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# Gli arsenali svuotati dalla guerra con l'Iran preoccupano gli alleati americani in Asia
- URL: https://focusamerica.it/gli-arsenali-svuotati-dalla-guerra-con-liran-preoccupano-gli-alleati-americani-in-asia/
- Published: 2026-08-27T14:30:27.000Z
- Updated: 2026-08-27T14:30:27.000Z
- Description: Taiwan si aspetta ritardi significativi sui missili Patriot e il Giappone è stato avvertito su quelli Tomahawk. Più di trenta navi destinate al Pacifico sono state mandate in Medio Oriente.
- Author: Redazione
- Tags: Sicurezza e Difesa, Cina, Taiwan, La guerra tra Stati Uniti e Iran, Corea del Sud, #ig-pubblicato

La quantità di munizioni che gli Stati Uniti stanno bruciando nella guerra contro l'Iran è diventata un problema per i loro alleati in Asia, che temono di non poter contare sull'appoggio americano in caso di conflitto con la Cina. Lo ha rivelato il [Washington Post](https://www.washingtonpost.com/national-security/2026/08/26/us-weapons-shortage-iran-war-alarms-allies-confronting-china/?ref=focusamerica.it): anche i funzionari del Pentagono che si occupano dell'Indo-Pacifico sono irritati dallo spostamento di uomini e mezzi verso il Medio Oriente, proprio mentre Pechino aumenta la pressione militare nella regione.

Gli Stati Uniti hanno annullato un'esercitazione di sbarco anfibio con la Corea del Sud in programma a settembre, spiegando che le forze americane sono impegnate nella guerra con l'Iran. La decisione è arrivata una settimana dopo l'annuncio del presidente Donald Trump di ridurre le esercitazioni militari congiunte con Seul, uno degli alleati principali di Washington in Asia.

Corea del Sud, Giappone e Taiwan comprano dagli Stati Uniti la gran parte dei loro armamenti convenzionali e aspettano da anni consegne già concordate. La guerra in Medio Oriente ha peggiorato gli arretrati, perché consuma e dirotta munizioni che sarebbero decisive in uno scontro con la Cina.

Un funzionario taiwanese si aspetta ritardi significativi nella consegna dei missili Patriot Pac-3, perché il Pentagono ha esaurito gran parte delle sue scorte di intercettori in Medio Oriente. Le armi americane approvate per Taiwan e non ancora consegnate valgono quasi 30 miliardi di dollari, di cui 882 milioni in missili Patriot, secondo il [Taiwan Security Monitor](https://tsm.schar.gmu.edu/taiwan-arms-sale-backlog-june-2026-update/?ref=focusamerica.it), il progetto di monitoraggio della George Mason University. A marzo i responsabili della difesa di Taipei hanno detto al parlamento dell'isola di aspettarsi comunque 102 Patriot entro quest'anno.

Il Pentagono ha avvertito anche il Giappone di possibili ritardi nelle forniture, compresi i missili da crociera Tomahawk. Il ministro della Difesa giapponese Shinjiro Koizumi ha detto a maggio che i ritardi erano possibili ma che Tokyo non ha cambiato i suoi piani di acquisto. Il Financial Times ha riferito che la consegna di 400 Tomahawk potrebbe slittare fino a due anni.

Il Dipartimento della Difesa afferma che le forze americane restano pronte a scoraggiare qualsiasi aggressione nell'Indo-Pacifico e ricorda che le risorse militari si spostano di continuo tra un comando e l'altro. Jennifer Kavanagh, direttrice dell'analisi militare del centro studi Defense Priorities, ha dichiarato al Washington Post che la probabilità che Taiwan riceva tutti e cento i missili è bassa, perché la prima priorità americana sarà ricostituire le proprie scorte. Washington sente inoltre di dover rifornire gli alleati del Golfo, dato che la guerra all'Iran non è [finita](https://focusamerica.it/gli-stati-uniti-riaprono-la-rotta-centrale-di-hormuz-e-stringono-la-morsa-sulliran/).

Più di trenta navi che dovevano restare nel Pacifico sono state mandate in Medio Oriente durante la guerra. Questo mese la portaerei USS George Washington, di stanza in Giappone, è stata dirottata nella stessa area per dare il cambio alla USS Abraham Lincoln, dopo i timori legati al prolungamento della sua missione e alle condizioni dell'equipaggio. L'Indo-Pacifico è così rimasto senza portaerei, in una regione dove la Cina ha la flotta più numerosa al mondo per numero di unità.

I radar dei sistemi antimissile schierati nella penisola coreana sono stati portati via prima degli attacchi americani contro i siti nucleari iraniani del giugno 2025, mentre altre munizioni sono state spostate quest'anno. Lo ha [confermato](https://www.armed-services.senate.gov/hearings/to-receive-testimony-on-the-posture-of-united-states-indo-pacific-command-and-united-states-forces-korea-in-review-of-the-defense-authorization-request-for-fiscal-year-2027-and-the-future-years-defense-program?ref=focusamerica.it) ad aprile il generale Xavier Brunson, comandante delle forze americane in Corea, davanti alla commissione Forze armate del Senato. Il THAAD, il sistema di difesa antimissile a lunga gittata che è il perno della protezione americana nella penisola, è invece rimasto al suo posto.

Il consumo di armi in Iran ha aperto uno scontro tra il presidente e il segretario alla Difesa Pete Hegseth, mentre Trump continua a negare che le scorte americane si stiano esaurendo. Nel frattempo la Casa Bianca manda segnali di apertura ai due principali avversari degli Stati Uniti nella regione: il leader cinese Xi Jinping e quello nordcoreano Kim Jong Un.

Trump ripete che Xi non invaderà Taiwan finché lui sarà presidente, cosa che Pechino non ha mai confermato pubblicamente. Ha definito Kim "poco minaccioso e rispettoso" e ha detto di aspettarsi un incontro con il leader nordcoreano entro l'anno. Un pacchetto di armi per Taiwan da circa 14 miliardi di dollari è stato congelato prima del vertice di maggio a Pechino tra Trump e Xi, che si rivedranno a Washington il 24 settembre. Un funzionario cinese ha detto che qualsiasi segnale di approvazione del pacchetto comprometterebbe gravemente le altre visite previste quest'anno.

A maggio Trump ha descritto le vendite di armi a Taiwan come una buona merce di scambio con la Cina, anche se il pacchetto da 11 miliardi approvato alla fine dello scorso anno resta il più grande impegno militare americano mai preso verso l'isola. Elbridge Colby, sottosegretario alla Difesa per le politiche, prova da mesi senza successo a ottenere un incontro con i responsabili della pianificazione militare cinese e allo stesso tempo spinge gli alleati asiatici a pagare di più per la propria difesa. A un forum nelle Filippine ha respinto l'idea che la regione sia stata messa in secondo piano, dicendo che gli americani non se ne stanno andando e che anzi stanno rafforzando la loro presenza. Gli alleati si trovano [schiacciati](https://focusamerica.it/gli-alleati-non-si-fidano-piu-dellamerica-di-trump/) tra la richiesta di comprare più armi americane e i ritardi nelle consegne.

Pechino ha ampliato le infrastrutture militari sulle scogliere contese del Mar Cinese Meridionale e ha moltiplicato le esercitazioni della guardia costiera vicino a Taiwan, dopo le manovre record di dicembre che avevano circondato l'isola con navi e aerei. A luglio ha celebrato il primo test conosciuto di un missile a capacità nucleare lanciato dal mare. Craig Singleton, senior fellow della Foundation for Defense of Democracies, ha detto allo stesso giornale che Pechino continua a fabbricarsi da sola i motivi per aumentare le esercitazioni e la pressione militare intorno all'isola.

Il Center for Strategic and International Studies (CSIS), un centro studi di Washington, ha condotto dal 2023 decine di simulazioni per capire quanto in fretta si esaurirebbero le munizioni americane. Difendere Taiwan da un'invasione richiederebbe più armi di quante ne prevedano gli attuali piani di rifornimento del Pentagono e molti sistemi decisivi finirebbero nel giro di poche settimane. Nelle simulazioni gli Stati Uniti hanno consumato in media 5.000 missili a lungo raggio in quattro settimane di guerra con la Cina, perché le difese cinesi sono molto più avanzate di quelle iraniane e obbligano a colpire da grande distanza. Mark Cancian, colonnello dei Marine in pensione e consulente del centro studi, ha detto che già all'inizio della guerra contro l'Iran le scorte americane erano probabilmente inadeguate per un conflitto con la Cina nel Pacifico occidentale.

Nelle prime quattro settimane della guerra contro l'Iran gli Stati Uniti hanno sparato più di 850 missili Tomahawk, come ha rivelato il Washington Post. Il CSIS stima che da allora la cifra abbia superato quota mille, a fronte di una scorta prebellica compresa tra 3.100 e 4.500 missili. Il Pentagono ha consumato anche circa un quarto delle riserve di JASSM (i missili che gli aerei sganciano per colpire restando a distanza di sicurezza) e fino a tre quarti dei suoi 90 Precision Strike Missile.

I servizi segreti americani ritengono che Xi abbia ordinato alle forze armate di essere pronte a invadere Taiwan entro il 2027, anche se le valutazioni più recenti escludono piani imminenti. Quella scadenza definisce quella che analisti e funzionari chiamano una "finestra di vulnerabilità" delle scorte americane. Il Pentagono ha chiesto alle aziende della difesa di accelerare la produzione e ha [assegnato](https://news.lockheedmartin.com/2026-07-29-Department-of-War-Awards-Lockheed-Martin-58-62B-for-Multiyear-PAC-3-MSE-Production-to-Strengthen-the-Arsenal-of-Freedom?ref=focusamerica.it) a Lockheed Martin un contratto da 58,6 miliardi di dollari per triplicare entro il 2030 la produzione di intercettori Patriot.

La perdita più grave riguarda i missili difensivi, cioè i THAAD e i Patriot, impiegati sia in Ucraina sia in Medio Oriente. Cancian ha detto che non ci sono buoni sostituti: quando finiscono i Patriot e i THAAD non c'è modo di fermare i missili in arrivo. Gli analisti stimano che gli Stati Uniti abbiano già consumato la maggior parte dell'inventario che avevano prima della guerra con l'Iran e che ne restino circa mille, secondo i [calcoli](https://www.csis.org/analysis/renewed-iran-war-would-test-diminished-interceptor-inventories?ref=focusamerica.it) pubblicati a fine luglio. In un conflitto nell'Indo-Pacifico quegli intercettori dovrebbero proteggere le circa venti basi americane in Asia e le decine di migliaia di soldati di stanza in Giappone e Corea del Sud. "La Cina ha 3.000 missili balistici o più. È una matematica che non torna", ha detto Kavanagh.