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# Come i Dem possono riformare la Corte Suprema
- URL: https://focusamerica.it/come-i-dem-possono-riformare-la-corte-suprema/
- Published: 2026-05-08T19:00:25.000Z
- Updated: 2026-05-08T19:00:25.000Z
- Description: Un'analisi del giornalista Jonathan Bernstein esamina le tre strade percorribili in caso di vittoria democratica alle elezioni presidenziali e congressuali, dall'aumento dei giudici alla limitazione delle competenze.
- Author: Redazione
- Tags: Giustizia, Corte Suprema

Se nel 2028 i democratici conquistassero la Casa Bianca insieme a maggioranze solide alla Camera e al Senato, si troverebbero davanti a una scelta cruciale sul futuro della Corte Suprema. Il giornalista politico Jonathan Bernstein, sulla sua newsletter [Good Politics/Bad Politics,](https://goodpoliticsbadpolitics.substack.com/p/court-packing-for-democracy?publication%5Fid=2456093&post%5Fid=196509351&isFreemail=true) sostiene che l'attuale composizione del massimo organo giudiziario lascerebbe pochi margini di manovra al partito.

L'opzione considerata più semplice è quella nota come *court-packing*, ovvero l'ampliamento del numero dei giudici. La Costituzione americana non fissa quanti debbano essere i membri della Corte Suprema, e il numero di nove è il risultato di una legge ordinaria approvata dal Congresso. Per cambiarlo basterebbe quindi una nuova legge firmata dal presidente. Una volta nominati e confermati i nuovi giudici, la maggioranza repubblicana attualmente presente nella Corte verrebbe meno.

Il principale ostacolo è procedurale. Al Senato la legge potrebbe essere bloccata dal *filibuster*, lo strumento che permette alla minoranza di impedire il voto se non si raggiungono 60 senatori favorevoli. Bernstein ritiene che con almeno 53 senatori democratici si potrebbe creare una nuova eccezione al filibuster con la maggioranza semplice, come già accaduto in passato per altre materie. Lo svantaggio di questa strada è evidente, perché aprirebbe una corsa agli armamenti istituzionale, con i repubblicani pronti a fare lo stesso non appena tornati al potere. La Corte diventerebbe sempre più ampia e perderebbe credibilità, trasformandosi apertamente in una sorta di seconda assemblea legislativa di parte.

La seconda opzione consiste in riforme strutturali pensate per ridurre la polarizzazione della Corte. Tra le proposte circolate negli Stati Uniti c'è quella di sostituire l'incarico a vita con mandati di 18 anni a rotazione. Questo sistema garantirebbe a ogni presidente due nomine, eliminerebbe i ritiri strategici dei giudici e ridurrebbe la corsa a candidare giuristi molto giovani per massimizzare la durata del loro incarico. Una rotazione regolare abbasserebbe inoltre la posta in gioco di ogni singola nomina, riducendo l'incentivo a cercare profili fortemente ideologici.

Bernstein considera però improbabile che i democratici percorrano questa via. Le riforme strutturali richiederebbero in molti casi un emendamento costituzionale e quindi un consenso bipartisan, che secondo l'analisi non sarebbe ottenibile. I repubblicani, scrive, non accetterebbero compromessi neanche di fronte alla prospettiva di una Corte futura sfavorevole, perché qualunque parlamentare repubblicano disposto a votare un accordo perderebbe ogni possibilità di candidatura interna al partito.

La terza opzione è il *jurisdiction-stripping*, cioè la limitazione per legge delle materie su cui la Corte Suprema può pronunciarsi. Come ha spiegato il politologo Norm Ornstein, la Costituzione consente al Congresso di sottrarre determinate competenze al massimo organo giudiziario. I repubblicani hanno proposto questo strumento in passato senza mai utilizzarlo. Bernstein osserva che, qualora si decidesse per l'aumento dei giudici, aggiungere anche il *jurisdiction-stripping* sarebbe ridondante e ugualmente reversibile in caso di ritorno al potere repubblicano. Resta però una soluzione utile per convincere senatori democratici più cauti, contrari all'aumento del numero dei giudici ma disposti a sostenere misure meno drastiche.

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Corte Suprema · Scenari per il 2029 

# Le tre *strade* dei democratici per cambiare la Corte Suprema

Se nel 2028 conquistassero Casa Bianca, Camera e Senato, i democratici avrebbero tre opzioni concrete. Ma solo una sarebbe davvero praticabile, scrive Jonathan Bernstein.

Analisi di Jonathan Bernstein · Good Politics/Bad Politics Una maggioranza repubblicana da oltre 50 anni 

La Corte oggi · 9 giudici

R

R

R

R

R

R

D

D

D

Nominati GOP

6

Maggioranza conservatrice consolidata

Nominati DEM

3

Minoranza liberal

Il numero 9 non è fissato dalla Costituzione, ma da una legge ordinaria

Esplora l'analisi

1 Le opzioni 2 Il Senato 3 Le Corti 4 La posta 

Tre strade, un solo obiettivo

### Cambiare la Corte: cosa potrebbe fare davvero il Congresso

Bernstein analizza tre strumenti a disposizione di una futura maggioranza democratica. Tocca una scheda per scoprire dettagli, vantaggi e limiti di ciascuna opzione.

1

Ampliare la Corte — court-packing

Aggiungere giudici per ribaltare la maggioranza

Più semplice

Bastrebbe una legge ordinaria firmata dal presidente. Il numero dei giudici non è fissato dalla Costituzione: una volta nominati e confermati i nuovi membri, la maggioranza conservarice attuale verrebbe meno.

Vantaggi

Strada giuridicamente lineare. Effetto immediato sulla composizione della Corte.

Rischi

Potrebbe innescare una corsa agli armamenti istituzionale ed erodere la credibilità della Corte, trasformandola in una seconda assemblea legislativa di parte.

2

Mandati di 18 anni — riforma strutturale

Rotazione regolare, due nomine per ogni presidente

Improbabile

Sostituire l’incarico a vita con mandati a rotazione ridurrebbe il peso politico di ogni nomina. Eliminerebbe i ritiri strategici e la corsa a candidare giudici sempre più giovani per prolungarne al massimo la permanenza alla Corte.

Vantaggi

Riduce la polarizzazione. Soluzione bipartisan e duratura, preferita dallo stesso Bernstein.

Rischi

Richiederebbe un emendamento costituzionale, e quindi un ampio consenso bipartisan che secondo Bernstein non è ottenibile.

3

Limitare le materie — jurisdiction-stripping

Sottrarre per legge competenze alla Corte Suprema

Complementare

La Costituzione consente al Congresso di sottrarre alcune materie alla Corte. I repubblicani lo hanno proposto in passato, senza mai usarlo. Per Bernstein può servire a convincere i senatori democratici più cauti, contrari ad aumentare il numero dei giudici.

Vantaggi

Misura meno drastica del court-packing. Politicamente più sostenibile per i moderati.

Rischi

Ridondante se affiancata all'ampliamento. Reversibile in caso di ritorno al potere repubblicano.

L'ostacolo procedurale

### Senza 53 senatori, ogni riforma resta bloccata

Il filibuster consente alla minoranza di bloccare il voto al Senato se non ci sono **60 senatori favorevoli** a chiudere il dibattito. Con almeno 53 democratici, però, si potrebbe approvare a maggioranza semplice una nuova eccezione alla regola.

Soglie chiave al Senato (su 100)

53 dem

Soglia 60 · filibuster

0255075100 

53

Minimo di senatori democratici necessari per creare una nuova eccezione al filibuster

60

Senatori richiesti per superare il filibuster con le regole attuali

Il calcolo politico

Secondo Bernstein, **i repubblicani non accetterebbero compromessi** nemmeno davanti al rischio di una futura Corte sfavorevole: qualunque esponente repubblicano disposto a trattare perderebbe ogni possibilità di ricandidarsi nel partito.

Il dossier parallelo

### Le Corti inferiori, bloccate da 36 anni

Per decenni il Congresso ha aumentato il numero dei giudici federali per stare al passo con la crescita della popolazione. Negli ultimi 36 anni, però, quella pratica si è interrotta.

8

Riforme dei giudici di circoscrizione fra 1954 e 1990

36

Anni di stop dopo l'ultimo intervento del 1990

Cronologia degli aumenti

1954

Primo intervento del dopoguerra sui tribunali distrettuali

1961

Espansione dei giudici federali in più circuiti

1966

Nuovo aumento delle posizioni giudiziarie

1968

Aggiornamento per la crescita demografica

1978

L'intervento più ampio del periodo Carter

1980

Ulteriore allargamento dei tribunali federali

1984

Espansione sotto l'Amministrazione Reagan

1990

Ultimo aumento approvato dal Congresso

Anni '90 — 2000

Filibuster usato sempre più spesso, le riforme dei tribunali si fermano

2010

Solo il 2,8% delle leggi presentate al Senato diventa legge: minimo storico

Oggi

Bernstein invita i democratici a sbloccare la situazione

Cinquant’anni di squilibrio

### Perché ogni giudice conta allo stesso modo, anche se è stato nominato trent’anni dopo

Da **oltre cinquant’anni** la Corte Suprema ha una maggioranza nominata da presidenti repubblicani, nonostante nello stesso periodo democratici e repubblicani abbiano vinto un numero simile di elezioni presidenziali.

Lo stesso peso, due ere diverse

Nominato GOP

Clarence Thomas

George H.W. Bush · 1991

\=

Nominata DEM

Ketanji Brown Jackson

Joe Biden · 2022

La conclusione di Bernstein

Qualunque riforma approvata dai democratici nel 2029 potrebbe essere annullata dall’attuale maggioranza della Corte, **anche con solide motivazioni costituzionali**.

Per questo, scrive Bernstein, se gli elettori daranno loro i numeri necessari, i democratici **avranno poche alternative** a intervenire sulla composizione della Corte Suprema.

Fonte Jonathan Bernstein, Good Politics/Bad Politics. Riferimenti citati: Norm Ornstein · Elaborazione FocusAmerica. 

L'analisi affronta anche la questione delle corti inferiori, considerata altrettanto urgente. Per decenni il Congresso ha aumentato i giudici di circoscrizione per stare al passo con la crescita della popolazione, con interventi nel 1954, 1961, 1966, 1968, 1978, 1980, 1984 e 1990\. Negli ultimi 36 anni questa pratica si è interrotta. La causa è il filibuster, che fino agli anni Novanta era usato solo per le leggi più importanti. Si è poi esteso prima alle leggi rilevanti e dal 2009 a qualunque provvedimento. Bernstein invita i democratici a sbloccare la situazione aumentando i giudici dei tribunali distrettuali e d'appello, eventualmente distribuendo l'aumento su più anni.

Il giornalista riconosce di non apprezzare nessuna di queste soluzioni e di preferire riforme bipartisan come i mandati di 18 anni. Ricorda però che si è di fronte a una serie ininterrotta di Corti Supreme a maggioranza repubblicana che dura da oltre cinquant'anni, nonostante democratici e repubblicani abbiano vinto più o meno lo stesso numero di elezioni in quel periodo. Cita come esempio il fatto che il giudice Clarence Thomas, nominato da George H.W. Bush, ha lo stesso peso sulla Corte attuale della giudice Ketanji Brown Jackson, nominata da Joe Biden.

La conclusione di Bernstein è che qualunque provvedimento approvato dai democratici nel 2029 rischia di essere annullato dall'attuale maggioranza della Corte, indipendentemente dalla solidità delle motivazioni costituzionali. Per questo motivo, se gli elettori daranno loro i numeri necessari, non avranno molte alternative all'intervento sulla composizione del massimo organo giudiziario.