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# Gli elettori meno informati, decisivi per Trump nel 2024, ora si spostano verso i Dem
- URL: https://focusamerica.it/gli-elettori-meno-informati-decisivi-per-trump-nel-2024-ora-si-spostano-verso-i-dem/
- Published: 2026-10-24T16:00:00.000Z
- Updated: 2026-10-24T16:00:00.000Z
- Description: Secondo un sondaggio di G. Elliott Morris, chi non sa quale partito controlla il Congresso è passato da Trump +8 a Dem +12 per la Camera. Tra gli informati lo spostamento è di soli 7 punti.
- Author: Redazione
- Tags: Sondaggi, USA 2026, Midterm, Donald Trump, Camera, #ig-pubblicato

Gli americani che sanno meno di politica, che nel 2024 erano tra i sostenitori più solidi di Donald Trump, sono oggi il gruppo che si è spostato di più verso i democratici in vista delle midterm. Lo mostra il sondaggio di ottobre di [*Strength In Numbers*](https://www.gelliottmorris.com/p/poll-low-information-voters-have?ref=focusamerica.it), la newsletter dell'analista G. Elliott Morris, realizzato con l'istituto Verasight tra il 13 e il 19 ottobre su 2.028 adulti. Tra gli elettori che non sanno rispondere a due domande elementari sul Congresso, il margine è passato da 8 punti a favore di Trump alle presidenziali a 12 punti a favore dei democratici nel voto per la Camera.

Le due domande chiedevano quale partito ha più membri alla Camera e quale al Senato, i due rami del Congresso. Morris ha classificato come "poco informato" chi ha sbagliato almeno una delle due risposte. È il caso di circa il 30 per cento degli adulti: il 25 per cento di chi ha votato Trump nel 2024, il 22 per cento degli elettori di Kamala Harris e più della metà di chi due anni fa non è andato a votare.

Nel 2024 succedeva il contrario. Un sondaggio di Data for Progress diffuso poco prima delle presidenziali aveva trovato che gli americani che non seguivano alcun tipo di notizia avrebbero votato Trump con 20 punti di vantaggio, 60 per cento contro 40\. A febbraio Morris aveva già rilevato che chi non sapeva quale partito controllasse il Congresso si stava allontanando dal presidente a una velocità doppia rispetto agli elettori più informati.

Il nuovo sondaggio conferma quel risultato sul gradimento del presidente. Gli elettori poco informati dicono di aver votato Trump con 8 punti di margine nel 2024 e oggi danno al suo operato un saldo negativo di 27 punti tra chi approva e chi disapprova, con uno spostamento di 35 punti. Quelli che hanno risposto correttamente a entrambe le domande avevano invece preferito Harris di un punto e oggi danno a Trump un saldo negativo di 24 punti, con uno spostamento di 23\. La differenza tra i due gruppi è di 12 punti, la stessa misurata a febbraio. Secondo Morris è troppo ampia per essere attribuita al caso. Rispetto ad allora, però, gli elettori poco informati hanno superato quelli più informati nel giudizio negativo sul presidente.

Lo stesso divario c'è nelle intenzioni di voto per la Camera, misurate con la domanda su quale partito si voterà nel proprio collegio, senza indicare i nomi dei candidati. Gli elettori poco informati preferiscono i democratici di 12 punti, con uno spostamento di 19 rispetto al 2024 (calcolato sui dati non arrotondati). Quelli più informati preferiscono i democratici di 7 punti, con uno spostamento di 7\. I primi si sono quindi mossi verso i democratici quasi tre volte più dei secondi. Chi ha sbagliato entrambe le domande è ancora meno vicino ai repubblicani: il 55 per cento voterà per i loro candidati al Congresso, il 30 per cento per i democratici e il 15 per cento non sa ancora come o se voterà.

Tra chi ha votato Trump nel 2024, il 18 per cento degli elettori poco informati intende votare il candidato democratico alla Camera, contro il 6 per cento di quelli che hanno risposto bene a entrambe le domande. Escludendo gli indecisi e chi dice che non andrà a votare, i democratici arrivano al 21 per cento tra i primi e restano al 6 per cento tra i secondi.

Gli elettori di Trump poco informati danno al presidente un giudizio peggiore rispetto a quelli informati su tutti i 13 temi monitorati dal sondaggio. Sui prezzi il loro saldo è negativo di 24 punti, mentre tra gli elettori di Trump più informati è positivo di 4\. È l'unico tema su cui il primo gruppo boccia il presidente. Il distacco è ampio anche sui temi su cui Trump ha costruito la sua campagna. Sull'immigrazione il saldo è positivo di 34 punti tra i poco informati e di 74 tra gli informati, sulla sicurezza dei confini di 46 contro 81, sulle espulsioni di 33 contro 72\. Lo stesso andamento vale per intelligenza artificiale, sanità e politica estera. Tra i problemi indicati come più importanti, i prezzi pesano di più per gli elettori poco informati.

Solo il 35 per cento degli elettori di Trump poco informati pensa che il Partito Repubblicano si preoccupi di più delle persone come loro, contro il 69 per cento di quelli informati. Questo distacco potrebbe influenzare perfino il ricordo del voto. Alla domanda su chi avessero votato nel 2024, l'8 per cento degli elettori di Trump poco informati ha risposto Harris, pur avendo indicato Trump nelle precedenti rilevazioni di Verasight, un fenomeno che [rischia](https://focusamerica.it/gli-elettori-di-trump-delusi-dicono-di-aver-votato-harris-cosi-i-sondaggi-sottostimano-i-dem/) di far sottostimare i democratici nei sondaggi. Tra gli elettori di Trump informati la quota è dell'1,5 per cento.

Secondo Morris il dato si spiega con un fenomeno noto agli studiosi di scienza politica: gli elettori meno informati sono quelli che cambiano partito più spesso da un'elezione presidenziale all'altra. Chi segue molto la politica ha filtri di parte che gli permettono di respingere le notizie sfavorevoli alla propria parte e così le sue opinioni restano stabili. Chi ne sa meno non dispone di queste scorciatoie mentali e si lascia orientare dalle condizioni economiche e politiche generali. Morris lo definisce un voto "elastico" o reattivo.

Per Morris questi elettori non avevano scelto Trump nel 2024 perché avevano aderito al movimento MAGA, ma perché i prezzi erano alti e al governo c'erano i democratici. I prezzi sono ancora alti e ora al potere ci sono i repubblicani, quindi lo stesso gruppo si sposta a sinistra indipendentemente da chi abbia votato l'ultima volta. La spiegazione più semplice, scrive, è che fossero frustrati dal costo della vita, abbiano provato Trump come possibile soluzione e ora si siano pentiti di quella scelta. Rispetto al 2024 il rapporto tra conoscenza politica e voto si è rovesciato: gli americani meno informati sono oggi più vicini ai democratici di quelli più informati.

Se i sondaggi sono corretti, alle midterm del 3 novembre i democratici conquisteranno la Camera e potrebbero prendere anche il Senato. In quel caso, secondo Morris, la vittoria dipenderebbe in buona parte da questi elettori poco informati e poco politicizzati. I democratici, avverte, non dovrebbero fraintenderne l'origine, cioè l'insoddisfazione verso chi governa e la richiesta di cambiamento. Se non daranno risultati, scrive Morris, è probabile che questi elettori tornino a votare a destra, soprattutto dopo il 2028, quando i democratici potrebbero conquistare la presidenza e governare senza il veto di Trump.