presto le famiglie americane si troveranno a sostenere costi aggiuntivi potenzialmente nell’ordine di migliaia di dollari l’anno.

A dispetto delle affermazioni dell’Amministrazione Trump che dipingono i dazi come una fonte quasi miracolosa di entrate pubbliche, la realtà, confermata dallo stesso Segretario del Tesoro, è che l’onere finirà per gravare sugli importatori statunitensi e, indirettamente, sui consumatori che in ultima istanza acquisteranno quei beni.