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# Gli Stati Uniti attaccano nuovamente postazioni iraniane nello Stretto di Hormuz
- URL: https://focusamerica.it/gli-stati-uniti-attaccano-nuovamente-postazioni-iraniane-nel-di-hormuz/
- Published: 2026-09-01T22:00:03.000Z
- Updated: 2026-09-01T22:00:03.000Z
- Description: Il Centcom annuncia di aver attaccato postazioni dei Guardiani della Rivoluzione lungo la costa meridionale dell’Iran. Teheran annuncia una dura risposta. I bilanci delle vittime restano provvisori.
- Author: Redazione
- Tags: Politica estera, Iran, La guerra tra Stati Uniti e Iran, Stretto di Hormuz, #ig-pubblicato

Le forze americane hanno ripreso a colpire obiettivi iraniani nell’area dello Stretto di Hormuz. Lo ha annunciato questa sera il Comando Centrale degli Stati Uniti (*Central Command*, Centcom), responsabile delle operazioni militari americane in Medio Oriente. I raid sono cominciati a mezzogiorno, ora di Washington, ovvero le 18 in Italia, e hanno preso di mira postazioni dei Guardiani della Rivoluzione (IRCG), il corpo militare d’élite della Repubblica islamica. 

Secondo il Centcom, gli attacchi odierni sono una risposta ai recenti tentativi dei Guardiani di colpire navi commerciali nello Stretto e basi militari americane presenti nella regione. Lo scambio di attacchi era già ripreso domenica, dopo circa un mese di pausa. 

Gli Stati Uniti avevano distrutto due lanciatori sull’isola di Larak, che secondo Washington erano pronti a disseminare mine marine nello Stretto. Il giorno dopo l’Iran aveva risposto lanciando missili contro due basi americane in Giordania, otto dei quali erano stati intercettati.

L’operazione di questa sera rientra in un piano che il presidente e i suoi principali consiglieri valutavano da giorni e che [*Axios*](https://www.axios.com/2026/09/01/hormuz-centcom-strikes-trump-iran?ref=focusamerica.it) aveva già anticipato: una serie di attacchi limitati nell’area dello Stretto per impedire all’Iran di ricostruire radar e capacità missilistiche necessarie ad attaccare le navi. Un funzionario americano ha spiegato ad *Axios* che l’obiettivo è ridurre il rischio di attacchi iraniani contro petroliere, unità della Marina e aerei dell’Aeronautica statunitensi. Si tratta, nelle sue parole, di “tagliare l’erba”.

### **Colpita la costa meridionale dell’Iran**

Secondo i media iraniani, i raid di questa sera hanno colpito diverse località della costa meridionale del Paese, tra cui Bandar Abbas, Jask, Chabahar, Konarak, Minab e Sirik, oltre all’isola di Qeshm. Nelle ore successive gli attacchi avrebbero raggiunto anche l’isola di Lavan, il polo del gas di Asaluyeh e l’aeroporto di Jiroft, nella provincia iraniana di Kerman.

Uno dei colpi avrebbe centrato un’abitazione nei pressi di Sirik, città costiera dell’Iran dove era in corso un matrimonio. La sezione provinciale della Mezzaluna Rossa iraniana, citata dall’agenzia stampa iraniana *Fars*, ha riferito di almeno 4 morti, tra cui un bambino, e di oltre 50 feriti, mentre i soccorsi erano ancora in corso. Il vicegovernatore della provincia di Hormozgan ha invece parlato alla televisione di Stato di due vittime. 

### **Le minacce recupeoc di Washington e Teheran**

Poco dopo la notizia dei raid, il presidente statunitense Donald Trump ha scritto su *Truth Social* che l’attacco è stato “pienamente giustificato” e che, se l’Iran, da lui definito una “nazione fallita”, dovesse reagire, verrebbe attaccato di nuovo a un livello “molto più duro e più alto”. Anche questo di stasera, ha aggiunto, non è l’attacco più grande: quello resta “pronto in attesa” e, quando dovesse essere concluso, della Repubblica Islamica dell’Iran “resterebbe molto poco”.

“Una punizione severa attende gli aggressori”, ha risposto su X il portavoce dei Guardiani della Rivoluzione Hossein Mohebi, aggiungendo che gli Stati Uniti “si pentiranno dei loro ultimi attacchi”. L’agenzia *Tasnim*, vicina ai pasdaran, ha citato una fonte militare iraniana secondo cui la risposta sarà “molte volte più grande” degli attacchi americani e gli interessi e le basi statunitensi nella regione finiranno rapidamente sotto il fuoco iraniano.