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# Come Biden ha fermato Netanyahu e evitato una guerra con l'Iran nel 2024
- URL: https://focusamerica.it/come-biden-ha-fermato-netanyahu-e-evitato-una-guerra-con-liran-nel-2024/
- Published: 2026-10-01T15:45:23.000Z
- Updated: 2026-10-01T15:45:23.000Z
- Description: Nel suo nuovo libro l'ex negoziatore di Biden per gli ostaggi ricostruisce lo scontro con Netanyahu e la notte in cui gli Stati Uniti difesero Israele dai missili iraniani
- Author: Redazione
- Tags: Politica estera, Joe Biden, Israele, Iran, Gaza

Il 13 aprile 2024 l'Iran ha lanciato contro Israele più di 100 missili balistici, insieme a 200 droni e 30 missili da crociera. Gli Stati Uniti, con una coalizione improvvisata di paesi arabi ed europei, hanno aiutato Israele ad abbatterli: non ci sono stati impatti significativi e l'unica vittima confermata quella sera era una bambina ferita da alcune schegge nel sud del paese. Era la prima volta che l'esercito americano combatteva per difendere Israele. Brett McGurk, il funzionario a cui l'allora presidente Joe Biden aveva affidato i negoziati per un cessate il fuoco a Gaza e per la liberazione degli ostaggi, ricostruisce quelle settimane nel suo nuovo libro, *Brink: Inside the Race to Free the October 7th Hostages*, di cui l'[*Atlantic*](https://www.theatlantic.com/ideas/2026/09/israel-biden-gaza-hamas-netanyahu/688750/?ref=focusamerica.it) ha pubblicato un estratto. Nel suo racconto la difesa riuscita ha evitato una guerra regionale proprio mentre i rapporti tra Biden e il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu erano al punto più basso.

Dopo l'[attacco](https://focusamerica.it/netanyahu-fu-avvertito-dagli-emirati-prima-del-7-ottobre-ma-non-lo-disse-ai-capi-della-sicurezza/) di Hamas del 7 ottobre 2023, in cui furono uccise più di 1.000 persone e più di 250 furono prese in ostaggio, McGurk aveva contribuito a chiudere una prima tregua. Per sette giorni, a novembre, i combattimenti si erano fermati e più di 100 ostaggi, soprattutto donne e bambini, erano stati liberati in cambio di centinaia di prigionieri palestinesi. L'accordo era saltato quando Hamas si era rifiutato all'ultimo momento di rilasciare le donne più giovani. Il 1° dicembre Hamas aveva ripreso a lanciare razzi e Israele a bombardare.

Nelle settimane successive l'Iran ha alzato la pressione sugli Stati Uniti. In Iraq e in Siria le milizie sostenute da Teheran attaccavano le truppe americane quasi ogni giorno, con una frequenza sette volte superiore a quella dell'anno precedente. A Natale tre americani erano stati feriti nel nord dell'Iraq, mentre gli Houthi, il gruppo armato dello Yemen sostenuto dall'Iran, avevano cominciato a colpire le navi nel mar Rosso, comprese quelle militari americane. Su richiesta di Biden McGurk aveva incontrato gli iraniani in Oman, riattivando un canale di comunicazione riservato, senza risultati. Il 28 gennaio 2024 un drone fornito dall'Iran aveva colpito gli alloggi dei soldati americani in Giordania, uccidendone tre e ferendone decine. Biden aveva risposto con la più grande ondata di attacchi aerei in Iraq e in Siria da più di dieci anni, colpendo anche il capo della milizia responsabile e il consigliere iraniano che la sosteneva da Baghdad. Dopo di allora le milizie si erano fermate.

Il 21 febbraio McGurk è andato al Cairo per rilanciare i negoziati. A Gaza erano state uccise quasi 30.000 persone, miliziani compresi, i soldati israeliani morti erano più di 230 e i feriti quasi 1.500\. Hamas teneva ancora più di 100 ostaggi, tra cui diversi cittadini americani. Nell'ufficio di Abbas Kamel, capo dell'intelligence egiziana e principale canale con i leader di Hamas a Gaza, le posizioni erano inconciliabili. Secondo Kamel Hamas chiedeva il ritiro completo di Israele, un cessate il fuoco permanente prima di liberare qualunque ostaggio, la permanenza al potere nella Striscia e la scarcerazione di tutti i palestinesi detenuti in Israele. Ronen Bar, capo dello Shin Bet, il servizio di sicurezza interna israeliano, proponeva invece un ritiro graduale in cambio di ostaggi e annunciava una grande offensiva a Rafah, la città al confine con l'Egitto dove si erano rifugiati molti civili. "È la loro guerra e non vogliono fermarsi. Pensano entrambi di vincere, ma non c'è niente da vincere", ha detto Kamel a McGurk.

McGurk e il direttore della CIA Bill Burns avevano preparato un compromesso: un cessate il fuoco di almeno sei settimane e la liberazione di molti prigionieri palestinesi in cambio di una categoria "umanitaria" di ostaggi, cioè le donne rimaste, gli uomini anziani, i malati e i feriti. Erano più di 30 persone, tra cui tre americani. La tregua avrebbe potuto proseguire finché fossero andati avanti i negoziati sugli altri ostaggi, anche per un anno o più. Bar ha accettato lo schema.

Il giorno dopo Netanyahu ha parlato a McGurk per oltre mezz'ora degli 80.000 israeliani evacuati dal nord per i razzi di Hezbollah, dei 50.000 evacuati dalle zone vicine a Gaza e di quasi il 5 per cento del territorio israeliano ormai disabitato, senza mai nominare gli ostaggi. Alla fine ha accettato la proposta "in linea di principio", aggiungendo però: "Non funzionerà". McGurk scrive di non essere mai riuscito a capire se Netanyahu volesse sabotare i colloqui o fosse davvero convinto che il leader di Hamas a Gaza, Yahya Sinwar, avrebbe liberato gli ostaggi solo sotto la pressione militare.

Due settimane dopo Hamas ha respinto il compromesso. Il 18 marzo Biden ha convinto Netanyahu ad aumentare il numero di prigionieri palestinesi da liberare, ma Hamas non si è mosso. Una settimana più tardi gli Stati Uniti si sono astenuti sulla risoluzione del Consiglio di sicurezza dell'ONU che chiedeva un cessate il fuoco senza condizioni durante il Ramadan, permettendone l'approvazione. Secondo McGurk Hamas l'ha letta come un'occasione per rafforzare la propria posizione: il giorno dopo il voto i suoi leader hanno incontrato a Teheran la guida suprema iraniana, l'ayatollah Khamenei, gli Houthi hanno intensificato gli attacchi e i negoziatori israeliani hanno abbandonato i colloqui.

Nello stesso periodo Biden aveva definito l'offensiva di Rafah una "linea rossa" in un'intervista al giornalista Jonathan Capehart. La vicepresidente Kamala Harris aveva detto ad ABC News che sarebbe stata un "grosso errore", senza escludere "conseguenze". Sinwar, che si nascondeva in un tunnel sotto Rafah, seguiva le notizie. Un anno dopo Bar ha detto a un gruppo di ex collaboratori di Biden che la percezione di un presidente deciso a bloccare l'operazione aveva irrigidito Hamas: "Quello è stato il vostro errore più grande".

La mattina del 1° aprile l'ambasciatore israeliano Michael Herzog e l'addetto militare Hidai Zilberman hanno avvisato McGurk che Israele stava per colpire a Damasco Mohammad Reza Zahedi, l'ufficiale iraniano che gestiva le milizie alleate in Siria e in Libano, compreso Hezbollah. McGurk ha ricordato che, se l'edificio fosse stato un consolato, sarebbe stato protetto dal diritto internazionale, ma Zilberman ha risposto che gli israeliani non avevano prove in questo senso. Poche ore dopo Zahedi era morto e l'Iran, che considerava l'attacco un'aggressione al proprio territorio, ha promesso di vendicarsi. Per decenni Teheran aveva combattuto attraverso le milizie alleate, ma le informazioni raccolte indicavano ora la preparazione di un attacco diretto con missili balistici, missili da crociera e droni contro centinaia di obiettivi in Israele. Zilberman ha presentato una richiesta formale di aiuto militare americano per difendere il territorio israeliano, rompendo con la dottrina tradizionale del paese: ci difendiamo da soli. La sera stessa un drone israeliano ha ucciso nel nord di Gaza sette operatori umanitari di *World Central Kitchen*, l'organizzazione guidata dallo chef José Andrés.

Nell'ultimo trimestre del 2023 Biden e Netanyahu si erano sentiti quasi 20 volte, nel primo trimestre del 2024 solo poche volte. Il 4 aprile, nello Studio Ovale, alcuni consiglieri hanno suggerito a Biden di dire a Netanyahu che la guerra era finita e di tagliare il sostegno a Israele se si fosse rifiutato. Biden ha chiesto se questo non avrebbe messo gli Stati Uniti dalla parte dell'Iran, con gli ostaggi ancora nei tunnel. Burns ha sostenuto che l'unica strada verso il cessate il fuoco restava l'accordo sugli ostaggi e che aiutare Israele a sconfiggere l'attacco iraniano avrebbe messo Netanyahu in debito con Washington.

Biden ha approvato l'invio d'urgenza di altre forze nella regione, raccomandato dal segretario alla Difesa Lloyd Austin. Poi ha chiamato Netanyahu: "Pensi che io sia Babbo Natale? In Israele non c'è nessun Babbo Natale, amico". Gli ha detto che avrebbe potuto tagliare gli aiuti militari con uno schiocco di dita e che, dopo aver difeso Israele dall'Iran, gli Stati Uniti si sarebbero mossi subito per chiudere la guerra e liberare gli ostaggi. Netanyahu, scrive McGurk, ne ha dedotto che gli Stati Uniti stessero per interrompere le forniture militari. Il comunicato ufficiale sulla telefonata non ha reso pubblica la minaccia, perché Biden non voleva farlo mentre centinaia di missili iraniani erano pronti al lancio.

Secondo McGurk, senza l'attacco iraniano in arrivo gli Stati Uniti avrebbero potuto prendere misure irreversibili contro Israele. Lui stesso si è chiesto se sarebbe stata la strada giusta, ma conclude che la pressione pubblica su Israele non aveva fermato la guerra e sembrava piuttosto incoraggiare i suoi nemici. L'Iran era convinto che Biden fosse sul punto di rompere con Israele e che un attacco missilistico potesse spingerlo a farlo: è stato un errore di calcolo.

Il 13 aprile l'attacco è cominciato intorno alle 15:30 di Washington (le 21:30 in Italia) con 200 droni, seguiti un'ora e mezza dopo da 30 missili da crociera. I droni impiegavano tre ore per arrivare in Israele, i missili da crociera circa la metà, quelli balistici 13 minuti: la sequenza dei lanci serviva a farli arrivare tutti insieme e saturare le difese israeliane. Teheran aveva avvertito Washington che, se avesse aiutato Israele, non avrebbe più trattenuto le milizie in Iraq e in Siria. Nella *Situation Room*, la sala della Casa Bianca da cui si gestiscono le crisi, Burns ha spiegato che se l'Iran avesse ucciso degli israeliani Israele avrebbe risposto con un grande attacco aereo, aprendo il primo conflitto diretto tra Stati del Medio Oriente da decenni, con il rischio di coinvolgere gli Stati Uniti.

Mentre gli aerei americani abbattevano decine di droni sopra Siria, Iraq e Arabia Saudita, il generale Erik Kurilla, che supervisionava le operazioni, ha annunciato i lanci di missili balistici: prima 30, poi 60, poi 90, infine più di 100, il doppio dello scenario peggiore previsto. Ogni missile poteva scendere a circa 8.000 chilometri all'ora con una testata di circa 450 chili. Contro di loro sono partiti gli intercettori israeliani Arrow, che raggiungono nove volte la velocità del suono, gli SM-3 lanciati dai cacciatorpediniere americani nel Mediterraneo orientale e le batterie Patriot dell'esercito americano, con esplosioni a quasi 100 chilometri di quota. Durante l'attacco gli iraniani hanno fatto sapere che quella era l'ultima ondata, ma che ne avrebbero lanciata una più grande se Israele avesse risposto.

Quando Kurilla ha confermato che non c'erano impatti significativi, Biden ha chiesto di chiamare Netanyahu, dicendo di avergli "appena salvato il culo". I suoi consiglieri hanno preferito la formula del consigliere per la sicurezza nazionale Jake Sullivan ("incassa la vittoria") e l'hanno messa al centro dei punti da usare nella telefonata. Netanyahu ha parlato di una coalizione di eserciti "storica" e ha detto che bisognava "dare una lezione a questi pazzi" iraniani. Biden gli ha ricordato che erano state le difese americane a salvare Israele e gli ha chiesto di preparare una risposta insieme agli Stati Uniti, pensata per scoraggiare l'Iran e non per allargare lo scontro. Poco dopo la missione iraniana all'ONU ha diffuso un messaggio pubblico: "Gli Stati Uniti devono stare lontani". Per McGurk era la prima volta dal 7 ottobre che Teheran sembrava preoccupata. La mattina dopo Biden ha ringraziato i piloti che avevano partecipato alla difesa: "L'unico motivo per cui adesso non siamo in una grande guerra è quello che avete fatto voi".