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# Gli elettori di Trump delusi possono decidere le midterm
- URL: https://focusamerica.it/gli-elettori-di-trump-delusi-possono-decidere-le-midterm/
- Published: 2026-10-14T19:00:49.000Z
- Updated: 2026-10-14T19:00:49.000Z
- Description: Solo il 67% di chi lo ha votato nel 2024 approva Trump. I repubblicani puntano sulla base, ma la partita si gioca tra gli elettori non MAGA, che si stanno allontanando.
- Author: Redazione
- Tags: Elezioni, USA 2026, Midterm, Donald Trump, Repubblicani, #ig-pubblicato

A tre settimane dal voto di metà mandato, l'esito delle midterm dipende soprattutto da una fetta precisa dell'elettorato: chi nel 2024 ha votato Donald Trump senza riconoscersi nel movimento MAGA. È la tesi di un'[analisi](https://nymag.com/intelligencer/article/unhappy-trump-voters-are-the-midterms-difference-makers.html?ref=focusamerica.it) di Ed Kilgore pubblicata sul *New York Magazine*, secondo cui i repubblicani avrebbero fatto meglio a tenere il presidente lontano dalla campagna elettorale. Molti di questi elettori oggi sono delusi dal presidente e la strategia di Trump, tutta concentrata sullo zoccolo duro dei suoi sostenitori, difficilmente li riporterà dalla parte del partito.

Le elezioni di metà mandato sono quasi sempre un giudizio sull'operato e sul carattere di chi occupa la Casa Bianca. Secondo la media dei sondaggi di RealClearPolitics, uno dei principali aggregatori americani, il 38,1 per cento degli americani approva il lavoro del presidente e il 59,5 per cento lo disapprova. I presidenti con un livello di impopolarità simile escono quasi sempre dalle midterm con perdite pesanti. Trump però conserva un nucleo di sostenitori che non si sposta.

I democratici hanno impostato la campagna su quello che considerano il punto debole del presidente: il costo della vita, alto e in aumento, su cui Trump ha un bilancio scarso e verso cui ha mostrato disinteresse. A questo hanno aggiunto la corruzione cresciuta nella sua amministrazione e la guerra contro l'Iran, presentata come una guerra scelta e non necessaria. I repubblicani invece hanno puntato soprattutto a mobilitare i sostenitori più fedeli di Trump e a portarli alle urne, cercando allo stesso tempo di far emergere nei moderati i dubbi sugli avversari.

Midterm 2026 

Le midterm si decidono tra gli elettori di Trump *che non sono MAGA*

A tre settimane dal voto i repubblicani hanno perso quasi undici punti rispetto al 2024\. Il calo nasce soprattutto tra chi ha scelto Trump due anni fa senza riconoscersi nel suo movimento.

Grafica di FocusAmerica13 ottobre 2026

Margine nazionale nel voto per la Camera

10,9

**Punti persi dai repubblicani** dal voto per la Camera del 2024 alla media dei sondaggi di oggi.

Voto per la Camera del 2024: repubblicani avanti di 2,6 punti. Media RealClearPolitics di ottobre 2026: democratici avanti di 8,3 punti.

Il confronto è con il voto per la Camera: la misura omogenea al **generic ballot**, il sondaggio che chiede quale partito si voterà senza indicare i candidati. Rivedi lo spostamento 

Il giudizio sul presidente

Sei americani su dieci disapprovano il lavoro di Trump

Media RealClearPolitics dei sondaggi nazionali, 21 settembre – 11 ottobre 2026.

Approva il 38,1%, disapprova il 59,5%.

La coalizione del 2024

Quasi un elettore di Trump su tre ora boccia il suo lavoro da presidente

Quota di elettori di Trump del 2024 che approva il suo operato. Pew Research Center, solo elettori con voto verificato nei registri elettorali.

Oggi, gruppo per gruppo

Approvano il lavoro di Trump: 76% degli elettori con 50 anni e più, 69% dei bianchi, 67% del totale, 58% tra 35 e 49 anni, 57% degli ispanici, 49% tra 19 e 34 anni.

Il confronto con la base MAGA

L'identità repubblicana

I repubblicani oggi si sentono prima sostenitori del partito che di Trump

Repubblicani e indipendenti vicini al partito: si considerano soprattutto sostenitori di Trump o del Partito repubblicano? Echelon Insights.

Le linee uniscono due sole rilevazioni: il momento esatto del sorpasso non è noto.

Gennaio 2025: 59% prima Trump, 36% prima il partito. Settembre 2026: 34% prima Trump, 56% prima il partito.

Chi non ha votato nel 2024

Chi due anni fa è rimasto a casa ora preferisce i democratici, circa tre a due

Intenzioni di voto per la Camera degli elettori registrati che non hanno votato nel 2024\. Pew Research Center, 28 settembre – 4 ottobre 2026.

Democratici 39%, repubblicani 26%, altro candidato 6%, non sa 29%.

Il punto

La base MAGA resta compatta. Il problema dei repubblicani è **il resto della coalizione del 2024**: elettori meno legati a Trump e sempre più delusi. Senza di loro il vantaggio di 2,6 punti di due anni fa è diventato **uno svantaggio di 8,3**.

**Fonti:** RealClearPolitics, medie di approvazione e generic ballot (21 settembre – 11 ottobre 2026); Silver Bulletin, generic ballot (12 ottobre 2026); Camera dei rappresentanti, Office of the Clerk, voto 2024; Pew Research Center (28 settembre – 4 ottobre 2026); Economist/YouGov (2–5 ottobre 2026); Echelon Insights (gennaio 2025 e 17–21 settembre 2026).

Il margine del 2024 è calcolato sul voto popolare per la Camera (49,8% contro 47,2%). Alle presidenziali Trump aveva vinto di 1,5 punti.

Per Kilgore la mobilitazione della base non basterà a vincere, perché quegli elettori sono già motivati. Un piccolo aumento della loro affluenza può contenere l'avanzata democratica negli Stati più conservatori. Ma anche nella migliore delle ipotesi non sono abbastanza numerosi per superare i democratici, molto motivati, sommati alla grande massa di elettori indecisi che non apprezzano l'economia di Trump, non approvano la guerra e sono stanchi del suo stile.

Le residue speranze dei repubblicani di limitare i danni, cioè di tenere il Senato e lasciare ai democratici una maggioranza risicata alla Camera, passano dagli elettori che hanno scelto Trump nel 2024 senza essere suoi sostenitori convinti. Molti sono repubblicani tradizionali che non hanno mai abbracciato il trumpismo. Altri sono indipendenti scontenti dei risultati economici di Joe Biden, che ricordavano il primo mandato di Trump come un periodo di relativa prosperità. Una piccola parte erano persino democratici stanchi di un presidente ultraottantenne o di alcune correnti del proprio partito.

Una nuova indagine del [Pew Research Center](https://www.pewresearch.org/politics/2026/10/08/with-americans-in-a-sour-mood-democratic-voters-are-more-engaged-in-midterms/?ref=focusamerica.it), uno dei principali istituti di ricerca americani, mostra che solo il 67 per cento degli elettori che hanno votato Trump nel 2024, verificati sulle liste elettorali, approva il suo lavoro da presidente. La quota [scende](https://focusamerica.it/giovani-e-ispanici-abbandonano-trump-alle-midterm-i-dem-recuperano-fino-a-23-punti/) al 57 per cento tra gli elettori ispanici e al 49 per cento tra gli under 30 che lo avevano sostenuto due anni fa. Il sondaggio settimanale dell'Economist e di YouGov va nella stessa direzione: il 21 per cento degli elettori di Trump del 2024 disapprova il suo operato, ma tra chi si definisce MAGA la quota scende al 7 per cento.

Questo calo spiega gran parte del quadro nazionale. Nel 2024 i repubblicani avevano vinto il voto popolare per la presidenza con un margine di 1,5 punti e il voto popolare complessivo per la Camera con 2,6 punti. Oggi sono indietro di 7,9 punti nel cosiddetto *generic ballot*, il sondaggio in cui si chiede agli elettori quale partito voteranno per la Camera senza indicare i nomi dei candidati e che serve a stimare il voto nazionale. Il distacco è più ampio in altre medie (9 punti per Silver Bulletin, 8,5 per Decision Desk HQ). Rispetto a due anni fa i repubblicani hanno perso più di dieci punti di margine. A pesare c'è anche il voto di chi nel 2024 non è andato alle urne, un gruppo che mescola gli astenuti di allora e i nuovi elettori: secondo Pew si divide a favore dei democratici in un rapporto di circa tre a due.

Portare in giro Trump nei [comizi](https://focusamerica.it/trump-insiste-che-i-suoi-comizi-stanno-salvando-i-repubblicani-ma-i-candidati-in-bilico-lo-tengono-a-distanza/) a ripetere i suoi cavalli di battaglia e a vantarsi dei risultati ottenuti difficilmente aiuterà i repubblicani a recuperare. Secondo Kilgore potrebbe invece funzionare la tattica, molto costosa, di attaccare senza sosta i democratici, perché molti elettori di Trump delusi non sono convinti nemmeno dall'opposizione. Amy Walter, direttrice del [Cook Political Report](https://www.cookpolitical.com/analysis/national/national-politics/heres-difference-between-bad-election-night-gop-and?ref=focusamerica.it), una delle principali newsletter americane di analisi elettorale, ha descritto la stessa difficoltà del partito: mentre Trump chiede ai suoi di votare come se fosse lui il candidato, la coalizione che lo aveva portato alla vittoria si è spaccata.

Walter cita un sondaggio di Echelon Insights realizzato per *Puck News*. A gennaio del 2025 il 59 per cento dei repubblicani si identificava soprattutto con Trump e il 36 per cento con il partito. Oggi le proporzioni si sono quasi invertite: solo il 34 per cento dei repubblicani si considera prima di tutto un sostenitore di Trump, contro il 56 per cento che si sente legato al Partito Repubblicano. Per questo, secondo Walter, il problema dei repubblicani non è portare alle urne gli elettori di Trump, ma [convincere](https://focusamerica.it/londa-blu-alle-midterm-potrebbe-dipendere-dai-repubblicani-che-restano-a-casa/) a votare quelli che non si riconoscono nel movimento MAGA.

Per fermare l'onda blu, sostiene Kilgore, i repubblicani avrebbero bisogno di un Trump in secondo piano e di usare le loro grandi risorse economiche per attaccare i democratici, sia come partito sia come singoli candidati. L'obiettivo sarebbe pareggiare la sfida tra le due basi mobilitate e convincere circa metà degli altri elettori che votano a scegliere i repubblicani come il male minore. Invece di sentire Trump che chiede di votare come se fosse sulla scheda, gli elettori dovrebbero dimenticarsi di lui. Il presidente però non sembra disposto a farsi da parte. La sua presenza costante rischia di pesare sulle ultime settimane di campagna dei candidati repubblicani.