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# Gli esperti avvertono: la NATO deve prepararsi a un futuro senza gli Stati Uniti
- URL: https://focusamerica.it/gli-esperti-avvertono-la-nato-deve-prepararsi-a-un-futuro-senza-gli-stati-uniti/
- Published: 2026-09-12T17:30:07.000Z
- Updated: 2026-09-12T17:30:07.000Z
- Description: Tra le visite dell'amministrazione Trump a Mosca e gli attacchi ibridi attribuiti alla Russia, gli alleati europei non sanno più se possono contare su Washington.
- Author: Redazione
- Tags: Politica estera, NATO, Russia, Unione Europea, Donald Trump, #ig-pubblicato

La NATO deve cominciare a pensare a un futuro in cui gli Stati Uniti potrebbero non esserci più. È l'opinione di diversi esperti di sicurezza, secondo cui Washington è diventata meno prevedibile, comunica meno con gli alleati ed è meno legata all'alleanza che da 75 anni garantisce la sicurezza dell'Europa. Anche se il presidente Donald Trump non dovesse mettere in pratica le sue minacce di uscire dalla NATO, sostengono, gli alleati europei devono [prepararsi](https://focusamerica.it/lallarme-della-nato-leuropa-non-reggerebbe-una-guerra-di-logoramento-contro-la-russia/) a fare da soli.

"Qui la preoccupazione è molto concreta", ha detto al [*Washington Sun*](https://washingtonsun.com/security-experts-say-nato-must-plan-for-a-future-without-the-united-states?ref=focusamerica.it) Ian Lesser, analista a Bruxelles del *German Marshall Fund of the United States*, un centro studi sulle relazioni tra Europa e Stati Uniti. "Si può discutere del perché la Russia lo stia facendo. Per tenere gli alleati della NATO sotto pressione? Per creare ansia? Resta il fatto che lo sta facendo e che questo ha delle conseguenze. L'Europa dovrà affrontare la questione in modo più ponderato".

Nell'ultimo mese diversi esponenti dell'amministrazione Trump sono andati a Mosca, mentre l'Europa subiva una serie di attacchi ibridi attribuiti alla Russia, cioè azioni ostili che restano sotto la soglia della guerra aperta. Gli alleati europei non hanno vissuto quelle visite come una rassicurazione, ma come un altro segnale delle tensioni dentro l'alleanza. Alla fine di agosto John Ratcliffe, direttore della CIA, l'agenzia di intelligence che opera all'estero, ha fatto un viaggio non annunciato nella capitale russa: era la prima visita nota di un alto funzionario dell'amministrazione da mesi. Ratcliffe avrebbe [avvertito](https://www.notus.org/foreign-policy/russia-marco-rubio-cia-john-ratcliffe?ref=focusamerica.it) i servizi di intelligence russi di non attaccare il territorio della NATO e avrebbe chiesto a Mosca di aiutare a riaprire lo Stretto di Hormuz interrompendo i rapporti con l'Iran.

Il 5 settembre sono arrivati a Mosca anche gli inviati Steve Witkoff e Jared Kushner, genero del presidente. Hanno [parlato](https://focusamerica.it/la-missione-di-witkoff-e-kushner-non-sblocca-i-negoziati-per-la-guerra-in-ucraina/) per oltre tre ore con Vladimir Putin al Cremlino, poi sono volati a Kiev per aggiornare il presidente ucraino Volodymyr Zelensky. Kushner ha parlato delle "aspirazioni" di Putin per la Russia, che secondo lui potrebbero realizzarsi una volta finita la guerra. Per gli esperti è un segnale che gli Stati Uniti non stanno prendendo le distanze da quello che un tempo era il loro avversario.

In Polonia, Romania e Germania sono stati trovati droni e detriti che le autorità attribuiscono alla Russia. L'episodio più grave è stato un attacco fallito con un drone esplosivo contro l'aeroporto tedesco di Lipsia-Halle, uno snodo della logistica militare ucraina e della NATO, che è stato [attribuito](https://www.politico.eu/article/russia-germany-consulate-st-petersburg-drone-dispute/?ref=focusamerica.it) al Cremlino. Per gli esperti si tratta di un test con cui la Russia vuole capire come gli alleati possono e vogliono reagire.

Il presidente si è [mostrato](https://focusamerica.it/la-guerra-ibrida-di-mosca-arriva-a-lipsia-e-lamerica-di-trump-guarda-altrove/) molto meno preoccupato dei suoi stessi funzionari. Ha detto ai giornalisti di non temere un attacco russo contro il territorio della NATO e ha indicato come garanzia il suo rapporto personale con Putin. Quando gli è stato chiesto se il direttore della CIA avesse avvertito i russi, non ha risposto. I governi europei hanno invece cercato di mostrarsi attenti alle lamentele di Trump: a luglio il segretario generale della NATO Mark Rutte gli ha [detto](https://www.cnbc.com/2026/07/08/trump-iran-nato-summit-war-hormuz-strait.html?ref=focusamerica.it) "so che sei deluso", parlando dell'Iran.

Secondo Jeff Rathke, ex funzionario del Dipartimento di Stato, il ministero degli Esteri americano, e oggi presidente dell'*American-German Institute* di Washington, dopo decenni passati a fare affidamento sulle operazioni militari e sull'intelligence americane i Paesi della NATO devono imparare a contare solo su se stessi. Tra gli alleati, ha detto, cresce la convinzione che l'alleanza non possa più aspettare il coordinamento con gli Stati Uniti prima di agire. "Indebolire la NATO è l'obiettivo della politica estera russa da 25 anni", ha dichiarato Rathke al *Washington Sun*. "È un'aspirazione della Russia da quando Vladimir Putin è salito al potere. Le azioni degli Stati Uniti oggi la rendono più vicina alla realtà".

La NATO non ha mai definito come rispondere agli attacchi russi che non arrivano a una guerra vera e propria. Lo ha spiegato Marta Prochwicz, ricercatrice dello *European Council on Foreign Relations*, un centro studi europeo di politica estera, e vicedirettrice del suo ufficio di Varsavia. "La NATO non è stata creata per questo. È un sistema di sicurezza collettiva, ma non abbiamo una risposta a questo tipo di attività. Ed è proprio quello che la Russia sta sfruttando", ha detto al *Washington Sun*. La sicurezza collettiva è il principio per cui un attacco contro un Paese membro è considerato un attacco contro tutti.

Prochwicz ha raccontato che gli alleati europei hanno cominciato a ragionare su come andare avanti senza Washington. "C'è la sensazione che bisogna essere pronti a uno scenario in cui gli Stati Uniti di fatto non ci sono", ha detto. Preparare piani di difesa senza gli americani resta però fuori discussione, perché secondo lei non si può pianificare un'operazione militare senza di loro: la NATO non è stata costruita così e funziona ancora alla vecchia maniera. "Ma nei corridoi si può cominciare a pensarci", ha aggiunto, ricordando che chi conosce bene l'alleanza la paragona a "un gatto che cade sempre in piedi".

La scorsa settimana, in un'intervista a un'emittente britannica, Trump ha lasciato intendere che gli Stati Uniti potrebbero non [sostenere](https://www.notus.org/foreign-policy/trump-uk-control-falkland-islands-argentina-britain-strait-iran-war?ref=focusamerica.it) il Regno Unito se l'Argentina cercasse di riprendere il controllo delle isole Falkland. Il presidente ha detto di voler riconsiderare questo sostegno perché Londra non ha aiutato gli Stati Uniti nella guerra contro l'Iran. Per Rathke, Trump sbaglia: far parte dell'alleanza non obbliga i Paesi della NATO ad appoggiare tutti gli interessi americani. "Il trattato non ha mai imposto agli alleati di sostenere ogni azione militare degli Stati Uniti", ha detto. "I membri della NATO non hanno partecipato alla guerra in Vietnam".

Prochwicz pensa comunque che questa fase non durerà per sempre. Molti in Europa, ha spiegato, propongono di allontanarsi del tutto dagli Stati Uniti, di chiudere la porta, di smettere di pensare alla NATO e di costruire un'alternativa europea tagliando i ponti con Washington. "Io penso che le relazioni transatlantiche siano destinate a durare e che stiamo semplicemente attraversando un brutto momento", ha detto.