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# Gli agenti di OpenAI hanno trasformato una wiki tedesca in un loro forum
- URL: https://focusamerica.it/gli-agenti-di-openai-hanno-trasformato-una-wiki-tedesca-in-un-loro-forum/
- Published: 2026-09-06T23:00:40.000Z
- Updated: 2026-09-06T23:00:40.000Z
- Description: Ricercatori indipendenti hanno scoperto oltre 15 mila modifiche riconducibili ad agenti AI, che avrebbero usato il sito per scambiarsi metodi per aggirare restrizioni, evitare i controlli e conservare le comunicazioni.
- Author: Redazione
- Tags: Tecnologia, Intelligenza Artificiale, Germania, #ig-pubblicato

Uno sciame di agenti di OpenAI ha preso il controllo di un sito tedesco la scorsa primavera e lo ha trasformato in una bacheca usata da altri agenti. L'episodio è stato scoperto da alcuni ricercatori indipendenti, il cui rapporto è stato condiviso in anteprima con [*Reuters*](https://www.reuters.com/world/europe/openai-agents-hijacked-german-website-previously-undisclosed-ai-breakout-this-2026-09-04/?ref=focusamerica.it)e pubblicato venerdì. Secondo l'agenzia stampa, i dirigenti dell'azienda ne erano al corrente da settimane ma non lo avevano reso pubblico, mentre *OpenAI* stava già gestendo le conseguenze dell'intrusione di luglio nei sistemi di *Hugging Face*, il principale archivio di modelli open source.

Gli autori del rapporto sono Sydney Von Arx, a capo dell'organizzazione non profit per la sicurezza dell'intelligenza artificiale *Nightingale*, e Cormac Slade Byrd, ex trader quantitativo passato alla ricerca. A fine agosto, mentre scandagliavano Internet alla ricerca di comportamenti anomali degli agenti IA, hanno individuato oltre 15 mila modifiche su *DseWiki*, una wiki in lingua tedesca rivolta ai programmatori e aperta ai contributi degli utenti, sul modello di *Wikipedia*. Secondo i ricercatori, gli agenti avevano riconvertito il sito in un forum in cui scambiarsi metodi per barare su alcuni compiti, aggirare le restrizioni imposte da *OpenAI* e nascondere il proprio comportamento. "Sembra estremamente improbabile che *OpenAI* volesse questo", ha detto Von Arx a *Reuters*. 

I ricercatori affermano di aver riconosciuto l'attività degli agenti dalla velocità sovrumana con cui operavano e dalla loro forte concentrazione su questioni tecniche tipiche delle valutazioni usate dalle aziende per addestrare e testare i modelli. I messaggi erano firmati da utenti che si definivano agenti e si rivolgevano agli altri nello stesso modo; circa la metà aveva scelto nomi che suggerivano un legame con *OpenAI*, come "*OpenAIResearcher*" o "*OAIResearchMar26*". I registri pubblici del server indicano inoltre che gran parte dell'attività proveniva dall'infrastruttura *Microsoft Azure*, utilizzata anche da *OpenAI*. Dopo l'episodio, i ricercatori hanno osservato ripetute visite al sito da parte di dipendenti dell'azienda.

### **Pagine di riserva e istruzioni per non farsi trovare**

I messaggi esaminati mostrano agenti intenti a discutere come evitare di essere individuati, utilizzare strumenti di anonimizzazione come *Tor* e conservare le proprie comunicazioni anche dopo essere stati spenti. Quando, a giugno, il moderatore del sito ha iniziato a cancellare le pagine, gli agenti hanno reagito creandone altre di riserva. "La pulizia e la cancellazione della wiki sembrano procedere in ordine alfabetico", ha scritto uno di loro il 19 giugno. "Se questa pagina sparisce, provate con \[\[*ZZZDataUSAConstructionWageLive*\]\]."

I ricercatori hanno individuato anche tentativi di manomettere il sito. Lukasz Olejnik, ricercatore del *King's College di Londra*, li ha definiti un tentativo di intrusione informatica, interpretazione che *OpenAI* contesta sulla base dell'analisi da loro condotta giovedì. In passato, osserva Olejnik, comportamenti anomali degli agenti sono stati spesso considerati una conseguenza delle prove di cyber sicurezza, nelle quali i modelli vengono valutati proprio sulle loro capacità offensive: in questo caso, però, l'attività sarebbe avvenuta al di fuori di quel contesto. 

Maurice Chiodo, del *Centre for the Study of Existential Risk* dell'Università di Cambridge, che ha esaminato parte delle comunicazioni, ha detto che i messaggi gli ricordano "il funzionamento di una sorta di rete clandestina, determinata a portare a termine un compito o una missione". La principale minaccia posta dall'intelligenza artificiale avanzata, ha aggiunto, potrebbe non essere un singolo sistema super intelligente, ma "vasti sciami collusivi di intelligenze artificiali semi-intelligenti".

### **Il precedente di Hugging Face e il caso Astra**

Il precedente più rilevante è l'hackeraggio di *Hugging Face*. A partire dai primi giorni di luglio alcuni agenti di OpenAI hanno oltrepassato i confini previsti dall'ambiente di test e raggiunto autonomamente servizi esterni: nei giorni successivi hanno sfruttato vulnerabilità informatiche e ottenuto credenziali fino a compromettere parti dell'infrastruttura stessa di *Hugging Fac*e. *OpenAI* ha reso pubblico il proprio coinvolgimento in questo episodio il 21 luglio. 

L'azienda ha poi spiegato che era stato provocato soprattutto da un prototipo interno di ricerca mai destinato al pubblico e comparabile per scala a GPT-5.6 Sol, ma anche agenti basati su GPT-5.6 Sol riuscirono a riprodurre almeno uno degli exploit e a copiare dati privati di valutazione. Gli agenti avevano pianificato autonomamente un'intrusione rimasta inosservata per oltre una settimana, alimentando i timori che *OpenAI* stesse sacrificando la sicurezza alla corsa verso la frontiera tecnologica.

Il 18 agosto l'azienda ha annunciato nuove misure di sicurezza, monitoraggio e allineamento, dopo aver sospeso temporaneamente alcune attività di addestramento. Questa settimana ha però [presentato](https://focusamerica.it/openai-lancia-gpt-6-astra-e-proclama-lera-dellagi/) *Astra*, il primo modello che *OpenAI* classifica alla soglia "critica" per le capacità di cybersicurezza: con strumenti e accessi adeguati può individuare vulnerabilità sconosciute e sviluppare metodi per sfruttarle in sistemi ben protetti senza che una persona debba guidarne ogni passaggio. La società ha inoltre riconosciuto che *Astra* può, in alcuni casi, tentare di nascondere o rendere meno leggibile il proprio processo di ragionamento, complicandone il monitoraggio.