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# A sorpresa la Dem Haley Stevens appoggia il repubblicano Rogers contro El-Sayed in Michigan
- URL: https://focusamerica.it/a-sorpresa-la-dem-haley-stevens-appoggia-il-repubblicano-rogers-contro-el-sayed-in-michigan/
- Published: 2026-11-01T17:44:50.000Z
- Updated: 2026-11-01T17:44:50.000Z
- Description: A due giorni dal voto, la deputata sconfitta alle primarie dichiara il sostegno al candidato di Trump dopo lo scontro con El-Sayed su Israele e su uno spot contro gli aiuti allo Stato ebraico.
- Author: Redazione
- Tags: Elezioni, Michigan, Senato, USA 2026, Midterm, #ig-pubblicato

La deputata democratica Haley Stevens ha annunciato il suo sostegno a Mike Rogers, il candidato repubblicano al Senato in Michigan appoggiato dal presidente Trump. Stevens aveva perso ad agosto le primarie democratiche contro Abdul El-Sayed, che ora sfida Rogers in una delle corse più combattute delle elezioni di metà mandato di martedì 3 novembre. L'annuncio è arrivato domenica con un video pubblicato su X, al termine di una settimana di scontri pubblici tra i due democratici su Israele e su uno spot di un gruppo esterno alla campagna.

"Come avrete visto, il nostro candidato democratico al Senato, Abdul, ha detto che non ero più benvenuta nella sua campagna e che dovevo stare alla larga. E ha ragione. Ed è per questo che oggi sostengo Mike Rogers per il Senato degli Stati Uniti", ha detto Stevens nel video. La deputata ha aggiunto di non stare dalla parte di Hasan Piker, lo streamer di sinistra criticato per le sue affermazioni su Israele e sugli ebrei americani, con cui El-Sayed ha fatto brevemente campagna elettorale. "Quello che vedono i nostri studenti, quello che vedono i nostri figli e chi siamo come abitanti del Michigan non è odio. E non è quello che stiamo ricevendo dal nostro candidato democratico in questo momento", ha detto. Stevens ha comunque precisato di restare "una democratica molto orgogliosa" e di credere ancora in tutto quello per cui ha votato.

> I am endorsing Mike Rogers for the United States Senate today. [pic.twitter.com/pQgfSBuhOJ](https://t.co/pQgfSBuhOJ?ref=focusamerica.it)
> 
> — Haley Stevens (@HaleyforMI) [November 1, 2026](https://x.com/HaleyforMI/status/2116945962706862397?ref%5Fsrc=twsrc%5Etfw&ref=focusamerica.it)

Poche ore prima Stevens era [entrata](https://www.ms.now/news/haley-stevens-attends-church-with-gops-mike-rogers-as-michigan-democrats-feud?ref=focusamerica.it) insieme a Rogers alla Perfecting Church, una nota chiesa afroamericana di Detroit, per la funzione della domenica mattina. Prima di entrare ha detto di essere favorevole agli investimenti nelle imprese di proprietà di afroamericani, "ed è la politica che Mike porterà avanti". Nello stesso momento gli altri democratici si preparavano a un evento in un'altra chiesa di Detroit, organizzato per mostrare un partito unito dietro El-Sayed, con il deputato del South Carolina Jim Clyburn, uno degli afroamericani più influenti del Congresso. L'evento era previsto per le 13 di Detroit (le 19 in Italia) e inizialmente doveva vedere sul palco anche Stevens.

Lo scontro nasce da uno spot di Rebellion PAC, un comitato di azione politica fondato dal commentatore di sinistra Cenk Uygur, zio di Hasan Piker. I comitati di azione politica sono gruppi che raccolgono e spendono soldi per sostenere o attaccare candidati, senza essere legati alle loro campagne. Lo spot, ambientato in un supermercato, collega l'aumento dei prezzi agli aiuti militari americani a Israele: a un certo punto una donna dice a un uomo di non comprare le uova perché "dobbiamo mettere da parte quei 7 dollari per uccidere i palestinesi". Uygur ha detto al New York Times che lo spot critica il governo israeliano e non gli ebrei americani. Ha aggiunto che non gli darebbe fastidio se El-Sayed lo condannasse.

Venerdì Stevens aveva chiesto a El-Sayed di prendere le distanze dallo spot, che a suo giudizio sostiene che gli ebrei siano responsabili dei problemi economici dell'America. Nella stessa dichiarazione aveva scritto che lo spot "non ha inventato il suo argomento", ma ripete quello che El-Sayed ha detto per tutta la campagna, cioè che Israele sarebbe il motivo per cui il Michigan non può permettersi buone scuole, sanità e asili nido. Per questo aveva chiesto anche le sue scuse. "Abdul promette di togliere i soldi dalla politica. Può cominciare togliendo Israele dalla sua spiegazione di tutto quello che il Michigan non può permettersi", aveva scritto. Stevens aveva chiesto inoltre di ritirare uno spot della campagna di El-Sayed con il commentatore conservatore Tucker Carlson, che ha difeso le critiche di El-Sayed alla politica estera americana, per "rispetto verso la comunità afroamericana del Michigan".

El-Sayed, che critica apertamente Israele, ha risposto la sera stessa che Stevens "sembra intenzionata a riaprire una primaria finita tre mesi fa" e che la priorità dovrebbe essere battere Rogers, il candidato scelto da Trump. Dopo lo scambio la sua campagna ha chiesto a Stevens di non partecipare ai suoi eventi fino al voto, per non distrarre dai temi centrali della corsa. "Non voglio distrazioni", ha [detto](https://www.mlive.com/news/detroit/2026/10/el-sayed-no-longer-wants-stevens-at-sunday-campaign-event-saying-it-would-be-a-distraction.html?ref=focusamerica.it) sabato El-Sayed dopo un evento a Sterling Heights, aggiungendo che la questione non interessa alla grande maggioranza degli elettori, che faticano a pagare la benzina, la spesa e le visite mediche. Lo spot, ha precisato, non è stato fatto dalla sua campagna e lui non ne condivide i contenuti.

La deputata del Michigan Debbie Dingell, che aveva organizzato l'apparizione comune con Clyburn, ha [detto](https://bridgemi.com/michigan-politics/haley-stevens-joins-mike-rogers-in-detroit-bucking-abdul-el-sayed-in-senate-race/?ref=focusamerica.it) di essere stata lei a cancellare la presenza di Stevens. "L'ho tolta io perché era diventata una distrazione eccessiva", ha spiegato Dingell, aggiungendo che il vescovo della chiesa si stava innervosendo perché si trattava di una vera funzione religiosa. Sabato sera Stevens aveva diffuso una dichiarazione in cui si diceva contenta che El-Sayed non condividesse i contenuti di quello che ha definito "lo spregevole spot di Rebellion PAC". In un'intervista al [New York Times](https://www.nytimes.com/2026/10/31/us/haley-stevens-abdul-el-sayed.html?ref=focusamerica.it) pubblicata lo stesso giorno aveva detto "credo che vincerà", ma alla domanda se volesse che vincesse aveva risposto: "Non so perché me lo chiede".

Già mercoledì il compagno di Stevens, Jason Turkish, avvocato per i diritti civili ebreo e democratico, aveva annunciato che avrebbe votato per Rogers. Turkish ha spiegato di aver preso la decisione dopo che El-Sayed, durante un [dibattito](https://focusamerica.it/nellultimo-dibattito-in-michigan-rogers-mette-in-dubbio-la-lealta-di-el-sayed-allamerica/), non aveva voluto dire se la minaccia più grande per gli Stati Uniti fosse l'Iran o Israele. Sabato, ospite di Fox News, Turkish ha [difeso](https://www.huffpost.com/entry/haley-stevens-fianc%C3%A9-jason-turkish-trashes-on-el-sayed%5Fn%5F6ae61bbfe4b03a6ff492383a?ref=focusamerica.it) la compagna: "Le sue sole richieste erano di dire che gli ebrei non sono da incolpare per il prezzo delle banane e delle uova. E le è stato chiesto di non venire". Al New York Times ha detto che si sentirebbe "meno al sicuro su questo pianeta" con El-Sayed senatore.

Le tensioni tra i due risalgono alle primarie di agosto, che El-Sayed ha [vinto](https://www.nytimes.com/2026/10/30/us/politics/el-sayed-stevens-michigan-senate-event.html?ref=focusamerica.it) con meno di un punto di vantaggio dopo una campagna molto personale e centrata su Israele. Stevens era sostenuta dall'AIPAC, la principale lobby filoisraeliana degli Stati Uniti, e aveva accusato El-Sayed di voler dare la colpa dei suoi problemi agli ebrei americani. Dopo la sconfitta l'aveva appoggiato subito e i due erano comparsi insieme a una colazione per l'unità del partito, ma da allora non avevano più fatto campagna insieme. Nelle ultime settimane Stevens era andata più volte in televisione a mettere in dubbio la capacità di El-Sayed di parlare agli elettori afroamericani ed ebrei.

Il sostegno di Stevens pesa soprattutto nella contea di Wayne, che comprende Detroit, e nella vicina contea di Oakland. Alle primarie Stevens aveva battuto El-Sayed in entrambe grazie al voto degli afroamericani e degli ebrei, due parti importanti della coalizione democratica. Rogers ha lodato Stevens sui social, definendola una "leader coraggiosa". Il seggio è quello del democratico Gary Peters, che non si ricandida. La sfida, già tra le più [aggressive](https://focusamerica.it/in-michigan-la-sfida-per-il-senato-tra-rogers-ed-el-sayed-e-sempre-piu-aggressiva/) della stagione, potrebbe decidere il controllo del Senato, oggi in mano ai repubblicani con una maggioranza ristretta. Se vincesse, El-Sayed sarebbe il primo senatore musulmano della storia americana. In Michigan il voto anticipato è aperto dal 24 ottobre.

Prima dell'annuncio di domenica i sondaggi indicavano che El-Sayed aveva in gran parte compattato il suo elettorato. Una rilevazione di Mitchell Research & Communications per alcune televisioni del Michigan dava El-Sayed al 94% tra i democratici e Rogers al 91% tra i repubblicani. Matt Grossmann, politologo della Michigan State University, ha detto a [Reuters](https://www.reuters.com/world/us/us-senate-candidate-el-sayed-wants-democratic-rival-stay-away-source-says-2026-10-31/?ref=focusamerica.it) che le divisioni visibili nel partito a ridosso del voto non aiutano El-Sayed, ma che i sondaggi avevano già in gran parte messo in conto la riluttanza degli elettori di Stevens.