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# Come Trump potrebbe dichiarare vittoria nella notte delle midterm
- URL: https://focusamerica.it/come-trump-potrebbe-dichiarare-vittoria-nella-notte-delle-midterm/
- Published: 2026-09-29T14:30:40.000Z
- Updated: 2026-09-29T14:30:40.000Z
- Description: Come nel 2020, il presidente potrebbe proclamarsi vincitore mentre i voti per posta sono ancora da contare. Senza un vantaggio iniziale, potrebbe accusare governi stranieri di manipolare il voto.
- Author: Redazione
- Tags: Elezioni, Donald Trump, USA 2026, Midterm, Democrazia

Se nella notte delle midterm i repubblicani saranno in vantaggio anche solo per qualche ora, il presidente Donald Trump quasi certamente proverà a dichiarare vittoria prima della fine dello spoglio. Se invece non ci sarà nessun vantaggio da sfruttare, potrebbe denunciare interferenze di governi stranieri sulle macchine per il voto. È la tesi di un'analisi di Ed Kilgore pubblicata sul [*New York Magazine*](https://nymag.com/intelligencer/article/midterms-2026-how-trump-will-claim-victory-on-election-night.html?ref=focusamerica.it), a poco più di un mese dal voto del 3 novembre in cui i repubblicani rischiano di perdere il controllo del Congresso.

Diversi ex funzionari federali considerano le ore e i giorni successivi alla chiusura dei seggi il momento più vulnerabile di queste elezioni. Secondo gli esperti di diritto elettorale sentiti dal [*Guardian*](https://www.theguardian.com/us-news/2026/sep/27/trump-midterms-counting-window?ref=focusamerica.it), l'amministrazione potrebbe usare questa "finestra dello spoglio" per contestare i risultati, dopo aver faticato a far passare la sua stretta sulle regole del voto. Nelle ultime settimane l'amministrazione ha già [annunciato](https://focusamerica.it/mille-osservatori-federali-e-30-stati-citati-in-tribunale-il-piano-di-trump-per-le-midterm/) l'invio di osservatori federali e fatto causa a decine di Stati.

Il copione esiste già. Nel 2018 Trump si unì ai repubblicani del Congresso nel sostenere che i voti per posta, che stavano erodendo i primi vantaggi del partito in alcune sfide decisive, fossero probabilmente il frutto di brogli dei democratici. Fu una prova generale di quello che accadde nel 2020, quando nelle prime ore dopo la mezzanotte Trump si proclamò vincitore con moltissime schede ancora da contare. Si trattava soprattutto di voti per posta, che richiedono più tempo per essere verificati e scrutinati rispetto a quelli espressi di persona al seggio.

Midterm 2026 

Il primo conteggio può mostrare un vincitore che *non ha vinto*

Nel 2020 i voti per posta, contati per ultimi, cancellarono in pochi giorni i vantaggi di Trump in quattro Stati decisivi. Secondo l'analisi di Ed Kilgore sul New York Magazine, il 3 novembre il presidente potrebbe rifare la stessa mossa e dichiarare vittoria prima della fine dello spoglio.

Grafica di FocusAmerica29 settembre 2026

Il precedente: la notte elettorale del 2020

Il «miraggio rosso»: Trump era avanti di centinaia di migliaia di voti, poi arrivarono le schede per posta

Pennsylvania Michigan Wisconsin Georgia 

Trump avanti di 710.000 

Biden vince di 80.555 

al massimo, nella notte del 4 novembre

nel risultato certificato

Spoglio 2020Scorri fino al grafico per rivedere lo spoglio.

Sopra lo zero: Trump avantiSotto lo zero: Biden avanti

Asse orizzontale: quota delle schede contate. Tocca o passa sul grafico per leggere ogni aggiornamento. Rivedi lo spoglio 

Quando Trump si proclamò vincitore, alle 2:21 del 4 novembre, in Pennsylvania era avanti di circa **695.000 voti** con tre quarti delle schede contate. Biden passò in testa la mattina del 6 novembre e vinse di **80.555 voti**.

La mappa dello spoglioLa mappa Il copioneIl copione I due scenariGli scenari 

Le regole del 3 novembre

In cinque Stati le schede per posta restano chiuse fino al giorno del voto

Quando la legge di ogni Stato consente di iniziare a lavorare le schede per posta nelle elezioni del 2026\. Più tardi si comincia, più a lungo i primi conteggi mostrano soprattutto il voto in presenza.

**34**Scansione delle schede già prima del giorno del voto (33 Stati e la capitale)

**12**Buste verificate prima, schede scansionate solo il giorno del voto

**5**Nessuna lavorazione prima del giorno del voto

Scegli uno Stato o toccalo sulla mappa 

Pennsylvania

Nessuna lavorazione prima del giorno del voto

Le buste arrivate in anticipo si aprono dalle 7 del mattino del 3 novembre, le altre dopo la chiusura dei seggi.

Il punto

**Pennsylvania e Wisconsin** non hanno cambiato le regole dal 2020, quando i loro conteggi notturni favorirono Trump per ore. Il Michigan invece ora consente ai comuni di scansionare le schede per posta fino a otto giorni prima del voto.

Dal 2018 a oggi

Trump attacca il voto per posta da otto anni, e ogni volta con lo stesso schema

Le tappe principali, dalla prima accusa di brogli alla stretta sul voto per posta bloccata in parte dai tribunali. Tocca una data per leggere i dettagli.

Dalle midterm del 2018 all'assalto al Congresso del 6 gennaio 2021, fino all'ordine esecutivo del 31 marzo 2026 sul voto per posta, bloccato in parte dai tribunali, e al discorso del 16 luglio sulla presunta interferenza cinese.

La tesi di Kilgore

Con i repubblicani avanti o con un'onda democratica, il bersaglio finale sono le certificazioni

Le due strade che, secondo l'analisi del New York Magazine, Trump potrebbe seguire nella notte elettorale. Scegli lo scenario.

Repubblicani avanti Onda democratica 

Se i repubblicani partono in vantaggio, Trump potrebbe dichiarare vittoria prima della fine dello spoglio e poi denunciare brogli. Se c'è un'onda democratica, potrebbe accusare governi stranieri di aver manomesso le macchine per il voto. In entrambi i casi il bersaglio sono le certificazioni degli Stati.

La finestra vulnerabile

Dal voto alla certificazione passano fino a quattro settimane

Scadenze di legge per le elezioni del 3 novembre 2026 in cinque Stati in bilico. In Pennsylvania la legge non fissa un termine per l'ultimo passaggio a livello statale.

Georgia: contee entro il 9 novembre, Stato entro il 20\. Wisconsin: contee entro il 17 novembre, Stato entro il 1° dicembre. Michigan: contee entro il 17, Stato entro il 23\. Arizona: contee entro il 19, Stato entro il 23\. Pennsylvania: contee entro il 23 novembre.

Certificazione delle conteeCertificazione dello Stato

Il precedente

Nel 2020 le certificazioni della vittoria di Biden **resistettero** e il tentativo di ribaltarle al Congresso fallì. Impedirle, avverte Kilgore, aprirebbe una crisi costituzionale senza una via d'uscita chiara.

FonteEdison Research tramite New York Times (spoglio 2020, elaborazione FocusAmerica); risultati certificati degli Stati; Center for Election Innovation & Research (regole 2026, aggiornate al 24 agosto); Brennan Center for Justice e altri (scadenze di certificazione 2026); Ed Kilgore, New York Magazine.

NotaI vantaggi durante lo spoglio sono ricostruiti dalle quote di voto diffuse a ogni aggiornamento e possono scostarsi di qualche migliaio di voti dai dati ufficiali. Orari della costa Est.

Negli Stati Uniti questo fenomeno ha un nome: "red mirage", il miraggio rosso. Il rosso è il colore dei repubblicani, che tendono a votare di persona il giorno delle elezioni e i cui voti vengono quindi contati per primi. I democratici votano più spesso per posta, così i loro voti arrivano nei conteggi in un secondo momento e possono ribaltare un risultato che la sera sembrava favorevole ai repubblicani. Nel 2020 molti osservatori avevano previsto che Trump avrebbe approfittato di questo sfasamento per annunciare la vittoria dalla Casa Bianca. All'epoca venivano spesso liquidati come paranoici. Il presidente invece seguì il copione e ne fece la base della campagna per negare la sconfitta che culminò nell'assalto al Congresso del 6 gennaio 2021\. Quasi sei anni dopo, quella tesi resta uno dei miti fondativi del movimento MAGA.

Da allora Trump si è convinto ancora di più che i voti per posta siano di per sé una prova di frode. Ha provato a limitarli o vietarli con un ordine esecutivo (bloccato dai tribunali) e con una legge, il SAVE America Act, fermata dai democratici al Senato. Il tentativo più ambizioso è stato il piano per consentire allo U.S. Postal Service, il servizio postale federale, di rifiutarsi di consegnare le schede che non superavano un test sulla prova della cittadinanza messo a punto in fretta. La Corte Suprema lo ha bocciato un paio di settimane fa. Trump continua comunque ad attaccare il voto per posta con regolarità. Lo stesso fa Stephen Miller, il suo principale consigliere per la politica interna.

Per Kilgore tutti questi elementi, insieme ai precedenti, rendono quasi certo che nella notte elettorale Trump rivendichi una vittoria prematura, seguita subito da vaghe accuse di brogli. L'unico scenario che renderebbe difficile questa mossa è un'ondata democratica così ampia da non lasciare ai repubblicani nemmeno un vantaggio iniziale.

Per quel caso il presidente sta già preparando un'altra accusa: che governi stranieri possano manomettere le macchine per il voto, rendendo sospetti anche i primi conteggi. È stato uno dei temi principali del discorso in prima serata del 16 luglio, in cui Trump ha rilanciato diverse teorie del complotto sulle elezioni e ha sostenuto che esistono prove concrete di un'interferenza cinese nel voto del 2020\. Secondo Kilgore, le prove presentate erano materiale già noto su tentativi occasionali di governi stranieri di testare la sicurezza dei sistemi elettorali, senza alcuna evidenza che siano riusciti o che abbiano influito sui risultati.

Un'accusa del genere permetterebbe a Trump di parlare di elezioni truccate anche senza un vantaggio iniziale da travisare. Soprattutto, l'idea di una manomissione straniera potrebbe diventare il pretesto per un intervento federale sulle macchine per il voto o sulle schede, presentato come risposta a una minaccia alla sicurezza nazionale. Il rischio maggiore, scrive Kilgore, è che questo avvenga prima che gli Stati certifichino i risultati. La certificazione è il passaggio con cui ogni Stato rende ufficiale l'esito del voto dopo aver concluso lo spoglio. Nel 2020 fu proprio il punto debole del piano di Trump: le certificazioni della vittoria di Joe Biden resistettero e il tentativo di ribaltarle al Congresso fallì nonostante l'assalto della folla. Impedire che le certificazioni avvengano, conclude l'analisi, potrebbe aprire una crisi costituzionale senza una via d'uscita chiara.